26/03/2012

Mediaset non rinnova il suo dominio.com che diventa di proprietà di un americano

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DIRITTO DEL WEB. L'azienda di Cologno Monzese tenta il ricorso per cattiva fede. Ma il giudice rigetta la pratica

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17/02/2010

Fiat, Scajola: «Non rinnoviamo gli incentivi, sostegno solo alla ricerca»

Fiat, Scajola: «Non rinnoviamo gli incentivi, sostegno solo alla ricerca»

 

Per il ministro sono a rischio circa 2000 posti di lavoro a termini imerese. «Il governo ha ritenuto che anche in Italia sia giunto il momento di tornare alla normalità del mercato dell'auto»

 

Claudio Scajola (Fotogramma)
Claudio Scajola (Fotogramma)

MILANO - «Il governo ha ritenuto che anche in Italia sia giunto il momento di tornare alla normalità del mercato dell'auto, non rinnovando gli incentivi e intensificando invece il sostegno alla ricerca e all'innovazione». Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Caludio Scajola nella informativa al Senato sulla questione di Termini Imerese.

2000 POSTI A RISCHIO - «Nello stabilimento di Termini Imerese sono impegnati 1.658 lavoratori. A questi se ne aggiungono altri 300 che operano nell'indotto. Si tratta quindi di 2.000 posti di lavoro in un territorio che offre scarse alternative di impiego. Per questa ragione, l'annuncio del nuovo Piano Fiat ha suscitato comprensibile preoccupazione tra i lavoratori e le loro famiglie, allarmate per il proprio futuro» ha aggiunto Scajola nella sua informativa nell'Aula del Senato. «La situazione specifica dello stabilimento siciliano - ha evidenziato Scajola - va inquadrata nella prospettiva più ampia del settore automobilistico, che nell'ultimo decennio ha subito profondi cambiamenti. Bastano pochi dati per comprendere quanto sia mutato lo scenario: in Europa il numero dei marchi automobilistici è diminuito dai 58 del 1964 agli attuali 22; il numero dei modelli in produzione, per contro, è aumentato da 72 a più di 200». Negli ultimi anni, ha sottolineato Scajola, «l'offerta di auto nel mondo è stata superiore alla capacità di assorbimento del mercato: le aziende hanno aumentato considerevolmente la propria capacità produttiva, anche attraverso la realizzazione di molti nuovi impianti produttivi». «Il governo - ha aggiunto Scajola - sta compiendo ogni sforzo per tutelare una realtà industriale di grande rilevanza economica e sociale per la Sicilia e per l'intero Mezzogiorno, assicurandole un futuro quando Fiat cesserà la produzione di auto nel 2012».

INVESTIMENTI FIAT - La Fiat ha detto ancora Scajola: «Ha confermato la centralità dell'Italia e ha annunciato che destinerà al nostro Paese due terzi degli 8 miliardi di investimenti previsti nel prossimo biennio». L'azienda torinese ha anche «annunciato che gli stabilimenti auto di Mirafiori, Cassino, Melfi e Pomigliano d'Arco non subiranno riduzioni di capacità produttiva».

LE SCELTE DEL GOVERNO - Il «governo è determinato a garantire la vocazione industriale dell'aerea, privilegiando i progetti del settore automotive» ha detto ancora il ministro dello Sviluppo economico, ricordando che «altre iniziative, nel settore terziario, multimediale, turistico, agroindustriale, e logistico potranno concorrere a supportare i processi di sviluppo dell'area , integrando non sostituendo l'utilizzo produttivo del sito».

Redazione online


22/10/2009

La Rai non rinnova il contratto a Bruno Vespa

La Rai non rinnova il contratto a Bruno Vespa

 

Il Cda della Rai rinvia il rinnovo: «Troppo oneroso, bisogna contenere le spese». Il conduttore: «Giusto approfondire, ma si pubblichino le cifre di tutti», «Troppo costoso il contratto di Vespa»

 

Bruno Vespa (Eidon)
Bruno Vespa (Eidon)

ROMA - Non è passato in Cda Rai il rinnovo del contratto di Bruno Vespa. L'ipotesi portata dal direttore generale, Mauro Masi, all'attenzione degli amministratori dell'azienda di viale Mazzini non ha avuto il via libera. Il contratto in questione deve in qualche maniera «essere coerente» - come è stato sottolineato in alcuni interventi, a quanto riferisce l'Agi - con la situazione generale dell'azienda e non invece in contraddizione con la necessità di contenere i costi. A sollevare il problema sul rinnovo del contratto al conduttore di 'Porta a Porta' è stato peraltro un consigliere della maggioranza, cui è seguito poi l'intervento - per la minoranza - di Nino Rizzo Nervo. Dal canto suo il presidente Paolo Garimberti ha preso atto delle posizioni che venivano espresse, come pure il direttore generale Masi. E alla fine, insieme ad altri temi all'ordine del giorno rimandati ad una nuova riunione (come l'audizione del direttore di Raidue, Massimo Liofredi), è stato deciso un riesame complessivo del contratto di Vespa, da sottoporre più in avanti nuovamente all'attenzione del consiglio di amministrazione di viale Mazzini. L'ipotesi di nuovo contratto - durata triennale - che era stata portata in Cda prevedeva - a quanto riferiscono alcune indiscrezioni - un compenso 'minimo' di 1,6 milioni di euro l'anno, ma poi la misura reale del compenso per il conduttore è data dal meccanismo delle sue presenze in programmi Rai, dal numero degli 'speciali' realizzati, e dal numero delle prime e seconde serate di 'Porta a Porta', il che finisce con il far lievitare il 'minimo garantito'.

VESPA - «Mi pare giusto che il Cda della Rai abbia chiesto un approfondimento su tutti i contratti da rinnovare e non soltanto sul mio», ha replicato Vespa. «Si potrà così constatare che alcuni elementi del mio contratto risalgono al 2001 e altri al 2004. Se si pensa che quando entrerà in vigore il prossimo contratto l'inflazione del decennio sarà intorno al 22%, sarà più facile ragionare». Poi il conduttore si dice dispiaciuto che «le fughe di notizie riguardino sempre e solo il mio contratto. Mi dispiace che si dimentichi che nel 2001 il direttore generale Cappon stabilì lui la cifra, calcolando il 15% in meno di quanto offerto a Gad Lerner e Fabio Fazio per due trasmissioni meno importanti che mai si fecero. Mi dispiace che non si pubblichino i contratti del compianto Enzo Biagi, il contratto precedente e quello attuale di Fabio Fazio, quello di Daria Bignardi e altri ancora. Io sono pronto a confrontarmi pubblicamente con tutti. Peccato che mi manchino gli interlocutori».

RAISAT - Il Cda della Rai ha poi deciso di riportare RaiSat, finora società consociata, tutta dentro l'azienda di viale Mazzini. La decisione è maturata dopo il fallimento della trattativa con Sky e la logica è quella - come sottolinea il consigliere Rodolfo de Laurentiis - di operare un «passaggio ineludibile di riportare dentro l'azienda una struttura che serviva a Sky e che ora, con il digitale terrestre, garantisce i suoi canali in maniera free. Non aveva quindi senso tenere RaiSat in quella situazione».


18/08/2009

Salva un uomo che tenta il suicidio poi scappa: rischia l'espulsione

Salva un uomo che tenta il suicidio poi scappa: rischia l'espulsione

 

È un marocchino 22enne: il permesso di soggiorno non gli è stato rinnovato perché in passato ha rubato un'auto. L'uomo si era impiccato a un ponteggio in via inama: ora è fuori pericolo

 

MILANO - Ha salvato dalla morte un uomo che si era impiccato a un ponteggio del suo palazzo in via Inama, zona Città Studi. Poi si è dileguato, non prima di aver chiamato i soccorsi: il benefattore, un marocchino di 22 anni, ha il permesso di soggiorno non in regola e un decreto di espulsione a carico. Il fatto risale alla sera del 12 agosto ed è raccontato sulle pagine del quotidiano Avvenire. Mohamed è in Italia da quando aveva 15 anni e il suo permesso di soggiorno è scaduto da oltre un anno.

PERMESSO DI SOGGIORNO - «Sono rientrato in casa e l'ho visto appeso a un ponteggio, allora mi sono arrampicato e l'ho tenuto sollevato mentre un altro vicino tagliava la corda» ha spiegato il ragazzo, che non conosceva il suicida. Cesare P., 55 anni, è stato ricoverato al Niguarda ed è fuori pericolo. «Ancora un atti­mo e sarebbe morto - dice la moglie - Perché non vogliono dar­gli il permesso di sog­giorno? Se non ci fosse stato Mohamed io adesso sarei ve­dova». Il marito penzolava a una decina di metri dal suolo e il giovane maghrebino non ha avuto dubbi: si è immediatamente arrampicato sul ponteggio, a mani nude. Della vicenda, confermata da diverse testimonianze, si è interessata l'associazione Sos racket e usura che ha scritto un appello al prefetto e al questore di Milano perché concedano al 22enne il rinnovo del permesso di soggiorno. A Mohamed, di professione elettricista, sarebbe anche stata promessa l'assunzione da parte di un'impresa edile, ma solo se risolverà la sua situazione legale. Il suo avvocato, Roberto Falessi, ha detto che il permesso di soggiorno non è stato rinnovato a gennaio del 2008, perché tre anni fa il ragazzo ha rubato una macchina. «Una sciocchezza - sostiene l'avvocato -, commessa per leggerezza ma pagata fin troppo cara: aveva preso un'auto parcheggiata per rientrare a casa una sera tardi, quando la metropolitana era già chiusa, ma aveva anche risarcito il danno al proprietario, tanto che è stato riabilitato dal Tribunale di Sorveglianza rispetto al reato di furto».

«HO FATTO UNA CRETINATA» - Nato in una famiglia di 11 fratelli, Mohamed è arrivato a Milano sette anni fa come «minore non accompa­gnato». Ha studiato, fino a ottenere u­na specializzazione da elettricista: in at­tesa che il Tar decida sulla sua espul­sione continua a lavorare con un contratto regolare con cui paga re­golarmente i 263 euro di canone d'af­fitto del monolocale concesso dal­l'ente delle case po­polari. Con il suo stipendio Moha­med ha fatto assiste­re, studiare e laurea­re in legge un fratel­lo disabile costretto in carrozzina. A 19 anni il furto: è il 13 a­prile 2004, ha fatto tardi a lavoro e non sa come tornare a casa. «Ho fatto una cretinata, me lo ripeto ogni giorno da cinque anni» dice il 22enne. Sulla strada c'è una vecchia Ford. «Mi serviva solo per tornare a casa, pensavo che l'a­vrei fatta trovare io stesso, sono sta­to un cretino». È stato sorpreso in flagrante, mentre cercava di aprire l'auto, che peraltro non ha riportato danni. Per lui cinque mesi di reclusione e 400 eu­ro di multa, pena poi sospesa. Mohamed si è presentato dal proprietario del­l'auto per risarcirlo, un gesto non richiesto dalla legge e dalla sentenza.

CONDOTTA IRREPRENSIBILE - In Questura viene respinto il secondo rinnovo del permesso di soggiorno, nonostante lo scorso 14 luglio Mohamed abbia otte­nuto la piena riabilitazione dal Tri­bunale, basata su una relazione di un Commissariato che, in un atto di tre pagine firmato da un vicequestore aggiunto e da un commissario, di Mohamed traccia un profilo det­tagliato: «Dall'arrivo in Italia (anno 2000 circa) al 2006, sempre in regola con le norme sul soggiorno, non ha commesso reati e ha mantenuto u­na condotta irreprensibile». Eccezion fatta per il tentato furto d'auto, di al­tri precedenti penali Mohamed non ne ha. Per anni il ragazzo è sta­to volontario presso la fondazione Fratelli di San Francesco. Negli stessi giorni in cui il Tribunale trasmetteva l'avvenuta riabilitazio­ne, il ragazzo salvava la vita al 50enne che, superati due giorni di coma, potrà tornare a casa tra qualche settimana.