23/08/2010
Prete ucciso ad Altamura, confessa un cacciatore
Prete ucciso ad Altamura, confessa un cacciatoreSi è costituito ai carabinieri l'uomo che ha sparato a don Francesco Cassol, il sacerdote colpito da un proiettile mentre dormiva nelle campagne baresi durante un ritiro spirituale con alcuni giovani: "Pensavo fosse un branco di cinghiali"
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27/12/2009
Svelato il mistero: ecco perché Van Gogh si mozzò l'orecchio
Svelato il mistero: ecco perché Van Gogh si mozzò l'orecchio
La teoria elaborata da uno studioso. Il pittore temeva che il fratello Theo, che stava per sposarsi, non l'avrebbe più sostenuto economicamente
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| L'autoritratto con l'orecchio bendato di Van Gogh, 1889. È conservato alla Courtauld Gallery di Londra |
Sarebbe stato finalmente risolto uno dei misteri più oscuri della storia dell’arte: ovvero, l’orecchio mutilato di Vincent Van Gogh. Stando, infatti, allo studioso Martin Bailey - che ha scritto un libro sul celebre artista e ha curato due mostre a lui dedicate - Van Gogh si sarebbe tagliato l’orecchio perché distrutto psicologicamente dalla notizia che il fratello Theo, da cui dipendeva finanziariamente, stava per sposarsi.
LO STUDIO - La teoria sarebbe stata elaborata dall’esperto dopo una meticolosa indagine su una lettera che il genio olandese avrebbe volutamente inserito nel dipinto «Still Life: Drawing Board with Onions» (che sarà al centro della mostra alla «Royal Academy» che aprirà il mese prossimo), completato all’inizio del 1889, poco dopo essersi ferito, e che sarebbe stata scritta proprio da Theo da Parigi il 21 dicembre del 1888 per dare al fratello la notizia del fidanzamento con Johanna Bonder. Pare che questo avrebbe scosso profondamente Vincent, che era già psicologicamente disturbato, tanto da spingerlo all’autolesionismo. «Vincent temeva che stesse per perdere l’appoggio finanziario e psicologico di Theo», ha spiegato Bailey nel numero di gennaio di The Art Newspaper, ripreso dal Sunday Times.
LE TEORIE - Per la verità, per anni il mistero dell’orecchio tagliato di Van Gogh ha dato origine alle teorie più disparate: alcuni lo hanno legato alla sua pazzia, altri ancora alla sua amicizia interrotta con Paul Gauguin, tanto che secondo gli accademici dell’Università di Amburgo sarebbe stato proprio Gauguin, che divise una casa con Van Gogh ad Arles, nel sud della Francia, a tagliargli l’orecchio durante un litigio per una prostituta di nome Rachel. Una spiegazione che, però, è stata respinta tanto dal museo Van Gogh di Amsterdam quando dallo stesso Bailey. Diciannove mesi dopo essersi volutamente ferito all’orecchio, Van Gogh si sparò un colpo al petto e morì due giorni dopo, a causa delle ferite riportate.
Simona Marchetti
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15/09/2009
AERONAUTICA: La Bbc «risolve» il mistero del Triangolo delle Bermuda
AERONAUTICA: La Bbc «risolve» il mistero del Triangolo delle Bermuda
Un programma riprende le indagini su uno dei più affascinanti tratti dell’Oceano Atlantico, trovando spiegazioni razionali per la scomparsa di alcuni velivoli
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| Il «Triangolo delle Bermuda» |
MILANO – La BBC mette a segno un duro colpo per i film di avventura che hanno incollato al piccolo e grande schermo generazioni di appassionati. Niente più storie di aerei che fanno improvvisamente perdere le proprie tracce o navi che spariscono da ogni radar. L’alone di mistero che da sempre avvolge il tratto di oceano compreso tra le coste della Florida, l’isola di Puerto Rico e l’arcipelago delle Bermuda sembra essere destinato a perdere parte del suo fascino. Insomma, il Triangolo delle Bermuda da oggi potrebbe fare un po’ meno paura.
MISTERO SVELATO – Nella preparazione di una nuova serie radiofonica per l’emittente britannica sono state rinvenute alcune prove plausibili per una razionale spiegazione della scomparsa di due velivoli commerciali alla fine degli anni ’40. Con tutta probabilità, in un caso si è trattato di inaspettato sovra-consumo e conseguente esaurimento di carburante, mentre la seconda sparizione sarebbe dovuta a un problema tecnico derivante dall’architettura molto povera dell’aeroplano. Circa sessant’anni fa, infatti, i voli commerciali da Londra alle Bermuda muovevano i primi passi ed erano minati da svariati pericoli. La tratta necessitava di una sosta carburante nelle Azzorre prima di ripartire per le ultime due miglia di viaggio, che rappresentavano all’epoca il volo passeggeri senza sosta più lungo al mondo, portando i velivoli al limite delle loro potenzialità.
I VOLI RITROVATI – Il 30 gennaio 1948 un Avro Tudor IV della British South American Airways – un aereo militare convertito a servizio di linea per le sue scarse garanzie di sicurezza – scomparve misteriosamente, senza lasciare alcuna traccia di sé né dei trentuno uomini a bordo. Le investigazioni ufficiali conclusero che l’accaduto era destinato a rimanere un mistero irrisolto. In realtà, sostengono gli esperti interpellati dalla BBC, esistono diversi indizi che riportano problemi tecnici e atmosferici riscontrati dall’aereo ancora prima di giungere nello scalo delle Azzorre. Il volo, infatti, pare sia stato forzatamente condotto a soli duemila piedi di altezza, comportando un consumo molto più ingente di carburante, la cui improvvisa mancanza è la più plausibile imputata di un imprevisto arresto. Anche per quanto riguarda la seconda scomparsa, a circa un anno di distanza, il velivolo protagonista era un Avro Tudor IV. E nuovamente nessuna traccia di corpi o carcassa. Questa volta, però, si sa che il volo è stato condotto a diciottomila piedi, con tempo sereno: vanno, dunque, escluse problematiche di carburante. Secondo chi ha osservato attentamente le carte delle indagini, il problema in questo caso sarebbe stato di natura puramente tecnica. In particolare, sarebbe avvenuta un’improvvisa esplosione a causa di una perdita di vapore idraulico venuta a contatto con il sistema di riscaldamento. Un’ipotesi possibile dato che all’epoca la sicurezza era piuttosto approssimativa e non esistevano sistemi antincendio automatici.
MISTERO A TAVOLINO – In entrambi i casi non si tratta perciò di ipotesi eccessivamente fantasiose e un’indagine minuziosa sarebbe potuta tranquillamente arrivare alle stesse conclusioni della BBC. Tuttavia, non è difficile immaginare che gli stessi inquirenti si siano fatti condizionare dal mito delle scomparse e abbiano liquidato le pratiche rifacendosi a ben più affascinanti cause esterne che non hanno fatto altro che aggiungere un po’ di mistero al tanto temuto Triangolo.
Simone D’Ambrosio
11:38 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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16/07/2009
Vedova trovata morta, arrestato il fratello
Vedova trovata morta, arrestato il fratello
La donna era stata trovata morta il 28 aprile in un'auto parcheggiata in viale Sarca. A inchiodare Pasquale Procacci, 65 anni, le tracce di Dna sull'auto. Il movente in una lite per denaro
| Maria Teresa Procacci |
MILANO - A tradirlo sono state due distinte tracce di Dna isolate nell'auto della vittima e comparate dagli esperti della Scientifica con gli effetti personali, tra cui lo spazzolino da denti, prelevati a casa dell'arrestato. È finito così in manette Pasquale Procacci, 65 anni, accusato dell'omicidio della sorella Maria Teresa Procacci trovata morta il 28 aprile in un'auto parcheggiata in viale Sarca, nella periferia Nord di Milano. Da subito l'uomo era finito nel mirino degli investigatori della Omicidi, il 2 luglio scorso era stato inscritto nel registro degli indagati e ora dovrà rispondere di omicidio volontario. Ancora da accertare l'arma esatta, probabilmente un attrezzo da cantiere, con cui l'uomo ha sfondato il cranio della sorella 69enne.
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| L'auto con i cadavere della donna ritrovata in viale Sarca |
MOTIVI DI DENARO - È nel movente economico, dunque, una lite per il denaro degenerata che si nasconde la risoluzione del caso. La vedova possedeva decine di appartamenti, gestiti da tre società intestate a Maria Teresa, Pasquale e il figlio di quest'ultimo, Antonio. Del patrimonio, eredità del marito morto nel 1998, faceva parte anche una scuderia di cavalli. La donna amministrava il denaro con molta generosità, non risparmiando prestiti e donazioni in parrocchia. Alla ricostruzione mancano solo alcuni dettagli sull'orario e sugli spostamenti della Hyundai col corpo senza vita della donna fino a viale Sarca, quattro chilometri più in là. Elementi che non cambiano il quadro accusatorio e che hanno portato all'esecuzione dell'ordinnza di custodia cautelare in carcere.
LA DINAMICA - È nell'auto sporca di sangue che si consuma il delitto. È lì che gli uomini della Scientifica hanno riscontrato un'anomalia tra il profilo genetico riconducibile al sangue della vittima, trovato in abbondanza sui sedili, e un altro Dna che, invece, apparterebbe al fratello. Proprio lui, che segnalò la scomparsa della donna, ora dove rispondere di omicidio volontario. Un delitto probabilmente commesso davanti al condominio di via Lumière, dove la ricca vedova si era trasferita da qualche mese in attesa della ristrutturazione della sua casa in via Venini. Poi l'uomo parcheggiò l'auto in viale Sarca dove, alle 19 circa del 28 aprile, venne notata da un passante. Il corpo della donna era riverso sui sedili anteriori della sua Hunday blu scuro. Era seminuda, con un braccio che le copriva il viso. La parte frontale del cranio era sfondata, le braccia coperte di lividi. Il 65enne non ha proferito parola quando gli agenti sono andati a prenderlo: ha preso qualche effetto personale e si è lasciato portare a San Vittore.
12:35 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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