14/01/2012

La memoria per pc più piccola della storia

La memoria per pc più piccola della storia

Computer. E' formata da 12 atomi di ferro distribuiti su due file

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19/01/2011

Bambine -modelle, bufera su Vogue

Bambine -modelle, bufera su Vogue

Vestite da donne fatali. E i lettori si indignano. Rimossa la caporedattrice del mensile

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15/10/2010

Scontro tra asteroidi, mistero spaziale

Scontro tra asteroidi, mistero spaziale

ASTRONOMI PERPLESSI. Dopo la collisione si è formata un'insolita cosa a X

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02/09/2010

Superbuchi neri, spiegata la nascita

Superbuchi neri, spiegata la nascita

Il risultato di un astrofisico italiano (a Zurigo) pubblicato da Nature. Con i supercomputer s’è visto che possono essere scaturiti dalla collisione e la fusione tra due galassie primordiali

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18/08/2010

La Finlandia è il Paese dove si vive meglio. Italia bocciata

La Finlandia è il Paese dove si vive meglio. Italia bocciata

Il nostro Paese è solo al 23esimo posto nella classifica di Newsweek. Ci distinguiamo per la qualità dei servizi sanitari, i terzi al mondo dietro Svizzera e Giappone; ma siamo indietro nel campo dell'istruzione (solo 34esimi)

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17/08/2010

Cinema: Michael Douglas ha un tumore alla gola

Cinema: Michael Douglas ha un tumore alla gola

La notizia sul sito della rivista People. Si sottoporrà presto a un ciclo di radioterapia e chemioterapia. L'attore: «Sono ottimista»

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12/08/2010

Megan Fox, scatti sexy con sorpresa

Megan Fox, scatti sexy con sorpresa

Sono apparsi sul web alcune foto di un backstage fatto nel 2008 per la rivista FHL che ritraggono l'attrice americana mentre maliziosamente si abbassa troppo lo slip.

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06/08/2010

Tramonta l'era del Libero Web

Tramonta l'era del Libero Web

Chris Anderson di «Wired» si prepara a lanciare il dibattito. La svolta americana che fa vacillare il mito del «tutto gratis»

 

Chris Anderson
Chris Anderson

NEW YORK - È solo un'indiscrezione che la rivista si rifiuta di confermare, ma la voce che «Wired» stia preparando un servizio di copertina dal titolo «Il Web è morto?» sta già suscitando polemiche furiose tra i blogger delle tecnologie digitali. Che un magazine considerato a lungo l'organo di riferimento degli ideologi dell'utopia digitale possa mettere in discussione il futuro della Rete ha già di per sé un sapore blasfemo. Se a questo si aggiunge che autore dell'articolo sarebbe lo stesso direttore Chris Anderson, che decreterebbe il tramonto dell'informazione offerta nella prateria gratuita e indifferenziata del Web, a favore di quella più definita (e pagata) delle applicazioni per piattaforme mobili (telefoni smart, lettori elettronici come l'iPad), lo sconcerto diventa totale. Nell'ultimo libro, Free, (Gratis, nell'edizione italiana pubblicata da Rizzoli), Anderson - assurto allo status di guru con la sua teoria della «coda lunga» - aveva infatti esaltato la totale disponibilità e gratuità dell'informazione che circola liberamente in rete, immaginandola anche come la base di nuovi modelli di business per le imprese innovative. Per i più maligni è facile collegare, ora, il cambiamento di rotta del direttore di «Wired» all'interesse dell'editore della rivista, Condé Nast, a puntare sulla nuova, redditizia, applicazione del magazine, rispetto alla versione gratuita online.

Per adesso può sembrare una discussione costruita sulle nuvole
, visto che «Wired» si è chiusa a riccio e che i titoli iperbolici spesso fanno tendenza e donano celebrità (vedi La fine della storia di Fukuyama), ma spesso hanno poca sostanza. Proprio «Wired» ne sa qualcosa, visto l'incidente di 13 anni fa, quando (in era pre Anderson) pubblicò l'infelice titolo di copertina «Dite addio al vostro browser». In realtà, depurato della terminologia a effetto (il Web non scomparirà affatto), il tema c'è tutto, visto che effettivamente il nuovo mondo delle applicazioni (soprattutto della Apple, ma non solo) sta cambiando le regole del gioco: come ha notato fa Michael Hirschorn in un'analisi appena pubblicata dal mensile «Atlantic», l'era dell'egemonia assoluta del web browser sta finendo. Gli utenti, che su Internet e sul pc sono abituati a ottenere tutto gratis, si stanno dimostrando disponibili a pagare per contenuti di qualità offerti su piattaforme mobili. È la strada che stanno sperimentando, ad esempio, i quotidiani - a cominciare proprio dal «Corriere della Sera» - con le loro versioni disponibili su iPad o smartphone.

Tutto questo non è destinato a far svanire la rete
, così come l'abbiamo conosciuta negli ultimi 15 anni, ma certamente la impoverirà (nel senso che molti contenuti di qualità non transiteranno più per il Web), la renderà uno strumento caratterizzato da un grado crescente di obsolescenza. Tutto ciò fa gridare al tradimento chi aveva scolpito nel marmo i proclami degli anni Ottanta di quanti sostenevano che «l'informazione deve essere gratuita oltre che libera». Le indiscrezioni filtrate da «Wired» meritano attenzione, perché vengono da una fortezza che ha fin qui issato con orgoglio quella bandiera ideologica, anche se da tempo molti si chiedevano come fosse possibile tenere insieme l'impresa cartacea della rivista, con l'elevato volume di vendite in edicola, ma anche il crollo delle entrate pubblicitarie negli anni della recessione, con l'attività del sito Internet gratuito. Una risposta l'abbiamo già perché, se le notizie sulla prossima cover story sono per ora delle ipotesi, sappiamo per certo che nei mesi scorsi nel gruppo è scoppiato un non troppo sotterraneo conflitto tra sito e rivista «fisica». Con Chris Anderson che, dismessi i panni del guru, è stato costretto a indossare quelli del pompiere.

Ma poi, durante una conferenza nell'istituto di tecnologia dell'Università di Rochester
, il direttore di «Wired» ha dato una spiegazione della scelta di immettere nel sito Web solo una parte molto limitata dei contenuti della rivista, che va molto al di là delle motivazioni economiche. In sostanza, oltre che al problema del «pagamento delle news», Anderson ha fatto riferimento alla difficoltà, per l'utente della rete, di leggere su uno schermo, e con la distrazione continua dei link, i lunghi e approfonditi articoli - spesso di molte pagine - che compaiono sulla rivista. Articoli molto più facilmente fruibili nel contesto meglio delimitato (e ben pagato) delle applicazioni. Insomma, anche i profeti del Web cominciano a riconoscere che esiste un problema di capacità di concentrazione: non aveva torto Nicholas Carr quando, in piena solitudine e, anzi, subissato da critiche assordanti, parlava del rischio di una superficialità da sovraesposizione a Internet: un tema al quale lo studioso ha appena dedicato il suo nuovo libro, The Shallows, pubblicato all'inizio di giugno.

Comunque, se è vero che i fattori culturali e psicologici cominciano ad avere una loro rilevanza nella revisione critica del ruolo del Web
, la tendenza di fondo al suo progressivo ridimensionamento (o superamento) ha soprattutto un'origine economica: l'esplosione del nuovo mondo delle applicazioni. Migliaia di luoghi accoglienti, ma anche con le loro pareti ben delimitate, fioriti nel villaggio dell'application store della Apple, al quale ora si stanno aggiungendo il garage della Intel e le nuove iniziative di Google, Facebook e Samsung.

Massimo Gaggi


15/05/2010

Christina Aguilera nuda su GQ

Christina Aguilera nuda su GQ

La cantante torna sulla scena più in forma che mai, prima con l'uscita del suo ultimo singolo "Not Myself Tonight" e poi con un servizio di copertina della versione tedesca del magazine

 

 

 

Dopo la top model Claudia Schiffer comparsa nuda e incinta su una rivista patinata tocca ora alla cantante americana Christina Aguilera. Posare senza veli, o quasi. Eccola sulla copertina del nuovo numero della versione tedesca della rivista maschile GQ. Indossa solo un paio di guanti e un paio di stivali che arrivano a metà gamba. Non è la prima volta che la popstar 29enne compare nuda o comunque ben poco vestita. Lo fece già nel 2006 sempre per lo stesso mensile. Dopo le tute in latex e le mosse ammiccanti del nuovo video “Not myself tonight” (in fondo all'articolo), primo singolo del recente album “Bionic”, Christina (che in carriera ha già venduto oltre 30 milioni di dischi e vinto cinque Grammy) ha deciso di fare la sexy girl anche su un giornale.

 

 


13/05/2010

iPhone 4G come funghi: spuntano dappertutto

iPhone 4G come funghi: spuntano dappertutto

 

 

Ma com'è che la Apple, solitamente attentissima a preservare la sicurezza dei suoi prodotti prima del lancio, e maestra nel far filtrare poche, discrete informazioni che fanno correre la fantasia dei fan, ora sembra affidare i prototipi del prossimo iPhone (il cosiddetto 4G, quarta generazione) a una banda di intemerati distratti? Già, perché dopo il caso del modello perso in California e finito nelle mani del blog Gizmodostrascichi legali e polemiche), ora un altro Melafonino 4G. Addirittura in (con tanto di Vietnam, dove su un forum locale (non raggiungibile al momento in cui scriviamo questo post, forse per eccesso di contatti) è stata pubbblicata una serie di foto (riprese da centinaia di siti, come Engadget - qui invece c'è un video) che confermano quanto visto su Gizmodo. E per completare il tutto, su YouTube è stato pubblicato un video di - udite, udite! - un terzo iPhone smarrito, in cui il prototipo viene "sezionato" dai tipi di Smartphonemedic, società della Carolina del Sud.

Da questi misteriosi (?) ritrovamenti, non emerge granché di nuovo rispetto allo scoop di Gizmodo. Se non che il prossimo iPhone, che sarà mostrato da Steve Jobs il 7 giugno al Wwdc 2010, ha davvero quelle forme e quel tipo di finiture ormai già note. E che, come
spiega lo stesso Gizmodo, al suo interno batte un processore A4 del tipo già utilizzato sull'iPad. Il resto a fra poche settimane. O al prossimo iPhone smarrito.