26/09/2011
Dal 27 settembre il mondo consuma più risorse di quante ne produce
Dal 27 settembre il mondo consuma più risorse di quante ne produceOltrepassata la soglia del 2011. Raggiunto l'Earth Overshoot Day per quanto riguarda la capacità rigenerativa dell'ecosistema
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10/01/2011
Ora Fini chiede soldi con l'auto blu. E il tour elettorale lo paga lo Stato
Ora Fini chiede soldi con l'auto blu. E il tour elettorale lo paga lo StatoCome presidente della Camera andrà da Milano a Bologna a Messina. Ma il vero scopo è cercare risorse e investitori per finanziare il suo partito. La vettura di rappresentanza costa circa 142mila euro l'anno. I voli di Stato tra 50mila e 60mila. Da Nord a Sud si parlerà di giovani, legalità, lavoro e sviluppo. In serata le cene
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25/11/2010
«Selezione sugli incentivi e l'energia deve costare meno», Canone Rai obbligatorio
«Selezione sugli incentivi e l'energia deve costare meno», Canone Rai obbligatorioL'intervista- Il ministro per lo Sviluppo. Romani: canone Rai obbligatorio per chi paga una bolletta elettrica
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02/09/2010
Gelmini: "Impossibile assorbire 200mila precari".
Gelmini: "Impossibile assorbire 200mila precari".Il ministro dell'Istruzione presenta tutte le novità dell'anno scolastico 2010-2011. "E' una riforma epocale" dice. E ancora: "Indispensabile un riequilibrio delle risorse".
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24/01/2010
Brunetta, proposta anti-bamboccioni: «Ai giovani 500 euro al mese»
Brunetta, proposta anti-bamboccioni: «Ai giovani 500 euro al mese»
Il ministro in tv: «Le risorse? Si deve agire sulle pensioni di anzianità, Tremonti è d'accordo». «L'Italia è piena di giovani perbene, che rischiano e che vogliono la libertà»
| Renato Brunetta (LaPresse) |
MILANO - Cinquecento euro al mese per i giovani, agendo sulle pensioni di anzianità, per aiutarli così ad uscire di casa. È la proposta anti-bamboccioni che il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha avanzato durante la puntata di Domenica In su Raiuno. «La verità - ha detto Brunetta, tornando sul tema del fenomeno dei "bamboccioni" - è che la coperta è piccola e quindi non ci sono risorse per tutti. Secondo me si deve agire sulle pensioni di anzianità, quelle che partono dai 55 anni di età. Facendo in questo modo si potrebbero trovare risorse che consentirebbero di dare ai giovani non 200 ma 500 euro al mese» ha spiegato il ministro, sottolineando che su questa proposta «è d'accordo anche il ministro Tremonti». In tv Brunetta ha riconosciuto che «una proposta del genere scatenerebbe le proteste dei sindacati, che sono quelli che difendono i genitori», ma per il ministro si deve andare nella direzione di dare «meno ai genitori e più ai figli». «L'Italia - ha aggiunto il ministro - è piena di giovani perbene, che rischiano e che vogliono la libertà. La colpa, se hanno la libertà tarpata, è nostra, dei loro genitori».
LA NOTA - Dopo le dichiarazioni a Domenica In di Brunetta, il portavoce del ministro della Pubblica amministrazione ha fatto delle precisazioni attraverso una nota: «Qualsiasi intervento a favore dei giovani come i 500 euro di sgravi, detrazioni sugli affitti, borse di studio, prestiti d'onore, incentivi per autoimprenditorialità e altro ipotizzati oggi dal ministro Brunetta su Raiuno, va realizzato, come ha ben precisato lo stesso ministro, senza aggravare in alcun modo il deficit di bilancio della spesa corrente». «Le risorse necessarie - si legge ancora nel comunicato - vanno quindi reperite intervenendo interamente sulle anomalie e sulle distorsioni del sistema pensionistico e di welfare che, come noto, dà troppo ai padri e quasi nulla ai figli». «Su questa e altre ipotesi a favore dei giovani - conclude la nota - il dibattito è aperto e il ministro Brunetta ne parlerà nei prossimi giorni con i competenti membri del Governo, a partire dai ministri Tremonti, Sacconi, Meloni e Gelmini».
«PROPOSTA DELINQUENZIALE» - La proposta fatta da Brunetta in tv non è comunque piaciuta a Paolo Ferrero, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra. «La proposta di dare soldi ai giovani togliendoli ai pensionati è delinquenziale. Punta semplicemente, e consapevolmente, a scatenare una guerra tra i poveri dentro un folle conflitto tra generazioni. Le risorse per dare un vero salario sociale e non una elemosina ai giovani ci sono - continua Ferrero -, basta prenderle dai ricchi: si tassino i grandi patrimoni, le rendite e i redditi più alti». «Invece delle provocazioni inutili di Brunetta, questo governo dovrebbe affrontare davvero il dramma di troppi giovani che diventano trentenni e più invischiati nel precariato» ha detto il deputato Pd Enrico Farinone, vicepresidente della Commissione Affari Europei. «Come fai a comprare una casa se guadagni mille euro al mese senza certezze per il futuro?» ha concluso.
«ABBIAMO TOCCATO UN NERVO SCOPERTO» - In mattinata Brunetta era tornato ad esprimersi sul tema dei "bamboccioni" anche ai microfoni di Rtl. Ricordando le polemiche scatenate la scorsa settimana dalla sua proposta di far uscire «per legge» i diciottenni da casa, Brunetta ha detto: «L'ho detto per scherzo, come paradosso, ma è successa un'ira di Dio perché evidentemente abbiamo toccato un nervo scoperto, che è quello del familismo da un lato e del bamboccionismo culturale prodotto dai nostri egoismi dall'altro». Insomma, quella sulla 'legge anti-bamboccionì era solo «una lucida provocazione», mentre per Brunetta la vera colpa «non è dei giovani ma dell'egoismo e della miopia dei genitori, che sono iperprotetti dal welfare e lasciano pochissimo spazio di lavoro e garanzie ai giovani, e in cambio se li tengono in casa». Per il ministro della Pubblica amministrazione, al di là delle polemiche, bisogna fare «un esame di coscienza, dare prospettive di libertà di scelta ai giovani e non di costrizione: non c'è lavoro, nelle università non ci sono campus e borse di studio, la preparazione delle università non è abbastanza buona. Infine - ha detto Brunetta - tra pensioni di anzianità e welfare, tutta la stabilità va ai padri, mentre tutta la flessibilità rimane ai figli».
Redazione online
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08/11/2009
Scajola a Berlusconi: «Accelerare su occupazione e banda larga»
Scajola a Berlusconi: «Accelerare su occupazione e banda larga»
CIPE. Il ministro dello Sviluppo economico: «Con 800 milioni di investimenti lavoro per 50.000 addetti»
| Il ministro Scajola (LaPresse) |
ROMA - Aree industriali e banda larga. Con un obiettivo: difendere e creare oltre 60.000 posti di lavoro, dando una risposta forte alla crisi. Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, nel corso dell'ultimo Cipe, ha consegnato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi un appunto per chiedere - secondo quanto riferisce l'Ansa - l'avvio di alcuni progetti per i quali sono già state definite le risorse, «misure che attuate consentirebbero di dare risposta anticiclica a molte crisi in atto».
BANDA LARGA - Tra gli interventi viene citata la banda larga che con 800 milioni di investimenti da parte del Governo darebbe lavoro a 50.000 addetti e consentirebbe di aprire 33.000 cantieri, con un impatto positivo sul Pil pari a 0,2 punti percentuali. Ma, nell'elenco, sono indicati anche i progetti di riconversione di aree industriali e quelli per la creazione di zone franche, anche in Abruzzo.
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| Tag: cipe, economia, scajola, ministro dello sviluppo econmico, consegna, presidente del consiglio, berlusconi, appunti, progetti, risorse, disoccupazione, banda larga | OKNOtizie |
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29/10/2009
Un alleggerimento dell'Irap per le piccole e medie imprese
Un alleggerimento dell'Irap per le piccole e medie imprese
Saia, relatore al ddl Finanziaria: Intervento di 2-3 miliardi di euro, «massimo di 4». La maggioranza presenta tre proposte. Il vice ministro Vegas: «Interessante, ma ora non ci sono risorse»
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| (Ansa) |
MILANO - «Un alleggerimento dell'Irap per le piccole e medie imprese con meno di 50 addetti e che potrebbe essere legato al mantenimento dei lavoratori in azienda». È questa una «ipotesi allo studio» della maggioranza che potrebbe presentare una nuova proposta con l'obiettivo di introdurre la novità già nella Finanziaria. Lo riferisce il relatore Maurizio Saia (Pdl), a margine dei lavori della commissione Bilancio al Senato, evidenziando come si tratti ancora di una fase preliminare e come il governo non abbia ancora espresso alcuna valutazione in merito. «In tutto si potrebbe trattare di un intervento del peso di circa 2-3 miliardi. A dirla grande di 4 miliardi», spiega Saia. Ma il lavoro del relatore non sarà facile in quanto dovrà mettere d'accordo la proposta della Lega sopra citata, con quelle del Pdl che variano tra 8 e 12 miliardi, e il Tesoro che, per bocca del vice ministro Vegas, dice «proposte interessanti, ma ora non ci sono risorse».
I DETTAGLI - Al momento, spiega Saia, il tentativo è di trovare «una sintesi tra le proposte messe in campo dalla maggioranza, dalla Lega ma anche dall'opposizione». Si tratta «di un'ipotesi che può venire anche smentita. Io come relatore mi carico delle istanze parlamentari e cerco di sollecitare il governo». Nel caso in cui si arrivasse a trovare una mediazione già in commissione, la proposta potrebbe essere comunque formalizzata solo dal relatore o dal governo. L'Irap sarà comunque «tra gli ultimi capitoli che affronteremo» durante l'esame in commissione spiega il relatore. In alternativa, occorrerebbe attendere l'approdo del testo in aula.
EMENDAMENTI - Sul taglio dell'Irap, il Pdl ha presentato due proposte di modifica in commissione Bilancio e la Lega una. «Abbiamo presentato un emendamento complessivo che include interventi sull'Irap e sull'Irpef per 35 miliardi di euro», spiega il presidente della commissione Finanze al Senato, Mario Baldassarri (Pdl). «Poi sono stati presentati singoli emendamenti che sono pezzi di un quadro. Dentro questo, uno sull'Irap con deduzione sul monte salari per tutti che costa 12 miliardi di euro. Un altro che deduce il monte salari fino a cento addetti e costa 8 miliardi. La Lega ha presentato un emendamento sul taglio dell'Irap per le aziende sotto i 50 addetti e l'opposizione ha presentato proposte di modifica».
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