31/05/2009
La Guardia di Finanza sequestra 25 tonnellate di rifiuti nel porto
La Guardia di Finanza sequestra 25 tonnellate di rifiuti nel porto
E' accaduto a Taranto. I rifiuti erano stivati all'interno di un container con destinazione finale Indonesia
TARANTO - Circa 25.5 tonnellate di rifiuti speciali, in gran parte materiale cartaceo non riciclabile, sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza nel porto di Taranto. I rifiuti erano stivati all'interno di un container con destinazione finale Indonesia.
IL SEQUESTRO - I militari del Comando provinciale di Taranto, in collaborazione con i funzionari della dogana, hanno accertato la falsa indicazione della natura della merce oggetto di esportazione e l'assenza dei prescritti trattamenti preliminari, denunciando per questo una persona. Dall'inizio dell'anno - rendono noto le Fiamme gialle - i finanzieri hanno sequestrato nel porto di Taranto 13 container, contenenti complessivamente circa 330 tonnellate di rifiuti speciali destinati all'estero.
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29/11/2008
Si toglie la vita l'ex assessore coinvolto nell'inchiesta per gli scontri a Pianura
Si toglie la vita l'ex assessore coinvolto nell'inchiesta per gli scontri a PianuraGiorgio Nugnes era stato agli arresti domiciliari. Il 20 ottobre si era dimesso. Tensione nel quartiere
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| Giorgio Nugnes arrestato il 6 ottobre scorso |
SUICIDIO - La moglie e il fratello hanno tentato di rianimare l'esponente politico dopo averlo trovato impiccato in un sottoscala, ma senza esito. Nugnes (ex Dc, Ppi e Margherita, poi confluito nel Pd) era stato sospeso dal Partito democratico in seguito al coinvolgimento nell'inchiesta. Il divieto di dimora a Pianura era stato ridotto con il permesso di recarsi nella sua abitazione di via Grottole tre giorni alla settimana: lunedì, mercoledì e venerdì. Negli altri giorni risiedeva in una casa a Quarto, in provincia di Napoli. Alla base del gesto vi sarebbero «motivi personali», secondo quanto spiegano persone che erano a lui vicine prima dell’avvio dell’inchiesta giudiziaria.
INCHIESTA - Nugnes era stato arrestato con altre 35 persone con le accuse di associazione a delinquere, devastazione e interruzione di pubblico servizio. Le intercettazioni telefoniche mostrano che negli scontri avvenuti fra le forze dell'ordine e manifestanti anti-discarica nella notte tra il 2 e il 3 gennaio scorso, Nugnes dava informazioni a Marco Nonno, consigliere comunale di An, anch'egli arrestato, sui movimenti delle forze dell'ordine perché i manifestanti aggirassero i posti di blocco.
IERVOLINO IN LACRIME - Il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, ha appreso piangendo la notizia del suicidio di Nugnes mentre stava inaugurando due edifici scolastici. Profondamente commossa, il sindaco aveva detto di volersi recare con il suo vice, Sabatino Santangelo, nell'abitazione dove Nugnes si è tolto la vita poi ha deciso di attendere qualche ora per motivi di opportunità e per poter sentire prima la moglie dell'ex assessore. Infatti ci sono stati momenti di forte tensione sotto l'abitazione di Nugnes. Un gruppo di persone ha inveito e spintonato giornalisti e fotografi. Urla sono state rivolte anche contro le istituzioni. Per riportare la calma sono intervenuti i carabinieri, ma altre persone stanno impedendo a giornalisti e fotografi di entrare nella strada della casa di Nugnes.
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12/11/2008
Differenziata a ostacoli: contenitori intrappolati nel cantiere del San Carlo
Differenziata a ostacoli: contenitori intrappolati nel cantiere del San CarloI raccoglitori di vetro e plastica «in gabbia». I cittadini costretti a lasciare i sacchetti sul marciapiede, a due passi da piazza plebiscito
Contenitori per la differenziata in «gabbia»
NAPOLI - Raccolta differenziata. A ostacoli. Un «gioco» avvilente al quale però i cittadini, a Napoli, dovranno a quanto pare abituarsi. Date un'occhiata al recinto creato dal cantiere per il restauro del teatro San Carlo in piazza Trieste e Trento. La gabbia messa a punto dagli operai ha (inavvertitamente?) incluso anche le campane per la raccolta vetro e plastica. Un paradosso che non manca di sortire effetti grotteschi. Ecco per esempio una signora che, diligentemente, si avvicina per depositare una busta con bottiglie di vetro. Nota il contenitore per la differenziata rimasto «ingabbiato», resta interdetta. Prova addirittura a infilare una bottiglia attraverso le fessure della intelaiatura in ferro. Ci rinuncia. La busta, ora, non può che abbandonarla sul marciapiede, sperando nella solerzia degli addetti alla raccolta.
Pochi metri più in là, il raccoglitore per la plastica subisce la medesima sorte. Il cumulo di paccottiglia cresce sul marciapiede, ricordando il recente infausto passato di sacchetti-padroni della strada.
Un passante fa presente l'anomalia, diciamo così, alla manovalanza impegnata al di là del vistoso recinto. Cerca di essere accomodante. «...Non per altro, ma guardate dove siamo..» dice indicando la vicinissima Prefettura, e poi piazza Plebiscito. «È una brutta figura. Non si potrebbe fare qualcosa per "liberarli" i due bidoni?». Napoletani e problemi di approccio alla differenziata: non esiste metafora più azzeccata di quei contenitori
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08/11/2008
Napoli: primi arresti per abbandono di rifiuti ingombranti
Napoli: primi arresti per abbandono di rifiuti ingombrantiAveva gettato anche mobili della cucina. Il primo provvedimento a carico di un uomo di 32 anni nel quartiere Pianura. Che però è stato subito scarcerato
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| Vitale Varchetta, 32 anni, la prima persona arrestata a Napoli in attuazione del decreto che punisce chi getta rifiuti ingombranti in strada |
IL PRIMO CASO - Il primo arresto in assoluto, come anticipato da «Il Mattino» è sato operato nella giornata di venerdì nel quartiere Pianura dove, in Via Pallucci, dai carabinieri del comando provinciale, a carico di Vitale Varchetta, di 32 anni, mentre abbandonava sul selciato rifiuti ingombranti, urbani, speciali e solidi. L'uomo, già noto alle forze dell'ordine, si stava liberando di mobili da cucina, bombole di gas, materiale ferroso arruginito e materiale di risulta di lavori edili, sversandoli in un'area non autorizzata per tale scarico. Altri due arresti sono stati eseguiti sabato mattina nel quartiere di Poggioreale, i carabinieri della stazione San Giovanni a Teduccio, hanno arrestato e condotto nel carcere di Poggioreale, bloccato Gennaro Esposito, di 39 anni, e Erminio Beato, di 62 anni, entrambi della zona in via Brecce a Sant'Erasmo mentre da un furgone Piaggio Porter scaricavano rifiuti urbani, speciali e solidi (buste di plastica, ferro, cartone, plastica, lattine, vetro e altri materiali) sulla strada in un'area non autorizzata.
IL DECRETO - Gli arresti sono stati eseguiti in base a quanto previsto dall'art. 6 del decreto legge 172/2008. «Chiunque in modo incontrollato o presso siti non autorizzati - è il testo dell'art. 6 del decreto legge pubblicato due giorni fa sulla Gazzetta Ufficiale - abbandona, scarica, deposita sul suolo o nel sottosuolo o immette nelle acque superficiali o sotterranee rifiuti pericolosi, speciali ovvero rifiuti ingombranti domestici e non, di volume pari ad almeno 0.5 metri cubi e con almeno due delle dimensioni di altezza, lunghezza o larghezza superiori a cinquanta centimetri, è punito con la reclusione fino a tre anni e sei mesi; se l'abbandono, lo sversamento, il deposito o l'immissione nelle acque superficiali o sotterranee riguarda rifiuti diversi, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da cento euro a seicento euro».
SUBITO SCARCERATO - Il decreto dovrebbe prevedere il giudizio per direttissima, ma almeno nel caso del primo arrestato, Vitale Varchetta, il pm della Procura della Repubblica di Napoli, Valeria Gonzalez, ha disposto che si proceda con rito ordinario e non direttissimo stabilendo l'udienza di convalida entro i cinque giorni dall'arresto. L'uomo è quindi è a piede libero, nessun provvedimento cautelare è stato adottato nei suoi confronti. «Sembra - commenta l'avvocato Massimo Bruno, che difende Varchetta - un segnale della Procura per la quale probabilmente l'arresto debba essere previsto solo in particolari casi di violazione del decreto legge». «Appare violato - ha aggiunto - il principio di uguaglianza tra cittadini italiani visto che la norma si applica solo in Campani».
«L'uomo - ha specificato il capitano della compagnia Rione Traiano, Federico Scarabello - è già conosciuto alle forze dell'ordine. Si tratta di un rigattiere che raccoglie materiali di scarto. Non sapendo dove gettarli ieri sera intorno alle 18 li ha lasciati in questa strada di Pianura, a ridosso del cimitero vicino ai contenitori dell'immondizia». Vitale Varchetta al momento dell'arresto ha detto di non essere a conoscenza del decreto. Tre giorni fa i carabinieri, sempre a Pianura, hanno scoperto e messo sotto sequestro un'area di circa 400 metri quadri in cui sono state ritrovate 6 autovetture Smart completamente incendiate e svuotate degli interni proprio in una strada adiacente a via Pallucci, tra un frutteto e un capannone. Sul posto sono state ritrovate anche decine di pneumatici, materiali edili, sanitari, scarti di imballaggi..
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