17/05/2012

Lusi in Senato: «Ho dato 70 mila euro a Renzi». «Facevo quello che mi dicevano»

Lusi in Senato: «Ho dato 70 mila euro a Renzi». «Facevo quello che mi dicevano»

LE RIVELAZIONI DI LUSI SUI FINANZIAMENTI AI PARTITI. Tre ore davanti alla Giunta. L'ex tesoriere della Margherita accusa di nuovo Rutelli, Renzi e Bianco. Pronta la querela di Renzi e Rutelli.

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05/01/2012

«Alle Maldive? E' il viaggio di nozze che non ho mai fatto in 30 anni di vita di coppia»

«Alle Maldive? E' il viaggio di nozze che non ho mai fatto in 30 anni di vita di coppia»

E via facebook spiega: «i prezzi riportati dal corriere sono totalmente lunari». Rutelli replica alle «accuse» di mancanza di sobrietà per le vacanze di Natale passate in un resort da sogno

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08/07/2010

Lo spot di Silvio Berlusconi: "L'Italia, un paese magico"

Lo spot di Silvio Berlusconi: "L'Italia, un paese magico"

l premier presta la sua voce a una pubblicità che promuove il turismo nel nostro Paese. Il precedente, non felicissimo, di Francesco Rutelli.

 

 

"Questa che vedi è la tua Italia, un Paese unico fatto di cielo, di sole, di mare, ma anche di storia, di cultura e di arte. E' un Paese straordinario che devi ancora scoprire. Impiega le tue vacanze per conoscere meglio l'Italia, la tua magica Italia". E' la voce del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che promuove il Belpaese in uno spot televisivo che andrà in onda dalla settimana prossima sulle reti nazionali, a cominciare dai canali Rai. Lo spot è stato presentato questa mattina a Palazzo Chigi dal ministro del Turismo, Vittoria Brambilla, che ha spiegato: "E' stato realizzato a costo zero ed è la prima volta che un presidente del Consiglio presta la sua voce per uno spot istituzionale. L'obiettivo è promuovere il Paese."

Non è però la prima volta per un membro del governo. Nel 2007, l'allora ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli si lancio su YouTube con un video appello in cui invitava i turisti inglesi a visitare il Belpaese. Quel video divenne un tormentone nella rete italiana, dove il volenteroso accento inglese di Rutelli venne ferocemente preso in giro.


Nello spot di oggi, che si può vedere ora già in rete
per esempio sul sito ufficiale che promuove il turismo in Italia, Berlusconi non parla in inglese, la fotografia è più patinata e la fattura è decisamente più professionale. I primi commenti apparsi su YouTube non sembrano però particolarmente lusinghieri, e già nel recente passato la scelta del logo Magic Italy non aveva incontrato i favori della rete, anzi.


12/12/2009

Debutta il partito di Rutelli. Bertelli contro il premier

Debutta il partito di Rutelli. Bertelli contro il premier

 

I PARTITI. L'ad di Prada alla convention Api: «Va cacciato»

 

Debutta il partito di RutelliE Bertelli si scaglia contro il premier

Francesco Rutelli con Patrizio Bertelli ad di Prada

PARMA - L’Api di France­sco Rutelli nasce senza lustrini, senza gadget, senza vip da pri­ma fila. Anzi, uno c’è. E quan­do l’imprenditore Patrizio Ber­telli prende la parola dal palco il clima tiepido si scalda di col­po. «A Bonn il nostro premier ci ha messo in una condizione scandalosa di fronte all’opinio­ne pubblica mondiale...».

I mille in platea si spellano le mani e anche Rutelli si scio­glie in un applauso. «Mio figlio — riprende il filo l’ad del grup­po Prada — mi ha chiesto se non è possibile fare l' impeach­ment al premier». E meno male che non voleva parlare di Berlu­sconi e che si era definito «un agnostico» della politica: «Dob­biamo creare le condizioni per buttare fuori questo signore dal Parlamento italiano». Criti­ca come «inammissibili» gli in­centivi alla Fiat. Attacca Bassoli­no per la «vergogna» dei rifiuti a Napoli, causata da «incapaci che ancora governano invece di essere cacciati a calci nel se­dere ». Se la prende con il Pd «che non fa opposizione» e con i parlamentari da salotto: «Ormai la politica si fa a Porta a Porta , Matrix , Ballarò , Otto e mezzo ... » .

Di Fini pensa che stia facen­do «discorsi di buon senso». Di Marrazzo che il problema non è lui, quanto «i 40 mila viados autorizzati a prostituirsi». Ami­co di Rutelli «da una vita», tan­to che l’ex sindaco era sceso dal palco per abbracciarlo, il marito di Miuccia Prada conse­gna agli atti dell’assemblea na­zionale un intervento da disce­sa in campo. Ma lui giura di no, è solo che non ne può più di co­me vanno le cose: «Non mi va di impegnarmi in un partito, non ho queste pretese». Davve­ro non sogna un seggio? «Mam­ma mia!». E l’Api? Le piace il lo­go tricolore? «Terribile».

Rutelli se ne va col sorriso: «C’è un bellissimo clima, sono molto soddisfatto. Avete visto quanta gente? E Bertelli, lo ave­te sentito?». Il sondaggista Pie­poli gli dice che l’Api ha l’1% di bacino reale e il 30% di bacino potenziale, ma lui si mostra cauto: «Aspettiamo. Siamo gen­te umile, noi. Alle Regionali ci saremo in tutta Italia, ma per le alleanze c’è tempo». L’idea è stringere intese locali con l’Udc e anche con il Pd. Aprendo i la­vori Rutelli aveva letto un mes­saggio a Napolitano: «Il più al­to punto di garanzia per tutti gli italiani». In perfetta sinto­nia col Quirinale, tiene fuori la sua nuova creatura dalla «esa­sperazione politica» e si accolla il «dovere imprescindibile» di riportare l’equilibrio delle isti­tuzioni «verso il centro e non verso le estreme».

La scenografia è volutamen­te austera. I soldi sono pochi e il messaggio — indirizzato a piccoli e medi imprenditori, professionisti, giovani partite Iva — è che non vanno spreca­ti. La moglie del leader, Barba­ra Palombelli, è in venticinque­sima fila. Colonna sonora: Me­raviglioso dei Negramaro. Pan­theon: De Gasperi e Barack Obama, Falcone e Borsellino, Coppi e Bartali, Madre Teresa e Giovanni Paolo II. Ma l’Api non sarà «il partito dei cattolici né dei moderati». E l’apertura a Fi­ni? «Perché no, dipende da lui» insiste Rutelli. Sul palco Dellai, Tabacci, Linda Lanzillotta, Cale­aro, Vernetti, Pisicchio, Calga­ro, Mosella, Giuliano da Empo­li, Ubaldi... Un partito di fuoriu­sciti? «No — smentisce Dellai —. È la politica che è fuoriusci­ta dall’Italia». E oggi, da Israe­le, un messaggio di Kadima, il partito che Rutelli sogna di re­plicare con Fini e Casini.

Monica Guerzoni


11/11/2009

Rutelli fonda «Alleanza per l'Italia»«Il simbolo sarà scelto online»

Rutelli fonda «Alleanza per l'Italia»«Il simbolo sarà scelto online»

 

Tabacci portavoce. La prima uscita pubblica si terrà a Parma a dicembre. Presentato il nuovo soggetto politico creato dall'ex leader della Margherita dopo l'addio al Pd


Francesco Rutelli (Omega)
Francesco Rutelli (Omega)

MILANO - L'addio al Pd di Rutelli diventa ufficiale. A sancirlo in via definitiva è la nascita di «Alleanza per l'Italia»: questo il nome del movimento fondato dall'ex leader della Margherita, che del nuovo partito sarà anche il presidente. Il portavoce è Bruno Tabacci, che ha a sua volta lasciato l'Udc. La prima convention nazionale di «Alleanza per l'Italia», il soggetto politico fondato da Francesco Rutelli, si terrà a Parma, l'11 e 12 dicembre prossimi. Per Rutelli si tratta di un ritorno: nella città emiliana, nel 2003 si era tenuto il congresso della Margherita. La scritta «Alleanza X l'Italia», con il simbolo della "x" per metà verde e per metà rosso al posto della parola «per», è il simbolo scelto da Rutelli per rappresentare il suo nuovo partito. Non si tratta di una scelta definitiva, spiega il presidente del neonato movimento: «Sarà lanciata una consultazione online per arrivare al simbolo che poi resterà».

«RISPETTO IL PD, MA...» - «Rispetto il Pd ma non sono d'accordo con la sua svolta a sinistra» spiega Rutelli presentando il suo nuovo movimento. «Da oggi inizia un cammino - aggiunge l'ex Pd - per aggregare tutte le persone che vogliono un'Italia democratica, liberale, popolare e riformatrice».

L'ADESIONE DELLA LANZILLOTTA - Il neonato partito di Rutelli incassa intanto il sostegno e l'adesione di Linda Lanzillotta, ex ministro Pd che ha annunciato l'addio ai democratici. «È stata una scelta sofferta, maturata negli ultimi mesi» spiega Lanzillotta, mettendo in guardia i democratici: altri lasceranno. «Sento un disagio diffuso», sottolinea l'ex ministro in un'intervista al Corriere della Sera. «È fallito un progetto al quale ho molto creduto - prosegue -: il rinnovamento della cultura politica, la modernizzazione del Paese. Il Pd non è riuscito a fondere le culture tradizionali con quelle innovative». Le primarie, dice, sono state «un punto di svolta in cui si decideva se continuare con il progetto originario o riesumare le vecchie identità, più rassicuranti ma inadeguate. Si è scelta la seconda strada». Ovvero: «Bersani è stato il punto d'approdo della crisi, che credo irreversibile». Lanzillotta osserva che «il Pd ha già rimosso le componenti della cultura liberale e ambientalista. È approdato nel gruppo socialista in Europa e ha mantenuto un collateralismo con il sindacato. Se non vuole essere destinato alla marginalità - aggiunge - ha bisogno che qualcuno rappresenti l'altro pezzo della cultura riformista. Noi restiamo nell'area di centrosinistra, ma miriamo ad assorbire parti dell'elettorato del centrodestra». Come la Lanzillotta anche i senatori Franco Bruno e Carlo Gustavino lasciano il Pd per aderire ad «Alleanza per l'Itali». Chi resta nel Partito democratico è invece Paola Binetti. Lo annuncia la stessa deputata teodem. «Fino a prova contraria, resto» ha detto ad Affaritaliani.it.