08/05/2010
Piano straordinario per salvare l'euro Trichet avverte: «Crisi sistemica»
Piano straordinario per salvare l'euro Trichet avverte: «Crisi sistemica»Allo studio un pacchetto anti-speculazione per sostenere la moneta unica. L'Eurogruppo studia un meccanismo che aiuti i Paesi in difficoltà. Berlusconi: «Bce comprerà titoli di Stato»
| Silvio Berlusconi e gli altri leader riuniti a Bruxelles |
MILANO - Creare un «meccanismo» che dia stabilità ai Paesi che rischiano di farsi contagiare dalla crisi greca: su questo punto hanno trovato un accordo i leader dei sedici Paesi dell'Eurogruppo riuniti in via straordinaria a Bruxelles per stabilire misure adeguate a difesa dell'euro. I sedici leader hanno dunque raggiunto un'intesa sulla definizione di un piano in quattro punti per il salvataggio di altri Paesi, oltre la Grecia, che si trovassero nella necessità di ricevere un sostegno finanziario d'emergenza. La proposta di uno fondo salva-Stati era stata avanzata dal premier Silvio Berlusconi, che durante il vertice ha fatto appello al senso di responsabilità dell'Eurogruppo. «Siamo in un momento di emergenza, occorre prendere delle decisioni» ha detto il capo del governo italiano. Al termine della lunga notte sulla crisi greca e la stabilità dell'Euro, il premier italiano ha aggiunto che il vertice di Bruxelles ha raggiunto un risultato positivo anche grazie al «supporto dato dalla Bce, per quello che la banca centrale può fare a sostegno dei titoli di Stato che verranno emessi», anche acquistandoli.
L'ALLARME - «Attenzione, siamo di fronte ad una crisi sistemica» è stato l'allarme del presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet ai capi di Stato e di governo. E la gravità delle sue parole dà il senso di quanto delicato sia stato il summit a Bruxelles. «La zona euro attraversa oggi senza dubbio la crisi più grave dalla sua creazione. Il nostro dovere è fare di tutto per mettere in campo misure forti capaci di affrontare questa situazione eccezionale» ha voluto ribadire il presidente francese Nicolas Sarkozy. La riunione straordinaria, convocata alla luce della volatilità sempre più accentuata dei mercati, è andata avanti per oltre sette ore. Tra le altre cose, è stato stabilito che i ministri delle Finanze dei 27 Paesi Ue si riuniranno domenica a Bruxelles per finalizzare un accordo in grado di mettere l'euro al riparo dai rischi innescati dalla crisi greca e dai suoi effetti sui mercati finanziari.
PIANO ANTI-SPECULAZIONE - L'Eurogruppo, che ha approvato definitivamente l'attivazione del piano di aiuti (110 miliardi in tre anni) a favore della Grecia, sta valutando la possibilità di mettere in campo, già dai prossimi giorni, uno strumento di "intervento-rapido" per combattere la speculazione. I capi di stato e di governo dei sedici Paesi al tavolo si sono detti disponibili a rafforzare le regole di governo dei bilanci pubblici. Il vertice intende rispondere alla sfida lanciata dai mercati, sottolineando la volontà di difendere la stabilità e l'unità della moneta unica e dell'Eurozona. Il numero uno della Bce Trichet - riferiscono fonti - è intervenuto dopo Josè Manuel Durao Barroso e Nicolas Sarkozy, che hanno entrambi espresso insoddisfazione per il testo di dichiarazione che dovrebbe uscire dal vertice.
ASSE OBAMA-MERKEL - «Non c'è più tempo da perdere», ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel dopo aver parlato con il presidente Usa Barack Obama e aver concordato sull'esigenza di lanciare un «segnale forte» per salvare la Grecia e l'euro. «Ho chiarito - ha precisato il presidente americano - che gli Stati Uniti sostengono questi sforzi e continueranno a cooperare con le autorità europee e il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) durante questo periodo critico». La Merkel, dopo il via libera agli aiuti ad Atene, è determinata a portare a casa impegni concreti da parte dei suoi partner per il rafforzamento del Patto di stabilità e la vigilanza sui conti pubblici. Con l'introduzioni di sanzioni importanti - come la sospensione del diritto di voto in sede europea - da applicare a chi non dovesse rispettare le regole del gioco. La Germania vuole anche un'accelerazione del varo di nuovi strumenti per la regolamentazione dei mercati finanziari.
BERLUSCONI - Anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha sottolineato che «non è più il momento di lanciare solo messaggi di buone intenzioni». Ora servono «misure chiare, concrete ed efficaci per difendere l'euro, rafforzare l'Europa e l'Unione monetaria». E proprio da Berlusconi, nell'ambito delle misure da adottare per arginare la crisi, sarebbe arrivata l'idea di un fondo europeo anti-speculazione per proteggere un Paese nel caos che, come la Grecia, si venga a trovare di fronte allo spettro del fallimento.
TREMONTI - Un'idea - oggetto di confronto con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti - che il premier starebbe approfondendo per capire se possa diventare una proposta concreta da portare in Europa. I dettagli tecnici non sono noti ma un ruolo nella gestione del fondo "salva-stati" spetterebbe alla Bce. Per il ministro sono ore decisive per affrontare la crisi tutti insieme in Europa. «Quella che è in atto a Bruxelles - ha spiegato Tremonti - è una discussione tra capi di stato e di governo che avrà una rilevanza storica. Il ruolo dei capi di stato e di governo in questo momento è fondamentale. Se c'è la forza di una visione comune per capire che la speculazione è solo una parte del problema, credo che ci siano ragioni per essere fortemente ottimisti. Il ruolo del governo italiano e di Berlusconi in questi giorni è molto forte, e spero che sia anche fortunato. Credo che sarebbe nell'interesse di tutti che il Patriarca di Venezia gli indirizzasse una benedizione».
LE MISURE IN DISCUSSIONE - Nel testo di conclusioni al quale stanno lavorando i leader dell'Eurogruppo ci dovrebbe essere, tra le altre cose, anche un forte richiamo al rafforzamento della disciplina di bilancio, e una chiara indicazione sul fatto che, se sarà necessario, i Paesi interessati dovranno compiere ulteriori sforzi per il risanamento dei loro conti pubblici. L'avvio del vertice, slittato di un'ora e mezzo rispetto all'orario previsto, è stato preceduto da ben quattro ore di consultazioni bilaterali, nel corso delle quali tutti hanno parlato con tutti. Incontri vorticosi che hanno indicato chiaramente quanto la situazione sia complessa e potenzialmente esplosiva. «A Bruxelles è in corso un drammatico vertice inizialmente convocato per gli aiuti alla Grecia ma ora destinato a discutere dei destini dell'euro e del futuro dell'Europa», ha osservato da Roma Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Per rispondere a questa situazione, dal vertice potrebbero anche giungere indicazioni sulla necessità di istituire un organismo europeo per vigilare sulle agenzie di rating, oppure puntare direttamente alla nascita di un'agenzia europea per la valutazione dei debiti pubblici.
GRECIA - Intanto il tasso delle obbligazioni della Grecia ha toccato un nuovo record a 11,308% mentre l'agenzia di rating Moody's ha reso noto che «l'Italia è tra i Paesi meno a rischio» ma è la «spesa per interessi sul debito il tallone di Achille per l'Italia». Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al decreto legge per la «salvaguardia della stabilità finanziaria dell'area euro» con gli aiuti italiani da destinare alla Grecia. L'Italia contribuirà con un finanziamento triennale ad Atene fino a 14,8 miliardi di euro di cui 5,6 nel 2010.
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07/05/2010
La Grecia si prepara ai sacrifici
La Grecia si prepara ai sacrificiIl governo di Atene non prevede ulteriori misure dopo il varo del piano di austerità. Appoggio dagli USA. Nella notte altri scontri tra polizia e manifestanti.
Il ministro delle finanze George Papaconstantinou ha assicurato che se l'attuale piano di austerità, votato ieri dal Parlamento, sarà "completamente applicato" non ci sarà bisogno di altre misure di riduzione della spesa. Ieri l'austerity da 30 miliardi in cambio di finanziamenti europei e del Fmi per 110 miliardi in tre anni è stata approvata da Atene con i voti della maggioranza e del piccolo partito di estrema destra Laos. Tutti i principali partiti di opposizione hanno votato contro. In un'intervista alla tv greca Alpha trasmessa poco dopo la votazione sul piano che sta provocando forti proteste sociali e politiche, Papaconstantinou ha sottolineato che vi sono già segnali che confermano la convinzione che il piano sta funzionando bene e "non ci sarà assolutamente bisogno di nessun'altra misura". Secondo il ministro un segnale favorevole importante in questo senso è che gli introiti provenienti dall'Iva nel primo trimestre del 2010 hanno subito un incremento del 40% invece che del previsto 30%.
La Casa Bianca appoggia gli sforzi per "riportare la stabilità in Grecia e la fiducia sul sistema finanziario globale". E' quanto si legge in una nota della casa Bianca, nella quale si precisa che gli Usa "appoggiano con forza" gli sforzi della Grecia per la messa in atto" di importanti riforme con il sostegno dell'Unione Europea e del Fmi".
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03/05/2010
Crisi greca, l'eurogruppo «avalla» gli aiuti
Crisi greca, l'eurogruppo «avalla» gli aiutiI governatori della Bce danno la loro benedizione al programma correttivo di Atene. I ministri della zona euro hanno convalidato il piano da 110 miliardi, coperto per un terzo anche dal Fmi
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| Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, a Bruxelles per l'Eurogruppo, parla con il suo omologo tedesco Wolfgang Schauble (Ap) |
BRUXELLES - L'eurogruppo ha dato il via libera all'unanimità al piano da 110 miliardi per il sostegno all'economia greca, piegata dalla crisi. Un benestare arrivato a Bruxelles, dove erano riuniti i ministri dell'economia dei Paesi della zona euro, dopo che già la Commissione Ue e il consiglio dei governatori della Banca centrale europea avevano dato il proprio sostegno al programma di salvataggio, che avrà come contropartita un serio intervento di risanamento da parte del governo di Atene, che annuncia tre anni di austerity con riduzioni di stipendi e pensioni. A dare conferma dell'avallo al piano è stato il presidente dei ministri dell'eurozona, Jean-Claude Juncker, che ha confermato come il piano triennale ammonta a 110 miliardi di euro, di cui 80 miliardi da parte dei Paesi euro e il resto a carico del Fondo monetario internazionale. Per il 2010 gli aiuti ammonteranno a 45 miliardi di euro, di cui 30 della Ue. La somma più elevata sarà quella della Germania, con un prestito di 8,4 miliardi, mentre l'Italia stanzierà fino a 5,5 miliardi. In serata arriva anche il via libera del direttore generale Dominique Strauss-Kahn: in settimana verrà approvato il presito di 30 miliardi da parte del Fondo Monetario.
| Il presidente della Bce, Jean Claude Trichet; il ministro delle Finanze greco, George Papakonstantinou; il belga Jean-Claude Juncker; e il commissario agli Affari economici Ue, Olli Rehn (Ansa) |
IL VERTICE STRAORDINARIO - Il parere positivo della Commissione e della Bce erano due precondizioni necessarie, insieme all’approvazione del piano di austerità di Atene, affinché l’eurogruppo potesse dare a sua volta la propria «convalida», secondo un termine inusuale nel gergo comunitario. «Convalidare» non significa approvare con effetto immediato, ma piuttosto dare il via libera per l’ultima approvazione, quella definitiva, che verrà sempre dall’eurogruppo, ma riunito al livello dei capi di Stato e di governo, e all’unanimità, venerdì 7 maggio. Il presidente «stabile» del Consiglio europeo, Herman van Rompuy, ha già convocato ufficialmente i capi di Stato e di governo per venerdì , ma la decisione sull’attivazione del meccanismo di assistenza finanziaria alla Grecia è stata presa oggi e non sarà rimessa in discussione dal summit. La decisione di oggi, sarà seguita dal completamento delle procedure di approvazione nazionale (alcune secondo iter parlamentari) dei prestiti bilaterali che ogni Paese si è impegnato a mettere a disposizione. Particolarmente importante sarà l’approvazione del parlamento tedesco, che dovrebbe essere completata entro lo stesso venerdì 7 maggio. Il cancelliere Angela Merkel si è impegnata a presentare la proposta al governo domani. Immediatamente dopo l’approvazione unanime del summit dell’eurozona, i finanziamenti saranno erogati dai Paesi membri, raccolti dalla Commissione europea e pagati alla Grecia dalla Bce, insieme ai fondi dell’Fmi.
«PAGHEREMO FINO ALL'ULTIMO EURO» - La Grecia, al termine della riunione, ha fatto sapere per bocca del proprio ministro delle Finanze, George Papacostantinou, di non sentirsi «sotto tutela» degli altri Stati dell'eurozona. «Siamo invece - ha detto - un Paese che si assume le sue responsabilità. E rimborseremo tutto, fino all'ultimo euro». Il commissario degli affari economici della Ue, Olli Rehn, ha invece sottolineato che «il programma adottato dalla Grecia è un sforzo necessario e senza precedenti, così come il sostegno finanziario ad Atene». Rehn ha aggiunto che i cittadini devono essere pronti «a fare sacrifici per diversi anni, perchè la crisi non si chiude dall'oggi al domani». Ma, ha concluso, «la Grecia ce la farà a superare questo momento».
IL SI' DELLA BCE - Il consiglio dei governatori della Banca centrale europea, dal canto suo, aveva fatto sapere con una nota di salutare «con favore» «il programma correttivo economico e finanziario che è stato approvato oggi dal governo greco in seguito alla conclusione positiva dei negoziati con la Commissione europea, insieme alla Bce e al Fondo monetario internazionale». Secondo i banchieri, «le ambiziose correzioni di bilancio e le riforme strutturali complessive previste dal programma sono adeguate al raggiungimento, a termine, degli obiettivi di stabilizzazione della situazione economica e di bilancio». Che in sede europea si guardi al piano greco e al conseguente aiuto dell'Europa come ad un intervento cruciale per l'economia dell'intero continente lo aveva spiegato anche il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, secondo cui l'assistenza alla Grecia è fondamentale per garantire la stabilità dell'intera zona euro.
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27/04/2010
Grecia, appello del governo alla Ue E le Borse europee bruciano 160 miliardi
Grecia, appello del governo alla Ue E le Borse europee bruciano 160 miliardiIl ministro delle finanze: «L'Europa non ci aiuta». Il 10 riunione dei governi della zona euro. Situazione sempre più delicata: «Servono soldi entro 19 maggio». E S&P declassa a «spazzatura» i titoli di Atene
| Le proteste dei giorni scorsi ad Atene |
La Grecia «non può più» rifinanziare sul mercato il suo debito pubblico. L'allarme è stato lanciato dal ministro delle Finanze, George Papaconstantinou, che ha sottolineato che il deficit di bilancio del 2009, già corretto da Eurostat al 13,6%, potrebbe esser ancora rivisto in peggio, «al 14 per cento del Pil». Il presidente della Banca centrale europea, Jean Claude Trichet, non ha voluto commentare l'andamento dei negoziati tra il governo di Atene e Bruxelles, ma ha spiegato che a suo parere un default della Grecia o dell'eurozona «è fuori questione». I segnali che inducono al pessimismo, tuttavia, non mancano, a partire al declassamento al livello «junk», ossia spazzatura, del rating greco da parte di Standard and Poors: uno status che per il governo ellenico «non corrisponde alla realtà». Per il prossimo 10 maggio è stato inoltre convocato un vertice straordinario dei governi dell'Eurozona che avrà all'ordine del giorno la definizione di politiche di aiuto per la Grecia.
DATA LIMITE IL 19 MAGGIO - Un'altra data fatidica è quella che desta le maggiori preoccupazioni ad Atene ed è quella del 19 maggio, quando andranno a scadenza 9 miliardi di euro di titoli di Stato. Per quella data sarà necessario reperire fondi che il governo greco «non può più» prendere a prestito sul mercato. In questa situazione la Grecia «non è aiutata dall’Europa», ha sottolineato il ministro Papaconstantinou secondo cui «manca chiarezza» sugli aiuti che sono stati richiesti. Martedì i rendimenti sui titoli di stato greci segnano nuovi massimi, oltre il 9,5 per cento, mentre la Borsa di Atene è arrivata a perdere oltre il 6 per cento.
LA RECESSIONE PEGGIORA - Intanto, la Banca centrale di Atene paventa che per l'anno in corso la recessione potrà essere maggiore della contrazione del 2% prevista finora: una «riduzione» del prodotto interno lordo «maggiore» di quella calcolata «è molto probabile alle condizioni attuali, caratterizzate da un alto livello di incertezza», ha affermato il governatore della Banca di Grecia, Georges Provopoulos, spiegando che il calo del Pil è avvenuto principalmente «a causa del forte crollo degli investimenti, ma anche dei consumi privati e delle esportazioni».
ANCHE IL PORTOGALLO DECLASSATO - Nel frattempo, la crisi greca minaccia seriamente di estendersi all'Europa meridionale: Standard and Poor's, una delle principali agenzie di rating, ha declassato il rating del Portogallo per il modo in cui sta gestendo l'elevato debito pubblico e la situazione debole dell'economia. Il rating è stato ora abbassato di due note ed è passato a «A-» da «A+», in pratica quattro note sopra il cosiddetto livello «spazzatura» («junk»). L'outlook sulle prospettive del debito portoghese è negativo. Il rating sovrano della Grecia, cine detti, è invece finito già a livello «junk». Il rating è stato tagliato di tre note a 'BB+'. L'outlook resta negativo, il che significa che il rating potrebbe essere ulteriormente declassato
LA BORSA CROLLA - Inevitabili le conseguenze sui mercati finanziari. La Borsa di Atene crolla del 6% e trascina al ribasso i listini del Vecchio Continente. A risentirne maggiormente le Borse dei Paesi considerati più a rischio contagio: Portogallo, su cui si è abbattuto il doppio taglio del rating, e Spagna, dove il tasso di disoccupazione ha superato a marzo la soglia psicologica del 20%. La Borsa di Madrid è scivolata del 4,19%, mentre quella di Lisbona è sprofondata del 5,3%. Chiusura in profondo rosso anche per Milano (-3,1%), Parigi (-3,82%), Francoforte (-2,73%) e Londra (-2,61%). George Papaconstantinou ha affermato che la Grecia non è più in grado di rifinanziare sul mercato il suo debito pubblico, aggiungendo che il deficit di bilancio del 2009 potrebbe essere ancora rivisto in peggio, al 14% del Pil. Complessivamente nella seduta odierna sono andati in fumo circa 160 miliardi di euro di capitalizzazione dell'indice paneuropeo Stoxx 600 che ha ceduto il 3,13%, con un ribasso accentuato negli ultimi minuti dopo il taglio di S&P al rating della Grecia.
LA PALLA ALLA GERMANIA - Mercoledì, nel frattempo, si preannuncia come una giornata fondamentale per la cancelliera tedesca Angela Merkel, che sarà impegnata in una serie di vertici sulla Grecia fino al tardo pomeriggio. Berlino sta predisponendo una legge ad hoc la cui bozza è stata diffusa da Reuters. Il provvedimento è chiamato «Legge per mantenere la stabilità nell'Unione monetaria» e menziona un'agenda informale che prevede una votazione da parte dei Paesi dell'Eurozona entro il 10 maggio. In base alla bozza di legge, il Parlamento greco dovrà votare il 6-7 maggio un programma triennale di austerity. Inoltre il provvedimento stabilisce che i negoziati di Atene con Ue e Fmi si chiudano il 2 maggio. Il ministro delle Finanze tedesco Wolfagang Schaueble assicura che «La Germania non lascerà sola la Grecia». Secondo quanto scrive l'agenzia stampa Dpa, che cita fonti del governo, la Merkel terrà un primo incontro con alcuni ministri dell'esecutivo, tra i quali i ministri del Cancellierato, Ronald Pofalla (Cdu), degli Esteri, Guido Westerwelle (Fdp) e delle Finanze, Wolfgang Schaeuble (Cdu).
AIUTI ITALIANI - Anche il Governo italiano è pronto a fare la sua parte per salvare dal default la Grecia: è infatti stato predisposto un decreto legge che dà il via libera agli aiuti in favore del paese ellenico fino a 5,5 miliardi nell'ambito del pacchetto europeo da 30 miliardi. Lo rivelano all'Agi fonti del Tesoro. Secondo quanto si apprende, il provvedimento è pronto e potrebbe quindi essere varato a breve dal Consiglio dei Ministri.
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26/04/2010
Aiuti alla Grecia, Frattini preoccupato: «La rigidità della Germania è pericolosa»
Aiuti alla Grecia, Frattini preoccupato: «La rigidità della Germania è pericolosa»Per l'esponente del governo italiano è «la casa comune europea» ad essere a rischio. Westervelle: «Atene vuole gli aiuti? Prima faccia i compiti a casa». Il capo della Farnesina: «Problema di tutti»
| Il ministro degli esteri italiano, Franco Frattini, prima del vertice a Lussemburgo (Afp) |
LUSSEMBURGO - Sugli aiuti che l'Europa potrebbe concedere al governo di Atene per aiutare la Grecia ad uscire dalla situazione di forte crisi continua a pesare l'incertezza della Germania. «Prima faccia i compiti a casa, poi avrà gli aiuti» ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, parlando dell'esecutivo ellenico che venerdì scorso ha chiesto formalmente gli aiuti. «Il governo non ha ancora preso una decisione sugli aiuti - ha detto il capo della diplomazia tedesca a Lussemburgo, per la riunione con i colleghi dei 27 Paesi dell'Unione -. Questo significa che la decisione può andare in una direzione o in un'altra». «Dare soldi troppo presto - ha affermato Westerwelle - allontanerebbe la Grecia dal fare i compiti a casa con la necessaria diligenza e disciplina». «Fare troppo presto promesse di aiuto concreto - ha poi ribadito - non farebbe altro che ridurre la pressione sulla Grecia. Occorre innanzitutto che in Grecia abbia luogo un consolidamento del bilancio».
I TIMORI DI FRATTINI - E' una posizione, quella tedesca, che suscita qualche timore negli altri ministri europei. A partire dall'italiano Franco Frattini che teme quelle che definisce «rigidità della Germania» e che si dice preoccupato per il rischio che il caso Grecia si estenda ad altri Paesi. Per Frattini è necessario essere «solidali» nella «casa comune europea»: «Siamo molto preoccupati - ha detto il titolare della Farnesina ai giornalisti -. Credo che se il rischio della Grecia si contamina ad altri Paesi, si è parlato del Portogallo, questo vuol dire che è proprio la casa comune che dobbiamo salvare. E siccome nella casa comune ci siamo anche noi, è evidente che non possiamo non essere solidali. Anche se qualcuno ha dei dubbi, credo che debba prevalere la solidarietà, questo è un interesse ed una necessitá, non solo un dovere morale».
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14/04/2010
Il salvataggio della Grecia ci costerà 92 euro a testa
Il salvataggio della Grecia ci costerà 92 euro a testaApprovato il finanziamento da parte dell’Eurogruppo per evitare il rischio default di Atene. L’Italia sborserà 5,52 miliardi di euro. E’ il terzo contributo dietro quelli di Germania e Francia
La crisi della Grecia costerà a ciascun italiano fino a 92 euro. È quanto si desume dal calcolo dell’entità dell’onere di 5,5 miliardi che - all’interno del prestito complessivo di 30 miliardi di euro accordato alla Grecia dai paesi dell’area euro - spetterà all’Italia, spalmato su una popolazione di 60 milioni di abitanti.
Tra gli altri partner dell’Eurozona, in Germania, gli 8,4 miliardi di euro di contributo, diviso per una popolazione di 81,7 milioni di persone, dà un costo pari a 103 euro per abitante. In Francia i 6 miliardi circa di aiuti costeranno alla popolazione di 65,4 milioni di persone circa 92 euro a testa. Gli spagnoli (46,08 milioni sui quali andrà spalmato un prestito complessivo di 3,7 miliardi di euro) pagheranno invece 80 euro a testa. Mentre in Olanda il pacchetto da 1,8 miliardi di euro si tradurrà per le tasche di ciascuno dei 16,5 milioni di abitanti in un esborso di 109 euro. I portoghesi, infine, pagheranno 77 euro ciascuno (10,6 milioni di abitanti per un ammontare di 775 milioni di euro).
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04/02/2010
Incatena il figlio per andare a lavorare
Incatena il figlio per andare a lavorare
E' ACCADUTO IN CINA. Il padre: lo facciamo per la sua sicurezza, un mese fa sparita l'altra nostra figlia. Le autorità non gli credono
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| Lao Lu incatenato (Olympia) |
L’immagine è di quelle choc: un bimbo infagottato in un giaccone colorato, che regge la catena con cui il padre lo ha legato ad un lampione, mentre un lucchetto gli blocca la caviglia per impedire che si muova. Per noi occidentali, un esempio di crudeltà infinita. Ma per molti cinesi senza uno stipendio fisso e costretti a sbarcare il lunario facendo i lavori più umili e malpagati, questo è il solo modo che hanno per tenere d’occhio i propri figli ed evitare così che vengano portati via per essere magari venduti da gente senza scrupoli.
SPARITA LA SORELLINA - Ecco perché il signor Chen Chianliu è stato costretto a ricorrere ad una simile barbarie per assicurarsi che il piccolo Lao Lu non se ne andasse in giro per conto suo mentre lui scorrazzava i clienti con il suo risciò abusivo per le strade di Pechino e la moglie disabile raccoglieva i rifiuti. Insomma, i due genitori lo avrebbero fatto per la sicurezza del bimbo, dopo che il mese scorso si sono visti sparire da sotto il naso la figlioletta Ling, di 4 anni appena, portata via da chissà chi in un attimo di distrazione. Ma la spiegazione non ha convinto le autorità che, avvertite da alcuni passanti che si sono ritrovati davanti il povero Lao Lu in catene all’esterno dell'Huaguan Shopping Mail di Liangxiang, hanno ordinato a papà Chen di liberarlo immediatamente, anche se ora nessuno sa quale fine potrà fare il piccolo Lao Lu. All’asilo, infatti, il bimbo non può andare, perché il 42enne genitore arriva dalla provincia di Szechuan e, pertanto, non può usufruire degli aiuti statali, come dimostra anche il fatto che la famiglia viva in una stanza di neanche 3 metri per 2 e mezzo. Tantomeno, il signor Chianliu può permettersi una babysitter, visto che guadagna 5 euro al giorno con il suo lavoro saltuario .
IL RISCHIO DI NUOVI LUCCHETTI - «Mia moglie non può prendersi cura del bambino – ha detto l’uomo alla stampa locale – e io devo lavorare per mantenere la famiglia, così non posso fare altro che legare Lao Lu al palo con una catena quando devo fare una corsa con il risciò. Dopo aver già perso una figlia, di cui non ho neanche una foto da usare come volantino per le persone scomparse, non posso rischiare di perdere anche mio figlio e ho pure rinunciato ad un sacco di soldi pur di non darlo in adozione». Ma se non verrà trovata una diversa soluzione, il piccolo Lao Lu, che in un’altra foto è ritratto sorridente fra le braccia del padre, potrebbe ritrovarsi presto con un nuovo lucchetto ai piedi, sempre per il suo bene.
Simona Marchetti
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01/07/2009
I vip lo «fanno strano» (e a volte rischioso)
I vip lo «fanno strano» (e a volte rischioso)
I racconti in un libro di Gian Maria Aliberti Gerbotto. Tinto Brass ha scalato il campanile di una chiesa, Franco Califano si è esibito in un cimitero, la Marini in ascensore
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| Oliviero Toscani (Ansa) |
ROMA - Un giovane Roberto Gervaso l’ha fatto in cantina, appoggiato a una traballante pila di copie del Corriere della Sera: «Durante l’amplesso mi cadde l’occhio sul titolo di un editoriale di Missiroli: "Presto e bene". Lo feci presto, ma malissimo!». Franco Grillini ha "disonorato" la poltrona del Magnifico Rettore, Oliviero Toscani il letto del Patriarca al collegio veneziano, Valeria Marini ha messo a dura prova le corde di un ascensore. Gian Maria Aliberti Gerbotto ha intervistato 300 vip sui posti più strani dove hanno mai fatto sesso. Ne ha ricavato un libro che si chiama «Strano Amore» (liberamente inspirato al "famolo strano" degli sposini coatti Ivano e Jessica e infatti è dedicato a Carlo Verdone), lo pubblica Piemme, si vende in edicola, ricavato in beneficenza per l’Anlaids.
MAI NEL MIO LETTO - Le celebrità nostrane si sono decisamente applicate. Pamela Prati e Vladimir Luxuria raccontano di essersi concesse in macelleria, ovviamente al macellaio, Vladi con la scusa «di comprare due fettine di pollo». Pino Insegno si è infilato in un armadio a muro sul terrazzo, Tinto Brass ha scalato il campanile di una chiesa, Franco Califano si è esibito in un cimitero, la poetessa Alda Merini nel cortile del manicomio, Giorgio Albertazzi tra le foglie secche di una piscina vuota, Renzo Arbore ha peccato velocemente in un bagno di Viale Mazzini, «più che altro per fare una marachella a mamma Rai». Il principe Emanuele Filiberto l’ha fatto in aereo «ma non nel bagno perché puzza», bensì sui sedili di prima classe. Gianni Ippoliti si è nascosto dietro una copia della Gazzetta dello Sport.
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| Maddalena Corvaglia (Lapresse) |
FAMOLO SCOMODO - Marco Baldini sostiene di averlo fatto mentre sfrecciava in moto, Maddalena Corvaglia sul sellino, Michele Cucuzza e Amadeus si sono ripiegati dentro una Cinquecento, Gerry Scotti in una piscinetta di plastica per neonati, il dj Ringo arrampicato su un ramo, Federica Pellegrini («Mai in piscina») stretta stretta in una toilette d’albergo, la jena Andrea Pellizzari sul tetto, Federico Facchinetti sulle poltrone di una discoteca di Ibiza, Enrico Papi sul cavallo, Franco Zeffirelli in taxi («Basta dare una mancia»).
INCONVENIENTI DEL MESTIERE - Piero Chiambretti è rimasto chiuso in un bagno dell’autogrill, il centauro Marco Simoncelli era così preso da non accorgersi che i ladri, un pezzo dopo l’altro, gli stavano rubando vestiti, orologio e portafoglio, un giovanissimo Emilio Fede restò per ore a mollo in mare ormai senza costume, Adriana Volpe è semisvenuta in sauna, Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi si sono lasciati andare dietro le quinte col microfono acceso, Biagio Izzo si è coricato sul letto ma sotto al lenzuolo c’erano gli gnocchi messi a riposare dalla mamma. Willy Pasini si è sdraiato su un formicaio.
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