26/04/2010

Aiuti alla Grecia, Frattini preoccupato: «La rigidità della Germania è pericolosa»

Aiuti alla Grecia, Frattini preoccupato: «La rigidità della Germania è pericolosa»

Per l'esponente del governo italiano è «la casa comune europea» ad essere a rischio. Westervelle: «Atene vuole gli aiuti? Prima faccia i compiti a casa». Il capo della Farnesina: «Problema di tutti»

 

Il ministro degli esteri italiano, Franco Frattini, prima del vertice a Lussemburgo (Afp)
Il ministro degli esteri italiano, Franco Frattini, prima del vertice a Lussemburgo (Afp)

LUSSEMBURGO - Sugli aiuti che l'Europa potrebbe concedere al governo di Atene per aiutare la Grecia ad uscire dalla situazione di forte crisi continua a pesare l'incertezza della Germania. «Prima faccia i compiti a casa, poi avrà gli aiuti» ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, parlando dell'esecutivo ellenico che venerdì scorso ha chiesto formalmente gli aiuti. «Il governo non ha ancora preso una decisione sugli aiuti - ha detto il capo della diplomazia tedesca a Lussemburgo, per la riunione con i colleghi dei 27 Paesi dell'Unione -. Questo significa che la decisione può andare in una direzione o in un'altra». «Dare soldi troppo presto - ha affermato Westerwelle - allontanerebbe la Grecia dal fare i compiti a casa con la necessaria diligenza e disciplina». «Fare troppo presto promesse di aiuto concreto - ha poi ribadito - non farebbe altro che ridurre la pressione sulla Grecia. Occorre innanzitutto che in Grecia abbia luogo un consolidamento del bilancio».

I TIMORI DI FRATTINI - E' una posizione, quella tedesca, che suscita qualche timore negli altri ministri europei. A partire dall'italiano Franco Frattini che teme quelle che definisce «rigidità della Germania» e che si dice preoccupato per il rischio che il caso Grecia si estenda ad altri Paesi. Per Frattini è necessario essere «solidali» nella «casa comune europea»: «Siamo molto preoccupati - ha detto il titolare della Farnesina ai giornalisti -. Credo che se il rischio della Grecia si contamina ad altri Paesi, si è parlato del Portogallo, questo vuol dire che è proprio la casa comune che dobbiamo salvare. E siccome nella casa comune ci siamo anche noi, è evidente che non possiamo non essere solidali. Anche se qualcuno ha dei dubbi, credo che debba prevalere la solidarietà, questo è un interesse ed una necessitá, non solo un dovere morale».

Redazione online


14/04/2010

Il salvataggio della Grecia ci costerà 92 euro a testa

Il salvataggio della Grecia ci costerà 92 euro a testa

Approvato il finanziamento da parte dell’Eurogruppo per evitare il rischio default di Atene. L’Italia sborserà 5,52 miliardi di euro. E’ il terzo contributo dietro quelli di Germania e Francia

 

 

La crisi della Grecia costerà a ciascun italiano fino a 92 euro. È quanto si desume dal calcolo dell’entità dell’onere di 5,5 miliardi che - all’interno del prestito complessivo di 30 miliardi di euro accordato alla Grecia dai paesi dell’area euro - spetterà all’Italia, spalmato su una popolazione di 60 milioni di abitanti.

Tra gli altri partner dell’Eurozona, in Germania, gli 8,4 miliardi di euro di contributo, diviso per una popolazione di 81,7 milioni di persone, dà un costo pari a 103 euro per abitante. In Francia i 6 miliardi circa di aiuti costeranno alla popolazione di 65,4 milioni di persone circa 92 euro a testa. Gli spagnoli (46,08 milioni sui quali andrà spalmato un prestito complessivo di 3,7 miliardi di euro) pagheranno invece 80 euro a testa. Mentre in Olanda il pacchetto da 1,8 miliardi di euro si tradurrà per le tasche di ciascuno dei 16,5 milioni di abitanti in un esborso di 109 euro. I portoghesi, infine, pagheranno 77 euro ciascuno (10,6 milioni di abitanti per un ammontare di 775 milioni di euro).