19/04/2012
Celentano versa in beneficenza i 500mila euro ricevuti come compenso per Sanremo
Celentano versa in beneficenza i 500mila euro ricevuti come compenso per SanremoIn precedenza aveva versato altri 200mila euro a favore di emergency. I soldi ai sindaci di Roma, Napoli, Bari, Cagliari, Milano, Verona e Firenze da destinare a famiglie bisognose
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21/02/2010
Bersani fischiato alla finale di Sanremo Il Pdl insorge: violata la par condicio
Bersani fischiato alla finale di Sanremo Il Pdl insorge: violata la par condicio
Il segretario del pd: «i fischi? non possiamo sentirci estranei e snob». Mazzuca: «Costanzo ha strumentalizzato un evento canoro, presenterò un'interrogazione parlamentare»
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| Bersani durante l'intervento all'Ariston (Ansa / da Raiuno) |
MILANO - Il festival di Sanremo lascia dietro sé uno strascico di polemiche, non solo relative a questioni musicali ma anche politiche. Fa discutere in particolare il mini talk show messo in piedi da Maurizio Costanzo che, dopo aver invitato sul palco tre operai di Termini Imerese, ha interpellato il segretario del Pd Bersani e il ministro Scajola, entrambi in platea. Giancarlo Mazzuca (Pdl), componente della commissione di Vigilanza sulla Rai, parla di «gravissima violazione della par condicio» e annuncia che presenterà un'interrogazione parlamentare. Maurizio Costanzo, spiega, «ha strumentalizzato una manifestazione canora a fini politici. Bene ha fatto Scajola a ricordare che si era nel corso di una trasmissione di spettacolo che non poteva prevedere interventi di natura politica».
«NON CREDO ALLA TRAPPOLA» - Dal canto suo Bersani, che è stato fischiato dal pubblico appena ha preso la parola (al contrario di Scajola) e ha ridotto al minimo il suo intervento, dice di non credere all'esistenza di un "complotto" ai suoi danni. «Un trappolone? Non ci credo, certo il momento poteva essere pensato meglio perché il clima era già surriscaldato dopo le esclusioni dei cantanti e l'intervento era quindi un po' a freddo, fuori dal contesto» ha spiegato al dopofestival di Youdem.tv. Bersani, che ha partecipato alla serata finale insieme alla figlia Elisa, ha saputo solo a trasmissione già iniziata che Costanzo avrebbe dato la parola a lui e al ministro per lo Sviluppo economico. «Forse si è preso un po' sottogamba un momento così delicato con tre operai in cassa integrazione sul palco - aggiunge il segretario -. Non è stato divertente né opportuno, ma mi dispiace per gli operai. Trovi sempre qualcuno che non gradisce la loro presenza». Comunque, conclude, la Rai ha fatto bene a invitarli: «Gli spettatori non sono dei coglioni, hanno visto e alla fine stanno con loro».
MAZZA: MAI PERSO CONTROLLO - «Dare una visibilità così ampia agli operai di Termini Imerese è stata una scelta editoriale che rivendico. C'è la par condicio, ho scelto di violarla per pochi secondi, ma non abbiamo mai perso il controllo della situazione» ha spiegato il direttore di Raiuno Mauro Mazza in sala stampa all'Ariston. Quindi ha ricordato che Scajola, a fine trasmissione, «ha voluto incontrare gli operai per dare loro una parola di conforto». Riferendosi agli operai, Costanzo ha sottolineato: «Credo che a qualcosa sarà valso per loro, non si poteva far finta di niente. Poi, se a qualcuno dei giornali non piace, se ne faranno una ragione».
«NON POSSIAMO ESSERE SNOB» - Sui fischi ricevuti Bersani dice: «A Sanremo ci sono tante cose che non piacciono a tutti, ma anche cose belle. E soprattutto se c'è un evento visto da milioni di persone, non possiamo sentirci estranei e snob». Motivazione che ha convinto anche Morgan, il grande escluso di Sanremo che sabato sera si è collegato al Dopofestival. «Non è vero che Bersani è venuto a Sanremo a raccattare voti- ha detto il cantante -. Prima di tutto è giusto che la politica i voti se li vada a prendere e poi da anni la politica si è allontanata non solo dalla gente ma dai fatti culturali ed è quindi salutare che Bersani sia andato al Festival». Tra parentesi il segretario del Pd, decretando il suo personale vincitore del festival, ha indicato proprio Morgan, anche se prima della puntata finale aveva espresso gradimento per le canzoni di Irene Grandi e Cristicchi.
Redazione online
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Valerio Scanu è il vincitore di Sanremo Pubblico in rivolta per gli eliminati
Valerio Scanu è il vincitore di Sanremo Pubblico in rivolta per gli eliminati
Costanzo porta sul palco tre operai di termini imerese e interpella bersani e scajola. Secondo posto per Emanuele Filiberto & Co., Mengoni terzo. L'orchestra straccia gli spartiti, fischi del pubblico
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| La Clerici (Lapresse) |
SANREMO - Valerio Scanu, classe 1990, è il vincitore del sessantesimo festival di Sanremo con il brano «Per tutte le volte che». «Il vincitore più giovane per il festival più vecchio» ha commentato la Clerici dando l'annuncio. In finale il talento di Amici se l'è vista con il trio Pupo-Emanuele Filiberto-Luca Canonici (che ha guadagnato il secondo posto con «Italia amore mio») e Marco Mengoni, vincitore di X-Factor, che si è piazzato terzo con Credici ancora».
«VERGOGNA, VENDUTI» - Forti proteste hanno accompagnato l'annuncio degli eliminati dato dalla Clerici. Orchestra, pubblico e sala stampa hanno gridato "vergogna", "venduti", "buffoni" e gli orchestrali in segno di protesta hanno accartocciato e lanciato gli spartiti. I fischi cominciano dalla platea quando viene annunciata l'esclusione di Irene Grandi, poi il pubblico contesta rumorosamente l'uscita di Simone Cristicchi. Ma l'esplosione della rabbia, anche della Sanremo Festival Orchestra, si rivela in tutta la sua potenza con l'annuncio della penultima esclusa, Malika Ayane. Il maestro Marco Sabiu dice che gli orchestrali vorrebbero rendere pubblico il loro voto (che unito al televoto dà vita al primo verdetto della serata). Quando, infine, con l'annuncio dell'eliminazione di Noemi, si capisce quali sono i tre finalisti, dalla platea partono i cori "venduti, venduti". In sala stampa la protesta viene sonoramente appoggiata con applausi e fischi.
COSTANZO E BERSANI - Arriva poi, come un deus ex machina, Maurizio Costanzo (che anticipa il suo intervento di mezz'ora per aiutare la Clerici a gestire la situazione, pur ammettendo «anch'io preferivo Arisa e Cristicchi»): è la sua prima volta a Sanremo e ne approfitta per ricordare Mike Bongiorno, «che ha condotto ben undici edizioni del festival». Quindi ha invitato sul palco tre operai di Termini Imerese: Calogero Cuccia, dipendente dello stabilimento Fiat; Antonio Tarantino, in cassa integrazione dopo aver lavorato per varie aziende nel servizio di pulizia dei cassoni; Lucia La Placa, che ha perso il lavoro ed è in mobilità (era dipendente della Ergom, poi acquisita dalla Magneti Marelli che opera per Fiat). Costanzo ha dato la parola al segretario del Pd Bersani e al ministro dello Sviluppo economico Scajola, presenti in platea. Ma il mini talk show politico fa rinascere le contestazioni: la platea fischia il segretario del Pd, che elogia l'invito dei lavoratori sul palco spiegando che «non è possibile mandarli sui tetti». Scajola gioca in casa (il suo collegio elettorale è quello di Imperia) e viene fortemente applaudito mentre dice: «Tutti i lavoratori stanno soffrendo la crisi. Per lo stabilimento di Termini Imerese dobbiamo trovare una soluzione che sia compatibile con la competitività».
D'ANGELO: UNA VERGOGNA - Durissimo il commento di Nino D'Angelo (eliminato fin dalla prima serata) alla qualificazione in finale del trio di Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici con una canzone che definisce «'na chiavica». «È una vergogna. Solo in un Paese dei balocchi come l'Italia può succedere una cosa del genere. Non mi fa nemmeno rabbia, ma proprio schifo - si sfoga il cantante in un'intervista su Sorrisi.com -. Vinceranno il festival e dire che l'avevo detto già un mese fa. Sono un mago? No, sono solo uno che fa musica e che pensa che il principe non ci azzecchi niente con la canzone. Vedrete, ci prenderanno per i fondelli in tutto il mondo. Sì, certo Pupo è un amico, ma non sono d'accordo con la sua scelta. Anche a Sanremo vince il meccanismo dei reality. Un pseudo-principe che vince: lui l'esilio l'ha già fatto, ma se ci fosse un tribunale della musica ce lo rispedirebbe subito».
L'ULTIMA PUNTATA - Tra attesa per il vincitore e polemiche, in particolare sulle voci che davano per probabile una vittoria del trio Pupo-Emanuele Filiberto-Canonici più volte fischiato dal pubblico ma "ripescato" dal televoto, la puntata si è aperta con Daniel Ezralow in veste di domatore da circo che ha diretto cento bambini che hanno ballato e cantato. Antonella Clerici, in abito nero per la prima volta in questa edizione, ha dedicato la finale ai bambini, «il futuro del mondo». Ed ecco la gara: primo a calcare il palco Valerio Scanu, già da giorni super favorito per la vittoria (anche secondo il sondaggio di Corriere.it) con la sua «Per tutte le volte che», condita da qualche stonatura per l'emozione. La Clerici ha scherzato su un verso del testo: «Come si fa a fare l'amore in tutti i laghi?». «Dipende dalle stagioni» ha risposto il cantante. Prima di esibirsi l'ex concorrente di Amici ha ricevuto un biglietto di Maria De Filippi che gli faceva gli auguri. Sono seguiti altri due nomi emersi da talent show: Noemi e Marco Mengoni.
ANCORA FISCHI PER IL TRIO - È seguito un omaggio a Michael Jackson di Travis Payne, coreografo e ballerino che ha lavorato per 18 anni accanto al re del pop. Su richiesta della Clerici ha proposto il passo di danza moonwalk. E vai con le esibizioni: Povia (che ha fatto i complimenti alla Clerici «perché in questo Paese dove non c'è niente di normale hai fatto un festival normale ed efficace»); Malika Ayane, con una maglietta «Start Living Again» (iniziativa che sostiene la ricerca sulla sindrome laterale amiotrofica), ha ricevuto il premio della critica intitolato a Mia Martini e il premio della Sala stampa radio tv per la sua «Ricomincio da qui»; Irene Grandi (che ha detto di essere single). Poi è stato il momento del trio composto da Pupo, Emanuele Filiberto e il tenore Luca Canonici, fischiato per l'ennesima volta dal pubblico. Il principe ha risposto ringraziando: «I fischi ti spingono ad andare avanti, ti danno più forza». Pupo ha aggiunto: «Il primo giorno sono rimasto molto sorpreso, non mi spiegavo perché. Non era mai accaduto, eppure di festival ne ho fatti tanti, che ci fosse una contestazione così ingiustificabile. Comunque la rispetto».
CRISTICCHI E CARLA BRUNI - Tocca poi a Irene Fornaciari e i Nomadi, con «Il mondo piange»: la figlia di Zucchero dice che papà le ha dato «tanti consigli: il più importante, essere onesta con il pubblico, non tradire me stessa sul palco e non mettere mai la maschera». Inevitabile alla fine di «Meno male» la domanda di Antonella Clerici a Simone Cristicchi su Carla Bruni: «Veramente hai chiesto a Carla Bruni di venire a cantare con te?». «Non so se gli italiani ne sarebbero stati felici» ha risposto Cristicchi che ha poi voluto ricordare la poetessa Alda Merini. Arisa con le Sorelle Marinetti e «Malamoreno» ha chiuso la prima parte della gara. Intermezzo con battuta hard della Clerici: dopo l'esibizione di Lorella Cuccarini coperta solo di una chitarra l'ha definita «una topolona». L'ospite internazionale è stata Mary J. Blidge, rimasta sola dopo il forfait di Tiziano Ferro: ha cantato «Each tear» e intonato con la Clerici un corale «happy birthday» per il compleanno del cantante.
BERSANI CON LA FIGLIA - Tra gli ospiti vip c'era dunque Pier Luigi Bersani (non in prima fila, per la par condicio), accompagnato dalla figlia Elisa di 26 anni. «È da sempre che gli rompevo le scatole con Sanremo. Poi quest'anno mi ha detto: "dai, andiamo"» ha raccontato la ragazza. Poi i giudizi: «Cristicchi è simpatico e trascinante, Arisa è molto brava e Malika Ayane è brava ma forse un po' troppo sofisticata per me». Elisa Bersani ha seguito il padre nel breve tour a Sanremo prima dell'inizio del festival. «Ora se riusciamo ad andare in albergo mi cambio sennò resto in jeans - ha scherzato -. Solo che poi diranno "'sti comunisti malvestiti"».
LE "PAGELLE" DEL SEGRETARIO - Il segretario del Pd, arrivando a Sanremo, ha commentato l'andamento della kermesse elogiando la conduttrice: «Fa benissimo il suo mestiere, ha interpretato un'Italia che ora ha bisogno di un po' di rassicurazione e semplicità». Poi anche lui ha formulato le sue "pagelle", criticando il brano del trio Pupo-Emanuele Filiberto-Canonici («L'idea dello sciopero della fame se dovesse vincere non è male» ha detto riprendendo un'idea del direttore della rivista di Farefuturo Filippo Rossi) e spiegando che le sue canzoni preferite sono quelle di Irene Grandi e Simone Cristicchi. Ma si è rifiutato di immaginare il vincitore: «Un toto Sanremo? No, non ci provo nemmeno». Restando in tema musicale a chi gli chiede quale sia la canzone di Vasco più rappresentativa del Pd, Bersani risponde con sicurezza: «Scelgo "Siamo solo noi", perché in Italia noi siamo l’unica alternanza possibile a questo governo. Fatto questo, potremo dire "Vado al massimo"».
«FINCHÉ LA BARCA VA» - Il leader del Pd ha avuto anche un pensiero per il premier: «Se dovessi dedicare una canzone a Berlusconi scegliere "Finché la barca va"». Immediata la replica del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti: «A Bersani, colto dalla sindrome di Sanremo, dedichiamo, tutti in coro, "Bella ciao": il nostro addio alla sinistra riformista che se ne è andata con Di Pietro». E la deputata del Pdl Margherita Boniver: «Io gli dedico una canzone d’antan di Bobby Solo che va bene solo per lui: "Una lacrima sul viso"». Dal canto suo Bersani ha spiegato così la sua partecipazione al festival: «Non credo che sia una passerella in vista delle Regionali: credo al principio che se a uno piace la musica ed è segretario del Pd non capisco perché non possa andare a Sanremo». E ha apprezzato la presenza di una delegazione di operai di Termini Imerese: «Perché costringerli a salire sul tetto? Portiamoli a Sanremo. È molto importante che certi problemi non siano dimenticati nel momento del divertimento e che i problemi non vengano cacciati dalla visibilità».
Redazione online
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20/02/2010
Antonella Clerici e la battuta «hard»
Antonella Clerici e la battuta «hard»
L'attrice ha eseguito un videoclip dal vivo con variazioni sul tema di «Fever». Dopo il numero di Lorella Cuccarini vestita solo di una chitarra: «Ho visto il lato B: è proprio una topolona»
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| L'esibizione della Cuccarini (Infophoto) |
SANREMO - Anche nell'ultima serata di Sanremo Antonella Clerici non ha rinunciato al tocco personale. Che in questo caso ha avuto una connotazione "hard".
«UNA TOPOLONA» - «Voglio vedere il lato b della Cuccarini: la Cuccarini è una topolona» ha detto del numero dell'attrice e cantante, arrivata all'Ariston nella sua veste sexy che domina i manifesti del musical «Pianeta proibito». La Cuccarini, in scena nuda vestita solo con una chitarra e con uno schermo alle spalle, propone una sorta di videoclip dal vivo con una serie di variazioni sul tema di «Fever». Alla fine del numero la conduttrice del festival le ha portato un kimono per coprirla e ha colto l'occasione per dire la battuta.
Redazione online
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02/03/2009
La «perdenza» di Sgarbi e la Zanicchi: «La parola esiste, l'ignorante è lui»
La «perdenza» di Sgarbi e la Zanicchi: «La parola esiste, l'ignorante è lui»
Il critico d'arte aveva attaccato l'autore della canzone sanremese. Fabrizio Berlincioni risponde con l'enciclopedia Treccani: «L'analfabeta sarà lui»
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| Vittorio Sgarbi |
MILANO - La «perdenza» stavolta sembra stare dalla parte del professor Sgarbi. Sì quel Vittorio Sgarbi, critico d'arte e urlatore televisivo. Ma si dirà sconfitta o perdenza? La questione, non di lana caprina, è stata sollevata da Fabrizio Berlincioni, napoletano, autore con Franco Fasano del tanto discusso testo che Iva Zanicchi ha portato a Sanremo. Bocciata dalla giuria e sbeffeggiata da Benigni, la canzone «Ti voglio senza amore» s'è presa pure gli improperi di Vittorio Sgarbi durante una puntata de la «Vita in diretta». Perché? Perché scritta da «un ignorante ed analfabeta», decreta Sgarbi riferendosi ovviamente all'autore del testo, quindi al paroliere Berlincioni Fabrizio. Difatti secondo il professore nonché sindaco di Salemi la parola «perdenza», citata nel testo della canzone, non esiste.
LA TRECCANI - Ma Fabrizio Berlincioni, da buon laureato in giurisprudenza, è cavilloso quanto Sgarbi e non ci sta. E così, dopo aver verificato, la trova nientemeno che sull'enciclopedia Treccani, ritenuta la più autorevole tra quelle esistenti in lingua italiana, appena passata sotto la guida del professor Giuliano Amato, il famoso dottor Sottile. «Perdenza» significa perdita - recita la versione online della prestigiosa enciclopedia - e deriva da perdere: «Dove c'è gusto non c'è perdenza, le cose che piacciono non fanno male». E riporta tra i vari significati: «Danno, sconfitta, rovina spirituale». Ecco spiegato come mai Fabrizio Berlincioni, autore tra l'altro di «Ti lascerò» di Leali-Oxa, che conosce a memoria la Treccani, ha pensato di usare la «perdenza» per far rima con «incoscienza». Ne è nato così il verso: «Ti voglio senza amore/Perché non sia in perdenza/Il mio senso di incoscienza e per non farmi male…». Risultato? Il riscatto di Berlincioni sul professore arriva sotto forma di uno sgarbismo: «Quindi ignorante e analfabeta sarà lui e non io che l''ho scritta».
Nino Luca
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18/02/2009
Zanicchi infuriata per l'esclusione: «Dovevo cantare prima di Benigni»
Zanicchi infuriata per l'esclusione: «Dovevo cantare prima di Benigni»
«È un genio, un valore per l'Italia ma ovviamente ha influenzato la giuria popolare per la mia eliminazione», «la mia canzone è tra le 3 o 4 migliori del Festival. livello molto basso»
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| Iva Zanicchi |
BONOLIS D'ACCORDO - Bonolis comunque ammette: «Non sapevo cosa avrebbe detto Benigni, ma credo che in effetti il suo passaggio abbia avuto effetti penalizzanti per la Zanicchi. Iva però stasera potrà parlare sul palco e dire la sua, così come gli altri due esclusi, Tricarico e Afterhours». Il conduttore ricorda poi che nella serata di giovedì «il pubblico da casa, con il televoto, potrà decidere quali canzoni rientreranno in gara». E rivela: «A Iva avevo detto 'guarda che stai andando contro uno tsunami. Questa canzone ti costerà molto rispetto al tuo pubblico'. Credo che sia un brano molto bello. Mi chiedo perchè se un uomo di 60 anni può avere una sessualità frizzante, non possa essere così anche per una donna».
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