14/05/2009

Coralli scomparsi entro la fine del secolo A rischio la vita di 100 milioni di persone

Coralli scomparsi entro la fine del secolo A rischio la vita di 100 milioni di persone

 

In pericolo il «Triangolo dei Coralli» tra Malesia e Filippine. I risultati della ricerca scientifica diffusa dal Wwf: «Colpa del riscaldamento globale, si corra ai ripari»

 

Un pesce pagliaccio tra gli anemoni della barriera corallina in Papua Nuova Guinea (Cat Holloway / Wwf)
Un pesce pagliaccio tra gli anemoni della barriera corallina in Papua Nuova Guinea (Cat Holloway / Wwf)

Entro la fine del secolo le barriere coralline potrebbero sparire da quell'angolo del pianeta Terra dove sono presenti in maggiore densità, il cosiddetto «Triangolo dei coralli» che si estende tra le coste e i mari di sei Paesi indonesiani: Filippine, Malesia, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone e Timor Est. Queste terre, pur rappresentando solo l1% della superficie terrestre, comprende il 30% delle barriere coralline mondiali. Non solo: si trovano qui il 76% delle specie di coralli censite in tutto il mondo e oltre il 35% delle spiecie di pesci presenti nelle barriere coralline, compreso il tonno. A lanciare l'allarme sulla sopravvivenza di questo ecosistema - e su una popolazione di circa 100 milioni di persone che con la scomparsa dei coralli di fatto si troverebbe priva di ogni forma di sostentamento - è il Wwf, che in occasione della Conferenza mondiale degli oceani, che si è aperta martedì a Manado, in Indoniesia, ha presentato uno studio realizzato da un team di esperti - biologi, economisti, studiosi di ecosistemi - che si sono avvalsi di oltre 300 analisi scientifiche.

Il prof. Ove Hoegh-Guldberg
Il prof. Ove Hoegh-Guldberg

SCENARIO DA CATASTROFE - La conclusione a cui giunge la ricerca è tutt'altro che tranquillizzante: i cambiamenti climatici, l'aumento della temperatura degli oceani e del livello dell'acqua e della sua acidità, i sempre più frequenti eventi calamitosi come siccità e burrasche, avranno effetti devastanti. E per questo la comunità internazionale deve subito correre ai ripari, intervenendo soprattutto sul riscaldamento del pianeta, sul fronte della lotta all'inquinamento e sul contenimento degli eccessi di pesca. «Nello scenario attuale - spiega il prof. Ove Hoegh-Guldberg, dell'università di Queensland, a capo del team di esperti - la gente vedrà distruggere i tesori biologici del Triangolo dei Coralli. La povertà aumenterà, sparirà la sicurezza del cibo, l'economia soffrirà e i popoli della costa dovranno emigrare sempre più verso aree urbane». Con tutte le conseguenze che gli esodi massicci finiscono con il comportare.

Etika Rupeni transenna un giardino di coralli al Great Astrolabe Reef, nelle Fiji (Cat Hollowyay / Wwf)
Etika Rupeni transenna un giardino di coralli al Great Astrolabe Reef, nelle Fiji (Cat Hollowyay / Wwf)

RIDUZIONE DEI GAS SERRA - La ricetta individuata non è nuova: ridurre le emissioni di gas serra con investimenti internazionali che rafforzino l'ambiente naturale della regione. Va detto che le conseguenze catastrofiche annunciate si riferiscono al peggiore dei possibili scenari presi in considerazione dallo studio, ovvero quello di un continuo andamento negativo del quadro climatico e di uno scarso impegno nella protezione delle aree costiere. «Ma anche nello scenario positivo bisognerà affrontare la perdita di una parte delle barriere coralline, l'aumento del livello del mare e delle bufere, la siccità e la ridotta disponibilità di cibo ricavato dal pescato costiero - fa notare il Wwf -. Ma con una differenza sostanziale che consiste nel fatto che le comunità rimarranno ragionevolmente intatte e saranno in grado di affrontare le difficoltà. Una gestione efficace delle risorse costiere, che includa reti regionali di aree marine protete, la protezione delle mangrovie e dei letti dei fiumi e una buona gestione del pescato si tradurranno in un declino più lento di queste risorse».

LA CONFERENZA DI COPENHAGEN - La scadenza individuata per elaborare le strategie di difesa è quella del prossimo dicembre, quando a Copenhagen avrà luogo la Conferenza delle parti della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite. Sarà lì che bisognerà trovare un intesa sulla riduzione delle emissioni di gas serra. Solo in questo modo, dice l'associazione, sarà possibile proteggere le comunità più vulnerabili anche dalla perdita di cibo e di sostentamento.


30/04/2009

Polo sud, la piattaforma Wilkins si spezza

Polo sud, la piattaforma Wilkins si spezza

 

Immagini dal satellite dell'agenzia spaziale europea. Il riscaldamento globale ha provocato profonde fratture nel ghiaccio, grossi iceberg alla deriva

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La foto, scattata dal satellite dall'Agenzia spaziale europea, mostra la profonda frattura lungo il Wilkins ice shelf e grossi iceberg che si staccano dalla piattaforma

Le immagini dell' Esa -l' agenzia spaziale europea -mostrano grossi iceberg staccarsi dal «Wilkins ice shelf », una piattaforma di ghiaccio che si trova nella penisola Antartica. I ricercatori hanno affermato che il «Wilkins ice shelf» -grande quanto la Giamaica- è ha rischio di disgregarsi completamente nelle prossime settimane. La piattaforma è rimasta perlopiù stabile nel corso dell'ultimo secolo, ma ha cominciato a ritrarsi negli anni '90. Il «Wikins ice shelf» era tenuto insieme da un «ponte» di ghiaccio che legava l'isola di Charcot alla terra ferma Antartica. Ma in seguito al crollo del ponte avvenuto nelle scorse settimane, le fratture nel lato nord della piattaforma si sono ampliate e altre si sono formate per l'assestamento del ghiaccio. Secondo i dati del satellite, i primi iceberg si sono staccati venerdì scorso e da allora circa 700 km quadrati di ghiaccio sono caduti in mare.

RISCALDAMENTO GLOBALE - « Ci sono pochi dubbi sul fatto che questi cambiamenti sono il risultato del riscaldamento dell'atmosfera nella penisola Antartica, che è stato più rapido nell'emisfero sud», ha affermato David Vaughan, ricercatore del British Antarctic Survey. « Otto piattaforme di ghiaccio lungo la penisola Antartica hanno mostrato segni di rottura negli ultimi decenni e il distaccamento del «Wilkins ice shelf» è l'ultimo e il più grande della serie» spiega lo scienziato. La piattaforma ha perso il 14 % della sua massa nel corso dello scorso anno. Secondo i dati, negli ultimi 50 anni le temperature medie nella penisola Antartica sono aumentate di due gradi e mezzo, un aumento superiore alla media globale. Nelle prossime settimane gli scienziati ritengono che il «Wikins ice shelf» perderà circa 3,3370 km quadrati di ghiaccio, un'area grande quasi quanto il Lussemburgo. La rottura delle piattaforme antartiche non provoca in sé l'aumento del livello degli oceani, perché il ghiaccio non si scioglie ma continua a galleggiare, ma insieme all'aumento della temperatura dell'acqua è un importante indicatore del cambiamento climatico in atto nel pianeta.


30/03/2009

L'altra faccia del riscaldamento globale

L'altra faccia del riscaldamento globale

 

Su Vanguard. Reportage dalla Groenlandia: dove il riscaldamento globale è anche un'opportunità

 

Un frame del reportage di Adam Yamaguchi
Un frame del reportage di Adam Yamaguchi

GROENLANDIA - Il riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacci che ne deriva, sono un disastro naturale o un'opportunità? L'aumento della temperatura sta radicalmente trasformando l'Artico: i ghiacci si sciolgono, il livello del mare aumenta, i fiumi sono in piena o addirittura straripano. Gli esperti assicurano che le conseguenze di qui a pochi decenni saranno disastrose per tutto il Pianeta. Ma non tutti la pensano così.

I LOVE GLOBAL WARMING - L'altra, inaspettata, faccia della minaccia climatica è al centro dell'inchiesta "I Love Global Warming", realizzata da Adam Yamaguchi, in onda su Vanguard martedì 31 marzo alle ore 23, sul canale 130 di Sky. Con un reportage dalla Groelandia, Yamaguchi, atteso il 4 aprile al Festival Internazionale di Giornalismo a Perugia, propone un viaggio nella terra dei ghiacci per scoprire che a dispetto del disastro ecologico, la Groelandia vive un momento storico di sviluppo, scoprendo nuove terre da coltivare e nuove possibilità di crescita per il turismo incentivato dal clima più mite.

OSPITI - In studio, come ogni martedì, Davide Scalenghe e tra gli ospiti la direttrice del dipartimento di sostenibilità ambientale del WWF Italia Eva Alessi e Sabrina Melandri, ricercatrice dell’IEFE Istituto di Economia e Politica dell'Energia e dell'Ambiente dell’Università Bocconi di Milano.


08/02/2009

Campania. Calciatore dilettante muore durante il riscaldamento

Campania. Calciatore dilettante muore durante il riscaldamento

 

A Bagnoli Irpino, probabile arresto cardio-circolatorio

 

Roma, 8 feb. (Apcom) - Un giovane calciatore, che oggi esordiva in prima categoria, è morto nel primo pomeriggio a Bagnoli Irpino, per cause ancora in via di accertamento. M.S. di 27 anni originario di Montella e portiere della squadra, mentre si preparava a disputare la sua prima partita di calcio dopo un periodo di panchina, esordendo in prima categoria sul campo sportivo di Bagnoli contro una squadra di Solofra, durante la fase del riscaldamento si è accasciato al suolo. Immediati i soccorsi per rianimare il giovane, ma purtroppo ogni tentativo è stato vano: il ragazzo non ha più ripreso conoscenza ed i sanitari non hanno potuto far altro che constatarne il decesso per arresto cardio-circolatorio.

I carabinieri della locale stazione e il personale del nucleo operativo della compagnia di Montella stanno procedendo ora a svolgere i primi accertamenti per appurare quali possano essere stati i motivi che hanno causato il fatale malore del giovane sportivo e stanno sentendo i familiari, i compagni di squadra, i responsabili ed il medico della Società Sportiva per acquisire ogni utile informazione e far chiarezza sulla vicenda, al fine di stabilire se emergano eventuali responsabilità o se sia trattato di una tragica fatalità. Sulla vicenda indaga la procura di S. Angelo dei Lombardi.