21/08/2011

Napolitano: «Maggioranza ha esitato a riconoscere la gravità della crisi»

Napolitano: «Maggioranza ha esitato a riconoscere la gravità della crisi»

All'apertura del Meeting di Comunione e liberazione a Rimini. Critiche anche all'opposizione: «Possibile che sia sempre colpa del governo?» «Colpire gli evasori fiscali»

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14/10/2010

Emilia, scosse di terremoto tra Forlì-Cesena e Rimini

Emilia, scosse di terremoto tra Forlì-Cesena e Rimini

La magnitudo è stata del 4.1, ma nella notte tra il 13 ed il 14 ottobre si sono verificate anche due scosse, di 2.7 e 2, in provincia dell'Aquila

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18/09/2010

Rimini: uccide la nipote con la balestra e si suicida con una freccia al torace

Rimini: uccide la nipote con la balestra e si suicida con una freccia al torace

L'eredità alla base della tragedia. Lei era un avvocato di 40 anni. Lo zio ha anche tentato di far esplodere il palazzo

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07/09/2010

L'orribile sospetto Tomizawa morto in pista

L'orribile sospetto Tomizawa morto in pista

Troppe domande senza risposta, troppi casi strani nelle dichiarazioni dei piloti. Fino alla clamorosa ammissione di Jorge Lorenzo. La testimonianza di uno spettatore. Ora il procuratore della Repubblica di Rimini ha aperto un fascicolo d'inchiesta

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25/08/2010

Maroni: "C'è un piano per far fuori Berlusconi"

Maroni: "C'è un piano per far fuori Berlusconi"

Il ministro dell'Interno dal Meeting di Comunione e Liberazione interviene sul vertice tra Berlusconi e Bossi: "Mi aspetto che venga presa una decisione chiara". E sull'attacco di Famiglia Cristiana: "Ne ho subiti di peggiori".

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13/08/2010

Rimini, la Regione Basilicata contro Tremonti volantini in spiaggia: 'Noi, meridionali cialtroni'

Rimini, la Regione Basilicata contro Tremonti volantini in spiaggia: 'Noi, meridionali cialtroni'

La protesta contro gli appellativi del ministro dell'Economia che accusava di incapacità le amministrazioni del Sud. Alcune hostess hanno distribuito ai bagnanti opuscoli con le spiegazioni su come sono state usate le risorse europee

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26/07/2009

Rimini si arrende agli abusivi «I turisti sono con loro»

Rimini si arrende agli abusivi «I turisti sono con loro»

 

IL CASO. E l'assessore affronta i bagnanti: via chi insulta i vigili

 

RIMINI — Al suk 110, pardon, al Bagno 110 di Rivazzurra, gli abusivi calcolano tutto. Persino il vento. «Quando c'è scirocco, che porta alta marea, per noi diventa un problema: c'è meno spiaggia, meno spazio per le nostre merci» spiega Abutil, marocchino che vende braccialetti, mentre la moglie fa treccine, e a Rimini fanno stagione da un paio di anni, praticamente una piccola azienda familiare nel più assoluto abusivismo naturalmente.

Oggi non c'è scirocco: sarà per questo che per vedere il mare bisogna prima superare una, due, tre file di bancarelle, un caleidoscopio di razze e idiomi. Alcuni espongono la merce su enormi lenzuola, i più evoluti su tavolozze di legno sostenute da scatoloni di cartone. Tutto rigorosamente contraffatto. Prezzi stracciati. Successo garantito: venghino, venghino signore e signori. Eccome se vengono, turisti e bagnanti. Alla faccia delle multe, che sarebbero anche salate. Due giorni fa a Miramare, qui vicino, una signora s'è vista rifilare dai vigili urbani una botta da 1.000 euro per aver acquistato merce taroccata. Ma non capita spesso, e infatti la cosa ha fatto notizia. «Sì, ho letto, in realtà nessuno controlla», alza le spalle una signora milanese che ha appena comprato un cinturone, mentre altre aspettano il turno. È la vittoria degli abusivi, perlomeno a Rimini. Chi li ferma più? «Facciamo il possibile, ma è una battaglia persa», ammette sconsolato l'assessore alla Sicurezza, Roberto Biagini, pd, lo stesso che una manciata di giorni fa, saputo che una pattuglia di vigili era stata pesantemente insultata da alcuni bagnanti durante un'operazione contro gli abusivi, si è esibito in un'invettiva anti-turisti che non ha precedenti nella storia della riviera romagnola, dove il cliente è sacro. «Non abbiamo bisogno di questa gente e delle loro volgarità — ha tuonato Biagini —: andatevene, tornatevene a casa, boicottateci per favore!».

Pare che in giunta, a cominciare dal sindaco Ravaioli, non tutti abbiano apprezzato. Ma l'assessore non è pentito: «Eh no, c'è un limite a tutto. Passi che la gente continui a comprare dagli abusivi, affossando l'economia, ma che insultino i tutori dell'ordine, questo no, così salta tutto. Anche perché poi, molto spesso, sono gli stessi che a casa loro tempestano di telefonate i vigili se solo uno straniero entra nel loro giardino...». Un circolo vizioso: la gente compra, i pataccari dilagano. I controlli? Cifre ridicole. La squadra antiabusivismo di Rimini conta 25 vigili urbani, che dovrebbero controllare una costa di 15 chilometri, da Torre Pedrera a Miramare, un rosario di 230 bagni. Biagini: «Impresa disperata». Eppure a Riccione la guerra agli abusivi sta dando risultati. L'assessore: «È vero, ma hanno solo 5 chilometri di costa...». Il centrodestra, che è all'opposizione, non ci sta: «Questa giunta non ha mai affrontato la questione — dice il capogruppo del Pdl, Alessandro Ravaglioli —. Ha tollerato a lungo, subendo i condizionamenti di Rifondazione comunista, ora Biagini fa quello che può». Alla Confcommercio, 3.000 associati, non si fanno illusioni: «È peggio degli altri anni, colpa anche della crisi: molti immigrati, finiti in cassintegrazione, si sono riversati in spiaggia alla ricerca di due soldi» afferma il presidente Alessandro Andreini, che sta pensando di incanalare la rabbia dei commercianti in una manifestazione sul lungomare. L'altra mattina, al Bagno 107, a Rivazzurra, la scena era questa: 4 vigili urbani alle prese con 97 venditori abusivi. A volte finisce a spintoni e urla. Molto più spesso, però, gli abusivi, avvertiti dalle «sentinelle» che presidiano il lungomare, si dileguano prima dell'arrivo degli agenti. «Partita persa — dice Guido Menozzi, presidente del sindacato dei balneari —: ci sono venditori che a forza di patacche hanno un giro da 20 mila euro all'anno...».

Francesco Alberti


28/05/2009

Rimini, nonni e nipote investiti su strisce

Rimini, nonni e nipote investiti su strisce

 

Alla guida dell'auto un sammarinese 68enne. I due anziani sono morti: la donna sul colpo, l'uomo poco dopo. Il bambino di 3 anni non è grave, ha ferite leggere

 

Il tragico incidente in via Euterpe a Rimini (Ansa)
Il tragico incidente in via Euterpe a Rimini (Ansa)

RIMINI - Nonni e nipotino travolti mentre attraversavano le strisce pedonali: i due anziani sono morti, il bambino di tre anni si è salvato perché era in braccio alla nonna. I due anziani e il piccolo sono stati scaraventati per una decina di metri. È successo a Rimini in via Euterpe, non lontano dal centro sportivo Garden, alle 10.50 di mercoledì. La donna, 65enne, è morta sul colpo, il marito (74 anni) è stato ricoverato in gravissime condizioni ed è morto poche ore dopo in ospedale. Il nipotino non è in pericolo di vita, ha riportato ferite leggere.

PATTUGLIA DELLA GDF - L'incidente è avvenuto sotto gli occhi di una pattuglia della Guardia di finanza che seguiva l'auto dell'investitore. E sono stati proprio i militari a documentare che la Golf con targa sammarinese ha investito i tre pedoni. Alla guida un uomo di 68 anni di San Marino. Anche lui è rimasto lievemente ferito ed è stato portato in ospedale. La strada è stata chiusa per circa due ore per i rilievi. Secondo le Fiamme gialle, il 68enne non viaggiava a una velocità particolarmente sostenuta, ma l'impatto è stato mortale perché evidentemente né lui né le vittime si sono rese conto di quello che stava per accadere. Forse l'uomo era distratto, forse nonni e nipotino gli sono spuntati davanti improvvisamente.

I PRECEDENTI - Non è il primo incidente su via Euterpe. Poche settimane fa un uomo si è schiantato con la Maserati contro un albero: andava a 150 all'ora e l'auto si è spezzata a metà. Eppure è una normalissima via di scorrimento: collega via della Fiera con viale della Repubblica, una strada a quattro corsie separate da uno spartitraffico che evidentemente invita a premere l'acceleratore. Gli incidenti continui, spesso mortali, avevano spinto il Comune a rallentarla con rotatorie e un semaforo per l'attraversamento pedonale.

LIMITE DEI 30 KM/H - L'assessore comunale alle politiche per la sicurezza e alla polizia municipale, Roberto Biagini, ha detto che «la tragedia in via Euterpe - terribile, terrificante, straziante - è avvenuta nonostante su quell'arteria viaria siano stati attuati interventi di messa in sicurezza per pedoni e anziani, nonostante i controlli sistematici messi in atto su quella strada che ha il limite dei 30 km/h attraverso telelaser e autovelox. La ricostruzione della dinamica metterà in luce quanto accaduto ma una riflessione più generale si può già fare. Prima dei controlli e degli strumenti tecnologici di controllo, occorre modificare un comportamento collettivo e individuale. Bisogna rendere più dure le leggi che, alla fine, derubricano questo genere di incidenti a casualità colpose. Bisogna, in alcuni casi, parlare di veri e propri omicidi e regolare le leggi di conseguenza».


24/11/2008

Clochard di Rimini, quattro giovani l'hanno bruciato per divertimento

Clochard di Rimini, quattro giovani l'hanno bruciato per divertimento

Il caso del senzatetto dato alle fiamme mentre dormiva su una panchina. Sono ragazzi poco più che diciottenni, incensurati e di buona famiglia. Al telefano scherzavano sulla bravata

 

 

(Emmevi)
 
RIMINI - La posizione di quattro giovani riminesi poco più che diciottenni, incensurati e di buona famiglia è al vaglio degli inquirenti che stanno indagando sul tentativo di omicidio di Andrea Severi, 44 anni, il clochard tarantino che fu dato alle fiamme mentre dormiva su una panchina a Rimini lo scorso 10 novembre e che fu ridotto in fin di vita, per poi cominciare una lenta guarigione.

LE INDAGINI - Li ha individuati la squadra mobile della questura di Rimini, nell'eventualità di un fermo di polizia giudiziaria per tentativo di omicidio. Severi, che ha riportato ustioni di secondo e terzo grado sul cinquanta per cento del corpo, è ancora ricoverato al centro grandi ustionati di Padova.

DIVERTIMENTO - I quattro giovani avrebbero ammesso le loro responsabilità, dichiarando di aver compiuto il gesto per divertimento. Secondo le indagini i quattro avrebbero anche scherzato tra di loro, al telefono, mentre leggevano i giornali che riportavano la notizia del gesto. Non ci sarebbero attriti particolari con il senzatetto dato alle fiamme, e per gli investigatori è quindi da escludere la matrice politica del gesto. I giovani, peraltro, avevano già preso di mira in passato Andrea Severi, lanciandogli addosso alcuni petardi.

 


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