15/05/2010
Museo di mafia troppo crudo, E Sgarbi lo vieta ai minori
Museo di mafia troppo crudo, E Sgarbi lo vieta ai minoriSALEMI: Due visitatori si sono sentiti male dopo aver visitato la «cabina macello». Un percorso scioccante
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| Vittorio Sgarbi |
MILANO - Immagini troppo crude nel nuovo museo della mafia di Salemi e due visitatori sono stati male. Così il sindaco della città, il critico d'arte Vittorio Sgarbi, ha deciso di impedire l'ingresso ad alcune installazioni ai minori di 16 anni e ha disposto la collocazione di cartelli che avvertono sulla «pericolosità» della visione dei documenti esposti.
Il museo, inaugurato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l'11 maggio, è concepito apposta per scioccare e può far star male chi non è abituato, come i cronisti o gli investigatori, a vedere cadaveri per terra crivellati di colpi di lupara. Così una donna di 40 anni milanese e una giovane studentessa catanese hanno dovuto sedersi all'aperto e bere un po' d'acqua fresca per riprendersi dopo essere passate attraverso la «cabina della violenza», una delle 10 del museo che rappresentano il percorso virtuale attraverso la storia di Cosa nostra.
La cabina 8 per esempio, che come le altre è di appena un metro quadrato, simula il retro di una macelleria siciliana con le piastrelle sporche di sangue e presenta immagini raccapriccianti che mostrano particolari anche «scientifici» di delitti. «La cabina delle estorsioni - spiega il direttore del museo Nicolas Ballario - prima di essere sistemata nel museo è stata bruciata e il legno semicarbonizzato impregna il visitatore dell'odore tipico di ciò che resta dopo un attentato del racket. Lì dentro si assiste alla disperazione dei commercianti che vedono la loro vita andare in fumo».
Il museo intitolato a Leonardo Sciascia fa quindi già discutere mentre è in corso la querelle tra Sgarbi e la famiglia Salvo. Oggetto del contendere è l'esposizione nel museo della prima pagina del quotidiano «L'Ora» del 1984 con la foto dei cugini esattori Ignazio e Nino Salvo il giorno dell'arresto. A chiedere la rimozione di quel documento è stata la vedova di Nino Salvo attraverso un'ingiunzione del tribunale. «Noi non entriamo nel merito della vicenda giudiziaria - ribadisce Ballario - ma quella prima pagina è un documento incancellabile. Non toglieremo la foto: è uno dei trecento documenti esposti sui pannelli per ripercorrere la cronaca di Cosa nostra». Nino Salvo morì di tumore prima della sentenza del maxiprocesso. Il cugino Ignazio, condannato per mafia, venne ucciso nel settembre '92. (fonte Ansa)
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02/02/2010
Sgarbi si dimette da sindaco di Salemi «Qui l'antimafia è peggio della mafia»
Sgarbi si dimette da sindaco di Salemi «Qui l'antimafia è peggio della mafia»
Rubati 10 computer dal suo ufficio. Il primo cittadino sotto indagine da parte della Guardia di Finanza per aver usato un'auto del Comune
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| (Ansa) |
TRAPANI - Vittorio Sgarbi, nel mirino della Guardia di Fianza per l'uso di un'auto del Comune, lascia la carica di sindaco di Salemi: «Qui l'antimafia è anche peggio della mafia. Non ne posso più. Mi dimetto e vado via». Vittorio Sgarbi si è detto «amareggiato» per l'indagine della guardia di finanza sul presunto illecito utilizzo delle auto blu e per un'altra indagine avviata dalla Dda dopo una lettera al quotidiano La Repubblica inviata dall'ex assessore comunale Oliviero Toscani. «La Dda convoca i miei collaboratori e non me. Indaga sul nulla, perché la mafia a Salemi non c'è». Per Sgarbi «Toscani non è Buscetta: non capisco su cosa possano indagare. Forse mi si accusa di cosa non posso fare?». Sgarbi ha poi ricordato di aver subito il furto di 10 computer dalla sua abitazione di Salemi dove ha sede l'ufficio di gabinetto e la Fondazione che porta il suo nome.
IL FURTO - Nella notte tra sabato e domenica, nell'ufficio di gabinetto del sindaco in via Giovanni La Rocca 4, nel centro storico di Salemi, in provincia di Trapani. I ladri hanno rubato 10 pc portatili, ancora imballati, custoditi all'interno di un armadio, acquistati dal Comune e destinati ai ragazzi che conducono le attività di stage proprio nell'ufficio del sindaco Vittorio Sgarbi. Sul furto indagano i carabinieri. I ladri, oltre a portare via i pc, hanno rovistato in altri armadi e buttato sul pavimento libri e documenti.
L'INDAGINE - La guardia di Finanza indaga sul fatto che Sgarbi ha usato, insieme al vice sindaco di Salemi, un’auto di proprietà del Comune, pagando però la benzina, per prelevare e accompagnare alcuni giornalisti in aeroporto. «Se per il lavoro di rinascita che ho fatto e faccio a Salemi con l’obiettivo di risollevarla dall’oblìo e dall’incuria in cui l’hanno tenuta i miei predecessori, debbo anche subire le indagini della Guardia di Finanza, mi dimetto in questo istante da sindaco».
LA QUERELA - Vittorio Sgarbi ha disposto di procedere in sede civile e penale nei confronti dell'ex sindaco della città, il ragioniere Luigi Crimi che in un comunicato stampa ha accusato l'amministrazione in carica di operare «in assenza di trasparenza e nella più diffusa illegalità». Crimi alle scorse amministrative è stato uno dei candidati a sindaco contrapposti a Sgarbi.
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20/08/2009
Sgarbi minacciato finisce sotto scorta «E ora denuncio anche Grillo»
Sgarbi minacciato finisce sotto scorta «E ora denuncio anche Grillo»
Il primo cittadino: «Il blog del comico dietro alcune telefonate anonime». Dopo varie intimidazioni, assegnata al sindaco di Salemi una protezione sotto forma di tutela
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| Vittorio Sgarbi (Ansa) |
PALERMO - Il ministero dell’Interno, attraverso la Prefettura di Trapani, ha assicurato a Vittorio Sgarbi una scorta sotto forma di tutela. Il motivo? Una serie di minacce al sindaco di Salemi e gli strani segnali contro il suo vice, Antonella Favuzza, le teste di maiale e i cani morti recapitati sotto gli uffici comunali e le tante, tantissime chiamate anonime.
«ISTIGAZIONE A DELINQUERE» - Proprio per le telefonate, il primo cittadino di Salemi ha deciso anche di denunciare Beppe Grillo per istigazione a delinquere. «Tra le chiamate anonime ricevute in questi mesi - spiega Sgarbi - ne risultano alcune ispirate dal blog del modesto comico. Nello specifico, il 5 agosto sul blog di Grillo è apparsa la registrazione falsata di un popolatissimo comizio tenutosi lo scorso giugno a Rosolini (durante la campagna elettorale per le elezioni europee), dove un provocatore ubriaco, o finto tale, è stato allontanato dalla Polizia. Il comico - spiega Sgarbi - ne ha attribuito la responsabilità a me, e il suo blog si è presto riempito di centinaia di messaggi minacciosi ispirati dalla falsa notizia, così come era accaduto dopo un’analoga provocazione ad Agrigento». Le iniziative di Sgarbi non sembrano comunque preoccupare Grillo, che ha accolto la notizia di una denuncia nei suoi confronti con una risata. «Dica che rido» ha risposto il comico genovese al giornalista che gli chiedeva un commento sulle intenzioni del primo cittadino di Salemi.
«AL CENTRO DI COMPORTAMENTI TEPPISTICI» - Duro, d'altra parte, lo sfogo di Sgarbi : «Osservo di trovarmi al centro di comportamenti teppistici in ogni parte d’Italia, da parte di minoranze agguerrite e rumorose, tra una falsa mafia ed una falsa antimafia. In ogni caso - conclude il primo cittadino di Salemi - manifesto la difficoltà di esprimere pensieri liberi contro la devastazione del paesaggio in Sicilia attraverso l’installazione di impianti eolici e fotovoltaici, e contro la diffamazione sistematica di chi trae vantaggio dal professionismo dell’antimafia infangando la Sicilia e mortificandone le risorse».
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21/06/2009
Venezuela: preso il boss Miceli
Venezuela: preso il boss Miceli
Gestiva per conto di cosa nostra il traffico internazionale di droga in sudamerica. Il capomafia di Salemi, uno dei 30 ricercati più pericolosi, era latitante dal 2001. Arrestato a Caracas
CARACAS (VENEZUELA) - Il capomafia di Salemi Salvatore Miceli, inserito nell'elenco dei 30 latitanti più pericolosi d'Italia, è stato arrestato a Caracas, in Venezuela, dai carabinieri del comando provinciale di Trapani in collaborazione con l'Interpol.
RE DEL NARCOTRAFFICO - Il boss, considerato un elemento di spicco del narcotraffico internazionale, era ricercato dal 2001, in seguito a una condanna per associazione mafiosa e traffico internazionale di stupefacenti divenuta definitiva. L'indagine che ha portato all'individuazione e alla cattura di Miceli è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Nel maggio del 2003 la polizia aveva arrestato, nell'ambito di un'operazione antidroga, anche la moglie di Miceli, Veronica Dudzinski, e i figli Ivano e Mario. Il boss di Salemi era stato inoltre intercettato nel 2000 con Pino Lipari, il «consiglior» di Bernardo Provenzano, che lo «investiva» ufficialmente per gestire un traffico internazionale di stupefacenti.
17:08 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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