04/05/2010

Europa old economy: nessuna azienda nella top ten digitale

Europa old economy: nessuna azienda nella top ten digitale

Solo 4 delle 54 aziende più visitate della Rete sono europee. E la fibra ottica è un miraggio per molti. La Ue decide di correre ai ripari attraverso un piano per rilanciare lo sviluppo del Web, sia nei contenuti che nelle infrastrutture

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Il Vecchio Continente è fuori dal mondo digitale. Nella top ten delle aziende di maggior successo nemmeno una è europea. In altre parole, in colossi come Google, Amazon, eBay e Facebook non c'è l'ombra di investimento made in Europe.

E a puntare il dito contro l'arretratezza digitale dell'Unione è proprio la Commissione Ue, che il 12 maggio approverà un piano per rilanciare lo sviluppo della Rete, sia nei contenuti che nelle infrastrutture, per dare a tutti gli europei Internet veloce (sopra i 30 Mbps) entro il 2020 e sbloccare un potenziale di un milione di posti di lavoro.

Ad oggi, infatti, solo 4 delle 54 aziende più visitate della Rete sono europee. E la fibra ottica è ancorta un miraggio per molti.

La Commissione chiederà agli Stati di spingere sulle reti di nuova generazione - abbassando i costi amministrativi - con un occhio di riguardo alle tecnologie mobili che, grazie a politiche di liberazione dello spettro reso disponibile dal dividendo digitale, aiuteranno a garantire la copertura nelle aree dove lo sviluppo delle infrastrutture è più difficile.


Anche per quanto riguarda i contenuti, l'Europa deve ancora abbattere qualche muro per costruire un mercato unico e poter fornire la stessa offerta a tutti i cittadini. Oggi, ad esempio, la musica on line è ostaggio di un complesso sistema di licenze che cambia da Paese a Paese. E rende difficile per distributori come i-Tunes e Amazon offrire la stessa scelta in tutti i 27.

Si tratta di un problema che esiste per la diffusione on line di tutti i contenuti dell'industria creativa protetti da copyright, un sistema che con l'arrivo dell'iPad farà sentire ancor di più i suoi limiti, costringendo la Apple a negoziare la diffusione di contenuti in ogni singolo Paese europeo e quindi impedendo ai cittadini Ue di avere accesso agli stessi contenuti.

Per questo, spiega Bruxelles, occorre affrontare il problema dei diritti d'autore, pensando ad un sistema europeo di licenze che semplifichi le regole e salvaguardi allo stesso tempo gli interessi dei proprietari dei contenuti. E la Commissione proporrà una direttiva sulla gestione collettiva dei diritti già l'anno prossimo.


16/02/2010

Microsoft punta su windows 7 e crea applicazione per cellulari

Microsoft punta su windows 7 e crea applicazione per cellulari

 

MWC 2010 - Windows ripunta sul 7


Quello dei sistemi operativi per il mondo mobile è diventato un gioioso caos. Annunci a raffica, nessuno vuol rimanere fuori dalla torta sempre più ricca degli smartphone. E allora Microsoft rilancia, con la versione 7 di Windows Mobile, mentre Samsung decide di mettersi in proprio presentando Bada.

E' stato uno Steve Ballmer entusiasta come al suo solito a presentare davanti a una folla strabocchevole di giornalisti (la sala dell'Hotel Catalunya non è riuscita che ad accoglierne una parte della stampa registrata, gli altri - fra cui il sottoscritto - sono stati piazzati in salette con maxischermi) il nuovo Windows Mobile 7.

Un'interfaccia completamente ridisegnata, nessun punto in contatto con la versione 6.5, che pure è disponibile da pochi mesi. Se finora Win Mobile aveva solo aggiornato un progetto nato ai tempi dei PDA da usare con lo stilo, con la versione 7 la casa di Redmond taglia i ponti col passato adeguandosi ai nuovi telefoni touchscreen.

 

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Per i suoi Windows Phone 7, Microsoft parla di un "design olistico". Insomma, qualcosa in cui tutto (hardware e software) si tiene insieme. Quel che ha fatto il successo della Mela, per capirci. Il nuovo look di WM7 in effetti colpisce: nella schermata iniziale, sezioni aggiornate dinamicamente mostrano direttamente agli utenti i contenuti in tempo reale e - aggiunge Microsoft tirando una frecciatina a Apple - "rompendo con la tradizione di icone statiche che fungono da passaggio intermedio per l'applicazione". Per esempio, creando una sezione dedicata ad un amico nella pagina iniziale, l'utente può disporre di una visuale chiara e aggiornata relativa ai post ed alle immagini più recenti del proprio contatto, semplicemente visualizzando la schermata iniziale. Un homescreen attivo, dalla grafica per altro molto piacevole. Tutti i Windows Phon 7, poi, avranno tre pulsanti sul lato frontale, uno dei quali accede direttamente ai servizi di ricerca online con Bing. I display saranno capacitivi e multitouch (fino a 4 punti di pressione). Le varie attività sullo smartphone saranno organizzate intorno ad "hub",  dei "centri attività". Persone (con i contatti, che integrano quelli di Facebook, di Winddows Live, di altri social network), Giochi (con l'integrazione a XBox Live), Musica e Video, Marketplace (applicazioni da scaricare). Per farvi un'idea potete dare un'occhiata a questa ampia galleria di schermate. Oppure a questa demo video.

L'impressione è positiva: basterà per far recuperare a Windows Mobile il terreno perso? E i produttori accetteranno di pagare il nuovo sistema operativo quando esistono alternative gratuite (Android e il nuovo MeeGo)? Certo, l'integrazione con l'immenso mondo pc Microsoft è un richiamo non da poco, ma in più c'è il problema dell'interfaccia. Molto più bella del passato, ma che ora pare poco personalizzazione. E Htc, Sony Ericsson e gli altri brand che sono rimasti fedeli a Microsoft hanno sempre lavorato molto sulla "customizzazione" di Windows Mobile. Si adegueranno a non farlo più?
I primi Windows Phone 7 arriveranno a fine 2010.


L'altra grossa novità di Barcellona arriva da Samsung, secondo produttore mondiale di telefoni ma un po' in difficoltà tra gli smartphone. La mossa si chiama Bada, un sistema operativo "open" creato  dai coreani, con un suo kit di sviluppo applicazioni. Il primo cellulare con Bada, mostrato qui, si chiama Wave (date un'occhiata qui) e ha uno dei nuovi display Super-Amoled, davvero notevole del luminosità e definizione. Sugli schermi, grazie all'esperienza nel mondo delle tv e dei monitor, Samsung è maestra. Vedremo  se Bada manterrà fede al suo nome, che il coreano vuol dire "oceano". Già in primavera Wave dovrebbe essere nei negozi, a un prezzo non comunicato, ma che dovrebbe essere assai inferiore all'iPhone.


Paolo Ottolina

05/11/2009

Marchionne presenta il piano Chrysler «Ventuno modelli entro il 2014»

Marchionne presenta il piano Chrysler «Ventuno modelli entro il 2014»

 

Lapo Elkann: «Nessuno prende lezioni da nessuno: è un lavoro fatto assieme». Il rilancio affidato alla 500, all'Alfa MiTo e alla Jeep. La protesta con striscione in volo: «Salvataggio pirata»

 

Marchionne nel quartier generale della Chrysler (Afp)
Marchionne nel quartier generale della Chrysler (Afp)

MILANO - Ventuno modelli entro il 2014 e tre piattaforme in condivisione con Fiat. Sono due punti del piano quinquennale di rilancio della Chrysler, uscita solo quattro mesi fa dalla bancarotta, presentato dall'ad Sergio Marchionne nel quartier generale di Auburn Hills davanti a una platea di 450 persone, tra cui John Elkann, Andrea Agnelli (componente del board Fiat) e Alessandro Nasi (consigliere di Exor e responsabile del business di Cnh). Presenti analisti finanziari, rappresentanti dei sindacati e del governo (in qualità di azionisti del colosso di Detroit), autorità locali e giornalisti: sono stati accolti da una 500 azzurra come la maglia della nazionale di calcio, tra americanissime Jeep e Grand Cherokee, e una volta terminata la convention hanno ricevuto un modellino di 500. La giornata è stata movimentata anche da una protesta ad alta quota: due piccoli velivoli hanno sorvolato Auburn Hills con degli striscioni: «Fiat/Chrysler bailout bandit» («salvataggio pirata») e «Non acquistate auto Chrysler».

L'attrice ungherese Zsa Zsa Gabor (Reuters)
L'attrice ungherese Zsa Zsa Gabor (Reuters)

LIQUIDITÀ - «È una grandissima giornata per Chrysler e per la sua squadra, che sta lavorando con passione e spero che darà vita a un'azienda dinamica e competitiva» ha detto Marchionne - brani di Bruce Springsteen in sottofondo -, descrivendo con una battuta il proprio stato d'animo: «Mi sento come il quinto marito di Zsa Zsa Gabor: so cosa devo fare, ma non so se riuscirò a renderlo interessante». Conferma Lapo Elkann, vice presidente Fiat: «Oggi è una giornata importante, c'è tanto entusiasmo. L'impressione è positiva, l'atmosfera è buona. Nessuno prende lezioni da nessuno: è un lavoro fatto assieme». Sul lato finanziario la società americana è stata «parsimoniosa» - ha poi spiegato Marchionne -, registrando il pareggio operativo e aumentando la propria liquidità di 1,7 miliardi di dollari da giugno a settembre, quando sono stati raggiunti i 5,7 miliardi. Per il quinquennio si prevede che il taglio dei costi e le sinergie fra Fiat e Chrysler si traducano in risparmi per 2,9 miliardi di dollari.

I MODELLI - Per quanto riguarda la produzione, il colosso di Detroit potrà contare su 21 modelli entro il 2014 e su tre piattaforme condivise delle sette che manterrà attive (eliminandone quattro). Il rilancio è affidato ai marchi del Lingotto, a modelli sempre più ecologici e innovativi, con le tecnologie Fiat e Alfa Romeo alla base di nuovi prodotti. Ma anche alla Jeep, il più riconoscibile a livello internazionale tra i vecchi brand del colosso Usa, con il restyling di 4 modelli: si prevede che entro il 2014 le vendite saranno pari a 800mila unità. Il piano prevede però il pensionamento di diversi modelli Chrysler e Dodge. Nel 2010 uscirà di scena il Jeep Commander, nel 2011 i Dodge Viper e Dakota e la Chrysler Sebring. L'anno seguente, quando l'alleanza con Fiat decollerà con lo sbarco dell'Alfa Romeo negli Usa, Chrysler manderà in pensione i Jeep Compass e Patriot e i Dodge Caliber e Avenger, ma anche il PT Cruiser. Uscirà dal mercato anche il Grand Caravan, lasciando così il Town and Country come unico minivan. Al contrario, l'anno prossimo Chrysler farà esordire i restyling del Jeep Grand Cherokee e della berlina 300.

ARRIVA LA 500 - Le vere novità arriveranno dal 2011, quando arriverà sul territorio americano la Fiat 500 prodotta in Messico (che avrà area vendite e personale dedicato). Nel 2012, dopo anni di assenza, torna l'Alfa Romeo: il primo modello sarà la MiTo, seguita all'inizio del 2013 da una berlina midsize e dall'Alfa Milano. Fra i marchi del gruppo Dodge, i cui colori saranno il rosso e il nero, sono previsti tre nuovi modelli: una nuova compatta, una berlina media e una vettura nel segmento sotto le compatte. Entro il 2014 Chrysler coprirà sei segmenti di mercato, contro gli attuali quattro. Oltre alla 500, ci saranno due nuove vetture dei segmenti A e B (oggi scoperti) e otto modelli dei segmenti C e D realizzati su due sole piattaforme di cui una del gruppo Fiat (contro gli attuali 11 su 8 differenti piattaforme). Nei cinque anni le vendite fuori dai confini nordamericani dovrebbero salire del 18%. Un progetto ambizioso di rilancio, per realizzare il quale Marchionne ha creato una squadra di oltre 20 manager. Tra loro un solo italiano, Alfredo Altavilla.

«GM HA FATTO BENE» - Commentando l'altra grande notizia di giornata del settore automobilistico, ovvero la decisione di General Motors di mantenere il controllo di Opel, Marchionne ha parlato di «scelta totalmente razionale perché considerando quello che è successo era l'unica soluzione. È una cosa buona per l'Europa perché dovranno razionalizzare le infrastrutture che sono troppo grosse e complesse».

ECONOMIA USA - L'amministratore delegato è stato accolto sul palco dal nuovo presidente di Chrysler Robert Kidder, che lo ha salutato come «l'uomo capace con il suo team di reinventare il marchio e farlo riemergere più forte di prima». «Sergio e la sua squadra - ha detto - stanno reinventando il modello di business di Chrysler in uno con vere economie di scala globale, con una forte attenzione ai marchi». Per Kidder «il successo di Chrysler e dell'industria automobilistica è importante per il rilancio dell'economia americana». A cinque mesi dalla chiusura del procedimento per bancarotta, dunque, la fiducia del board di Chrysler nella possibilità di tornare ad essere un marchio competitivo è «considerevolmente più forte», assicura il presidente, ribadendo che l'azienda intende rimborsare il prestito ricevuto dal governo Usa «con la massima velocità possibile». Chrysler avrà anche un nuovo logo: registrato il 29 settembre, è caratterizzato da una stilizzazione delle ali attorno all'elemento centrale e non riporta più il marchio ovale al centro ma la scritta su fondo blu.


14/10/2009

Al via a dicembre i lavori per il Ponte

Al via a dicembre i lavori per il Ponte

 

«La compagnia è avviata a una gestione positiva grazie a imprenditori coraggiosi». L'annuncio di Berlusconi a margine del piano di rilancio degli aeroporti. E su Alitalia: «Una sfida quasi vinta»

 

La piantina che mostra come si svilupperà il ponte di Messina (Ap)
La piantina che mostra come si svilupperà il ponte di Messina (Ap)

ROMA - «A dicembre, massimo gennaio, inizieremo la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina». Lo ha confermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi partecipando all’iniziativa «Due hub», ovvero i piani di investimento per Malpensa e Fiumicino, presentata oggi a Villa Madama dalle società che gestiscono i due scali, Sea e Adr.

«ALITALIA VERSO GESTIONE POSITIVA» -Quanto allo sviluppo del sistema aeroproturale italiano, Berlusconi ha sottolineato che «da parte del governo c'è l'impegno a garantire le infrastrutture di collegamento con gli aeroporti». Inoltre, «c'è l'impegno per Milano affinchè le infrastrutture siano pronte per il 2015 quando sarà la vetrina dell'Italia in tutto il mondo». Il capo del governo ha poi commentato la situazione di Alitalia, definendola una compagnia «sicuramente avviata verso una gestione positiva che premia il coraggio di imprenditori che hanno saputo rischiare». «Siamo riusciti - ha sottolineato in particolare - a far restare l'Alitalia nelle nostre mani. La sfida sta per essere vinta, ho visto i risultati di Alitalia a ottobre e ci stiamo avviando verso una gestione positiva, che conferma la giustezza del progetto e premia il coraggio degli imprenditori che hanno saputo rischiare».

DEBITO PUBBLICO E INVESTIMENTI - Dobbiamo «fare i conti» con il debito pubblico che abbiamo «ereditato» ha detto ancora il premier, «ma questa eredità non deve impedirci di innovare e di rimuovere e gli ostacoli» che si frappongono alla realizzazione di infrastrutture «e non deve impedirci di stimolare investimenti pubblici e privati verso ciò che è più urgente».