05/06/2010

Gli affari e i nomi dei potenti Trovato il grande archivio

Gli affari e i nomi dei potenti Trovato il grande archivio

L’indagine | Sequestrati dal suo commercialista migliaia di documenti. I pm ora trattano per convincere Anemone a parlare

 

ROMA — Appalti pubblici, ristrutturazioni, incarichi ai consulenti: è stata trovata nell’archivio del commercialista Stefano Gazzani la nuova lista tuttora all’esame dei pubblici ministeri di Perugia. Sono 34 i faldoni sequestrati nello studio del professionista che curava gli affari di Diego Anemone, ma anche quelli del Provveditore Angelo Balducci e del funzionario Mauro Della Giovampaola. Migliaia di documenti acquisiti dai carabinieri del Ros che servono a ricostruire l’attività dell’imprenditore accusato di corruzione, l’elenco dei suoi clienti, i rapporti economici con i privati, ma soprattutto con gli enti pubblici. E uno dei «contenitori» ritenuto di maggior interesse investigativo è il numero 33, contrassegnato dalla dicitura «appunti Gazzani». Proprio per cercare di ottenere nuove conferme a quanto già emerso dalle intercettazioni telefoniche e dall’esame dei documenti contabili, i magistrati hanno proposto allo stesso Anemone una sorta di patto che preveda una linea morbida in cambio della sua collaborazione. E non escludono, nonostante le smentite ufficiale dei legali, di riuscire ad aprire una breccia.

Le due cassette
È il verbale di sequestro allegato al fascicolo processuale messo a disposizione degli indagati, a rivelare quanto è stato portato via dai militari dell’Arma: oltre al computer personale di Gazzani, quelli dei suoi collaboratori, almeno quattro chiavette Usb e le chiavi di due cassette di sicurezza che si trovano in una banca di San Marino. Poi c’è l’intero archivio con i faldoni divisi per nominativo e contenenti tutti i documenti relativi alle aziende, compresa la contabilità. E ancora: l’elenco dei clienti e quello dei consulenti utilizzati per effettuare i lavori, soprattutto quelli pubblici. Tra le carte, è stato rintracciato pure il resoconto di una verifica fiscale effettuata dalla Guardia di Finanza negli anni scorsi. «Tutto è stato fatto secondo le regole - afferma l’avvocato Bruno Assumma - e lo dimostreremo proprio analizzando questa documentazione ».

Gli inquirenti sono convinti che numerosi lavori, soprattutto quelli effettuati negli appartamenti di privati, servissero ad Anemone a rafforzare la rete che gli consentiva poi di aggiudicarsi gli appalti pubblici. Il resto lo avrebbero fatto le «mazzette » versate. Nel «porto franco » di San Marino Gazzani è stato certamente svariate volte. Lì aveva accompagnato anche la madre di Claudio Rinaldi, il commissario dei Mondiali di Nuoto accusato di corruzione perché sospettato di aver preso soldi in cambio di alcune autorizzazioni concesse ad Anemone. E dunque il contenuto delle due cassette potrebbe rivelare nuovi dettagli su eventuali tangenti versate a funzionari e politici.

La trattativa
Proprio per avere chiarimenti su quanto emerso sino ad ora, i pubblici ministeri Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi avevano convocato Anemone per un interrogatorio. «Mi avvalgo della facoltà di non rispondere », ha spiegato lui, ma qualcosa potrebbe cambiare nel suo atteggiamento. Sono stati gli stessi magistrati a prospettargli l’ipotesi di una collaborazione nel tentativo di aprire uno spiraglio. Sul tavolo della trattativa la Procura di Perugia può mettere il ritiro dell’istanza sul commissariamento delle aziende. L’udienza è fissata per mercoledì prossimo 9 giugno, dunque i tempi sono stretti. Però basterebbe una minima apertura dell’indagato per orientare le scelte dell’accusa. Una sorta di accordo che potrebbe comprendere anche il via libera al patteggiamento.

Ufficialmente i difensori smentiscono. «Posso escludere - dichiara l’avvocato Claudio Cimato - che il mio cliente abbia intenzione di parlare. Del resto non abbiamo ancora visto le carte processuali e fino alla discovery completa non ci sarà alcun cambio di linea». Parole che ricalcano quelle pronunciate un mese fa, nonostante Anemone avesse appena accettato di rispondere alle domande di un finanziere che si era presentato nel carcere di Rieti un’ora prima del suo ritorno in libertà. In quell’occasione l’imprenditore smentì la versione fornita dal generale dei servizi segreti Francesco Pittorru sulle due case regalate. «I soldi erano un prestito», aveva messo a verbale l’alto ufficiale. Anemone spiegò che aveva detto il falso.

Fiorenza Sarzanini


07/05/2009

Ristrutturazioni, boom del «nero»

Ristrutturazioni, boom del «nero»

 

Inchiesta dal 2006 ad oggi sugli interventi che beneficiano di sgravi fiscali. La guardia di finanza scopre cinquemila imprese edili che non hanno dichiarato un solo euro di reddito

 

(Ansa)
(Ansa)

ROMA - Sono oltre cinquemila le imprese edili che negli ultimi tre anni hanno eseguito lavori di ristrutturazione senza dichiarare un euro di reddito. La Guardia di Finanza ha scovato 5.246 evasori totali nell'ambito del progetto «Pandora», l'operazione avviata nel 2006 sulle ristrutturazioni per le quali sono stati richiesti sgravi fiscali e sviluppata dal Nucleo Speciale Entrate delle Fiamme Gialle in stretta sinergia operativa con i reparti territoriali.

TRE MILIARDI FANTASMA - L'inchiesta ha evidenziato che i redditi non dichiarati sono pari a circa 3 miliardi di euro. I controlli sono stati possibili partendo dal controllo sugli sgravi fiscali chiesti dai contribuenti (36% sull'Irpef) nelle loro dichiarazioni dei redditi. In pratica le ditte coinvolte emettevano fatture per consentire ai proprietari di casa di avere gli sgravi previsti dalla legge ma poi nella loro dichiarazione occultavano i redditi. Nell'ambito di questi controlli risultano anche circa 500 milioni di euro di Iva non versata all'erario.

LAVORATORI IN NERO - Questa grande evasione è stata possibile anche perché attorno a queste attività ruota un'ampia fascia idi lavoro nero. Sono circa 10.000, in particolare, le posizioni lavorative irregolari scoperte dalle Fiamme Gialle nei controlli effettuati tra le imprese edili. Anche in questo caso, oltre che per i lavoratori direttamente coinvolti, ne deriva un danno per l'erario dovuto ai mancati versamenti dell'irpef dei lavoratori e dei relativi contributi sanitari e previdenziali.

 


11/03/2009

Casa, l'Iva agevolata sarà permanente

Casa, l'Iva agevolata sarà permanente

 

Oltre all’edilizia, riduzioni anche per ristorazione, pelletteria e cure della persona. L'annuncio di Tremonti: confermata l'aliquota al 10% sulle ristrutturazioni. Scadeva nel 2010

 

 

Il ministro Giulio Tremonti a Bruxelles (Infophoto)
Il ministro Giulio Tremonti a Bruxelles (Infophoto)

BRUXELLES - L'Ecofin ha dato il via libera alla trasformazione da temporaneo a permanente del regime di Iva ridotta (al 10%) sulle ristrutturazioni edilizie in vigore in Italia. Lo ha annunciato il ministro dell'Economia italiano, Giulio Tremonti, al termine della riunione dei ministri delle Finanze Ue. La scadenza della misura temporanea era prevista nel 2010. La riunione dei ministri dell’Ecofin a Bruxelles ha deciso di autorizzare i Paesi membri ad applicare l’Iva ridotta in alcuni settori: oltre all’edilizia infatti sono toccati dalla riforma la ristorazione, le piccole riparazioni, la pelletteria e le cure della persona.

«DIFESO IL REGIME FISCALE SPECIALE» - «È una buona dote fiscale per la nostra nuova politica edilizia ed abitativa», ha affermato Tremonti. «È stata una decisione - ha aggiunto - che abbiamo accolto in maniera particolarmente positiva, perché abbiamo difeso il regime speciale dell'Iva ridotta per le ristrutturazioni edilizie e abbiamo ottenuto che questo regime diventi permanente».

CONTI PUBBLICI - Per il minsitro italiano il rapporto approvato dall’Ecofin sul programma di stabilità dell’Italia «è fortemente positivo anche rispetto ad altri paesi Ue». Nel corso della conferenza stampa al termine della riunione Tremonti ha spiegato che «il bilancio della Repubblica italiana per il 2008 chiude bene ed è già molto, nel 2009 vedremo».