29/10/2008

Come le tecnologie cambieranno l'università

Come le tecnologie cambieranno l'università

Secondo uno studio entro pochi anni il mondo accademico sarà profondamente mutato. Corsi online, «globalizzazione», sempre maggiore interferenza del social-network

 

 

 

(Ap)
 
In tempi in cui si ridiscute la scuola è più che mai attuale la notizia di uno studio che fotografa i cambiamenti indotti dagli strumenti digitali nella realtà scolastica universitaria. The future of higher education: how technology will shape learning, ovvero «Il futuro dell'istruzione universitaria: come la tecnologia rimodellerà la cultura»: questo è il titolo del recente studio pubblicato dall'Economist Intelligence Unit e sponsorizzato dal New Media Consortium .

LO STUDIO – Sono stati intervistati 289 dirigenti, di cui 100 appartenenti al mondo aziendale e 189 appartenenti al mondo accademico, distribuiti tra gli Stati Uniti (nella maggior parte dei casi), l'Europa e l'Asia. La convinzione, condivisa da una larghissima parte degli intervistati, è che entro 5 anni l'istruzione avanzata sarà profondamente cambiata. Il 60 per cento dei partecipanti allo studio crede che l'apprendimento online costituirà una componente fondamentale della modalità di insegnamento e già ora i due terzi dei corsi universitari offrono corsi online, considerando questo servizio come una parte vitale della propria offerta formativa.

AZIENDE-UNIVERSITÀ – L'altro dato che emerge con convinzione dall'analisi riguarda la crescita di partnership tra istituzioni universitarie e mondo produttivo. Il gemellaggio tra aziende e università sarà sempre più diffuso per il 64 per cento degli intervistati e stimolerà l'innovazione tecnologica, in uno sforzo comune di entrambi i soggetti a sviluppare soluzioni hi-tech innovative, proprio nell'intento di stimolare accordi tra cultura e aziende.

SOCIAL NETWORKING – Gli strumenti del web 2.0 inoltre impatteranno in maniera significativa sul rapporto tra studenti, senza contare che potrebbero per certi versi disincentivare lo studio e fornire invece lezioni e compiti «già pronti». Talvolta dunque l'influenza del social networking sarà negativo e per il 56 per cento degli interpellati potrà essere fonte di distrazione. È opinione comune che il web di seconda generazione modificherà anche le modalità di reclutamento e di raccolta fondi da parte delle università. Infine il mondo accademico crede nella globalizzazione e ritiene che il futuro degli atenei sarà sempre più internazionale: il 54 per cento degli accademici sottolinea che il proprio ateneo ha già una presenza all'estero e la tendenza nei prossimi anni sarà in aumento.