17/04/2012

«I soldi a Daccò? Ci apriva le porte in Regione». Parla il direttore amministrativo della Maugeri

«I soldi a Daccò? Ci apriva le porte in Regione». Parla il direttore amministrativo della Maugeri

L'inchiesta. Costantino Passerino «spiega» i 56 milioni consegnati al mediatore tra il 2004 e il 2011

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16/04/2012

L'inchiesta Maugeri: «Quei viaggi pagati da Daccò per Formigoni e per il fratello». La replica di Formigoni: «Mai sottratto un euro»

L'inchiesta Maugeri: «Quei viaggi pagati da Daccò per Formigoni e per il fratello». La replica di Formigoni: «Mai sottratto un euro»

Il verbale del fiduciario svizzero. Giancarlo Grenci: «Daccò e il governatore erano in rapporti d'amicizia. Ecco il rendiconto di una carta di credito. Il governatore lombardo su twitter: «Tentano di farsi scudo con il mio nome».

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10/01/2012

San Raffaele a Rotelli, Malacalza non ha rilanciato l'offerta

San Raffaele a Rotelli, Malacalza non ha rilanciato l'offerta

Sanita'. La proprietà dell'ospedale fondato da Don Verzè all'imprenditore, patron del gruppo ospedaliero San Donato

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31/12/2011

È morto don Verzé, aveva 91 anni

È morto don Verzé, aveva 91 anni

IL LUTTO. Il fondatore del San Raffaele stroncato da arresto cardiocircolatorio

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13/12/2011

San Raffaele, arrestato l'ex direttore amministrativo: associazione a delinquere

San Raffaele, arrestato l'ex direttore amministrativo: associazione a delinquere

Sanità. Era indagato per concorso in bancarotta, ora la nuova imputazione insieme ad altre dieci persone

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28/11/2011

L'aiuto del Sismi e anche un rogo. Una microspia svela i piani di don Verzè

L'aiuto del Sismi e anche un rogo. Una microspia svela i piani di don Verzè

Le intercettazioni. Registrato anche un colloquio con l'ex capo dei Servizi Pollari: «quello non vende, manda la Finanza»

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16/11/2011

San Raffaele, raffica di perquisizioni. Cinque indagati, tra cui don Verzé

San Raffaele, raffica di perquisizioni. Cinque indagati, tra cui don Verzé

Nel fascicolo degli indagati cinque nomi, tra cui quello di don Verzé. La Guardia di finanza negli uffici di presidenza, nella residenza dei «Sigilli», in uffici, abitazioni e yach.

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18/07/2011

Si spara il braccio destro di don Verzè

Si spara il braccio destro di don Verzè

L'azienda ospedaliera fallita. Mario Cal era il vice del fondatore dell'ospedale San Raffaele di Milano. Era stato ascoltato dai magistrati

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17/12/2009

Berlusconi lascerà stamane l'ospedale

Berlusconi lascerà stamane l'ospedale

 

Dopo la quarta notte all'ospedale San Raffaele di Milano. Dopo il rinvio di ieri la dimissione dal nosocomio e il ritorno a casa

 

Una coppia solidarizza con il premier all'esterno del San Raffaele (Fotogramma)
Una coppia solidarizza con il premier all'esterno del San Raffaele (Fotogramma)

MILANO - Lascerà il San Raffaele prima del previsto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. A quanto si apprende da fonti vicine al presidente, sembra deciso che le dimissioni dall'ospedale milanese, previste intorno alle 11, saranno in mattinata e non nel primo pomeriggio come comunicato mercoledì. Il primario Alberto Zangrillo, raggiunto telefonicamente, questa mattina aveva detto che il premier ha passato una notte tranquilla , con meno dolori rispetto alle precedenti. Il presidente del Consiglio si è svegliato poco prima delle sette e ha ricevuto come sempre per prima cosa la rassegna stampa arrivata da Palazzo Chigi. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, riferendo, a Rainews24, le condizioni del presidente del Consiglio ha detto che il premier «ha dormito molto bene stanotte, non ha avuto dolori». Mercoledì Zangrillo ha ribadito che Berlusconi dovrà astenersi da attività pubbliche impegnative per almeno 10-15 giorni, e il portavoce Bonaiuti ha aggiunto che difficilmente terrà la tradizionale conferenza di fine anno, mentre non è escluso che possa trascorrere la notte di Natale con i terremotati d'Abruzzo.

AD ARCORE - Intanto uno striscione bianco con la scritta «Bentornato a casa» è stato posto sulla siepe a fianco all'ingresso della villa del premier Silvio Berlusconi ad Arcore, dove in mattinata è atteso il rientro del presidente del Consiglio. Le strade che portano all'ingresso della villa sono piantonate dalle forze dell'ordine che tengono i giornalisti a distanza di qualche centinaio di metri. Sono già diverse le troupe televisive che aspettano l'arrivo di Berlusconi.

LA VICENDA - Il premier è stato ricoverato domenica scorsa in seguito all'aggressione da parte di un 42enne psicolabile, Massimo Tartaglia, che lo ha colpito al volto con una miniatura del Duomo di Milano, rompendogli il setto nasale e due denti.

ATTESO A CLINICA PRIVATA TICINO - Nel frattempo il quotidiano svizzero «Le Matin» svela che Berlusconi intenderebbe recarsi nei prossimi giorni in una clinica svizzera, la «Ars Medica» in Ticino, per «cancellare ogni traccia dell'aggressione» subita al volto: «Il primo ministro italiano deve arrivare alla clinica privata Ars Medica da noi a Gravesano», afferma Carlo Zoppi, sindaco del comune ticinese di 1.200 abitanti, citato dal quotidiano. L'informazione, scrive, non è ancora ufficiale, ma affidabile e Berlusconi «deve arrivare nei prossimi giorni», secondo Zoppi. Il quotidiano ricorda che il premier italiano già conosce la famosa clinica del Luganese. È infatti all'Ars Medica - scrive - che a fine 2003 Berlusconi si era sottoposto ad alcuni interventi di chirurgia estetica.


16/12/2009

E Veronica scrive al marito Il biglietto: sono addolorata

E Veronica scrive al marito Il biglietto: sono addolorata

 

La moglie. Ha preferito evitare di andare di persona a trovarlo:«Assurdo, non me lo sarei mai aspettato»

 

Veronica Lario (Ansa)
Veronica Lario (Ansa)

MILANO — Una lettera breve. Scritta come d’abitudine in stilografica nera e con la sua calligrafia ordinata. Veronica Lario ha affidato il dispiacere per quanto accaduto a queste poche righe, fatte con­segnare al marito, ricoverato al San Raf­faele, da un uomo della scorta. Un gesto non dovuto, ma che la moglie del presi­dente del Consiglio ha ritenuto giusto fa­re perché le è sembrato l’unico modo, in una fase così complicata per la coppia, di far sapere a Silvio Berlusconi che, no­nostante tutto — nonostante il divorzio, le guerre legali, i rancori —, una cosa del genere non può che addolorarla. A chi l’ha sentita, Veronica Lario ha confessato stupore e incredulità per quanto è accaduto: «Assurdo, non me lo sarei mai aspettato. Sono addolorata. Per uno come Silvio, abituato a stare tra la gente, non sarà facile da questo mo­mento in poi». Come ha ricordato que­st’ultimo dal suo letto di ospedale, «so­no pur sempre il padre dei suoi figli».

Ma i due da mesi non si parlano. Neppu­re quando è nato Edoardo, il secondoge­nito di Barbara, si sono incontrati. Il grande gelo, tra loro, è calato dal giorno in cui la signora Lario ha annunciato pubblicamente la sua decisione di divor­ziare. Da allora, Veronica si sottrae al «palcoscenico mediatico» con meticolo­sa perseveranza. E anche su suggerimen­to dei suoi legali non parla con i giornali­sti né direttamente né indirettamente. «Interverrò solo se toccheranno i miei tre figli», ricorda sempre. Ecco perché chi la conosce bene spiega che, soprat­tutto ora, «non sarebbe stato opportuno andare al San Raffaele. Le telecamere, i cronisti, i fan, il via vai di politici e ami­ci: a Veronica tutto questo non piace». E anzi, lei avrebbe accolto con disappunto il fatto che il marito abbia detto aperta­mente che si sarebbe aspettato una sua visita in ospedale. Come non le è piaciu­ta l’indiscrezione, poi smentita da Palaz­zo Chigi, di una sua telefonata al pre­mier. Ha lasciato invece, come da sempre in­vita a fare, che i figli stessero vicini al pa­dre. Barbara, la primogenita, ed Eleono­ra, che ovviamente sono preoccupatissi­me.

Come lo è Luigi, il più piccolo, rag­giunto da questa brutta notizia mentre si trovava a Hong Kong, dove sta seguen­do il progetto Erasmus. Si è organizzato in fretta e furia, ha prenotato il primo vo­lo in partenza per l’Italia ed è atteso per oggi. Eleonora, invece, che dopo essersi laureata in Economia a New York sta tra­scorrendo un periodo a Milano, è già an­data più volte dal papà. Come anche Bar­bara, che ieri ha portato con sé Edoardo, di appena cinque mesi. Il primogenito, Alessandro, due anni e mezzo, ha preferi­to invece lasciarlo a casa, forse per non mostrargli il nonno con il volto ferito. Così, mentre lei ieri entrava al San Raffa­ele, da un’altra porta usciva la sorella Ma­rina. Una «staffetta» non casuale, che ha evitato in questo modo un incontro di­retto tra le due.

Angela Frenda