07/09/2011
La fedeltà è di moda, soprattutto tra gay
La fedeltà è di moda, soprattutto tra gayLa ricerca promossa dalla Alliant International University di San Francisco. In netta diminuzione i tradimenti, in particolar modo tra le persone omosessuali
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03/02/2011
Motori ruggenti, «Bing copia Google»
Motori ruggenti, «Bing copia Google»Ricerca «farlocca» per smascherare i concorrenti. Che si difendono negando tutto. L'accusa di Mountain View al search engine di Microsoft: utilizza i nostri risultati, abbiamo anche le prove
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21/10/2010
Il fallimento del calcio italiano
Il fallimento del calcio italianoLa nazionale precipitata al sedicesimo posto del ranking mondiale, le Under fuori da tutto, delusioni in Champions e perderemo un posto. Stadi sempre vuoti: ma nessuno fa nulla
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06/09/2010
Grandi risultati per Enrico Mentana alla guida del TgLa7
Grandi risultati per Enrico Mentana alla guida del TgLa7Mentana cambia gli equilibri dei tg
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12/08/2010
Morta per le lasagne, indagato il titolare della rosticceria
Morta per le lasagne, indagato il titolare della rosticceriaAttesi per oggi i risultati dell'autopsia. L'esercizio nel quale è stato venduto il cibo è sotto sequestro. Ricoverati sei persone
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03/08/2010
Una casa comune per 230 mila specie: riflettori puntati sul popolo del mare
Una casa comune per 230 mila specie: riflettori puntati sul popolo del mareUn team internazionale di 360 ricercatori sta mappando i mari dell'intero pianeta. I primi risultati del Census of marine life, il più grande censimento degli abissi mai realizzato
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| Un pesce dei Sargassi, Histrio histrio, in una foto diffusa dal Coml (Ap) |
Quanti pesci ci sono nel mare? A questa e ad altre domande sul mare e sulla sua vita cerca di dare una risposta il Census of Marine Life (Coml), un censimento durato dieci anni che ha riguardato 25 aree marine diverse sparse per il mondo, dall'Antartide alle acque temperate dei Tropici, passando per il Mediterraneo fino ad arrivare all'Australia. Insomma, il team internazionale di studiosi ha cercato di non tralasciare neanche un remoto angolo del Grande Blu. «Dalle coste al mare aperto, dal bassofondo agli abissi, dai piccoli organismi, come i microbi, a quelli grandi come i pesci e le balene»: così lo ha descritto la dottoressa Patricia Miloslavich, della venezuelana Universidad Simòn de Bolivàr, coautrice del censimento.
I RISULTATI - Il progetto ha visto impegnati 360 ricercatori di tutto il mondo che sono arrivati alla conclusione che sono 230mila le diverse specie distribuite nelle 25 aree studiate, di cui solo un decimo sono state catalogate. I risultati definitivi della ricerca verranno presentati il 4 ottobre in una grande conferenza a Londra, ma intanto il Coml ha reso noti i primi dati emersi da questo ingente lavoro. . Le aree più ricche di biodiversità sono risultate essere il Giappone e l'Australia, entrambe con circa 33mila specie, seguite dalla Cina (22mila) e dal Mediterraneo, in cui fra crostacei, pesci e alghe vivono 17mila specie animali. Al quinto posto, tra le 25 aree censite, c'è il golfo del Messico, martoriato dalla marea nera, in cui vivono 15mila specie.
MAGGIORANZA AI CROSTACEI - I dati raccolti evidenziano che i crostacei sono il gruppo con la maggiore popolazione: granchi, aragoste, gamberi, ma anche molti altri meno conosciuti, rappresentano praticamente un quinto dell'intera fauna sottomarina (il 19%). A seguire si trovano i molluschi (17 %) e i pesci (12 %). Alle alghe, alle piante e agli organismi unicellulari spetta rispettivamente il dieci per cento. Le specie marine più usate per le campagne conservazioniste, come balene, tartarughe, leoni marini e uccelli, sono soltanto il due per cento della popolazione dei mari e degli oceani.
NON TUTTI I MARI SONO UGUALI - Nel corso della decennale ricerca, che verrà pubblicata in ottobre, sono emerse, tra le varie aree prese in esame, differenze, problematiche e criticità che variano da un ecosistema all'altro. Le acque che lambiscono le coste del Giappone e dell' Australia, per esempio, sono le più ricche, con 33 mila specie a fronte di una media di 10.750 per tutte le 25 aree del censimento. I mari più chiusi (Golfo del Messico, Cina costiera, Baltico, mar dei Caraibi e Mediterraneo) sono quelli nei quali si registrano le maggiori minacce alla biodiversità, dovute principalmente all'inquinamento.
IL MEDITERRANEO - Il nostro mare contiene 17 mila specie, ma è considerato il più minacciato dall'inquinamento, dall'eccessivo prelievo ittico e persino dalle bombe sganciate nell'Adriatico ai tempi della guerra del Kosovo. A queste si è aggiunto un nuovo pericolo: le specie invasive che tendono a rimpiazzare quelle autoctone. Infatti nelle acque del bacino del Mediterraneo è possibile reperire 600 specie “aliene”, la maggior parte delle quali proveniente dal Mar Rosso attraverso il Canale di Suez.
SPECIE SCONOSCIUTE - Nonostante gli sforzi profusi in questi dieci anni, gli autori del censimento ritengono che ancora molte creature marine rimangano un mistero. L'opinione dei ricercatori è che per ogni specie conosciuta ve ne siano almeno quattro del tutto ignote. Di tutti i pesci, che sono una delle popolazioni più note e studiate, ne è stato catalogato soltanto il 70 per cento, ma di altri gruppi se ne conosce meno di un terzo. Gli scienziati credono che la maggior parte delle creature sconosciute viva ai Tropici, negli abissi e nell'Emisfero Meridionale. «Questa non è un'ammissione di fallimento - ha dichiarato la dottoressa Nancy Knowlton dello Smithsonian Institute – ma semplicemente il mare è così vasto che, dopo dieci anni di duro lavoro, abbiamo soltanto delle istantanee, talora molto dettagliate, del contenuto del mare». Per la cronaca, il titolo di pesce più cosmopolita è stato assegnato al pesce vipera (Chauliodus sloani) che vive, tra i 500 e i 3000 metri di profondità, in più di un quarto delle acque marine del globo.
Emanuela Di Pasqua
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28/01/2010
Puglia, il premier rilancia Palese «Casini? Non mi faccio incantare»
Puglia, il premier rilancia Palese «Casini? Non mi faccio incantare»
Il premier aveva invitato la Poli Bortone e Palese A un dietrofront per un nome nuovo. Salta la possibile intesa Pdl e Udc dopo il no della Poli Bortone a fare un passo indietro. Lei. «Batterò Vendola
| Adriana Poli Bortone (Ansa) |
BARI - Niente intesa tra Pdl e Udc in Puglia. A chiudere la partita sulle candidature è il premier Silvio Berlusconi. «Noi abbiamo già un candidato che ha risposto tra l'altro da gentiluomo vero all'appello che io avevo lanciato facendo seguito alle pressioni del territorio: andremo avanti e vinceremo tranquillamente per il governo della regione Puglia» ha detto il presidente del Consiglio confermando quindi ufficialmente la candidatura di Rocco Palese, senza nominarlo esplicitamente. «Io non mi faccio incantare da nessuno» ha risposto poi a chi, al termine del Cdm in Calabria, gli chiedeva se seguirà il consiglio di Umberto Bossi a non farsi «incantare» da Pier Ferdinando Casini. «Noi siamo sicuri della nostra forza, delle nostre ragioni, dei nostri programmi e degli uomini che mettiamo in campo. Personalmente sono assolutamente fiducioso, anche per i numeri che conosciamo che provengono dagli ultimissimi sondaggi, che noi potremmo andare tranquillamente da soli ovunque» ha aggiunto il Cavaliere. «Quando un candidato, come è successo per la carica di governatore in Calabria - ha detto poi Berlusconi - ritenesse, per la qualità degli uomini che militano localmente nell'Udc, di poter avere dei vantaggi dalla cooperazione con loro, noi abbiamo lasciato e lasceremo ai singoli candidati la possibilità di continuare in una collaborazione che, normalmente, è già positivamente avviata».
IL NO DI CASINI - Nessuno convergenza dunque all'indomani dell'invito rivolto dallo stesso Berlusconi alla Poli Bortone e a Palese a fare un passo indietro alla ricerca di un nome nuovo da contrapporre al candidato di centrosinistra Nichi Vendola. Appello non raccolto dalla candidata di «Io Sud», e neanche da Pier Ferdinando Casini che in mattinata era tornato ad invitare il Pdl a convergere sulla Poli Bortone. «Vado avanti - era stata la risposta della candidata al presidente del Consiglio -. Non si può fare politica in questo modo. Sono a capo di un movimento che crede nei valori del Mezzogiorno. Immaginavo che anche il Pdl volesse fare un accordo con l’Udc e con noi. Sono la candidata più forte per battere Vendola» aveva fatto sapere la Poli Bortone. «Noi abbiamo messo in campo un’alternativa a Vendola - aveva detto Casini -, non è una candidata Udc ma indipendente. Crediamo in una intesa ampia sul suo nome».
«ARGINE ANTI-LEGA» - «Noi al Nord siamo l'argine anti-Lega» aveva anche detto il leader centrista nel corso di una conferenza stampa, a Montecitorio, dedicata alle regionali. Lanciando anche un appello al Pd: «Si svegli, con il federalismo sono stati fatti errori, guardate come è andata a finire ieri: sveglia!». Secondo Casini, «il rapporto con la Lega tocca tutte le forze politiche: tutti cercano di usarla contro gli altri ma poi è il Pdl a usarla». «Non posso credere - è la posizione di Casini - che Bersani abbia detto che è deluso da me, perché se così fosse dovrei dire che io sono deluso dal Pd: non si può pensare che la decisione di parte del Pd di sostenere Vendola possa lasciare indifferente un partito come il nostro». «La vittoria di Vendola - aveva spiegato Casini - ha ovviamente delle conseguenze: l'Udc che è all'opposizione con il Pd rispetta e sostiene i candidati del Pd vicini a noi o i candidati antileghisti, ma dice no allo schema prodiano dell'aggiungi un posto a tavola per l'Udc. Questo non ci interessa. Non accettiamo lezioni da nessuno: non le abbiamo accettate dal Pdl ieri, non le accettiamo dal Pd oggi».
Redazione online
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25/01/2010
Puglia, Primarie Pd: 200 mila al voto Per Vendola vittoria schiacciante
Puglia, Primarie Pd: 200 mila al voto Per Vendola vittoria schiacciante
A Venezia sarà giorgio Orsoni a sfidare il ministro Brunetta. L'ex governatore batte nettamente l'economista Boccia. Casini: «Con lui niente alleanze»
| Nichi Vendola (Emblema) |
Tanti pugliesi al voto, quasi 200 mila, secondo fonti del partito, e una netta vittoria per il governatore uscente: «Ha vinto Nichi Vendola», ha annunciato il segretario regionale del Pd pugliese, Sergio Blasi, nell'annunciare il risultato delle primarie. «È stata una giornata importante, di democrazia, una giornata bella», ha aggiunto. L'annuncio - anche se non sono stati resi pubblici i risultati definitivi - ha confermato i primi dati affluiti al comitato elettorale il presidente uscente della Regione che davano Vendola avanti nettamente, con il 70% dei suffragi con il 30% delle schede scrutinate, sul rivale Francesco Boccia nella sfida per conquistare la candidatura per il centrosinistra.
ALTA AFFLUENZA - Hanno votato circa 192.000 persone per le primarie del centrosinistra in Puglia per la scelta del candidato presidente alle prossime regionali. Il dato è quello definitivo reso pubblico dal Pd pugliese. Coloro che votarono in Puglia alle primarie del Pd il 25 ottobre scorso quando venne scelto Pierluigi Bersani a segretario del partito furono circa 170.000. Furono invece 79.296 i partecipanti alle primarie del 2005 quando per la prima volta Nichi Vendola ebbe la meglio su Francesco Boccia nella scelta del candidato presidente del centrosinistra per la Regione Puglia. Durante la giornata code, in alcuni casi lunghe anche decine di metri, si sono formate davanti ai seggi, chiusi domenica alle 21 (e aperti alle 8 di mattina). Dopo mesi di polemiche e veleni, per il centrosinistra pugliese è stato dunque il giorno delle primarie. Il Pdl, nel frattempo, ha investito della candidatura Rocco Palese, attuale capogruppo in Regione ed ex assessore al Bilancio.
LA SFIDA - Quello in Puglia è stato un voto delicato, soprattutto per il Partito democratico che ufficialmente sostiene Boccia contro il governatore uscente Vendola. Di fatto, lo stesso film andato in onda cinque anni fa, quando prevalse l'allora esponente di Rifondazione contro ogni pronostico. Come nel 2005, Boccia poteva contare in teoria sul sostegno di tutto il Pd (allora erano Ds e Margherita), ma è noto che molti esponenti democratici sono schierati con Vendola. La vittoria di Vendola rischia ora di aprire accese discussioni tra i democratici. Per Boccia sono scesi in Puglia a fare campagna elettorale il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, il capogruppo alla Camera Dario Franceschini e Giuseppe Fioroni, senza contare Massimo D’Alema che ha trascorso nella regione praticamente tutta l’ultima settimana. I democratici tentano di attuare in Puglia la loro linea nazionale: dare vita a una coalizione larga che tenga insieme l'opposizione parlamentare: Pd, Udc e Idv. Ma il leader dei centristi Pier Ferdinando Casini ha precisato: «Se vince Vendola non ci sarà spazio per un'alleanza».
PRIMARIE ANCHE A VENEZIA -Giorgio Orsoni ha invece vinto le primarie del Pd per la corsa a sindaco di Venezia e sarà il candidato del centrosinistra. Ha battuto Gianfranco Bettin registrando il 46% contro il 35% di quest'ultimo e il 18% di Laura Fincato. «Le primarie per la scelta del candidato a sindaco di Venezia hanno fatto registrare una buona partecipazione in un clima sereno, con un risultato netto a favore di Giorgio Orsoni - dice Davide Zoggia della segreteria del Partito Democratico, responsabile Enti locali -. Voglio esprimere un ringraziamento agli altri due candidati e a tutti coloro che hanno partecipato e fatto partecipare a queste consultazioni, che possiamo archiviare positivamente visto che per organizzarle c'erano solo tre settimane. Ora dobbiamo affrontare la sfida più importante: questo clima, questo risultato, questa partecipazione ci caricano ancor di più in vista del confronto con il ministro di Berlusconi. Quindi - conclude - auguri e massimo sostegno a Orsoni».
Redazione online
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29/12/2009
Cultura generale, prova d'esame di fine anno
Cultura generale, prova d'esame di fine anno
Abbiamo letto le risposte delle matricole ai test di ammissione degli atenei e intervistato i docenti. I risultati, sorprendenti: errori di sintassi, ignoranza delle nozioni elementari. De Gasperi? Economista. Matteotti? Ucciso dalle Br. Tu quanto ne sai?

L’Italia è una repubblica. Questo, lo sanno tutti. Chi sia Alcide De Gasperi, invece no: più della metà sostiene convintamente l’ipotesi che sia stato uno statista, ma molti altri lo scambierebbero per un economista o uno scienziato. La domanda non è stata rivolta a uno sparuto gruppo di scolaretti di provincia, ma a diverse decine di studenti al loro primo anno di lettere di una nota università italiana.
Chi crede che il dato costituisca un’eccezione si sbaglia. “I giovani che arrivano all'università sono in condizione di semianalfabeti” ha tuonato qualche giorno fa il rettore dell’ateneo di Bologna, il più antico d’Europa, ed è notizia recente che la facoltà di medicina di Torino ha deciso di istituire un corso di lingua italiana con l’obiettivo di “alfabetizzare” le matricole, (secondo il Centro europeo dell’Educazione, un laureato su cinque riesce appena a raggiungere la soglia minima di decifrazione di un testo).
Una nuova conferma arriva ora dai dati letti in esclusiva da Sky.it e forniti da una delle più qualificate realtà editoriali, Giunti Os, specializzata da decenni in strumenti psicodiagnostici, compresi i test di ammissione degli studenti nelle università italiane considerate di “elite”.
La realtà non è delle più confortanti. Perché, se si può sorvolare sul fatto che solo uno studente su quattro sappia che il filosofo Herbert Marcuse fosse nato in Germania e non in Francia (e poi dicono che tutti i professori sono comunisti), non si può derubricare a errore di distrazione la presunta correttezza di un’espressione come “nessun’amico”, sottoscritta nei test di ammissione da più di uno studente su cinque. Roba che, fino a qualche decennio fa, avrebbe fatto tirare le orecchie a qualsiasi scolaretto delle elementari (“un al maschile non si apostrofa mai” recitava la petulante cantilena delle maestre di un tempo).
Le cose non vanno meglio neppure con il lessico: per alcuni studenti “ingerenza” significa capacità di ingerire, mentre “remissivo” è sinonimo di lento, recente o attento. Qualcuno, così, è già corso ai ripari: su Facebook è disponibile un’applicazione, in grado di “testare il tuo italiano” (per accedere, bisogna essere iscritti al social network).
Buio fitto anche per ciò che riguarda le nozioni di storia. Per quattro studenti su cinque che intendono accedere alle migliori università italiane, il povero Quintino Sella non è lo storico ministro delle finanze di molti dei primi governi unitari, impegnato (già allora!) nello sforzo titanico del pareggio di bilancio, ma un generale garibaldino ucciso durante la battaglia del Volturno, uno dei carbonari fucilati dagli austriaci a Belfiore o un pensatore anarchico.
D’accordo, ci può anche stare: Quintino Sella non è Cavour. Appare invece meno comprensibile come solo uno studente su sei sappia che Achille Occhietto sia stato l’ultimo segretario del Pci, e lo confonda con Massimo D’Alema o addirittura con Enrico Berlinguer, scomparso ormai un quarto di secolo fa. Per Filippo Andreatta, ordinario di scienze politiche nell’università di Bologna, le responsabilità di queste lacune non sono però tutte dell’istruzione: “è un fallimento sociale generalizzato che non riguarda solo la scuola secondaria, ma anche la famiglia e alcune sane abitudini quali la lettura di libri e quotidiani. Ormai da diversi anni, abbiamo allargato la base sociale di chi si iscrive negli Atenei e, ovviamente, anche il numero dei laureati. Questo è un bene e una necessità assoluta; il male, invece, è che non riusciamo a valorizzare la preparazione eccellente da quella di base”.
Tempo fa, Andreatta ha fatto parte della commissione che doveva verificare la preparazione degli ammessi alla laurea magistrale in scienze internazionali e diplomatiche della facoltà “Roberto Ruffilli” con sede a Forlì. Gli studenti erano tutti in possesso di una laurea triennale, eppure il risultato è “stato che buona parte dei candidati riscontravano carenze di tre tipi: nozioni apprese sui libri di scuola, conoscenza del sistema politico italiano, lettura dei giornali”. Qualche esempio? “Molti non sapevano quale ruolo avesse avuto l’Italia nella seconda guerra mondiale e quali fossero i confini della Turchia”. Per altri, Giacomo Matteotti era stato ucciso dalle Brigate rosse e “nessuno aveva una conoscenza dettagliata dell’evoluzione politica della Repubblica”.
Il problema però non riguarda solo le discipline di aera umanistica: secondo Daniele Checchi, docente di economia del lavoro e preside della facoltà di scienze politiche della Statale di Milano, “in Italia il livello di competenze matematiche e la conoscenza della lingua inglese è tra le più basse d’Europa”. Per Giovanni Valotti, direttore della scuola universitaria della Bocconi, le difficoltà invece sono altre: “se devo rintracciare una differenza rispetto a dieci anni fa, non la riscontro nel livello di preparazione, che da noi per fortuna è rimasto piuttosto alto, ma nel grado di maturità. Gli studenti che si iscrivono al primo anno di università sono più inconsapevoli di quanto lo fossero in passato”. Bamboccioni? “Direi proprio di si”. Le matricole sono avvisate.
17:47 Scritto in UNIVERSITA' | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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30/11/2009
Juve, ultima chiamata contro l'Inter Diego: «Altrimenti campionato chiuso»
Juve, ultima chiamata contro l'Inter Diego: «Altrimenti campionato chiuso»
SERIE A. Delusione nello spogliatoio dopo il ko di Cagliari. Galliani: «Sono pronto a tifare per i bianconeri»
| Diego (Ap) |
TORINO - Gli entusiasmi estivi si sono raffreddati nel giro di pochi mesi. È stata una doppia doccia gelata - quattro gol beccati e zero realizzati tra Bordeaux e Cagliari - a sospingere la Juve verso la peggiore delle spiagge: l'ultima. Dicembre è appena alle porte e i bianconeri si trovano già nella scomoda condizione di giocarsi in quattro giorni le poche fiches rimaste nelle mani di Ciro Ferrara. Prima in campionato (contro l'Inter) e poi in Champions League (contro il Bayern Monaco).
DIEGO - Il ko di domenica, arrivato proprio alla vigilia del big match con i nerazzurri, ha gettato nello sconforto i tifosi bianconeri. Visto il distacco in classifica, neanche un mezzo miracolo contro l'Inter potrebbe bastare a riaprire del tutto il campionato. La temperatura all'interno dello spogliatoio è pessima: -8. Lo stesso Diego - che dopo un avvio scintillante è incappato in una specie di involuzione tecnico-tattica - ammette che il discorso scudetto rischia di concludersi troppo presto. «Abbiamo perso contatto con l'Inter, il che è una cosa negativa perché il campionato potrebbe già essere chiuso per noi - dice il brasiliano - sebbene ancora nella prima fase della stagione». Per questo l'ex Werder Brema sprona i compagni a riprendersi subito: «Dovremo lavorare duro questa settimana per correggere i nostri errori e, una volta scesi in campo, dovremo mostrare un gioco differente. Il risultato contro il Cagliari ha complicato i nostri piani di portarci in testa alla classifica. Già dalla prossima gara, però, dovremo riprendere il cammino».
GALLIANI - Tra l'altro la Juve è stata scavalcata in classifica anche dal Milan. I rossoneri, rigenerati da Leonardo, si propongono ora come principale antagonista dei cugini. E Adriano Galliani si concede pure una confidenza, in vista del prossimo turno di campionato: «Se ci fosse la possibilità di sedersi tranquilli in poltrona, al segreto, avendo battuto la Samp, cosa comunque difficile, certamente tiferei per la Juve». Davvero? «Come tutti i monzesi che non si sentono milanesi da ragazzo - afferma l'amministratore delegato - c'erano molte simpatie juventine da parte mia, la Brianza è sempre stata così. Ma l'altra squadra che seguivo era il Milan. Mai l'Inter».
17:17 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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