29/09/2009

Intervista a vanity fair: «Il nostro sogno è schiattare sul palco»

Intervista a vanity fair: «Il nostro sogno è schiattare sul palco»

 

I Pooh chiudono a Milano il tour per il «ritiro» di Stefano D'Orazio. «Continuare? Sì, ma servono nuovi stimoli»

 

I Pooh in concerto (Barbaglia)
I Pooh in concerto (Barbaglia)

MILANO - Continuare o fermarsi dopo una lunghissima carriera? E' l'interrogativo che molti musicisti si pongono in questi anni. Perché la generazione del rock, del pop, dell'ex beat italiano, è ora sui senssant'anni, chi più (a volte anche molto di più) chi meno. E così anche in Italia c'è chi dice basta, come Stefano D’Orazio, una vita nella leggenda dei Pooh e che a 61 anni, chiude. Senza farsi mancare un giro d'addio, ovvero il tour esitivo che il gruppo più longevo d'Italia ha effettuato: chiusura il 30 settembre a Milano, al Forum di Assago. Sarà l'ultima notte insieme? Che faranno gli altri tre, ovvero Roby Facchinetti, il tastierista (65 anni) Dodi Battaglia, il chitarrista (58) e Red Canzian, il bassista (57)?. «Non lo sappiamo. Cinquanta per cento andiamo avanti, cinquanta finiamo qui».

«CERCHEREMO NUOVI STIMOLI» - Ne hanno parlato in una intervista a Vanity Fair, tra ricordi e battute. Come questa: «Il nostro sogno è schiattare sul palco» dice Red. Il che significa che i Pooh molto probabilmente non si fermeranno. L'intenzione, diecono, era arrivare al cinquantenario del 2016». La decisione di stefano ha messo in discussione l'idea. «Abbiamo dovuto condividerla per forza. Altrimenti l’avremmo offeso. E noi siamo suoi amici sul serio» dice Red. E Dodi: «Non la capisco, ma la rispetto». Insomma, il futuro è ancora indefinito, ma pare che un futuro ci sarà. « La voglia di continuare c’è - dice Dodi - dobbiamo capire come. Abbiamo bisogno di nuovi stimoli, grandi progetti, cose mai fatte prima. per esempio lavorare con i più grandi musicisti internazionali. Abbiamo una storia da difendere: per continuità e qualità, pochi hanno fatto come noi».


29/08/2009

Oasis, rissa con Liam e Noel lascia la band

Oasis, rissa con Liam e Noel lascia la band

 

Divorzio in casa Oasis, Noel: "Non ne posso più" Salta il concerto di Milano

 

 

 

Milano - Scoppia la coppia più litigiosa del scena rock mondiale. Se ne parlava da anni, nelle cronache d'oltremanica impazzavano litigi e scazzottate tra i fratelli-coltelli Gallagher. Ma questa volta il divorzio sembra definitivo. Noel Gallagher ha annunciato che lascerà gli Oasis perché non riesce più a lavorare col fratello Liam.

L'addio di Noel Noel, scrive la Bbc, ha annunciato l’addio dal sito della rock band pochi minuti prima di esibirsi a Parigi alla prima serata del festival "Rock sulla Senna" davanti a 30mila spettatori. Il chitarrista ha scritto: "È con grande tristezza ma anche con grande sollievo che vi dico che lascio gli Oasis stasera. La gente scriverà e dirà ciò che vorrà ma io non posso proprio lavorare un solo giorno di più con Liam".

Salta il concerto di Milano Noel si scusa poi con i fan che hanno già comprato i biglietti per ascoltare la band a Parigi, Costanza e Milano. Ieri sera, pochi minuti prima di salire sul palco a Parigi, i due fratelli avevano annullato la loro esibizione. Una cosa così improvvisa che molti fan hanno creduto a uno scherzo. Ma si trattava già del secondo show annullato in una settimana, segno che ormai i Gallagher erano ai ferri corti. Eppure ha raccontato a Liberation il direttore del festival, Francois Missonnier, i due fratelli si erano "presentati al pomeriggio per le prove e sembrava che tutto andasse bene".

50 milioni di dischi venduti, Erano noti da tempo i cattivi rapporti tra i Gallagher ma l’annuncio di Noel sul sito lascia pensare che questa volta la rottura sia definitiva. Secondo quanto ha scritto The Belfast Telegraph, dall’inizio della loro carriera nel 1991 al giugno di quest’anno gli Oasis hanno venduto oltre 50 milioni di dischi nel mondo. La band, negli ultimi anni formata da Liam (voce) e Noel Gallagher (voce e chitarra), Gem Archer (chitarra), Andy Bell (basso), Chris Sharrock (batteria) e Jay Darlington (tastiera), ha vinto svariati premi tra cui cinque Brit Awards e quattro MTV Europe Music Awards.


12/05/2009

Gli Eagles: con le droghe si spreca tempo

Gli Eagles: con le droghe si spreca tempo

 

A giugno in Italia: «Show di tre ore. Tutti i nostri classici e qualche nuovo brano». Don Henley: se fossimo stati più saggi avremmo realizzato più dischi

 

la band (Ansa/Epa)
la band (Ansa/Epa)

MILANO — «Hotel Califor­nia? È un viaggio dall’innocen­za all’esperienza, verso la matu­rità ». Parola di Donald Hugh Henley (classe 1947), più noto come Don Henley. Una leggen­da del rock americano. È il fon­datore, batterista, voce e coau­tore di numerosi brani degli Eagles, probabilmente il grup­po musicale country-rock di maggior successo nella storia della musica. Il loro disco The­ir Greatest Hits (1971-1975) ha venduto solo negli Stati Uniti 29 milioni di copie. La band, che dalla sua nascita nel 1971 ha avuto diversi rimpasti, sarà in Italia il 13 giugno (Milano, Forum). Il loro ultimo album, dopo anni di silenzio, si intito­la Long Road Out of Eden. E Don Henley confessa che rea­lizzarlo non è stata una passeg­giata: «Difficile conservare il nostro suono e allo stesso tem­po cercarne uno nuovo. Anche utilizzando strumenti esotici provenienti dall’India e dall’Af­ghanistan».

Lo show che approda in Ita­lia, più che un concerto è una maratona. «Dura tre ore. Tutti i nostri classici, più alcune del­le nuove canzoni, che ci aiuta­no a mantenerci ancora fre­schi. Abbiamo speso un sacco di soldi nella produzione. Tut­to nuovo: dal palco, alle luci, agli schermi giganti».

Per i classici della band qualche ritocco. «Alcuni suo­neranno esattamente come gli originali, altri avranno qualche nuovo arrangiamento. Dopo il concerto italiano faremo una pausa e io porterò in vacanza la mia famiglia e i miei bambi­ni sul lago di Como. Sicura­mente non ospite della gente famosa che ha casa da quelle parti: di solito non frequento quel giro. Voglio andare a Co­mo perché mia nonna aveva origini italiane e i suoi antena­ti emigrarono da Genova in America e si stabilirono in una cittadina del Texas chiamata Como. Diciamo che mio padre è nato a Como, però è una Co­mo nel Texas. Ecco perché vo­glio vedere il lago di Como, quello vero».

Desperado e Tequila sunri­se sono altre due canzoni che squarciano il cuore e richiama­no i fans ai concerti degli Ea­gles. «Per DesperadoTe­quila Sunrise è invece una cre­atura di Glenn, nata sotto la moda dell’omonimo cocktail: si beveva della tequila pura e poi si buttava giù della birra». Ma quanto c’è ancora di country nella musica degli Ea­gles? «Parecchio. Ma nel coun­try di oggi non c’è più l’anima vera della campagna. Noi Ea­gles comunque le nostre radici le abbiamo nel rock’n’roll». Tensioni all’interno della band? «Certamente, come in qualsiasi gruppo. Ad ogni con­clusione di tour ne abbiamo abbastanza l’uno dell’altro e an­nunciamo che sarà l’ultimo». Una delle defezioni più trau­matiche fu quella di Don Fel­der. «In verità ne siamo stati contenti, perché sono subito diminuiti i problemi fra di noi. L’arrivo del nuovo chitarrista, Stewart Smith, è stato come una scintilla di vitalità». La ri­cetta degli Eagles resta un mi­stero. «C’è una vecchia battuta che dice: per comporre una canzone serve il 10% di ispira­zione e il 90% di traspirazione. Abbiamo avuto la fortuna di trovarci in un ambiente nel quale operavano gente come Jackson Browne e Randy New­man e abbiamo potuto osserva­re come operavano». — spiega Don Henley — sono stato in­fluenzato da un compositore del 19˚secolo, Stephen Foster, che descrisse il Sud nelle sue canzoni, e da Ray Charles.

Paure? Rimpianti? «Nei primi anni ab­biamo sprecato tempo nelle droghe. Ma era lo stile di vita di quel periodo: tutti lo faceva­no negli anni Sessanta e Settan­ta. Se fossimo stati più saggi avremmo prodotto un paio di album in più».

16/09/2008

GIANNA NANNINI FURIOSA CON CAPRI

GIANNA NANNINI FURIOSA CON CAPRI
La location in un chiostro del Trecento
Nannini fa la «Giamburrasca» a Capri:
«Qui è impossibile fare un concerto rock»
La cantante senese litiga con la security che impedisce al pubblico di ballare. «Non mi esibirò più sull'isola, ci verrò solo in vacanza»

Gianna Nannini
Gianna Nannini
NAPOLI - Avrebbe voluto il pubblico caldo e scatenato, come si confà a quello che partecipa a un raduno rock. Avrebbe voluto la gente sotto il palco, conquistata dal ritmo e dalla chitarra «svisante». E invece, Gianna Nannini, la rocker senese di «Bello e impossibile», ha dovuto, per gran parte del concerto alla Certosa di San Giacomo a Capri, guardare il «suo» pubblico imbalsamato nel chiostro trecentesco (1.200 persone), guardato a vista da una security severa che impediva ogni movimento. È finito, come era prevedibile, con una lite: da una parte «Giannabest» che voleva che venissero allentati i cordoni dei controlli, dall'altra gli organizzatori alle prese con la sacralità del sito (la costruzione è del 1363, per l'appunto). «Basta non mi esibirò più a Capri, qui ci verrò solo per le vacanze».
La Certosa di Capri
La Certosa di Capri

 

Eppure era iniziato con un premio, «Musica Isola di Capri» che nelle scorse edizioni aveva omaggiato Claudio Baglioni e Pino Daniele.Tanti sorrisi (la cantante ha cercato di «spogliare» il sindaco di capri, Ciro Lembo), inchini e a seguire il concerto con la rocker di «Meravigliosa creatura» che cercava di coinvolgere il pubblico sulle note dei suoi più grandi successi. Ma c'era poco da fare, nessuno si muoveva dal posto, nessuno ballava, solo qualche composto ed educato applauso. A questo punto Gianna protestava, scontenta della «location»e del servizio d’ordine: «Questo è il primo ed ultimo concerto che tengo a Capri. Non ci sono spazi adeguati per queste manifestazioni, adatte ai palasport». «Sono innamoratissima di Capri - aggiungeva - già altre volte avrei dovuto esibirmi, ma la pioggia mi ha bloccato. La prossima volta ci verrò solo in vacanza».

Rivolgendosi alla platea, l’artista ha poi rincarato la dose: «Che strano vedervi tutti seduti, il servizio d’ordine non vi consente di avvicinarvi al palco e di partecipare al concerto in piedi. Un evento rock insolito, tanto vale mettere il disco». Una fan di una certa età a quel punto ha eluso la sorveglianza, correndo verso il palco per abbracciare la cantante: è stata inseguita da polizia e carabinieri e bloccata. Era il caos in platea, urla e applausi insieme. La Nannini è saltata giù fra la folla, ma è stata bloccata dagli uomini della sicurezza e invitata a ritornare al suo posto. Ma ha «disobbedito» ed è andata a recuperare la malcapitata signora. A concerto inoltrato, la cantante ha invitato la folla a rompere gli schemi e partecipare: tutti sotto il palco, con lei che si arrampicava su un traliccio lasciando tutti con il fiato sospeso. I suoi fans non se lo sono fatto ripetere e, nell’ultima mezzora, la security non ha potuto far nulla per contenere il pubblico.

15:32 Scritto in musica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: nannini, concerti, rock, musica, capri | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook