13/04/2012

Neonata data per morta, ma è viva dopo 12 ore di cella frigorifera

Neonata data per morta, ma è viva dopo 12 ore di cella frigorifera

ARGENTINA. La donna ha partorito dopo appena sei mesi: la bimba è stata dichiarata deceduta dopo venti minuti. Ma non era vero

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09/05/2010

Cenere vulcanica, stop ai voli nel Nord Italia

Cenere vulcanica, stop ai voli nel Nord Italia

Dalle ore 8 alle 14 di domenica interdetto lo spazio aereo del Nord della Penisola, salvo Venezia, Trieste e Rimini. Cancellati 5.000 collegamenti in Spagna, Portogallo e Francia.

 

 


Stop ai voli nel Nord Italia, salvo Venezia, Trieste e Rimini, dalle ore 8 alle ore 14 di domenica 9 maggio. Questo quanto comunicato dall'Enac che predispone l'interdizione del traffico aereo a causa della cenere vulcanica.

La nube di polvere del vulcano islandese Eyjafjallajokul torna dunque in Italia, dopo l'ennesima giornata di caos che sabato ha interessato l'Europa causando l'annullamento di 5.000 voli. A causa della ripresa dell'attività eruttiva del vulcano, l'aeroporto di Barcellona sabato è stato chiuso dalle ore 15 alle ore 22.


Intanto anche l'Enac,
l'Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, segue da vicino l'evolversi della situazione e invita i passeggeri a contattare le rispettive compagnie aeree per informazioni sull’operatività dei propri voli nelle prossime ore.

Qui tutte
le informazioni sui voli Alitalia
Notizie in tempo reale sui voli negli aeroporti di Venezia TesseraTorino Caselle - Bergamo Orio Al Serio - Bologna - Milano Linate e Malpensa - Roma Fiumicino

La parte bassa della nube, compresa fra il suolo e circa 6500 metri di quota - si legge nel bollettino del Vaac,
il Centro di controllo europeo delle polveri vulcaniche ai fini della sicurezza del volo - "è quella più pericolosa per il volo, invaderà il Mar Ligure e il Tirreno e poi man mano il resto dell'Italia a cominciare dalla parte occidentale, mentre la parte alta della nube (compresa fra i 6500 metri e circa 11 mila metri) invaderà tutta l'Italia settentrionale ma tenderà a dirigersi sui Balcani".

Entro le ore 13 circa di domenica, precisa il Vaac, "la parte bassa della nube (pericolosa per il traffico aereo e segnata in rosso) coprirà tutta l'Italia, esclusa la Sicilia e la Sardegna, ma compreso l'Adriatico, per spingersi fino alla Grecia". La parte alta della nube, compresa fra la quota di 6500 metri e 11 mila metri circa - conclude il bollettino - scivolerà invece lungo la penisola balcanica (senza interessare l'Italia) per spingersi fino al Bosforo".


L'attività eruttiva, secondo quanto riferito da Mike Burton, primo ricercatore della sezione di Pisa dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), è di nuovo ai livelli del 15-16 aprile, quando aveva raggiunto il suo massimo.


07/05/2010

L'Eyjafjallajokull e l'incubo di un nuovo stop ai voli

L'Eyjafjallajokull e l'incubo di un nuovo stop ai voli

Il vulcano islandese è tornatato a eruttare nella notte, provocando la formazione di un'altra nube di cenere. A Bruxelles la portavoce dell'Eurocontrol ha comunicato che le polveri "si stanno spostando verso la costa occidentale della Penisola iberica"

 

 

 

 

Torna a far paura l'Eyjafjallajokull, il vulcano islandese che, in aprile, ha mandato in tilt lo spazio aereo europeo a causa d'una ripresa dell'attività eruttiva. Nella serata del 6 maggio i metereologi dell'isola dei vichinghi hanno infatti annunciato una nuova fase esplosiva del cratere sottostante l'omonimo ghiacciaio con inevitabili e "considerevoli" ricadute di cenere. E, come previsto, nella notte s'è verificata una nuova intensa eruzione, che ha causato la formazione d'un'altra nube di cenere.

Sulle effettive conseguenze della spessa coltre di polveri è intervenuto Mike Burton, primo ricercatore della sezione di Pisa dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il quale è tornato con un collega italiano e con un gruppo di scienziati francesi nell'area del ghiacciaio dell'Eyjafjallajokull. Scopo della sua missione è quello d'aiutare i vulcanologi islandesi a misurare lo zolfo in uscita dalla sommità del cratere, che preoccupa non poco per la salute della popolazione locale. Relativamente alla criticità della situazione Burton non ha dubbi: "Secondo le informazioni attuali che abbiamo la situazione ora è molto confrontabile con quella del 14 aprile, vale a dire quella dell'inizio della seconda fase dell'eruzione, quell'eruzione di cenere che ha provocato tutti i problemi di volo aereo in Europa. Ora tutto dipende dal meteo perché, se il vento porta il pennacchio sopra il Regno Unito e la Francia come ha fatto due settimane fa, immagino che creerà problemi".


E a fare il punto della situazione con specifico riferimento allo spazio aereo europeo è intervenuta Kyla Evans, portavoce di Eurocontrol, che a Bruxelles ha comunicato lo spostamento delle ceneri, prodottesi nella notte, "verso la costa occidentale della Penisola iberica". La portavoce ha poi notificato la conseguente deviazione di molti voli intercontinentali, transitanti sull'Irlanda, con inevitabili ritardi "a seconda delle rotte". Evans ha aggiunto che al momento, in ogni caso, non sono previste ulteriori chiusure di scali.


E proprio l'isola verde, fra le altre cose, ha vissuto fino alle 12.00 del 7 maggio (14.00 in Italia) il terzo giorno di chiusura, sia pure parziale, del proprio spazio aereo. Nel pomeriggio del 6 maggio la Iaa, autorità per l'aviazione civile nazionale, aveva infatti vietato i voli in partenza e in arrivo da sei aeroporti della parte occidentale dell'isola, tra cui quello di Shannon. Il divieto era scattato a partire dalle 23.00 ora locale dello stesso giorno (1.00 in Italia).


04/05/2010

Torna la nube di cenere: fermi per sei ore i voli in Irlanda

Torna la nube di cenere: fermi per sei ore i voli in Irlanda

Nuovo stop anche se lo spazio aereo britannico resterà aperto ai voli in transito. Le autorità del trasporto aereo hanno riferito che il blocco durerà sei ore: dalle 8 alle 14 ora italiana

 

DUBLINO - Aeroporti irlandesi chiusi per sei ore martedì a causa dell'allarme causato dalla nube di cenere del vulcano in Islanda. Le autorità del trasporto aereo hanno riferito che dalle 8 alle 14 ora italiana non saranno possibili partenze e arrivi. L'Irish Aviation Authority (IAA) ha precisato che lo spazio aereo britannico resterà comunque aperto ai voli in transito. L'Europa non sarà toccata dalla restrizione e così i voli intercontinentali.


18/04/2010

10 risposte per affrontare l'emergenza

10 risposte per affrontare l'emergenza

Una guida per sapere che cosa fare se si rimane coinvolti dai problemi di viaggio provocati dalla «nube»

 

Volo cancellato che cosa fare
La Carta del Passeggero (regolamento 261/04) prevede che anche in caso di cancellazioni causate da «eventi eccezionali» la compagnia aerea deve offrire al passeggero la possibilità di scegliere tra il rimborso del biglietto oppure l’imbarco su un altro volo, il prima possibile o in una data successiva più conveniente per il cliente. Il vettore è tenuto anche a garantire al cliente un’adeguata assistenza a terra. Nel caso di avverse condizioni meteo determinate da circostanze eccezionali non è previsto invece il risarcimento per i disagi subiti dal passeggero

Come chiedere il rimborso?
«Le norme prevedono che il rimborso sia immediato e in contanti», dice Paolo Martinello di Altroconsumo. È possibile presentare richiesta alla compagnia anche attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno. Attenzione: il biglietto va conservato con cura. «Qualora la compagnia non provvedesse al rimborso, si può inoltrare una segnalazione all’Ente nazionale dell’aviazione civile (via posta, fax, email o con modulo online - www.enav.gov.it) e all’Antitrust». Ultima strada il Giudice di Pace. Più passeggeri con storie analoghe possono optare per un’azione collettiva

Quale deve essere l’assistenza a terra?
Il vettore deve garantire al passeggero in attesa di un volo successivo pasti, bevande, eventuali pernottamenti, trasferimenti da e per l’aeroporto, due chiamate telefoniche, fax o email. La disponibilità di camere in molte città è esaurita: brandine sono state portate nei principali scali

Se l’emergenza continua?
Ai passeggeri in partenza spetterà solo il rimborso o la riprotezione. «Le compagnie dovranno però garantire assistenza a chi è di rientro o in transito», dicono da Altroconsumo. Nell’assistenza rientra lo studio di soluzioni alternative che permettano ai passeggeri il ritorno a casa

Le «low cost» hanno regole a sé?
Compagnie di linea e «low cost» sono tenute allo stesso modo a rispettare la Carta del passeggero. Segnalazioni di violazioni del regolamento sono state trasmesse agli uffici di Enac e Astoi (l’associazione dei tour operator) da passeggeri di Airberlin («rifiuto di rimborso e assistenza») ed easyJet («rifiuto di rimborso»). Ma anche di Lufthansa («a due passeggeri bloccati a Shangai è stato negato il rientro in economy e l’assistenza in albergo»). Gli ispettori dell’Enac sono al lavoro negli scali italiani: «Le compagnie che non rispettano il regolamento saranno denunciate e sanzionate»

E se si viaggia con tour operator?
«Il tour operator è tenuto a provvedere, per i passeggeri in partenza, al rimborso dell’intero pacchetto», afferma il direttore di Astoi Alberto Corti. Come da Codice del consumo. Per richiedere il rimborso bisogna «rivolgersi entro sette giorni all’agenzia viaggi (dove è stato acquistato il pacchetto) o inviare una email al sito online (se l’acquisto è stato fatto sul web)». Conservare tutta la documentazione. Aggiunge Corti: «Riprotezione e assistenza, soprattutto dei passeggeri di rientro, devono essere garantite dalla compagnia alla quale il tour operator si appoggia»

Il treno è un’alternativa?
Anche oggi Frecciarossa straordinario in partenza da Roma e Milano alle 8 (ferma a Bologna). Trenitalia raccomanda ai viaggiatori di recarsi in stazione solo se diretti verso mete nazionali. Meglio se già provvisti di biglietto acquistato online (www.trenitalia.it) o al call center (89.20.21). Invita invece i passeggeri che vogliono andare all’estero a non considerare il treno un’alternativa: «Tutti i collegamenti sono esauriti fino a venerdì, qualche posto potrebbe rendersi disponibile solo sui treni di giorno». Per raggiungere le isole e il Sud sono disponibili collegamenti via traghetto

L’automobile a noleggio
In alternativa al treno c’è l’auto a noleggio, magari da condividere con più persone (car sharing). Dal tardo pomeriggio di ieri però le principali compagnie del Nord non hanno più vetture a disposizione, le prime rientreranno domani dopo mezzogiorno.

Taxi da prendere con altri
Attenzione a chi offre servizi con autista. Meglio preferire un taxi, esistono tariffe fisse. Quelle di una delle compagnie milanesi: «Mille euro per andare da Milano a Roma, 1.500 per Parigi». Costo che può essere suddiviso tra più passeggeri (fino a sei)

Quando tornerà tutto normale?
Ieri l’Ente nazionale dell’aviazione civile ha disposto la chiusura dello spazio aereo del Nord Italia fino a domani alle otto. In attesa di nuove previsioni e nuovi bollettini, l’Enac mette in guardia: dal momento in cui il sistema aereo ripartirà (a livello italiano ma anche europeo), ci vorranno almeno altri due giorni di riassestamento perché la situazione torni alla normalità. Per non andare incontro a cattive sorprese quindi, sempre che sia possibile, è meglio rinviare ogni viaggio in aereo di qualche giorno

Alessandra Mangiarotti


17/04/2010

Nube di cenere, stop ai voli nel Nord Italia fino alle 20

Nube di cenere, stop ai voli nel Nord Italia fino alle 20

Lo spazio aereo del settentrione resterà chiuso sino alle 20 di oggi e il blocco potrebbe essere esteso ulteriormente e allargato ad altre aree del Paese. In Europa, solo 6.000 voli sui 22.000 che normalmente vengono effettuati.

 

 

 

La nuvola di cenere che incombe sull'Europa costringerà ancora per molte ore alla chiusura di molti aeroporti, Italia inclusa.
L’Enac ha deciso di estendere "fino alle ore 20:00 di oggi ora italiana l’interdizione al volo strumentale in tutto il Nord Italia, per il persistere delle negative condizioni dello spazio aereo interessato dalla nube del vulcano islandese Eyjafjallajokull"
Non basta. L'Enac inoltre si riserva di allargare lo spazio aereo interdetto nel caso le condizioni lo richiedessero.

Secondo Eurocontrol, l'ente europeo di controllo dell'aviazione civile, gli effetti della nube di cenere dall'Islanda persisteranno ancora almeno per le prossime 24 ore, impedendo ancora decolli e atterraggi nella maggior parte degli scali del Nord e Centro Europa.

"Le previsioni indicano che la nuvola di ceneri vulcaniche persisterà ancora e che il suo impatto continuerà almeno per le prossime 24 ore", si legge nel comunicato diffuso da Bruxelles. L'ente europeo aggiunge che, sebbene nella maggiorparte degli aeroporti nord e centroeuropei decolli e atterraggi siano bloccati, voli sono in corso nel Sud europeo, in particolare in Spagna, Italia meridionale, Balcani meridionali, Bulgaria, Grecia e Turchia.
Contro i 22.000 che percorrono l'Europa quotidianamente a regime normale, Eurocontrol prevede che i voli saranno solo 6.000.

Al momento, l'interdizione al volo strumentale di tutto il Nord Italia (cosiddetto "Flight Information Region" Milano) va da da livello 0 fino a livello 350 (equivalente ad un'altitudine di 35.000 piedi, pari a 10,668 metri). Sono comunque garantiti i diritti dei passeggeri (
Qui la nota dell'Enac).

Presso gli aeroporti come ad esempio Caselle, Malpensa, Linate, Bergamo, Venezia, Bologna, gli unici voli autorizzati saranno quelli d'emergenza. Nessuna restrizione subiranno i sorvoli oltre il livello dei 35.000 piedi.


Resta critica la situazione negli scali europei. La grande nuvola di cenere che si è sprigionata dal vulcano islandese dilaga per il vecchio Continente, causando un caos nel traffico aereo ad un livello mai visto dai tempi dell'attacco alle Torri gemelle di New York dell'11 settembre 2001 e perdite per centinaia di milioni di dollari alle compagnie aeree. Nella sola giornata di venerdì
18 mila voli cancellati, 6 milioni di passeggeri a terra.

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A Milano Linate e Malpensa
il tracking dei voli online non risulta aggiornato
Il sito dell'Aeroporto di Roma Fiumicino
è in manutenzione straordinaria e non è raggiungibile.

Indagini ad alta quota - Cenere mortale.
Il documentario è in onda su National Geographic (canale 402 di SKY). Consulta la Guida Tv

I satelliti dell'Agenzia Spaziale Europa mostrano lo spostamento della nube dall'Islanda verso l'Europa. Ora i detriti dell'erruzione hanno raggiunto anche l'Italia:


 

 

Video sulla situazione del vulcano in eruzione in Islanda e le ripercussioni sul traffico aereo in Italia

 


16/04/2010

Cenere nei cieli, mezza Europa a terra

Cenere nei cieli, mezza Europa a terra

La nube arriva in Italia: rischio chiusura aeroporti del Nord. In tutto il Vecchio Continente sono stati annullati circa 18.000 voli. Prolungato il blocco in Regno Unito e Francia. Disagi previsti anche per sabato. Enac: nessun rimborso.

 

 

L'emergenza causata dall'eruzione del vulcano nei pressi del ghiacciaio di Eyjafjallajokull in Islanda sta lasciando mezza Europa a terra. La gigantesca nube di cenere che da giovedì sorvola i Paesi della parte settentrionale del continente costringe alla chiusura degli aeroporti e le autorità di diverse città hanno già annunciato che i voli resteranno fermi almeno fino a sabato mattina.

La nube di cenere, intanto, si avvicina all'Italia. Se non cambieranno le previsioni, sabato molti aeroporti del Nord Italia verranno. E' quanto è emerso nel corso di una riunione operativa tenutasi al Dipartimento della Protezione Civile, alla quale hanno partecipato le autorità aeronautiche civili e    militari, e i rappresentanti delle aziende che gestiscono strade e ferrovie.


La chiusura contemporanea degli aeroporti di
Heathrow (Londra) e Francoforte significa che il traffico aereo europeo è semi-paralizzato.
Eurocontrol
, l'Organizzazione europea per la sicurezza della navigazione aerea, prevede che alla fine
della giornata di oggi risulteranno cancellati circa 17mila voli (oltre il 60 per cento dei 28.000 voli che giornalmente solcano i cieli europei). Giovedì erano stati annullati quasi 8mila voli.
Ripercussioni anche in Italia con 59 voli cancellati a Fiumicino e 45 a Bologna (consulta gli orari di partenze e arrivi).
In Belgio la chiusura dello spazio aereo è stata prolungata almeno fino alle 10 di sabato, in Olanda fino alle 6. In Gran Bretagna oggi non si vola. In Svezia e in Norvergia decollerà qualche volo domestico, ma i tre hub della scandinavi, Oslo, Copenaghen e Stoccolma, sono chiusi.
In Francia restano chiusi 25 aeroporti. In Germania sono chiusi gli scali di 11 città tra cui Berlino.

Non si vola sui cieli austriaci e su quelli baltici. La nuvola inoltre si sta spostando a est. Lo scalo di Sofia ha chiuso i battenti, come anche gli aeroporti polacchi.

Potrebbero slittare a domenica i funerali, in programma sabato, del presidente polacco Lech Kaczynski morto con la moglie e altre 94 personalità del paese nel disastro aereo del 10 aprile. Alla cerimonia è previsto l'arrivo di Barack Obama e di diversi capi di stato e di governo. I viaggiatori optano per il treno.

Le ceneri del vulcano, sostengono esperti dell'università di Vienna, potrebbero influire sul clima della terra se raggiungono la stratosfera perché potrebbero ridurre la radiazione solare. La stratosfera è la seconda cappa dell'atmosfera e comincia a circa 12 chilometri di altezza sopra la superficie della terra. A questa altezza non ci sono piogge che potrebbero ridurre o 'lavare' le particelle per cui le ceneri potrebbero rimanervi per due o tre anni.


Da giovedì, informa
Trenitalia, le richieste per un posto sui convogli che portano in Francia e in Inghilterra hanno subito un'impennata.

Enac: Non previsti rimborsi
. Nessun rimborso in vista per i passeggeri rimasti a terra a causa della nube gigante sui cieli europei che ha paralizzato il traffico aereo. Forse, però, i passeggeri potranno riutilizzare i biglietti aerei. E' quanto annuncia il presidente dell'Enac, Vito Riggio a Sky Tg 24. Riggio spiega: "Quando c'è un caso eccezionale, tipo terremoti o eruzioni, il regolamento non prevede rimborsi. Ma, forse, si potranno riutilizzare i biglietti, se ne sta discutendo".
Per informazioni sui propri voli Alitalia ha invece attivato anche il Numero Verde 800 650055.



21/03/2010

Islanda: dopo 187 anni si risveglia un vulcano, evacuate circa 600 persone

Islanda: dopo 187 anni si risveglia un vulcano, evacuate circa 600 persone

 

Gli ultimi fenomeni eruttivi nella zona del ghiacciaio risalivano al 1823. Il magma è cominciato ad eruttare nella zona della regione del ghiacciaio Eyjafallajokull

(Afp)

 È emergenza eruzione in Islanda dove poco dopo la mezzanotte un vulcano nelle vicinanze del ghiacciaio di Eyjafallajoekull si è risvegliato costringendo le autorità ad evacuare circa 600 persone (Afp)

 

L'ANNUNCIO - Lo hanno annunciato le autorità di Reykjavik secondo le quali anche se si ritiene che non sussista alcun pericolo diretto, è stato messo in atto un piano di evacuazione che prevede appunto lo sgombero di oltre 600 persone della zona della regione del ghiacciaio Eyjafallajokull. L'eruzione è cominciata verso mezzanotte e la principale strada di accesso all'aerea interessata è stata chiusa. Gli ultimi fenomeni eruttivi nella zona del ghiacciaio risalivano al 1823.

Redazione online


19/02/2010

Una 45enne si "risveglia" all'obitorio Stava per essere imbalsamata

Una 45enne si "risveglia" all'obitorio Stava per essere imbalsamata

 

In colombia. Noevia Serna, dichiarata morta dopo un infarto, ha mosso il braccio destro in camera mortuaria

 

CALI (COLOMBIA) - Una donna di 45 anni, dichiarata morta dopo un infarto, ha mosso il braccio destro mentre stava per esser imbalsamata in una camera mortuaria dell'ospedale di Cali, in Colombia. A quel punto l'impiegato dell'agenzia funebre ha immediatamente interrotto la procedura e ha riportato Noevia Serna, questo il nome della donna, in reparto. In rare occasioni, ha spiegato il neurochirurgo Juan Mendoza Vega, può succedere che il battito cardiaco e il respiro scendano a livelli impercettibili.

L'INFARTO E IL RICOVERO - Serna, malata di sclerosi multipla, aveva avuto un infarto lunedì scorso ed era stata ricoverata in ospedale. Per dieci ore era rimasta collegata al respiratore artificiale. Poi, dopo un secondo infarto, i medici l'avevano dichiarata morta. Tre ore dopo, in obitorio, stavano per iniettarle nella gamba il liquido che si utilizza per conservare i corpi prima del funerale. Ma si sono accorti di non avere di fronte un cadavere. «Muoveva il braccio destro, ho fermato la procedura e l'abbiamo riportata di corsa all'ospedale» ha raccontato uno degli impiegati dell'agenzia funebre. Secondo i medici le condizioni di Noevia restano critiche ma stabili anche se le sue possibilità di sopravvivere «non sono alte». È ancora incosciente ma non ha più bisogno del respiratore artificiale.

SINDROME DI LAZZARO - La figlia unica di Noevia, la 18enne Maria Fernanda Andrare, ancora scossa dall'accaduto, ha raccontato: «Non sapevo cosa fare, se correre a incontrarla, piangere o gridare». In attesa di un'indagine su quanto avvenuto nell'ospedale di Cali, l'ipotesi è che si sia trattato di un caso di quelli che i medici sono soliti chiamare «Sindrome di Lazzaro». Si tratta di una condizione rarissima, in cui pulsazioni cardiache e respirazione scendono al di sotto di livelli misurabili per poi riprendere. Non è neanche escluso che il «risveglio» sia da attribuirsi, seppure tardivamente, alle cure con cui medici hanno cercato di far ripartire il cuore dopo l'arresto.

Redazione online


24/11/2009

Per 23 anni lo credono in stato vegetativo. Ma lui ascoltava e capiva

Per 23 anni lo credono in stato vegetativo. Ma lui ascoltava e capiva

 

IL CASO IN BELGIO. «Io urlavo ma nessuno mi sentiva»

 

Rom Houben (Afp)
Rom Houben (Afp)

Diagnosi errata: un uomo in Belgio, dopo un gravissimo incidente in auto, è stato curato come un paziente in coma per 23 anni. Il 46enne era però cosciente, ma a causa della paralisi non riusciva a difendersi e comunicare col mondo esterno, fino a quando il grave errore non è stato scoperto e un dottore lo ha liberato dalla sua "prigione".

SOGNI - «L'ho trascorso sognando», risponde Rom Houben, a chi oggi gli chiede come abbia potuto superare tutto questo tempo. Per 23 anni i medici lo hanno trattato erroneamente come un paziente in stato vegetativo. L'uomo, tuttavia, era quasi completamente cosciente. Per i dottori e gli infermieri della struttura della cittadina belga di Zolder, in Belgio, il paziente era stato classificato come un caso senza speranza, la sua coscienza era data per spenta. Lottatore sportivo e studente di ingegneria, il belga Rom Houben era caduto nel presunto stato vegetativo dopo un incidente in macchina nel 1983.

«HO URLATO, MA NESSUNO MI SENTIVA» - Solamente una recente analisi all'università di Liegi ha potuto far luce: Houben, in verità, in tutti questi anni era «paralizzato». Imprigionato in un corpo che non riusciva più a muovere. Le immagini di una tomografia computerizzata hanno rivelato che il suo cervello era rimasto quasi completamente funzionale. Adesso il paziente può comunicare con l'aiuto di un computer dotato di una speciale tastiera. Quando si è svegliato dopo il tragico incidente, come ha riferito Houben, il corpo non gli ha più dato ascolto: «Ho urlato, ma non si sentiva nulla». È quindi diventato testimone impotente di medici e infermieri che hanno cercato di parlagli, fino a quando hanno rinunciato a tutte le speranze. «Mai dimenticherò il giorno in cui hanno scoperto che non ero incosciente: è stata la mia seconda nascita» scrive adesso Houben.

DIAGNOSI SBAGLIATA - Steven Laureys, neurologo dell’Università di Liegi in Belgio che ha condotto l'analisi sul caso, aveva pubblicato appena l'estate scorsa uno studio secondo il quale il numero di pazienti in stato vegetativo diagnosticati erroneamente sarebbe molto alto. Secondo gli esperti, in Europa le diagnosi errate sfiorano il 40%. Laureys e il suo team del centro di Neurobiologia cellulare e molecolare di Liegi hanno spiegato che oltre un terzo dei pazienti cui è stata formulata una diagnosi iniziale di stato vegetativo o stato vegetativo persistente mostra, in presenza di un'analisi più approfondita, segnali minimi di coscienza. Il medico ha anche messo l'accento sulla necessità di procedere con attenzione nella diagnosi di disturbi dello stato di coscienza, specie per evitare di designare pazienti sbagliati all'interruzione di nutrizione e alimentazione artificiali.

QUESTIONE DI ETICHETTE - Resta da chiedersi come sia stato possibile che l'errore a danno di Houben si perdurato per tutti questi anni? Per Laureys si tratta di una sorta «di errore nel sistema»: «E' anche una questione di "etichette" che vengono apposte al paziente», ha spiegato. Che possono fare la differenza tra la vita e la morte. «Se una persona in un letto di ospedale ha un’etichetta con la scritta "stato di minima coscienza" o "stato vegetativo", difficilmente riuscirà a toglierselo di dosso» ha confermato da parte sua Houben.

OGGI ERRORE IMPOSSIBILE - Di diverso parere il professor Giancarlo Comi, presidente dei neurologi italiani: «Oggi se si usano gli strumenti a disposizione questo errore non si rischia più.  Utilizzando la risonanza magnetica si possono distinguere questi casi dallo stato vegetativo persistente». Anche riguardo alla posizione secondo cui circa il 40% delle diagnosi di stato vegetativo rischiano di essere errate, il professor Comi ha idee diverse: «Mi sembra un'affermazione azzardata. Oggi se si usano tutti gli strumenti a disposizione errori di diagnosi di fra sindrome "locked-in" e stato vegetativo persistente non dovrebbero essere possibili. Per stato vegetativo persistente si intendono casi come quelli che hanno occupato la cronaca in Italia l'anno scorso, e che sono determinati da danni multifocali al cervello in cui a essere compromessa è invece anche la capacità elaborativa, in gradi diversi a seconda dei casi e del livello di danneggiamento del cervello».

Elmar Burchia