11/05/2012

Lavoro, arriva il salario base per i co.co.pro

Lavoro, arriva il salario base per i co.co.pro

FORME CONTRATTUALI. Emendamento al ddl lavoro presentato in Senato prevede il concetto di giusta retribuzione e un assegno di disoccupazione

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25/04/2012

Ocse: «L'Italia in coda alla classifica dei salari»

Ocse: «L'Italia in coda alla classifica dei salari»

I dati del rapporto «Taxing wages». L'onere del fisco nel nostro Paese per un single senza figli è comunque aumentato di 0,7 punti percentuali, rispetto al 2010

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26/01/2012

Istat: divario salario-prezzi al record dal '95. Le retribuzioni del 2011 ai minimi da 12 anni

Istat: divario salario-prezzi al record dal '95. Le retribuzioni del 2011 ai minimi da 12 anni

LA CRISI, IL LAVORO. Nella scuola e nei ministeri le variazioni più basse degli stipendi. Contratti: 1,4 milioni di lavoratori in attesa di rinnovo

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21/12/2011

«Alzare i salari, sfidiamo la Fornero». E lei: «Manovra equa, io la difendo»

«Alzare i salari, sfidiamo la Fornero». E lei: «Manovra equa, io la difendo»

Dall'esponente del governo anche un affondo sui giornalisti: «Troppi privilegi». Sull'articolo 18 è scontro governo-sindacati. Il capo dello Stato invita alla moderazione: «Si blocchi ogni esasperazione polemica»

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29/11/2011

Ad ottobre divario salari-prezzi da record

Ad ottobre divario salari-prezzi da record

Nessun rinnovo dei contratti già scaduti. La differenza tra gli incrementi di stipendi e l'inflazione sale all'1,7%, il massimo dall'inizio dei rilevamenti nel 1997

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25/11/2011

Bankitalia: «I salari d'ingresso dei giovani tornati sui livelli di alcuni decenni fa»

Bankitalia: «I salari d'ingresso dei giovani tornati sui livelli di alcuni decenni fa»

L'allarme governatore di Bankitalia Ignazio Visco: «Occorre investire in istruzione per ridurre la criminalità»

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29/11/2010

Aumento salari mai così basso dal 1999

Aumento salari mai così basso dal 1999

Lo rende noto l'Istat. In ottobre su base annua cresciuti dell'1,5%, meno dell'inflazione (1,7%)

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09/08/2010

Crisi, donne meno pagate degli uomini

Crisi, donne meno pagate degli uomini

In busta paga, il 4.6% in meno tra il 2006 e il 2008. E in 10 anni il divario con gli stipendi degli uomini è arrivato al 21,4%

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07/07/2010

L'Ocse: Italia agli ultimi posti per i salari

L'Ocse: Italia agli ultimi posti per i salari

Gli stipendi italiani si attestano in media sui 31.462 euro, contro i 37.172 euro dei paesi avanzati. Dietro di noi solo Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Corea, Grecia e Spagna. Aumenta la disoccupazione, ma "inaspettatamente bassa" secondo l'Ocse

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I salari italiani sono agli ultimi posti tra quelli dei paesi avanzati. Lo rivela l'Outlook 2010 dell'Ocse sull'occupazione, secondo il quale nel 2008 i salari italiani si attestano in media a 31.462 euro (-0,1% rispetto al 2007), contro i 37.172 euro dei paesi Ocse (+0,1%) e i 37.677 dei paesi Ue (+0,5%). Dietro di noi solo Polonia (11.786 euro), Ungheria (12.462) Repubblica Ceca (13.613), Corea (20.838), Grecia (25.177) e Spagna (28.821). Nettamente meglio Stati Uniti (40.243 euro), Francia (39.241) e Germania (37.203).

Stipendi bassi e disoccupazione in aumento. Lo rivela l' Ocse. La disoccupazione in Italia si attesta al 7,8% nel 2009, in rialzo rispetto al 6,7% del 2008 ma sotto la media dei paesi Ocse, che è all'8,3%: per l'Ocse, si tratta di un tasso che seppur elevato, è come in Germania, Finlandia e Giappone, "inaspettatamente basso" a differenza di Spagna e Irlanda. Lo rivela l'Outlook 2010 sull'occupazione dell'organizzazione parigina: gli esperti stimano che per  ritornare ai livelli pre-crisi alla fine del 2011, l'occupazione dovrebbe aumentare in Italia del 2,7%, la stessa media dei paesi dell'area Ocse e dell'Unione europea, mentre nell'area euro l'aumento dovrebbe essere del 3,1%, nei paesi del G7 del 3%, in Spagna (che ha una disoccupazione del 18% nel 2009) del 10,7% e negli Usa del 5,5%. Inoltre il nostro paese ha una disoccupazione di lungo periodo molto alta, introno al 50%, come la Germania, mentre quella di Usa e Canada è intorno al 10%. Nel complesso comunque la disoccupazione in Italia, come in Germania, Finlandia e Giappone, è stata, secondo l'Ocse "inaspettatamente bassa", a differenza che in Spagna e in Irlanda.


31/01/2010

La crisi e quelle valigie di documenti ammassate nell'ufficio legale della Cgil

La crisi e quelle valigie di documenti ammassate nell'ufficio legale della Cgil

 

Una giornata nell’ufficio vertenze della Camera del lavoro di Milano. Tantissime le richieste di consulenze: «Nel 2008 sono state 10mila, recuperato salario per circa 55 milioni»

 

La Camera dei Lavoro di Milano (Craighero)
La Camera dei Lavoro di Milano (Craighero)

MILANO - Aziende, consorzi, cooperative che aprono e chiudono in continuazione. Stabilimenti che abbassano le saracinesche da un giorno all’altro senza dare preavviso, senza lasciare nessuna traccia. Dipendenti che restano mesi senza stipendio. Sono queste alcuni degli scenari più gravi rivelati dall’osservatorio della Cgil che ne ha calcolato il peso: vertenze e contenziosi nel 2009 sono saliti del 40% a livello territoriale e nazionale. Per non parlare dell’Istat che denuncia quasi 400.000 posti di lavoro in menol'aumento della disoccupazione giovanile con un tasso del 26,5% nella fascia tra i 15 e i 24 anni a fronte del 21% medio registrato nella zona euro. Questo vuol dire che la crisi sta interessando il lavoro interinale, a termine e con tutte le modalità di collaborazione. Ecco perché aumentano le vertenze e i contenziosi. rispetto a un anno fa e un tasso di disoccupazione ai massimi dal 2004. Ma c'è anche un altro dato da sottolineare:

Documenti presentati all'ufficio legale della Cgil (Craighero)
Documenti presentati all'ufficio legale della Cgil (Craighero)

9.500 VERTENZE - «Già nel corso del 2008 gli uffici vertenze hanno sviluppato un’intensa attività che ha portato a recuperare salario per circa 55 milioni di euro - sottolinea Gualtiero Biondo, coordinatore degli uffici vertenze della Cisl in Lombardia -. Le vertenze aperte sono state 9.500 e hanno interessato 14mila lavoratori». Da almeno due anni il menù della crisi è davvero variegato. A maggior ragione nel 2009, quando gli uffici dell’assistenza sindacale che si occupano della consulenza legale hanno aumentato notevolmente il loro carico di lavoro. Per rendersene conto basta analizzare i dati territoriali diffusi dalle tre organizzazioni sindacali principali - Cgil, Cisl e Uil - e considerare ogni regione come una lampadina che forma una plafoniera generale.

CAMERA DEL LAVORO - Siamo andati a vivere una giornata nell’ufficio vertenze e contenziosi legali della Camera del Lavoro di Milano. Scatole, faldoni, scrivanie prese d’assalto da pratiche di richiesta di intervento, telefoni che squillano il continuazione. C’è fibrillazione. E ci sono code. Lunghe code fin dalle prime ore del mattino. Non sono più solo immigrati, ma coppie di cassaintegrati, disabili, anziani, donne, donne in stato interessante e uomini di ogni età. Ognuno con il suo borsello. Fardello verrebbe da dire. Molti hanno delle valigie o dei trolley con la documentazione. «Ne vediamo di tutti i colori - dice Corrado Mandreoli, responsabile dell'ufficio politiche sociali della Cgil milanese -, però quel che colpisce durante la crisi è il proliferare di situazioni illecite da parte delle aziende con la conseguente perdita dell’identità aziendale. Ci sono le grandi società che fino a dieci, vent’anni fa erano delle entità solide e ora sono frantumate in appalti, subappalti, uffici esterni e chi ne ha e più ne metta. Per non parlare delle migliaia di piccole realtà che non hanno neanche il delegato sindacale interno; o dei consorzi che continuano a cambiare nome passando da una società all’altra. E durante i cambi di proprietà o la chiusura repentina senza preavviso, il lavoratore accetta ogni decisione per paura di perdere il lavoro. Poi cosa succede? Arrivano da noi quando non ce la fanno più».

AMAREZZA - C’è grande rabbia, unita alla rassegnazione. Si aspetta pazientemente il proprio turno. Tra i giovani soprattutto c’è amarezza per non poter costruire un futuro. E se a formare un nucleo familiare sono due precari, la vita si fa dura. «Con questo meccanismo contorto del lavoro precario unito alla crisi - dice Annalisa Rosiello, avvocato dello Sportello consulenze e mobbing della Camera del lavoro di Milano - c’è un disorientamento generale e un clima di sfiducia, congiuntamente alla presa di coscienza che se qualche anno fa il lavoro era un punto saldo della nostra vita, ora non lo è più. E l’idea della famiglia a questo prezzo è un’utopia».

Ambra Craighero