28/12/2010

«Gli Abba torneranno a cantare »

«Gli Abba torneranno a cantare »

Parla Agneta Fältskog: «Niente tour, l'ideale sarebbe legare il ritorno a pochi eventi con scopi benefici»

Continua...


18/08/2010

Ritorna la Marcuzzi in versione hot in Così fan tutti 2

Ritorna la Marcuzzi in versione hot in Così fan tutti 2

Riparte in autunno la nuova serie Tv con Alessia Marcuzzi e Debora Villa

Continua...


19/07/2010

Marrazzo farà inchieste per Rai 3 ma non tornerà a condurre

Marrazzo farà inchieste per Rai 3 ma non tornerà a condurre

L'ex governatore del lazio dopo lo scandalo su droga e trans. Rizzo Nervo, membro della commissione di Vigilanza: «Piero vuole tornare a fare il giornalista»

 

L'ex governatore del Lazio Piero Marrazzo (Graffiti)
L'ex governatore del Lazio Piero Marrazzo (Graffiti)

ROMA - Piero Marrazzo vuole tornare a fare il giornalista. E presto, il desiderio dell'ex governatore del Lazio, costretto alle dimissioni dopo lo scandalo su droga e trans, diverrà realtà. Lo rivela Nino Rizzo Nervo intervenendo nel programma televisivo di Klaus Davi in onda su YouTube. «Marrazzo tornerà a realizzare documentari e inchieste, ma la sua intenzione non è quella di tornare a condurre» ha precisato il membro della Commissione di Vigilanza della Rai.

«L'HO VISTO TRE VOLTE NEGLI ULTIMI MESI» - «Ho incontrato Marrazzo, credo tre volte, negli ultimi mesi - racconta Rizzo Nervo -. Conoscevo ed ero amico anche di suo padre insieme al quale ho più volte lavorato sulle inchieste di mafia quando vivevo a Palermo. Piero è un bravissimo giornalista. Quando ero direttore del TG3, unificato con la TGR, lo nominai caporedattore regionale a Firenze e risolse una situazione difficile. No, non tornerà a condurre. La sua vicenda personale lo ha molto provato, ma vuole giustamente tornare a fare il giornalista. Ha delle ottime idee sulla realizzazione di alcune inchieste e pensa anche alla realizzazione di alcuni documentari e ne ha già parlato con il direttore di Raitre». (Fonte Ansa)


06/07/2010

Zeman pronto alla Lega Pro per il Foggia Casillo: compro la società e porto il boemo

Zeman pronto alla Lega Pro per il Foggia Casillo: compro la società e porto il boemo

Offerta dell'ex patron degli anni '90 per il 100% del club. Il ds Pavone: per me e Zdenek la serie non è un problema

zeman casillo.jpg

 

FOGGIA— Casillo non lascia, anzi raddoppia. Nello studio dell’avvocato Ciarambino è come un fiume in piena, ma non mette niente «a verbale»: «Io non parlo, è il mio legale che deve parlare e spiegare i termini della nostra nuova proposta». Una proposta che mira ad acquisire non più il 50% della società ma l’intero pacchetto azionario.

«Ho appena emesso un comunicato - spiega l’avvocato Ciarambino - in cui si ribadisce l’interesse di Pasquale Casillo e di altri imprenditori a rilevare il Foggia, tutto il Foggia. L’attuale proprietà dovrà accollarsi la debitoria ma in sede di accordo possiamo concordare anche un pagamento diluito nel tempo sotto forma di sponsorizzazione. Ai vecchi soci andranno i proventi delle cessioni di tutti i giocatori attualmente sotto contratto. Siamo disponibili a scaricare dai debiti l’importo della fideiussione bancaria che l’attuale proprietà sta versando in Lega». Casillo si morde le labbra ma non può fare a meno di intervenire: «Non ho dubbi che la fideiussione verrà fatta, ma a me risulta che a oggi c’è meno della metà necessaria all’iscrizione, mentre ho letto sui giornali che era già tutto a posto». Ciarambino lo ferma, poi aggiunge: «Il gruppo che rappresento vuole evidenziare che laddove si raggiunga l’accordo con la vecchia proprietà verrà fatto un notevole investimento in termini economici programmando un campionato che veda il Foggia protagonista. A questo proposito Il sig. Casillo - prosegue l’avvocato - comunica di aver ottenuto la piena disponibilità di Peppino Pavone e di Zdenek Zeman». Casillo sorride soddisfatto e alla richiesta di qualche dichiarazione risponde solo: chiamate Pavone.

Detto fatto: «Zeman è pronto a tornare ad allenare il Foggia, la sua disponibilità è piena. La categoria? Non è un problema, a lui piace tornare a lavorare a Foggia insieme a noi». La domanda a Ciarambino a questo punto è d’obbligo: perché comunicare alla stampa la nuova proposta invece che direttamente ai soci? «Perché - risponde Ciarambino - con Scirano l’accordo era di risentirci ad iscrizione avvenuta, ma leggiamo dai giornali che si sta provvedendo ad ingaggiare un direttore sportivo nuovo, un nuovo allenatore e a rinnovare contratti con i calciatori e allora non capiamo, ma il Foggia è in vendita o no? Perché noi vogliamo avere le mani libere, e non avere nessun vincolo né di allenatore, né di direttore sportivo, né di giocatori».

Lino Zingarelli


23/04/2010

Sexy, belle ma soprattutto x-elle

Sexy, belle ma soprattutto x-elle

Tornano le donne in carne, le signorine grandi forme, giunoniche vestali di una sensualità opulenta e morbida. Femmine forti che amano scoprirsi e non temono la taglia 46.

 

C’era una volta una donna felice del suo corpo. Si specchiava e ciò che vedeva era semplicemente magnifico. Fianchi larghi, vita stretta, seno prominente. Una donna sensualissima da lasciare strascichi di uomini dietro di lei.

Si amava e ringraziava Dio di essere così formosa perché il suo corpo calamitava gli uomini come api con il miele. Si vestiva esaltando il suo corpo e mettendo in risalto le sue curve da far impallidire.

Sceglieva con cura gonne strette con cinture per esaltare il punto vita. E profondi scolli, da cui si intravedeva un seno procacissimo, erano decisamente strategici. Sorrideva felice di una fisicità così evidente che la avvicinava alle Star del suo tempo ed alle Pin Up come Betty Page, Marilyn e Jane Russell tra le tante altre.

Era depositaria dell’arte della seduzione ed il suo corpo emanava un sex appeal da fare invidia a chi non era carrozzata così bene. Camminava per strada e gli uomini restavano attoniti guardando i fianchi dondolare a destra e sinistra mentre il suo passo diventava quasi strascicante e frettoloso. Si sentiva addosso gli occhi di tanti maschietti, dal vicino di casa al passante, e udiva spesso fischi di compiacimento.

I più audaci l’apostrofavano con “Sei bellissima, bambola” oppure con “Che Pupa da sballo sei!”. Apprezzamenti che davano ancor più vigore alla sua autostima ed al suo concetto di femminilità. Essere Femmina era la missione di tutte le donne di un tempo. Negli anni ’40-’50 tutte le donne erano gran Femmine e i loro corpi in carne erano prelibatezze per veri uomini. Erano fiere ed orgogliose di tante curve …pericolose!

Oggi quella stessa donna sarebbe bollata come grassa. Over Size. Plus Size. Taglia comoda. Modello calibrato. Perché è considerata troppo abbondante.

Ma vi rendete conto? Una donna normale di taglia 44-46 (come la maggior parte delle italiane) oggi è bollata come anormale, fuori forma. Ma rispetto a chi o a quale donna? Quella stra magra proposta dagli stilisti e dalla tv? Rispetto a quel modello di donna androgina che gli operatori della bellezza hanno eletto la donna normale? Bè se rispetto a quelle donne taglia 40 io sono definita fuori forma allora sono ben felice di esserlo e di difendere con le unghie la mia taglia 46 ovvero le mie curve tutte al punto giusto.

Ma il punto non è questo. Il punto è che spostando l’asse della normalità su taglie come la 40 o 42 che sono la minoranza della popolazione le altre si sentono, out, grasse, inadeguate. Come delle marziane. Guardate, additate, schernite e prese in giro. Donne depresse e complessate. Vanno nei negozi di abbigliamento e per loro non c’è nulla.

Si sentono derise dalle commesse e cresce l’insoddisfazione mista a frustrazione. Non trovano abiti che le vestrano figuriamoci vestiti che esaltino le curve. Perché il concetto dela moda di oggi è: “Sei formosa? E allora devi coprirti”. Ecco che i vestiti dei marchi per donne Over spesso sono dei sacchi in cui avvolgerci e scomparire. E’ impensabile che una donna con le curve voglia esaltarle e non coprirsi perchè sarebbe additata come grassa. E questo è assurdo (per chi detiene gli interessi dell’industria della bellezza).

Ma siamo matti? Molte donne che oggi corrono in palestra e stanno sempre a dieta sono quelle che negli anni ’50 erano orgogliose delle proprie curve.

Le stesse. Stesso corpo. Ieri amato. Oggi odiato. Odiato a tal punto che strabuzzo gli occhi quando leggo in una lettera di una ventenne queste frasi: “Ciao Simona, ho visto il tuo sito, e le tue foto sul tua profilo di Facebook, e mi hanno colpita moltissimo, innanzitutto perchè non ho mai visto foto di ragazze reali e normali, di taglia 44 / 46, e sinceramente le ho trovate divine nelle loro forme.

Non ho mai notato questo tipo di moda, forse perchè sono ossessionata dalle ragazze stile Belen Rodriguez, e non capisco la bellezza anche sotto altre forme”.

Vi rendete conto? Una ragazza di 20 anni non ha mai visto foto di donne NORMALI (tg.44-46) sui giornali e resta colpita quando le vede. Ovvio che non ha mai trovato quelle immagini pubblicate. Chiaro. I giornali NON pubblicano foto di donne normali ma solo di quelle stra-magre e chiaramente giorno dopo giorno le taglie 44-46 e oltre scompaiono dalla memoria delle persone.

5501.jpg

Poi basta vedere alcune mie foto per ricordare il piacere delle curve. Per questo motivo ho posato in lingerie mettendo in risalto le mie rotondità e la mia taglia 46. Per dimostrare a donne e uomini che si può essere molto più felici e sexy di una donna tg 40. Che con la mia abbondanza piaccio più io che tante modelle rinsecchite. Parlo di me come esempio ma l’Italia è piena di donne armoniosamente piene di curve..


Detto questo ragionate con la vostra testa ed amatevi con i vostri chili.

L’abbondanza è un dono non un difetto COME TANTI VOGLIONO FARCI CREDERE. Solo per motivi ECONOMICI.

A nessuno frega se siete taglia 40 o 48 ma se molti vi bombardano la testa con messaggi di magrezza è SOLO PERCHE’ CI GUADAGNANO! Tantissimo…

GUARDA LA FOTOGALLERY


25/03/2010

Noi siamo XL e allora?

Noi siamo XL e allora?

 

Sfidano i diktat della moda e segnalano il ritorno di una silhouette morbida. Quattro modelle oversize e l’orgoglio di posare mettendo in mostra curve e rotondità

 

 

miss oversize.jpg

 

 

Cominciamo dando i numeri: 38 è la taglia delle modelle scelte dagli stilisti per le canoniche sfilate di prêt à porter; 40 quella che è stata attribuita alla “categoria” nostrana delle veline; la 42, invece, è quella più affine al mondo delle attrici da red carpet. Ma da monitorare perché non “sfori”. L’ideale sembra essere la 44, con tutte le sue belle curve al posto giusto. Se si passa alla 46 entriamo nel regno delle cosiddette “taglie morbide”. Definite anche “conformate” nel gergo modaiolo. Quella aborrita dalle diafane vestali del fisico esangue. Con buona pace di queste signore grissino ora “dalla 44 in su” sta diventando il nuovo canone di riferimento del mondo dell’immagine. “Every body is beautiful” squillava in copertina V Magazine n. 63. Con ritratto in bianco e nero di Gabby Sidibe, l’attrice XXL di colore protagonista del film Precious. Si trattava della Size Issue della patinatissima rivista Usa; al suo interno modelle dalle forme morbide e dolci come quelle di un bunet e un mont blanc risultavano iper glamour all’insegna di “Avanti curve”. Sette con le immagini di questo servizio fotografico conferma il potere seduttivo di donne dalle forme opulente. «La moda è tiranna, ma l’Eros segue strade e percorsi differenti, a volte imprevedibili», afferma la scrittrice Dacia Maraini (vedi box a pag. 76), riferendosi alla differenza tra un’immagine che si vuol dare come canonica e la realtà: alla maggior parte degli uomini piacciono donne in carne; il modello top model è ancorato ai maschi della “Milano da bere”.

Dello stesso parere di Maraini è Elio Fiorucci. Da designer afferma. «Una ragazza magra indossa, e nel caso delle modelle sfila, perfettamente un abito. Ecco la tirannia della moda. Trovo però un malinteso l’equazione eleganza uguale magrezza. In passerella può funzionare, nella realtà meno. Ricordiamoci la cultura italiana: donne formose, maggiorate. Come Loren, Lollobrigida, Mangano», sottolinea Fiorucci. Si illumina: «Cosa c’è di meglio di abbracciare una donna espressione di buona salute, seno prorompente e glutei torniti?». Ma saranno facili da fotografare? Il mago dell’obbiettivo Giovanni Gastel si schermisce. «Siamo innocenti », dice scherzando. «Ci danno le collezioni di abiti da fotografare. Dobbiamo scegliere delle modelle che possano indossarli. Ma il corpo femminile può essere sensuale anche se non in “taglia” sfilata»; Gastel cita un libro di immagini del fotografo Irving Penn. «Earthly Bodies. Irving Penn’s Nudes 1949- 1950 dimostra come una donna possa essere affascinante e conturbante al di là della taglia».

 

miss oversize1.jpg

“RITOCCHINI” AL PHOTOSHOP - La dimostrazione che siamo di fronte a un vero cambiamento non solo estetico, ma dai contenuti sociali forti arriva da ogni parte. Il corpo femminile, ma anche maschile, non può essere solo quello che si vede riprodotto sulle campagne pubblicitarie. Gran bufera ha suscitato il “ritocco” con photoshop realizzato per la campagna del marchio Blu Label di Ralph Lauren. Protagonista la modella Filippa Hamilton, taglia 44: grazie al “ritocchino” attraverso il computer veniva assottigliata “di brutto”. Il risultato, riportava il Daily Mail, ha spinto i responsabili della celebre griffe Usa a fare le scuse pubbliche “condannando” una fotografia che dava «un’immagine molto distorta del corpo femminile». Certo le esigenze di passerella ma anche di scena a volte ri-chiedonoimpongono il cosiddetto physique du rôle. Di dicembre la querelle innescata dal regista Franco Zeffirelli in occasione della sua Traviata all’Opera di Roma, per la quale definì il soprano Daniela Dessì «una signora ben piazzata», non adatta per la sua visione del titolo verdiano. Casi estremi da showbiz-system. «La moda, lo star system in realtà sono il tramite per raccontare dei cambiamenti in atto nell’intera società. Pensiamo a Callas: opulenta, dimagrisce per emulare Hepburn», spiega l’architetto, creativo della scena e osservatore dei cambiamenti Quirino Conti. «Le donne dall’allure decorativa come Marella Agnelli oggi hanno lasciato il posto a figure che rispondono alle richieste di una “maschilità” nel senso più classico del termine. Ma il ritorno di donne opulente è legato ai cambiamenti ciclici della storia. Le forme tornite in voga oggi esorcizzano le ansie del momento», precisa Conti. Donne esangui, donne dalle forme morbide; anoressia e bulimia; dagli States giunge il grido d’allarme contro l’obesità, problema che colpisce anche il 34,2% degli italiani, specialmente maschi. «Le donne troppo magre o troppo grasse sono le più infelici», spiega il sociologo Enrico Finzi. «Quelle leggermente sovrappeso, o dalle taglie morbide (parliamo di taglie 44 e 46, ndr) sono quelle più serene. Il problema è che manca un’adeguata risposta da parte del mondo della moda. Ci sono collezioni pensate ad hoc. Ma spesso la scelta è limitata. Questo penalizza un mercato importante in cui si potrebbe investire». I dati parlano chiaro. «Si parla di un giro d’affari di 4,8 miliardi di euro annui solo in Italia», rivela Francesco Casile, ideatore di 46 52 Plusize, fiera milanese dedicata al settore taglie morbide nata nel 2006 e chiusasi nel 2008; a Parigi e Düsseldorf, trovano invece spazio So Sweet e Big is Beautiful. «Questo è il 25esimo anno di vita di Elena Mirò», dice Mauro Davico, direttore comunicazione Gruppo Miroglio nato proprio all’insegna di coniugare glamour e forme morbide. «Si sta finalmente muovendo qualcosa. Sul nostro portale www.elenamiro. com oggi le donne over 44 si confrontano e parlano. E ancora prima che la rivista Glamour Usa immortalasse Lizzi Miller con le sue rotondità senza veli era già una nostra top». Ma allora meglio essere magre o formose? «Essere una modella professionista significa investire sul proprio corpo: capacità di alimentarsi e di gestire la propria vita», dice il nutrizionista Nicola Sorrentino. «Perfetto per una modella. Ma anche per qualunque persona. Nel Nord Italia c’è più il mito della magrezza rispetto al Sud. Resta il fatto che oltre il 50% dei maschi italici preferisce le donne con le forme. Recente è anche la notizia dagli States (si tratta di ricerche dell’Harvard Medical School) che le donne formose con il lato b generoso sono più protette da alcune patologie gravi». Qualcuno ancora dica che grasso non è bello.

Gianluca Bauzano

 

miss oversize2.jpg

 

miss oversize3.jpg
Alessandra Minelli. Napoletana, 25 anni, neolaureata in Business Administration alla Bocconi. «Mi piacciono le mie rotondità e cerco di valorizzarle. Ho cominciato a fare la modella per rivincita. Volevo che altre donne potessero riconoscersi in modo positivo in un esempio “oversize”. Mi piace dimostrare come un fisico sinuoso possa essere femminile e sensuale. È giusto che il corpo delle donne venga rappresentato in tutte le sue svariate incarnazioni» (foto di Andrea Garuti)

 

miss oversize4.jpg

Alessandra Mareschi. Ha 21 anni, è di Torino, frequenta la facoltà di Psicologia, colleziona libri di ricette. «L’attrazione fatale per la buona tavola mi ha creato qualche problema in passato. Non riuscivo a conciliare la mia immagine cicciottella con l’ideale socialmente condiviso di femminilità. Crescendo, il rapporto con il mio corpo è migliorato e oggi sto allegramente bene nella mia taglia 46. Il lavoro di modella è stato un punto di svolta che mi ha fatto sentire finalmente bella “a modo mio”, senza più il bisogno di omologarmi a un unico modello» (foto di Andrea Garuti)

miss oversize5.jpg

Aija Barzdina. Nata a Riga, in Lettonia, il 30 agosto 1980. «Ho cominciato la carriera di modella nel circuito tradizionale. Ma le mie misure 90-60-90 non andavano bene. Le agenzie mi dicevano continuamente che dovevo dimagrire. Ma io, sotto una certa taglia, non riuscivo proprio ad andare. Poi, per caso, ho fatto un casting per un marchio di taglie conformate, Elena Mirò, e oggi sono il volto della campagna che festeggia i 25 anni dell’etichetta. Una vera soddisfazione» (foto di Andrea Garuti)

 

miss oversize6.jpg

Tanya Gervasi. Ha 22 anni, è nata a Mosca, vive a Torino. «Sto benissimo nella mia taglia. Quando mi guardo allo specchio trovo che le mie forme, le mie curve, siano sensuali. Il solo problema è che a volte non riesco a trovare i jeans che mi piacciono nella mia misura. La professione di modella naturalmente aiuta ad apprezzare il proprio corpo. Ho cominciato a 13 anni e fino a un paio di anni fa era ancora un gioco. Oggi è il mio lavoro, e mi piace tantissimo» (foto di Andrea Garuti)


03/03/2010

Dopo trent’anni tornano sul palco gli anni 80

Dopo trent’anni tornano sul palco gli anni 80

 

C’è attesa per il ritorno sotto i riflettori del gruppo che quasi trent’anni fa faceva impazzire le ragazzine di mezzo mondo. Con 25 milioni di dischi venduti e migliaia di chilometri di tournè alle spalle, tornano in Italia gli Spandau Ballet

 

 

Grande attesa per il ritorno degli Spandau Ballet, eroi del filone "new romantic" e protagonisti indiscussi del fenomeno del brit-pop che riscosse un larghissimo successo avendo venduto più di 25 milioni di dischi in tutto il mondo. Successo trascinato peraltro dalla seduzione delle loro ballate pop, dalla facilità dei loro testi, ma anche dal ciuffo impomatato del bel Tony Hadley e dai suoi partner i fratelli Gary e Martin Kemp, Steve Norman e John Keeble.

Chi ha amato il loro sound britannico non resterà deluso perché anche se ufficialmente hanno già registrato il loro nuovo album, "Once More" con due inediti e nuovi arrangiamenti di straordinarie hit come "Gold", "True" e "Through the Barricades". Nel disco i loro vecchi successi sono rivisitati in chiave acustica, ma sul palco verranno riproposti come ai vecchi tempi, con tanto di sassofono e arrangiamenti in stile Ottanta, assieme ad altri classici come "I'll fly for you", "Round and Round", il nostalgico "Only when you leave" e il prorompente "Lifeline". Insomma i vecchi fan che trent'anni fa tappezzavano i muri delle camerette con i loro poster si ritroveranno con i loro idoli di una volta: certo, l'età è passata anche per loro, ma la 'verve' c'è chi giura di no. Staremo a vedere.


02/02/2010

Alì Agca, la nuova rivelazione: «Emanuela Orlandi è ancora viva»

Alì Agca, la nuova rivelazione: «Emanuela Orlandi è ancora viva»

 

L'incontro con il fratello della giovane cittadina vaticana sparita nel 1983 a Istanbul: «Tornerà presto a casa»

 

MILANO - Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, la giovane cittadina vaticana sparita nel giugno del 1983, si è incontrato ad Istanbul con Mehmet Alì Agca, l'ex lupo grigio che attentò alla vita di Giovanni Paolo secondo, e da lui ha avuto assicurazioni che sua sorella «è viva e tornerà presto a casa». Lo riferisce il quotidiano Sabah in un articolo a firma della giornalista Yasemin Taskin, corrispondente del giornale da Roma, che era presente all'incontro ed ha rivolto alcune domande ad Agca.

Alì Agca (Ap)
Alì Agca (Ap)

L'INCONTRO - Pietro Orlandi aveva espresso il suo desiderio di incontrare Agca lo scorso 18 gennaio, il giorno stesso in cui il turco era uscito dal penitenziario di massima sicurezza di Sincan, a una trentina di km da Ankara, dopo aver scontato quasi 10 anni per l'uccisione di un giornalista. L'incontro tra Agca e Pietro Orlandi è durato circa 40 minuti nel corso dei quali l'ex lupo grigio gli ha detto tra l'altro: «Emanuela è viva e questo te lo posso garantire. Può trovarsi in Francia o in Svizzera dove abita in una villa lussuosa. La troveremo insieme. Ho prove precise in mano. L'hanno rapita per ottenere la mia liberazione, ma io non sono responsabile del rapimento. Posso mettermi in contatto con i rapitori. Ti darò dei documenti così importanti che saranno costretti a lasciare libera Emanuela. Spero che lei tornerà casa proprio prima del prossimo mese di giugno».

LE RISPOSTE - Agca ha risposto anche a domande della giornalista, smentendo fra l'altro voci circa una sua partecipazione all'edizione turca dello show Tv «Ballando con le stelle». Circa l'attentato al Papa, Agca ha detto che «non è affatto complicato come voi potete immaginare, ma è un caso molto più semplice. Lo racconterò a 360 gradi. Hanno dato otto milioni di dollari a Hillary Clinton per i suoi ricordi. Le cose che io conosco potrebbero sconvolgere il mondo. Voglio scrivere un libro e farci tanti soldi», ha concluso Agca. (Fonte Ansa)


23/01/2010

Da Salerno fino a Pisa Rocky trova il suo padrone

Da Salerno fino a Pisa Rocky trova il suo padrone

 

Il pastore tedesco era stato rubato da un gruppo di nomadi. E poi adottato da una famiglia campana. E' scappato per tornare da Ibrahim che ora vive a Carrara


 

 

 

 

 

 

 

PISA - Ha percorso oltre 600 chilometri a quattro zampe per tornare dal suo padrone, da Salerno a Pisa. È arrivato arruffato, stanco e con i polpastrelli laceri e sanguinanti. È la storia di Rocky, cinque anni, un pastore tedesco preso quando era cucciolo, al canile, da Ibrahim Fwal, un siriano che vive da tempo a Carrara e che lo aveva fatto tatuare. Proprio quel simbolo indelebile che ha permesso ai due «amici» di ritrovarsi. I due, come racconta La Nazione, erano inseparabili e durante l’estate il padrone portava Rocky alla spiaggia, in motorino e con casco da bambini agganciato sotto il muso. Fu proprio in una di quelle gite, tre anni fa, che, mentre Ibrahim faceva il bagno, un gruppo di zingari lo portò via. Da allora, il siriano non ha mai smesso di cercarlo, mettendo annunci sui giornali e affiggendo volantini.

Rocky e Ibrahim
Rocky e Ibrahim

DA SALERNO A PISA - Nel frattempo, Rocky, forse abbandonato dai nomadi, era stato adottato da una famiglia di Salerno che, vista la propensione del cane a fuggire, gli aveva attaccato una targhetta al collare con nome e numero telefonico di riferimento. Due mesi fa Rocky scappa di nuovo e corre verso nord. Nei giorni scorsi, Rocky è stato trovato a Pisa da alcuni volontari: dopo aver chiamato la famiglia salernitana e aver ottenuto conferma del fatto che il cane era fuggito due mesi prima, si sono accorti del tatuaggio risalendo così al suo vero padrone: un siriano di Carrara che viene subito avvisato. A Rocky sono stati così risparmiati gli ultimi 100 chilometri di strada. Ibrahim ha le lacrime agli occhi quando sente il suo cane guaire di gioia. E finalmente i due possono abbracciarsi ancora.


17/01/2010

Il Senegal offre la terra agli Haitiani: «per il ritorno nella loro patria»

Il Senegal offre la terra agli Haitiani: «per il ritorno nella loro patria»

«Non hanno scelto - dice il presidente Wade - di andare in quell'isola. Per loro un tetto e un pezzo di terra»

 


Wade.jpg

Il presidente senegalese Abdoulaye Wade ha dichiarato oggi di voler favorire il «ritorno» in Africa degli haitiani, offrendo una terra ai discendenti degli schiavi dopo il terribile terremoto che martedì ha colpito l'isola caribica. In un'intervista a radio France Info, Wade ha detto che «il ripetersi di calamità naturali mi spinge a proporre una soluzione radicale: ... creare in Africa, con gli africani e con l'Unione Africana (Ua) un luogo dove gli haitiani possano tornare» ... «con un unico viaggio» o «con più viaggi». «Non hanno scelto loro - ha spiegato Wade - di andare in quell'isola e non sarebbe la prima volta che ex schiavi o loro discendenti possono ritornare in Africa. È già successo in Liberia, dove gli ex schiavi si sono integrati con la popolazione locale e hanno formato la Nazione liberiana ... È nostro dovere riconoscere loro il diritto di tornare nella terra dei loro antenati». Secondo il portavoce del presidente senegalese, Mamadou Bamba, il Senegal è pronto ha offrire terre agli haitiani. «Se saranno solo alcune persone - ha detto Bamba - offriremo loro un tetto e un pezzo di terra. Se verranno in massa, daremo loro un'intera regione». (Fonte Ansa).