24/10/2010

Così muore l’Amazzonia

Così muore l’Amazzonia

Il reportage di SkyTg24, curato da Tiziana Prezzo, in una delle zone maggiormente sfruttate dalla compagnie petrolifere. Qui oltre due milioni e mezzo di ettari di foresta sono contaminati da sostanze tossiche. E la gente continua ad ammalarsi.

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07/10/2010

Ungheria, i fanghi tossici minacciano il Danubio

Ungheria, i fanghi tossici minacciano il Danubio

I rifiuti fuoriusciti da un bacino di contenimento hanno raggiunto un braccio meridionale del fiume più lungo d'Europa. Si teme per l'ecosistema

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05/10/2010

Ungheria, diversi morti per una fuga di fanghi tossici

Ungheria, diversi morti per una fuga di fanghi tossici

E' successo ad Ajka, nell'ovest del Paese. A causare il disastro, la rottura di un argine di un contenitore all'aperto in uno stabilimento di lavorazione dell'alluminio. Almeno cento i feriti. Forse un errore umano all'origine dell'incidente.

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31/03/2009

Rifiuti pericolosi, arrestato Mario Chiesa L'uomo da cui partì «Mani Pulite»

Rifiuti pericolosi, arrestato Mario Chiesa L'uomo da cui partì «Mani Pulite»

 

L'operazione del nucleo operativo ecologico dei carabinieri (Noe) di Milano. L'ex presidente del Pio Albergo Trivulzio, secondo gli investigatori è l'uomo del 10%

 

Mario Chiesa davanti al tribunale di Milano in una foto del 1992 (archivio Corriere)
Mario Chiesa davanti al tribunale di Milano in una foto del 1992

MILANO - Mario Chiesa è uno dei dieci destinatari dei provvedimenti restrittivi emessi dalla magistratura di Busto Arsizio per un vasto traffico di rifiuti. Chiesa, 65 anni, di Milano, è coinvolto nella gestione di un traffico illecito di rifiuti. L'accusa per lui è quella di truffa

L'OPERAZIONE - Il nucleo operativo ecologico dei carabinieri (Noe) di Milano, coordinato dal gruppo cc tutela ambiente di Treviso, sta infatti eseguendo, da martedì mattina, dieci provvedimenti restrittivi. Nel servizio sono impegnati oltre 100 militari dell'Arma, anche del comando regione carabinieri Lombardia, con il supporto del secondo nucleo cc elicotteri di Orio al Serio, che stanno eseguendo anche una trentina di perquisizioni e il sequestro di un'importante azienda milanese operante nel settore del trattamento-smaltimento dei rifiuti. Al centro dell'indagine figura uno dei principali protagonisti dell'inchiesta «Mani Pulite» degli anni Novanta, Mario Chiesa, l'ex presidente del Pio Albergo Trivulzio che con il suo arresto diede il via a «Tangentopoli».

MANI PULITE - L'ex presidente del Pio Albergo Trivulzio, secondo gli investigatori è l'uomo del 10%. Il nome di Chiesa è fortemente legato all'inchiesta di Mani Pulite della magistratura di Milano degli anni '90: è con il suo arresto, avvenuto il 17 gennaio 1992, fatto in flagranza di reato subito dopo avere intascato una busta con sette milioni di lire, una rata di quella che doveva essere la tangente per concedere l'appalto a una impresa di pulizia, che è iniziata la più nota inchiesta di Tangentopoli. Con l'arresto di Chiesa è emerso un vasto retroscena di concussione e corruzioni a largo raggio che ha poi coinvolti numerosi esponenti della politica, della finanza e dell'imprenditoria.


09/03/2009

Truffa dei rifiuti a Colleferro 13 arresti e sequestro dell'impianto

Truffa dei rifiuti a Colleferro 13 arresti e sequestro dell'impianto

 

Falsificati i certificati di analisi: nel sistema di riciclo finivano anche materiali tossici, smantellata la dirigenza del termovalizzatore

 

Carabinieri all'ingresso del termovalizzatore di Colleferro (Auci/Gmt)
Carabinieri all'ingresso del termovalizzatore di Colleferro (Auci/Gmt)

ROMA - Un termovalorizzatore moderno, un modello di tecnologia. Quello di Colleferro. Ma dentro ci finiva di tutto, con pesanti conseguenze sull'ambiente circostante. E’ questa l’accusa per cui nella notte tra domenica e lunedì i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Roma hanno eseguito 13 ordini di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessi dal gip del tribunale di Velletri, nelle province di Roma, Latina, Frosinone, Napoli, Avellino, Bari, Foggia, Grosseto e Livorno. Gli investigatori hanno poi anche deciso il sequestro dei due termovalorizzatori dell'impianto di Colleferro.

Secondo quanto si apprende da fonti investigative a Colleferro veniva smaltito ogni tipo di rifiuto violando «tutte le norme previste». Parte del materiale, hanno verificato gli uomini dell'Arma, arriva «di nascosto» dalla Campania e comprendeva anche rifiuti pericolosi.

(Benvegnù)
(Benvegnù)

GLI INQUIRENTI: «PROVE INEQUIVOCABILI» - Le indagini del nucleo ecologico dei carabinieri - spiega una nota - hanno permesso di raccogliere «inequivocabili elementi di responsabilità a carico dei soggetti che conseguivano ingiusti profitti, rappresentati dai maggiori ricavi e dalle minori spese di gestione dei rifiuti che venivano prodotti e commercializzati come Cdr (combustibile da rifiuti) pur non avendone le caratteristiche, qualificabili, in parte invece, come rifiuti speciali anche pericolosi e quindi non utilizzabili nei forni dei termovalorizzatori per il recupero energetico».

L'ORIGINE DELL'INCHIESTA - Era stata la denuncia di un ex dipendente a far partire le prime indagini. Il capo-turno si presentò con un campione di rifiuti da analizzare, estratto da una vasca per il trattamento dei rifiuti che presentava picchi anomali di XCl (acido cloridico) e SO2 (biossido di zolfo). Il campione sotto forma di cilindro è stato poi fatto analizzare dall’Arpa di Frosinone che non lo ha repertato come «materiale non identificabile come cdr» bensì «rifiuto speciale e pericoloso per la presenza di idrocarburi».

I REATI - I reati contestati a vario titolo sono di associazione per delinquere; attività organizzata per traffico illecito di rifiuti; falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico; truffa aggravata ai danni dello Stato; favoreggiamento personale; violazione dei valori limiti delle emissioni in atmosfera e prescrizione delle autorizzazioni; accesso abusivo a sistemi informatici.

IN MANETTE I DIRIGENTI DEL CONSORZIO - A finire in manette la dirigenza del consorzio che gestisce l'impianto di smaltimento alle porte di Roma e alcuni responsabili dell'Ama per i ciclo dei rifiuti. Tra di loro anche il direttore tecnico e responsabile della gestione dei rifiuti degli impianti di termovalorizzazione di Colleferro, Paolo Meaglia; un dirigente dell’Ama; soci e amministratori di società di intermediazione di rifiuti e di sviluppo di software, chimici di laboratori di analisi. I militari oggi hanno provveduto anche a notificare 25 informazioni di garanzia.