08/08/2010
Afghanistan, strage di medici. I talebani: “Erano cristiani"
Afghanistan, strage di medici. I talebani: “Erano cristiani"Trucidati otto occidentali, tra cui tre donne. Sei erano americani. Uccisi anche due interpreti. La rivendicazione degli studenti coranici: “Erano spie e missionari”. La Farnesina: “Siamo indignati”
"Cinque uomini, tutti americani, e tre donne, un'americana, una tedesca e una britannica, sono stati uccisi", il responsabile dell'ong International Assistance Mission Dirk Frans, ha confermato il tragico bilancio del massacro del gruppo di operatori medici, nella provincia afgana di Badakhshan. I talebani hanno rivendicato l'attacco, affermando che i medici erano in realtà dei "missionari" che trasportavano bibbie per fare proselitismo. "Siamo cristiani ma non è assolutamente vero che facciamo proselitismo, sono anni che lavoriamo qui" ha aggiunto il responsabile dell'organizzazione umanitaria.
La Farnesina esprime la sua "indignazione e ferma condanna" per la strage. Lo riferisce un comunicato del ministero che definisce l'attentato "una azione vile che suscita profondo orrore e la più assoluta riprovazione". "L'Italia - prosegue la nota - sosterrà attivamente gli sforzi della comunità internazionale per assicurare che sia fatta giustizia nei confronti dei responsabili.
Sulle prime pagine dei quotidiani stranieri la storia e le foto di Karen Woo, una delle dotoresse britanniche uccise. Sul suo blog aveva scittto: "Ho paura ma voglio restare per aiutare le persone che hanno bisogno di noi".
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31/12/2009
Italiani rapiti, nuove foto da Al Qaeda
Italiani rapiti, nuove foto da Al Qaeda
Sergio cicala e la moglie presi in ostaggio in mauritania. Sul web appare un'altra rivendicazione del sequestro: «Via le truppe italiane da Iraq e Afghanistan»
| La foto dei due italiani sequestrati (Afp) |
Nuova rivendicazione, da parte di Al Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi), del rapimento della coppia di italiani in Mauritania. In un comunicato pubblicato su Internet con data 30 dicembre compaiono anche tre foto, due dei documenti d'identità di Sergio Cicala e della moglie Philomene Kabouree e una della coppia.
LE IMMAGINI - Sergio Cicala, pensionato di 65 anni, e sua moglie Philomene Kabouree, italiana originaria del Burkina Faso, nella foto sono mostrati in ginocchio e circondati da cinque uomini armati, secondo quanto riferito dal Centro americano di sorveglianza dei siti estremisti islamici (SITE), che ha riproposto le immagini. Nel suo comunicato, l'Aqmi precisa che «il rapimento giunge mentre il governo di Silvio Berlusconi sostiene le guerre in Afghanistan e in Iraq e sostiene la "crociata" contro l'Islam». L’Aqmi precisa che «se la famiglia degli ostaggi e il popolo italiano tengono alla sicurezza di Cicala e Kabouree, devono esercitare pressioni sul loro governo perché risponda alla sua richiesta», di non sostenere più i conflitti in Afghanistan e Iraq.
RIVENDICAZIONE - Una prima rivendicazione dell'Aqmi era giunta il 28 dicembre attraverso il canale satellitare Al Arabiya, che aveva diffuso un messaggio audio e una foto in cui Cicala appare in un sito desertico insieme alla moglie - il cui volto e le mani sono oscurati artificialmente - e stringe tra le mani il suo passaporto chiuso, mostrandone la copertina.
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28/12/2009
Mauritania, Al Qaeda rivendica il sequestro della coppia italiana
Mauritania, Al Qaeda rivendica il sequestro della coppia italiana
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18/09/2009
Ero in aereo con i militari coinvolti
Ero in aereo con i militari coinvolti
Tre giornalisti hanno fatto il viaggio con alcuni dei soldati arrivati oggi dall'italia. Cristina Balotelli di Radio 24: all'arrivo in aeroporto ci hanno detto «Fra poco veniamo a riprendervi»
KABUL - «Stavamo caricando i bagagli in un container, quando abbiamo sentito il rumore sordo di un'esplosione in lontananza, fuori dall'aeroporto, e abbiamo visto alzarsi una colonna di fumo verso il cielo», racconta Cristina Balotelli, giornalista di Radio24-IlSole24Ore (e sorella del calciatore Mario Balotelli), arrivata a Kabul proprio sul velivolo che accompagnava in Afghanistan alcuni dei militari italiani poi coinvolti nell'attentato. «I militari sono saliti sui loro Lince e si sono diretti verso il quartier generale Isaf di Kabul. «Fra poco torniamo indietro e veniamo a riprendervi», ci hanno detto, e noi giornalisti siamo rimasti qui all'aeroporto di Kabul», sottolinea l'inviata di Radio24
LE TESTIMONIANZE - Erano tre i cronisti italiani su quell'aereo insieme ai militari: oltre alla Balotelli c'erano Paolo Valpolini, che scrive per riviste specializzate italiane e straniere, e Alessandra Vaccari dell'Arena di Verona. «Eravamo partiti mercoledì alle 15,30 da Roma», racconta Valpolini. «Dopo due scali siamo saliti sul C130 che ci ha portati a Kabul giovedì mattina. Accanto a me erano seduti due parà della folgore. All'aeroporto di Kabul i militari sono saliti sui loro Lince e si sono diretti verso il quartier generale Isaf di Kabul. Quelli della scorta ci hanno detto: 'Portiamo loro e torniamo a riprendervì. Noi giornalisti siamo rimasti in aeroporto. Alle 12,10 (le 9,40 in Italia) abbiamo sentito l'esplosione fortissima. Ma non mi sono agitato: sono venuto spesso in Afghanistan e questi botti sono quasi all'ordine del giorno», spiega. «Ho capito quel che era successo solo quando un blindato. È arrivato davanti all'aeroporto a tutta velocità: è sceso un parà e ha cominciato a sbattere i pugni sul cofano. Urlava e piangeva. Poi è iniziato il caos, le voci incontrollate: uno, due, quatto, sei morti. Qualcuno parlava di dieci. Non capivamo più nulla. Dopo i primi momenti di disorientamento, ci hanno portato all'interno dello scalo e ci hanno chiesto di aspettare dentro una stanza per motivi di sicurezza. Solo dopo parecchio tempo sono venuti a prenderci e ci hanno portato alla base italiana di Camp Invicta. Abbiamo trovato una situazione di dolore, rabbia e smarrimento. Non credo fosse un attacco contro l'Italia, poteva esserci chiunque perché il luogo dell'attentato è attraversato dai convogli militari ogni dieci minuti».
RICORDO - Alessandra Vaccari ricorda una delle vittime, Antonio Fortunato: «Eravamo all'aeroporto in attesa di raggiungere Camp Invicta e il convoglio con il tenente Fortunato come caposcorta era partito dallo scalo da una quindicina di minuti, quando abbiamo sentito un botto secco, sordo, ma forte. Ci sono stati momenti di silenzio lunghissimi. Ognuno di noi ha immediatamente cercato tra i militari che erano con noi, i volti di chi mancava all'appello». Dopo sei ore all'aeroporto, «un Lince mi ha portata a Camp Invicta, una mezz'ora sembrata eterna, con il timore che chiunque ci venisse incontro potesse essere un altro attentatore».
LE FOTO DEI MILITARI UCCISI NELL'ATTENTATO
Il primo caporal maggiore Davide Ricchiuto (Emmevi)
Il primo caporal maggiore Davide Ricchiuto (Emmevi)
Caporal maggiore Matteo Mureddu 26 anni.
Tenente Antonio Fortunato, 35 anni
Il sergente maggiore Roberto Valente
Primo caporal maggiore Davide Ricchiuto (Ansa)
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17/09/2009
Attentato a Kabul, colpiti due nostri blindati: morti 6 parà della Folgore
Attentato a Kabul, colpiti due nostri blindati: morti 6 parà della Folgore
Due kamikaze in auto si fanno saltare in aria sulla strada dell'aeroporto. Tra i nostri soldati 4 feriti gravi, morti anche due afghani, forse sono i 2 attentatori suicidi. I talebani rivendicano la strage
KABUL - Almeno 6 militari italiani sono morti e altri quattro sono rimasti feriti in modo grave in Afghanistan in seguito ad un attentato kamikaze che ha colpito un convoglio della Nato sulla strada che porta dal centro cittadino all'aeroporto di Kabul. Sia i morti che i feriti (quest'ultimi non sarebbero in pericolo di vita) sono tutti del 186esimo Reggimento Paracadutisti Folgore. Nello scoppio sono rimasti coinvolti due blindati italiani di scorta al convoglio. Lo confermano fonti del ministero della Difesa e dello Stato maggiore della Difesa. «Gli effetti sono stati devastanti, dunque è da escludere un attacco con esplosivo piazzato sulla strada», ha sottolineato una fonte militare, confermando che «le sei vittime sono tutte italiane».
Oltre ai nostri 6 militari morti ci sarebbero, tra i civili, anche due vittime afghane, forse i due kamikaze. I morti italiani sono quattro caporal maggiore, un sergente maggiore e il tenente che comandava i due blindati Lince coinvolti nell'attentato.
L'attentato di Kabul ha provocato l'immediato cordoglio del governo e di tutto il mondo politico italiano.
COINVOLTI DUE BLINDATI LINCE - L'attentato in cui sono rimasti coivolti due nostri blindati Lince, è avvenuto alle 12.10 locali, le 9.40 in Italia, nei pressi della rotonda Massud, dove il traffico è rallentato per i controlli sul traffico diretto verso l'ambasciata Usa, il comando Isaf e l'aeroporto. Sui due lati delle strade sono stati distrutti case e negozi. Secondo le prime ricostruzioni, un automezzo civile (una Toyota bianca secondo quanto ha riferito in Senato il ministro della Difesa Ignazio La Russa) con a bordo i due kamikaze e con un notevole carico di esplosivo sarebbe riuscito ad infilarsi tra i mezzi prima di esplodere.
ATTENTATO RIVENDICATO DAI TALEBANI - Un portavoce dei talebani, Zabiullah Mujahid, ha rivendicato l’attentato. In un messaggio sms il portavoce ha riferito che un uomo di nome Hayutullah si è fatto esplodere contro il convoglio militare dell’Isaf, nel centro della capitale.
ATTACCHI SUICIDI - Negli ultimi mesi, nonostante la massiccia presenza di forze armate internazionali, a Kabul si sono moltiplicati gli attacchi suicidi dei talebani. L'ultimo è stato l'8 settembre scorso, quando un'autobomba ha ucciso tre civili esplodendo davanti all'entrata della base aerea della Nato.
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15/08/2009
Kabul, attacco kamikaze alle forze Nato
Kabul, attacco kamikaze alle forze Nato
L'attentato rivendicato dai talebani, obiettivi la base militare e l'ambasciata Usa. Almeno 7 morti, tutti afghani, e un centinaio di feriti al quartier generale dell'Isaf in Afghanistan
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| Una ragazza ferita dopo l'attentato (Afp) |
KABUL - Un attacco a cinque giorni dalle elezioni. In uno dei quartieri ritenuti più sicuri di Kabul. Ha provocato almeno sette morti e oltre 90 feriti l'attentato kamikaze sferrato contro il quartier generale dell'Isaf, la missione internazionale guidata dalla Nato in Afghanistan. L'attacco è avvenuto verso le 8.30 ora locale (le 6 in Italia). Nell'esplosione è stata distrutta una grande barriera di cemento costruita a protezione della base militare. I feriti sono stati portati all'ospedale militare di Kabul. La zona è stata isolata dalle forze di sicurezza afgane e dai soldati americani, che costituiscono la maggior parte delle truppe Isaf.
VITTIME CIVILI - L'attentato, realizzato con un lussuoso fuoristrada, è stato condannato dal presidente della repubblica, Hamid Karzai, secondo cui «i nemici dell'Afghanistan vogliono terrorizzare la popolazione alla vigilia delle elezioni» del 20 agosto. Un portavoce del ministero della Difesa ha precisato all'Ansa che le sette persone decedute davanti al quartiere generale delle forze Nato in Afghanistan «sono tutti civili afghani». «Non mi è noto - ha aggiunto - se ci siano morti stranieri». Da parte sua il comando generale dell'Isaf, le forze internazionali in Afghanistan sotto comando americano, ha diramato un comunicato in cui conferma le vittime civili, esclude vittime militari straniere, ma indica che «numerosi membri dell'Isaf sono rimasti feriti». Tra loro c'è anche un italiano che ha riportato comunque solo ferite lievi.
RIVENDICAZIONE - I talebani hanno rivendicato la responsabilità dell'attentato suicida, affermando che gli obiettivi erano la base militare e l'ambasciata Usa nella capitale afghana. Lo ha detto il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, in una telefonata alla Reuters fatta da una località sconosciuta.
ATTACCO ISOLATO - L'ultimo attentato suicida a Kabul risaliva a gennaio, quando fu l'ambasciata tedesca ad essere presa di mira. Un commando di guerriglieri talebani ha poi fatto irruzione in edifici governativi l'11 febbraio, uccidendo 19 persone in un'azione a sorpresa. L'autobomba contro la base Isaf sarebbe riuscita a superare due posti di blocco scarsamente sorvegliati, prima di cercare di superare un terzo check point, davanti al quale si è dovuta fermare. Il portavoce dell'Isaf Tremblay ha detto che l'attentatore «è entrato nel nostro sistema difensivo ed è stato fermato dall'esercito afghano». Poi ha deciso di farsi saltare in aria. «Si è trattato di un attacco isolato, non di una serie di attentati coordinati».
12:29 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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