23/03/2011

Giovane investe bimbo e crede di averlo ucciso: così si lancia da un ponte e muore

Giovane investe bimbo e crede di averlo ucciso: così si lancia da un ponte e muore

TRAGEDIA DELLA STRADA A PALERMO. Il 21enne dopo l'incidente era fuggito senza prestare soccorso. Il piccolo, ricoverato, non è in pericolo di vita

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05/11/2010

Gerry, il surfista italiano sopravvissuto allo tsunami

Gerry, il surfista italiano sopravvissuto allo tsunami

Il terremoto in indonesia. Si trovava su una delle isole devastate il 25 ottobre. «Pensavo di morire. Ecco come mi sono salvato...»

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23/05/2010

Orrore all'arena, torero ferito ma salvo

Orrore all'arena, torero ferito ma salvo

Momenti di terrore a Las Ventas di Madrid. Il toro ha trafitto Julio Aparicio alla gola. Il matador dopo sei ore di intervento è fuori pericolo

 

MADRID - Terribile incidente alla corrida: un toro ha infilzato con così tanta ferocia il matador Julio Aparicio, che il corno destro del grosso animale gli ha trafitto la mascella. Un intervento di sei ore per il 41enne. Che ora è fuori pericolo. Una sequenza choc per i 20mila spettatori nell'arena Las Ventas di Madrid: venerdì sera il torero Julio Aparicio è stato gravemente ferito durante la sedicesima corrida della «feria» di San Isidro.

COLPITO QUANDO ERA A TERRA - Il torero è improvvisamente caduto e si trovava a terra quando «Opíparo», un toro di 530 chili, lo ha colpito con una cornata. Un corno gli è penetrato nel collo ed è uscito dalla bocca sfiorandogli l'aorta. Aparicio è stato sollevato da terra, mentre il pubblico nell'arena ammutoliva. Due spettatori sarebbero svenuti alla vista dell'agghiacciante scontro, riferisce la stampa del Paese. Il corno destro ha perforato la mandibola, poi la lingua ed è infine uscito dalla bocca del torero.

FUORI PERICOLO - Dopo i primi soccorsi sulla pista è stato trasportato d'urgenza in ospedale dov'è stato sottoposto ad un delicato intervento durato oltre sei ore. Nel frattempo è fuori pericolo, cosciente e in condizioni stabili, hanno comunicato i medici. La sua mascella è a pezzi, quella superiore è fratturata. «Ciò nonostante, ha avuto una fortuna incredibile perchè tutti gli altri organi sono stati risparmiati - è quasi un miracolo», ha spiegato il medico Máximo García Padrós. Intanto nei forum e blog spagnoli si discute sulla necessità o meno di pubblicare le tremende immagini con così grande evidenza sui media. Aparicio, detto anche «Julito», è considerato uno dei toreri più popolari a Madrid. Nella sua carriera ventennale è stato ferito finora due volte dentro l'arena. Non è invece ancora chiaro quale sarà il destino di «Opíparo».

 

Elmar Burchia


16/05/2010

Libia: il piccolo Ruben rientra in Olanda, «Non ricordo nulla»

Libia: il piccolo Ruben rientra in Olanda, «Non ricordo nulla»

DOPO LA TRAGEDIA AEREA. «Mi chiamo Ruben e sono olandese». «Sono in ospedale ma non so perchè.Voglio solo ritornare a casa»

 

Il bambino olandese sopravvissuto al disastro aereo in Libia
Il bambino olandese sopravvissuto al disastro aereo in Libia

TRIPOLI - Il piccolo Ruben van Assouw, il bambino di nove anni unico sopravvissuto nell'incidente dell'Airbus 330 dell'Afriqiyah Airways in cui sono morte 103 persone, torna oggi in Olanda. Il piccolo è partito alle ore 10.00 dall'aeroporto militare di Matiga a Tripoli con probabile destinazione all'aeroporto militare di Eindhoven, non confermata però dalle autorità olandesi. Accompagnato dagli zii il bambino in un'intervista a un giornale olandese prima di partire ha affermato di non ricordare nulla dell'accaduto.

LE DICHIARAZIONI - «Mi chiamo Ruben e sono olandese» ha detto spiegando anche di star bene «anche se mi fanno molto male le gambe». «Sono in ospedale ma non so perchè - ha aggiunto il ragazzo - non so altro, voglio solo ritornare a casa». Ruben ha riportato nell'incidente aereo fratture multiple alle gambe ed è stato operato con successo all'ospedale di Tripoli. Gli zii di Ruben hanno ieri raccontato tutto l'accaduto al nipote che nell'incidente ha perso la madre, il padre e il fratellino di 11 anni. «Ora - hanno affermato i suoi familiari - sa che i suoi genitori e il fratello Enzo sono morti. Sarà la nostra famiglia a occuparsi di lui e del suo futuro». «Sarà per noi un periodo molto difficile - hanno aggiunto Trudy e Patrick va Assouw - speriamo che i media rispettino la nostra privacy». Rubens e la sua famiglia erano partiti in vacanza per un safari in Sudafrica per festeggiare i dodici anni e mezzo di matrimonio dei genitori. (Fonte Agenzia Agi)


12/05/2010

Libia, disastro aereo a Tripoli: 103 morti

Libia, disastro aereo a Tripoli: 103 morti

Il volo della compagnia libica Afriqiyah partito da Johannesburg è esploso in fase di atterraggio. Salvo solo un bimbo. A bordo oltre 60 olandesi. La Farnesina verifica la presenza di italiani. Esclusa l'ipotesi terroristica.

 

 

 

TRIPOLI - È esploso durante l'atterraggio, mancando la pista di appena un metro, e si è totalmente disintegrato: lo schianto di un aereo libico all'aeroporto di Tripoli ha provocato la morte di 103 persone. Il velivolo, a bordo del quale c'erano molti stranieri, proveniva dal Sudafrica e secondo quanto riporta la Bbc sarebbe dovuto ripartire da Tripoli diretto a Gatwick. Nell'incidente è sopravvissuto un bambino olandese di otto anni (altre fonti parlano di una bambina): le sue condizioni sono giudicate «buone» dopo il ricovero in ospedale. Secondo l'inviato della tv araba 'al-Jazeera', alcuni soccorritori sostengono che anche il copilota dell'aereo si sarebbe salvato. Il giornalista arabo non ha però ancora trovato conferme a questa notizia. A causa della violenza dell'esplosione, i resti dei passeggeri e del velivolo sono stati scaraventati nel raggio di un chilometro intorno alla pista. Le autorità libiche escludono che la tragedia sia stata provocata da un attentato terroristico.

L'INCIDENTE
- La sciagura è avvenuta alle 6 nella fase di atterraggio, secondo quanto riferito da un responsabile dei servizi di sicurezza dello scalo. L'aereo è un Airbus 330 della compagnia libica 'Al Afriqiyah' e proveniva da Johannesburg. Il ministro dei Trasporti, Mohammed Zidani, ha spiegato che sono stati recuperati finora 96 corpi e che «fra i passeggeri c'erano cittadini di nazionalità libica, africana ed europea». Tra questi ultimi molti olandesi (una sessantina, secondo il quotidiano 'De Telegraaf') e diversi britannici. Secondo il direttore dell'aviazione civile libica, Mahammed Sclebek «l'incidente non è dipeso dalle condizioni dell'aeroporto di Tripoli». Recuperate le due scatole nere dell'aereo e un'inchiesta è già stata aperta

FARNESINA - L'Unità di Crisi del ministero degli Esteri e l'ambasciata italiana si sono subito attivate con le autorità libiche per i controlli sulla lista dei passeggeri, per escludere la presenza di connazionali a bordo. Secondo quanto riferiscono fonti della Farnesina non risultano cognomi italiani nella lista passeggeri del volo. Sono in atto verifiche di eventuali doppie cittadinanze o naturalizzazioni. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha indirizzato un messaggio al collega libico Musa Kusa, chiedendo di estendere alle famiglie delle vittime i suoi sentimenti di «cordoglio e amichevole vicinanza».

PRIME IMMAGINI
- La tv di stato libica ha intanto trasmesso le prime immagini dell'aereo precipitato. Il velivolo era completamente distrutto e i sedili dell'aereo, così come tutti gli strumenti di bordo, erano sparsi sul terreno antistante la pista di atterraggio. Solo la coda dell'Airbus 330, staccata dal resto dell'aereo, è rimasta quasi intatta. Gli uomini della sicurezza libica sono stati ripresi mentre erano impegnati nel recupero dei cadaveri delle vittime e nella raccolta dei loro documenti personali.

Redazione online


10/04/2010

Usa, travolto da un’auto. Salvo per miracolo

Usa, travolto da un’auto. Salvo per miracolo

Dal Tennessee le immagini di un grave incidente accaduto a un ragazzo di 28 anni che, appena sceso da un autobus, è stato investito da una macchina e scaraventato sull’asfalto. Ma il giovane è riuscito ad uscirne illeso.

 

 

 

Le immagini di un grave incidente accaduto lo scorso febbraio nel Tennessee, in una strada di Jacksonville: un 28enne è stato travolto da un’auto appena sceso da un autobus. Nell'impatto violentissimo, ripreso dalla telecamera del pullman, l'uomo fa un volo in aria prima di essere scaraventato sull'asfalto. Shaun Mills, questo il nome del 28 enne, se l'è cavata con un trauma cerebrale e fratture multiple. Oggi, dopo settimane di riabilitazione in clinica, non ricorda più cosa sia successo.


10/02/2010

Madre adottiva riduce in fin di vita figlio di 5 anni per una marachella

Madre adottiva riduce in fin di vita figlio di 5 anni per una marachella

 

IL BAMBINO ERA ARRIVATO DAL BURKINA FASO LO SCORSO NOVEMBRE. Il piccolo è stato picchiato, sbattuto a terra e colpito alla testa con un oggetto. Ha mimato le botte con un peluche

 

 

 

Il Policlinico Gemelli
Il Policlinico Gemelli

VITERBO - Avrebbe tentato di uccidere il figlio adottivo di cinque anni. Per questo la squadra mobile di Viterbo ha fermato una donna nigeriana di cinquant'anni con le accuse di tentato omicidio e lesioni gravissime. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura di Viterbo a seguito delle indagini svolte dalla squadra mobile di Viterbo diretta da Fabio Zampaglione su un bambino trovato in fin di vita lo scorso 2 febbraio.
Il piccolo, un bambino del Burkina Faso adottato lo scorso novembre, è ora ricoverato nel reparto Terapia intensiva del Policlinico Gemelli di Roma e le sue condizioni sono in miglioramento, fa sapere il Gemelli: i parametri vitali sono tutti nella norma ed il bimbo rimane sotto osservazione in ambiente protetto anche da stimoli stressanti esterni. Ha subito profonde lesioni alla testa e al fegato.

LA BUGIA DELL'INVESTIMENTO - L'episodio risale a una settimana fa, quando la squadra mobile di Viterbo è intervenuta dopo una chiamata al 113 di un testimone che passando in auto su una stradina di campagna vicino Viterbo, aveva visto il piccolo sdraiato a terra in una pozza di sangue. La madre, che lo stava abbandonando lì, è tornata indietro, ha preso il bimbo in auto e lo ha portato in ospedale a Viterbo, il Belcolle, ma le condizioni erano tali da richiedere il trasferimento immediato in eliambulanza al Gemelli di Roma. Inizialmente la donna, di origine africana ma da 30 anni in Italia e sposata con un italiano, ha cercato di convincere i poliziotti che si era trattato solo di un incidente. Tra le lacrime ha spiegato che il bimbo era sceso dall'auto per fare dei bisogni: «È stato investito, doveva fare la pipì, l'ho fatto scendere, sarei ripassata subito dopo», ma sembra inverosimile che un bimbo così piccolo possa essere stato lasciato da solo, al buio, in una strada di campagna. La polizia ha quindi sequestrato l'auto della donna e, per scrupolo, anche quella del testimone ma nessuna delle due vetture presentava segni di impatto o di trascinamento.

 

Il capo della Mobile di Viterbo Fabio Zampaglione (Proto)
Il capo della mobile di Viterbo Fabio Zampaglione (Proto)

IL RACCONTO DEL BIMBO - Il bambino a quanto ricostruito dalla polizia di Stato, sarebbe stato pestato per una marachella compiuta mentre era in auto con sua madre. Grazie al lavoro di un gruppo di neuropsichiatria infantile e con un interprete, il piccolo è riuscito solo due giorni fa a mimare e spiegare agli agenti quanto accaduto. Lo ha fatto utilizzando un orsetto di peluche facendo al pupazzo quello che gli avrebbe fatto la madre: lo avrebbe picchiato sbattendolo più volte con la testa sull'asfalto e colpendolo con un corpo contundente, che al momento non è stato ritrovato. Al momento del fatto, il padre adottivo del piccolo era ricoverato in ospedale per un intervento chirurgico. La donna, rinchiusa nel carcere di Civitavecchia, non parla e si è rifiutata di rispondere alle domande degli investigatori.

IL MARITO - «Incredulo e sconcertato». Così gli investigatori hanno definito il marito della donna. L'uomo, un impiegato di 56 anni, il 2 febbraio scorso, quando è avvenuto il fatto, era ricoverato in ospedale. All'inizio, mentre era ancora degente, l'uomo, secondo quanto si è appreso negli ambienti investigativi, aveva creduto alla versione della moglie, cioè che il piccolo fosse rimasto vittima di un pirata della strada. La scorsa notte, quando i poliziotti si sono presentati nella loro abitazione per sottoporre a fermo la donna, ed è stato informato dell'accusa, è rimasto esterrefatto. Ai poliziotti ha raccontato di non saper dare alcuna spiegazione al fatto, anche perché, insieme a lui, aveva fatto molti sacrifici per adottare il bimbo.

Redazione online


29/01/2009

In bilico a 60 metri d'altezza E l'aspirante suicida si salva

In bilico a 60 metri d'altezza E l'aspirante suicida si salva

 

34enne tratto in salvo e in seguito arrestato. È accusato di stupro su minore. Si lancia con la sua Dodge in un burrone del Colorado National Monument ma resta in equilibrio sulle rocce

 

                                                            

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avrebbe potuto diventare un'attrazione turistica, ma le autorità hanno deciso che in quel luogo proprio non si poteva parcheggiare: le incredibili immagini di un furgoncino in bilico sulle rocce del parco nazionale del Colorado ricordano uno dei finali più spettacolari della storia del cinema. Nel film «The italian job» («Un colpo all'italiana») del 1969 con protagonista Michael Caine, Charlie Croker e i suoi complici rimangono in bilico su un burrone, senza né poter lasciare il pulmino né recuperare i lingotti d'oro nel retro. Questa volta il protagonista è un certo Daniel Lyons che, come riporta la stampa, voleva farla finita gettandosi nel burrone del Colorado National Monument a bordo della sua vecchia Dodge.

ACCUSATO DI STUPRO - L'uomo, un presunto criminale accusato di violenza sessuale su una minore, è stato tratto in salvo all'ultimo momento ed in seguito arrestato. Ci sono volute diverse ore ed una cinquantina tra forze dell'ordine, soccorritori e vigili del fuoco prima di liberare il 34enne da quella posizione precaria. Il furgone si era fermato sopra una gola profonda 60 metri. Ora il van verrà rimosso con l'utilizzo di una gigantesca gru da 240 tonnellate, hanno fatto sapere le autorità locali.


12/01/2009

Si salva da uno squalo con un pugno

Si salva da uno squalo con un pugno

Tre attacchi in soli due giorni lungo le coste australiane. Steven Foggarty, 24 anni, ricoverato in ospedale per le ferite alle gambe: «Sono riuscito a colpirlo sul muso»

 

 

(Reuters)
 
SYDNEY - Lotta in mare aperto, con uno squalo. Un australiano è riuscito a liberare le sue gambe dalla presa con un pugno. «Mi sono solo girato e ho iniziato a muovermi. Credo di essere riuscito a colpirlo con un pugno», ha spiegato ai media locali Steven Foggarty, 24 anni, fuori dall'ospedale dove è stato portato. «Vedevo il sangue su entrambi i piedi e ho dato un'occhiata veloce per vedere se ci fossero ancora le mie gambe». Foggarty è stato morso alla gamba destra da uno squalo toro mentre stava facendo snorkeling a Lake Illawarra, a sud di Sydney.
 

TERZO ATTACCO IN DUE GIORNI - Si tratta del terzo attacco da parte di squali in Australia in due giorni. Domenica, al largo dell'isola di Tasmania, un surfer australiano ha preso a pugni alla testa uno squalo di 5 metri per soccorrere la cugina di 13 anni che era stata morsa a una gamba. I due stavano facendo surf quando lo squalo bianco ha preso la gamba della ragazzina trascinandola a fondo. Il giovane, Syb Mundy, 20 anni, è intervenuto prendendo a pugni lo squalo e mettendo la cugina sulla sua tavola da surf per tornare a riva. Mundy ha detto che colpire lo squalo alla testa è stato «come colpire un muro di mattoni». «Era lungo come un'auto. Semplicemente un mostro», ha detto Mundy a una radio locale. In un'altra semi-tragedia sempre domenica, un surfista nella costa nordorientale australiana è sopravvissuto al morso di uno squalo ed è riuscito a tornare a riva con una ferita di 40 cm sulla coscia sinistra. Jono Beard, 31 anni, stava facendo surf con amici e guardando alcuni delfini nuotare quando è stato morso. E' stato portato in elicottero all'ospedale dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico per chiudere la profonda ferita alla gamba. «C'erano sei o sette delfini intorno a noi. Era una mattina tranquilla», ha detto alla radio. L'ultima vittima è stato un australiano 51enne, ucciso da uno squalo bianco lo scorso 27 dicembre mentre stava facendo snorkelling al largo di una spiaggia di Perth. Negli ultimi 50 anni ci sono stati circa 60 attacchi mortali di squali, secondo l'Australian Shark Attack File al Taronga Zoo di Sydney.