20/12/2011
Sepolta viva dal compagno, si salva.
Sepolta viva dal compagno, si salva.Inghilterra. Colpita con un taser e sotterrata, si è finta morta ed è riuscita a riemergere usando l'anello di fidanzamento
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03/02/2011
Milano: carabiniere salva bimbo caduto sui binari del metrò
Milano: carabiniere salva bimbo caduto sui binari del metròIl piccolo, 10 anni, era distratto da un videogame e non si è accorto della fine della banchina. Il militare, 26 anni, è saltato in mezzo alle rotaie poco prima che arrivasse il treno successivo.
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27/09/2010
Tenta il suicidio la madre del presunto killer della mamma-coraggio: ferita
Tenta il suicidio la madre del presunto killer della mamma-coraggio: feritaLa donna era provata per l'accusa mossa al figlio. La madre di Avolio, accusato di essere il sicario di Teresa Buonocore, si è lanciata dal secondo piano: tibia rotta
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16/05/2010
Bimbo nella culla salvato dalla cagnolina
Bimbo nella culla salvato dalla cagnolinaMillie è ora in finale per il titolo di "Dog Trust 2010 Awards. Il piccolo non respirava più. La madre richiamata dal quattrozampe che non la smetteva di abbaiare
Quando Millie, un dolcissimo esemplare di quattro anni di King Charles Spaniel, si è svegliata di soprassalto e ha cominciato ad abbaiare vicino alla culla del piccolo James, mamma Beverly (una 33enne di Wetherby, West Yorkshire) ha subito pensato che la cagnolina fosse improvvisamente impazzita. Ma visto che Millie non dava cenno di calmarsi nemmeno di fronte ai rimbrotti della proprietaria, la signora ha iniziato a sospettare che qualcosa non andasse, così si è avvicinata alla culla dove pensava che il suo bimbo di 18 mesi stesse dormendo placidamente, incurante di tutto quel frastuono, per scoprire, invece, che James non respirava più. «Inizialmente, ho intimato a Millie di smettere di abbaiare perché non volevo che svegliasse James – ha raccontato la signora Bev al "Daily Mirror" – ma lei non la faceva finita, anzi, continuava a girare attorno alla culla e ha pure messo le zampine sul divano, mettendosi ad abbaiare vicinissimo a James. A quel punto mi sono resa conto che c'era davvero qualcosa di strano, perché la cagnolina in genere è molto calma e non abbaia mai e poi, malgrado tutto quel rumore, mio figlio non si era affatto svegliato. Così, sono corsa dal bambino e ho visto con terrore che non respirava più. Sono rimasta scioccata, ma mi sono ripresa quasi subito e ho cominciato a massaggiargli il pancino per un minuto e mezzo buono, fino a quando James ha ricominciato a respirare e si è svegliato. A quel punto, però, ho quasi avuto una crisi isterica».
APNEA DA SONNO - A quanto pare, è la seconda volta nella sua giovane vita che Millie svolge un ruolo fondamentale per Beverly: sarebbe stata, infatti, la cagnolina a farle conoscere il fidanzato Darren, che è anche il papà di James. «Mi uccide anche il solo pensarlo – ha proseguito la donna – ma se non fosse stato per Millie, ora mio figlio sarebbe un altro numero nelle statistiche delle morti in culla. È grazie a lei se potrò vederlo crescere, le devo davvero tutto». Ora Beverly e Darren vegliano a turno il piccolo James, a cui è stata diagnosticata una "sindrome da apnea da sonno", mentre la coraggiosa Millie è in finale per il titolo di "Dog Trust 2010 Awards", che verrà assegnato a Londra il prossimo mese. «Lei è già il nostro piccolo eroe – ha concluso Beverly – e vogliamo spiegarlo anche a James, che le tira addosso in continuazione i suoi giocattoli preferiti, perché deve ringraziare proprio Millie se è ancora vivo».
MORTI IN CULLA - Stando ad un recente studio del "Royal College of Obstetricians and Gynaecologists", pubblicata dalla rivista "The Lancet", la Gran Bretagna detiene l'assai poco invidiabile record di prima nazione dell’Europa Occidentale quanto a numero di neonati morti (4.324) entro le prime cinque settimane di vita, la quarta in assoluto nella classifica generale europea, dominata dalla Turchia con 29.698 decessi prematuri, seguita da Russia (16.689) e Ucraina (7.259). L’Italia si è attestata al nono posto, con 2.350 piccoli morti, mentre il paese con meno decessi è risultato essere l'Islanda (che ha, però, una popolazione di poco più di 320mila abitanti). Stando al "Daily Mail", che ha riportato i dati dell’indagine londinese, la causa principale delle morti sarebbero le complicazioni sorte alla nascita (36%), seguite da anomalie congenite (26%) e asfissia neonatale (7%).
Simona Marchetti
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28/04/2010
Bimba sopravvive alla «cubomedusa» E' la prima volta che qualcuno si salva
Bimba sopravvive alla «cubomedusa» E' la prima volta che qualcuno si salvaQuando punge è in grado di uccidere in meno di tre minuti. E' tra gli animali più letali al mondo e fa più vittime degli squali bianchi. In Australia infesta molte baie
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| La vespa di mare, la più letale tra le cubomeduse |
E' uno degli animali più letali del mondo: in Australia una bambina di dieci anni è stata attaccata dalla terribile «cubomedusa», detta anche «vespa di mare». Ma si è miracolosamente salvata. Con i suoi micidiali tentacoli la medusa killer può uccidere un uomo in meno di tre minuti. Il suo veleno, infatti, può provocare un attacco cardiaco. Assidua frequentatrice delle acque australiane, fa più vittime dei temutissimi squali bianchi. Per la scienza è il primo caso di qualcuno che sopravvive ad un simile attacco.
PRIMO CASO - Per medici e zoologi è quasi un miracolo: Rachael Shardlow stava nuotando nel fiume Calliope, nei pressi della città australiana di Gladstone (Queensland), quando d'improvviso è stata attaccata dalla velenosissima cubomedusa. Le gambe della bambina erano completamente avvolte dai tentacoli dell'animale quando è stata estratta dall'acque dal fratello tredicenne. Faticava a respirare, non vedeva più nulla e infine ha perso conoscenza. Il fatto risale al dicembre scorso. Alla scienza non è noto nessun caso nel quale qualcuno si sia salvato da un attacco di queste proporzioni, ha riferito ora lo zoologo Jamie Seymour alla tv australiana: «Quando vedi una vittima che ha toccato una vespa di mare con tanti tentacoli, di solito si trova già nella camera mortuaria», ha spiegato l'esperto, che da vent'anni studia le meduse alla università James Cook del Queensland. Le bruciature sarebbero state «terribili».
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| Le cicatrici rimaste sulle gambe della ragazzina australiana |
LE CICATRICI - Dopo l'attacco la ragazzina è rimasta in ospedale per sei settimane. E le tante cicatrici sugli arti inferiori dei pungiglioni testimomiano ancora oggi quel drammatico momento, ha spiegato il papà Geoff Shardlow all'emittente australiana Abc. La famiglia si è accorta che a risentirne è stata in questo periodo la sua memoria a breve termine. Ciò nonostante, Rachael non avrebbe riportato nessun danno cerebrale: «Le sue facoltà cognitive sono a posto», ha sottolineato Shardlow.
TENTACOLI LETALI - Alcune specie di cubomedusa sono particolarmente velenose e dunque temute. Certe sono piccole quanto un'unghia, hanno però tentacoli lunghi anche tre metri. In acqua sono trasparenti e quindi difficili da vedere. Le vittime di un'aggressione cadono in uno stato di shock, subiscono un attacco cardiaco e infine affogano. Non esiste un antidoto per il veleno che attacca cuore, sistema nervoso e pelle. Alla cubomedusa si attribuiscono ufficialmente 63 morti.
Elmar Burchia
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Tenta il suicidio, incendiando l'auto: muore la figlioletta di sette mesi
Tenta il suicidio, incendiando l'auto: muore la figlioletta di sette mesiSulla tangenziale di benevento: Sul posto una scatola di fiammiferi. La mamma è stata estratta dalle lamiere in tempo, nulla da fare per la piccola. La donna di 33 è stata arrestata

BENEVENTO - Un tentativo di suicidio di una donna nel Beneventano si è trasformato in un tragico rogo, costato la vita a una bimba di sette mesi. La donna, Daniela Liguori, di 33 anni, è stata arrestata in serata con l'accusa di omicidio volontario.
L'auto sulla quale viaggiava ha preso fuoco su un rettilineo, morta carbonizzata la piccola Ilaria. La donna si è salvata per miracolo, ma è ora agli arresti dopo un lungo interrogatorio da parte del personale della Squadra mobile nel reparto di psichiatria dell’ospedale «Rummo» di Benevento.
LA DINAMICA - Erano da poco passate le nove quando la Liguori alla guida della sua «Fiat Multipla» con a bordo la figlia Ilaria, percorrendo il rettilineo compreso tra la rotonda di Pentri e Pietrelcina, ha finito la sua corsa oltre la carreggiata, mentre le fiamme sviluppatesi all'interno della vettura avvolgevano la bimba senza darle scampo. Sul posto sono intervenuti, insieme a carabinieri e polizia anche vigili del fuoco e uomini del 118: solo grazie all'intervento immediato è stato possibile estrarre ancora in vita la madre dalle lamiere.
LE IPOTESI - È stata quasi subito scartata l'ipotesi di un incidente (il tratto è un lungo rettilineo con perfetta visibilità). Ha così preso corpo l'ipotesi terribile di un tentativo di suicidio, di un gesto disperato della mamma, finito nella maniera più tragica. La donna, infatti, potrebbe prima aver appiccato il fuoco alla Multipla finendo poi contro un albero. Uno scenario confermato più tardi dal padre della neonata, un ex parcheggiatore abusivo 46enne, che ha descritto agli inquirenti una situazione familiare difficile, dovuta principalmente ai problemi economici della coppia.
LA VERSIONE DEL PADRE - L'uomo ha raccontato agli investigatori di aver accompagnato insieme alla donna a scuola le altre figliolette di 9 anni, 7 e 6 anni. Il padre avrebbe portato le tre bimbe all’interno della scuola, mentre la madre restava in auto con la più piccola. Appena uscito dalla scuola, l’uomo, però, non avrebbe più trovato né l’auto, né moglie e figlia. In seguito, avvertito della tragedia, è stato colto da malore. Sul posto, a pochi metri dall’auto, sarebbe stata trovata anche una scatola di fiammiferi. Forse usati per dare fuoco alla vettura.
CONDIZIONI ECONOMICHE - Alla base del gesto della mamma molto probabilmente le precarie condizioni economiche che avrebbero determinato nella donna un grave stato depressivo. Il marito della Liguori, infatti, non lavora più e la coppia doveva ricorrere a parenti e amici per tirare avanti.
Redazione online
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20/03/2010
Demi Moore salva un aspirante suicida
Demi Moore salva un aspirante suicida
Per la seconda volta - via Twitter
NEW YORK – Per la seconda volta nel giro di un anno, l’attrice Demi Moore ha usato Twitter per salvare un giovane che aveva minacciato di suicidarsi. Quando alle due di ieri notte - le sette del mattino in Italia - Jeremy Lynch, un diciottenne di Casselberry, in Florida, ha rivelato sulla sua pagina di Twitter l'intenzione di togliersi la vita impiccandosi, la regina incontrastata della popolarissima rete di microblogging è immediatamente intervenuta.
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"R U rlly asking 4 help?", stai davvero chiedendo aiuto?”, ha subito chiesto al ragazzo dalla sua sua pagina di profilo mrskutcher, che conta oltre due milioni e mezzo di seguaci. "Ho incasinato troppo la mia vita e sto per impiccarmi all'albero fuori dalla mia casa", le ha replicato Jeremy, "Non ho più motivo di vivere", ha aggiunto l'aspirante suicida, "manderò in diretta sul Web la scena della mia impiccagione".
E' a questo punto che la star di “Proposta indecente” e “Soldato Jane” ha realizzato che non si trattava di una bufala. Nel giro di pochi minuti, insieme alla protagonista di “Il mio grosso, grasso matrimonio greco” Nia Vardalos, con cui stava twittando in quel momento, Demi ha avvertito lo sceriffo della contea di Seminole County il quale è intervenuto, salvando il giovane.
Non è la prima volta che l’attrice finisce sui giornali grazie a Twitter. Basti pensare a Sandie Guy, la donna che nell’aprile dello scorso anno Demi riuscì a convincere a desistere da propositi di suicidio, proprio grazie al suo intervento sulla rete di microblog.
Dopo aver ricevuto sul social network il messaggio della Guy che minacciava di tagliarsi i polsi con un coltello, la star era intervenuta personalmente riuscendo a dissuadere la donna dal compiere il tragico gesto.
Ancora una volta, il Web - e Twitter - hanno mostrato la loro grande forza. "Grazie Universo di Twitter per il tuo aiuto nel soccorrere una persona disperata, la notte scorsa", ha commentato Demi Moore al termine della drammatica vicenda.
11:22 Scritto in GOSSIP | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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15/03/2010
Muore investita salvando il nipotino
Muore investita salvando il nipotino
A Trezzano sul naviglio (Mi). La donna, che stava spingendo il passeggino con il bambino, è stata travolta da un camion
MILANO - Una donna di 58 anni è morta lunedì mattina all’ospedale San Paolo, poco dopo essere stata investita da un camion in via Marchesina a Trezzano Sul Naviglio (Milano). Quando è stata travolta, intorno alle 10.30, la signora stava attraversando sulle strisce, spingendo il passeggino con il nipotino di 4 anni. Il piccolo ha riportato soltanto alcune escoriazioni grazie alla prontezza di riflessi della nonna, che è riuscita a spingere via il passeggino prima di rimanere schiacciata.
OMICIDIO COLPOSO - Il camionista, un romeno che non parla italiano, è stato fermato dai vigili urbani e rischia l'incriminazione per omicidio colposo. Secondo le prime informazioni, non era sotto l'effetto di droga o di alcol; l'incidente sarebbe quindi dovuto o a una manovra errata o al fatto che non ha proprio visto la signora col passeggino. Il bimbo è stato comunque portato all'ospedale San Paolo di Milano per i controlli del caso.
Redazione online
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04/04/2009
Demi Moore salva un'aspirante suicida grazie a «Twitter»
Demi Moore salva un'aspirante suicida grazie a «Twitter»
L'attrice ha ricevuto un messaggio da una donna e ha avvertito la polizia di San Josè in California
| Demi Moore in una foto su «Twitter» (Emmevi) |
WASHINGHTON - Demi Moore ha contribuito ad impedire a una donna di suicidarsi. È quanto ha rivelato il marito dell'avvenente attrice, Ashton Kutcher, specificando che il salvataggio sarebbe avvenuto tramite il popolarissimo mini-blog «Twitter» che, come si è lamentata recentemente la stessa Moore, usa assiduamente.
LA VICENDA - Secondo Kutcher (#aplusk su Twitter) la consorte (mrskutcher) ha ricevuto un messaggio da una donna (#sandieguy), che le preannunciava l'intenzione di «prendere un coltello» con cui intendeva «tagliarsi il braccio». La Moore dopo averle risposto, «spero tu stia scherzando», ha avvertito la polizia di San Josè in California, «salvando la vita della donna». Un portavoce della Polizia di San Jose ha confermato che grazie all'intervento di molte segnalazioni è riuscita ad intervenire in tempo per bloccare la donna.
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