13/09/2010
Sereni: «Dedico la vittoria ai miei figli che non vedo da troppo tempo»
Sereni: «Dedico la vittoria ai miei figli che non vedo da troppo tempo»IL MESSAGGIO IN TV. Il portiere del Brescia, i miracoli contro il Palermo e i problemi della famiglia separata
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26/12/2009
Papa, Angelus e messaggio all'Italia «Clima di intesa per il bene comune»
Papa, Angelus e messaggio all'Italia «Clima di intesa per il bene comune»
Nel saluto in lingua italiana nuovo appello all'«amore vicendevole». Il Santo Padre, come già ieri, è apparso sereno e non ha fatto alcun accenno a quanto accaduto giovedì sera
| Benedetto XVI durante la preghiera dell'Angelus a piazza San Pietro (Ansa) |
MILANO - La «civiltà dell’amore» non si arrenda «di fronte al male e alla violenza» e abbatta «le barriere tra gli uomini, rendendoli fratelli nella grande famiglia dei figli di Dio». Questo l’invito di Papa Benedetto XVI che sabato mattina, per la seconda volta dopo quanto accaduto nella Basilica di San Pietro la notte di Natale, è apparso in pubblico e ha recitato l’Angelus nella solennità di Santo Stefano. Come già accaduto il giorno di Natale in occasione della benedizione Urbi et Orbi, papa Ratzinger non ha fatto alcun accenno all'episodio di giovedì sera. In Italia «si viva quel clima di intesa e di comunione che tanto giova al bene comune» ha detto al termine della preghiera dell’Angelus. Ratzinger ha chiesto «all’intera Nazione» italiana un «rinnovato impegno di amore vicendevole e di reciproca comprensione». «Rivolgo infine il mio cordiale saluto a voi, pellegrini di lingua italiana - ha detto il Pontefice nei saluti in italiano - ed auguro che la sosta di questi giorni presso il presepio per ammirare Maria e Giuseppe accanto al Bambino, possa suscitare in tutti un rinnovato impegno di amore vicendevole e di reciproca comprensione, affinchè all’interno delle famiglie e dell’intera Nazione si viva quel clima di intesa e di comunione che tanto giova al bene comune».
LA FIGURA DI SANTO STEFANO - Il Papa ha ricordato Santo Stefano, primo martire cristiano e ha invitato a seguire il suo esempio che, ha detto, «ci aiuta a penetrare maggiormente il mistero del Natale e ci testimonia la meravigliosa grandezza della nascita di quel Bambino nel quale si manifesta la grazia di Dio». «La testimonianza di Stefano, come quella dei martiri cristiani - ha sottolineato Benedetto XVI - indica ai nostri contemporanei spesso distratti e disorientati, su chi debbano porre la propria fiducia per dar senso alla vita». Santo Stefano «non ha esitato a dare la vita per amore del suo Signore. Egli muore perdonando i propri persecutori - ha concluso il Pontefice - e ci fa comprendere come l’ingresso del Figlio di Dio nel mondo dia origine ad una nuova civiltà, la civiltà dell’amore, che non si arrende di fronte al male e alla violenza e abbatte le barriere tra gli uomini, rendendoli fratelli nella grande famiglia dei figli di Dio».
MAIOLO: «IL CASO RIMANE DI COMPETENZA VATICANA» - Susanna Maiolo, la giovane italo-svizzera che la notte di Natale ha causato la caduta del Papa (e indirettamente quella del cardinale Roger Etchegaray) «rimane sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio e il caso rimane sotto la competenza della magistratura vaticana». Lo ha affermato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, precisando che «il Promotore di giustizia nei prossimi giorni dovrà prendere in considerazione i rapporti dei medici e della gendarmeria vaticana, e alla luce di essi valutare gli eventuali successivi passi da compiere». Il promotore di giustizia della Città del Vaticano è il professor Nicola Picardi, mentre il presidente del Tribunale Vaticano è il professor Giuseppe Dalla Torre, che in un'intervista al Tg2 ha già anticipato un orientamento all'acquisizione della documentazione medica che comprova l'instabilità mentale della giovane che già l'anno scorso aveva tentato di avvicinarsi al Pontefice saltando le transenne.
IL CARDINALE ETCHEGARAY SARÀ OPERATO DOMENICA - «Le condizioni generali del cardinale Roger Etchegaray sono buone, e i medici provvedono a verificare che siano tali da procedere alla operazione che avverrà, a quanto oggi tutto lascia prevedere domani mattina, domenica 27» ha inoltre specificato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. «Se tutto si svolgerà come previsto la Sala Stampa vaticana rilascerà il comunicato medico sui risultati dell'operazione verso la fine della mattinata». «I visitatori - sottolinea il portavoce - testimoniano la serenità e l'ottimo morale del cardinale, che offre le sue preghiere per il Papa e attende con ottimismo l'intervento chirurgico».
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21/09/2009
A Roma l'ultimo saluto ai parà
A Roma l'ultimo saluto ai parà
Basilica gremita di militari e cittadini comuni. Napolitano in prima fila. La cerimonia funebre a San Paolo fuori le mura. Mons. Pelvi: doverose le missioni. Poi un grido: «Pace subito»
| (Carino) |
ROMA - Il picchetto d'onore composto dai rappresentanti dei diversi corpi d'armata italiani ha accolto con gli onori militari e l'urlo «Folgore!», alla basilica di San Paolo fuori le mura, i sei feretri coperti dal tricolore dei paracadutisti italiani rimasti vittime, giovedì, dell'attentato kamikaze di Kabul. Portate a spalla all'interno della basilica, le sei bare sono state accolte da un tripudio di bandiere tricolori sventolate dalle migliaia di persone che si sono affollate nel piazzale esterno. L'ingresso nella basilica, alle 11, è stato accolto da un lungo e sentito applauso e da una marcia funebre (il brano «In pace per la pace» di Fulvio Creux) intonata dalla banda militare, che ha preceduto l'inizio della cerimonia religiosa, officiata dall'ordinario militare, monsignor Vincenzo Pelvi. Lo stesso prelato ha dato il via alle esequie leggendo un telegramma inviato da Papa Benedetto XVI che si dice «profondamente addolorato per il tragico attentato terroristico».
«GIUSTE LE MISSIONI DI PACE» - Nel corso dell'omelia, mons. Vincenzo Pelvi ha avuto un pensiero per ciascuno dei sei soldati morti, a cui si è rivolto dando loro del «tu». E ha poi parlato dell'importanza delle missioni di pace. «Se uno Stato non è in grado di proteggere da violazioni gravi e continue dei diritti umani e dalle conseguenze delle crisi - ha detto il sacerdote -, la comunità internazionale è chiamata a intervenire». «Le missioni di pace - ha aggiunto - ci stanno aiutando a valutare da protagonisti il fenomeno della globalizzazione, che non è da intendere solo come processo economico ma come criterio etico. Il mondo militare contribuisce a edificare una solidarietà globale».
«PACE SUBITO, PACE SUBITO» - Più avanti nel corso della cerimonia, al momento dello scambio della pace, mentre i famigliari si abbracciavano tra loro, un uomo è riuscito a salire sull'altare e davanti ad un microfono ha iniziato ad urlare ripetutamente lo slogan «Pace subito»: non è stato inquadrato durante la diretta tv, impegnata a zoomare sui parenti delle vittime, ma le agenzie di stampa riferiscono di una persona non ancora identificata poi allontanata dalla sicurezza. Prima della chiusura del rito religioso, il deputato del Pdl, Gianfranco Paglia, rimasto ferito anni fa durante una missione di pace in Somalia, ha letto la preghiera del paracadutista accanto al figlio di uno dei soldati che hanno perso la vita nell'agguato, che indossava il basco cremisi della Folgore. Grande commozione tra le decine di militari che affollano la basilica hanno suscitato anche le note del silenzio eseguite alla fine della preghiera.
IL CORTEO FUNEBRE - Il corteo funebre era partito poco prima delle dieci dall'ospedale militare del Celio. Lungo un percorso che ha sfiorato il Colosseo e l'Aventino, ha poi percorso l'Ostiense fino ad arrivare alla basilica, la stessa in cui furono celebrati i funerali delle vittime di Nassiriya. Due ali di folla avevano salutato con un applauso le bare all'uscita dal portone dell'ospedale militare. Lungo tutto il tragitto il corteo composto da mezzi militari scoperti scortati da motociclisti della polizia di Stato è stato salutato da bandiere italiane esposte alle finestre.
L'INCHINO DI NAPOLITANO - Nella basilica, nell'attesa dei feretri, si erano raccolti in silenzio i parenti delle vittime, i rappresentanti istituzionali, le delegazioni dei partiti e tanti commilitoni che hanno voluto essere presenti alle esequie. Anche i parà rimasti feriti nell'attentato hanno voluto essere presenti all'ultimo saluto ai compagni morti. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si è inchinato al passaggio di ognuna delle sei bare. Tra i leader politici presenti, anche il segretario della Lega, Umberto Bossi, critico verso la permanenza dei militari italiani in Afghanistan, che entrando in basilica ha commentato: «Li abbiamo mandati noi e sono tornati morti».
20/09/2009
Napolitano accoglie le salme dei parà
Napolitano accoglie le salme dei parà
L'ARRIVO ALLE 9.30. A Ciampino il C-130 con i corpi dei militari italiani uccisi a Kabul. Rientrati nella notte i quattro feriti
| L'omaggio di Napolitano (Lapresse) |
ROMA - Un picchetto di paracadutisti della Folgore schierato sulla pista dell'aeroporto militare di Ciampino ha accolto l'arrivo del C-130 dell'Aeronautica con a bordo i feretri dei 6 parà uccisi nell'attentato di giovedì 17 settembre a Kabul.
IL SALUTO - I feretri dei sei parà uccisi a Kabul, avvolti nel tricolore, sono stati sbarcati dal C-130 dell’areonautica militare e sulla pista dell’aeroporto di Ciampino hanno ricevuto gli onori militari. L’ordinario militare, mons. Vincenzo Pelvi, ha benedetto le sei bare.
LE ISTITUZIONI - Il presidente Napolitano ha accolto le salme dei militari uccisi e con lui le più alte cariche dello Stato. Il capo dello Stato si è inchinato davanti ad ogni bara, in silenzio, con la mano destra appoggiata sul feretro. Dopo l'omaggio di Napolitano, è stato intonato il Silenzio e il picchetto schierato a Ciampino ha reso onore ai caduti. A Roma sono arrivati già da sabato le famiglie dei 6 militari uccisi: il capitano Antonio Fortunato, il sergente maggiore Roberto Valente, il caporal maggiore capo Massimiliano Randino e i caporal maggiori scelti Davide Ricchiuto, Giandomenico Pistonani e Matteo Mureddu.
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| Il piccolo Simone Valente con il basco del papà (Reuters) |
LE FAMIGLIE - Sulla pista i familiari dei militari uccisi. Tra loro anche Simone Valente, il bimbo di 2 anni figlio del sergente maggiore Roberto Valente. In braccio alla sua mamma, il piccolo aveva in testa il basco bordeaux del suo papà. Il piccolo ha da poco compiuto il suo secondo compleanno e il papà era riuscito a tornare per festeggiarlo con lui. Poche ore dopo era ripartito per l'Afghanistan.
I FERITI - Sono rientrati in Italia i quattro militari italiani rimasti feriti nell’attacco di giovedì a Kabul, in Afghanistan. Si tratta del primo maresciallo dell'Aeronautica Felice Calandriello, 58 anni, di Sassano (Salerno) e tre primi caporalmaggiori dei parà: Rocco Leo, 26 anni, di Francavilla Fontana (Brindisi); Sergio Agostinelli, 32 anni, originario della Svizzera e Ferdinando Buono, 30 anni, di Napoli. Il loro arrivo è avvenuto all’1:32 all’aeroporto di Fiumicino, con un volo dell’Alitalia da Abu Dhabi-Larnaca. L’hanno reso noto fonti ufficiali dello scalo romano.
CAMERA ARDENTE - Verrà aperta nel pomeriggio, anche al pubblico, la camera ardente all'ospedale militare del Celio, per rendere omaggio ai parà uccisi.
LE BANDIERE - Per i funerali di Stato celebrati lunedì 21 nella basilica romana di San Paolo fuori le mura, il Comune di Roma farà mettere 2.500 bandiere tricolori su tutto il percorso del corteo funebre dall'ospedale militare del Celio alla basilica.
11:34 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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