02/02/2011
Milan col freno a mano: con la Lazio è 0-0 a San Siro
Milan col freno a mano: con la Lazio è 0-0 a San SiroLa capolista non va oltre il pari contro un avversario aggressivo nel primo tempo e ordinato. Emanuelson spreca due chance, un tiro di Ibra colpisce due volte il palo e dà l'illusione del gol a tutto lo stadio. Legrottaglie ko, esordio amaro.
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23/05/2010
Inter campione d'Europa. Milano abbraccia gli eroi di Madrid
Inter campione d'Europa. Milano abbraccia gli eroi di MadridOltre 100 mila tifosi si sono riversati nelle strade del capoluogo lombardo per festeggiare i nerazzurri che hanno battuto 2-0 il Bayern Monaco conquistando dopo 45 anni la Coppa. Una festa conclusasi all'alba a San Siro con l'arrivo dei giocatori
Madrid per una notte è in Piazza Duomo. L'Inter conquista la sua terza Coppa dei Campioni, mette in bacheca un incredibile Grande Slam e la sua gente - già ebbra di gioia per la conquista della Coppa Italia e dello Scudetto - si impossessa della città per una notte di festa lunghissima e dolcissima. Tanto dolce da oscurare l'addio oramai certo di Mourinho e i dubbi del Principe Milito. Tanto lunga da proseguire a Malpensa e poi allo Stadio di San Siro.
Epicentro dell'Inter-mania il salotto di Milano affacciato sulla Cattedrale, esploso in un boato terrificante al triplice fischio dell'inglese Webb, ancora piu' assordante quando capitan Zanetti - alla sua settecentesima partita con la maglia interista - ha alzato al cielo la Coppa dalle grandi orecchie: 45 anni dopo gli invincibili di Helenio Herrera.
Gia' a due ore dall'avvio della sfida con i tedeschi del Bayern, un fiume nerazzurro - ben superiore ai 50.000 che avevano festeggiato lo scudetto vinto a Siena - ha colmato Piazza Duomo, debordando nelle vie limitrofe, sotto la galleria Vittorio Emanuele fino a tracimare in Piazza Cordusio e in Piazza della Scala.
Considerando gli altri punti di aggregazione, Arena e Stazione Centrale - dove erano stati approntati maxischermi - dovrebbero essere stati piu' di centomila i sostenitori a seguire la partita stretti l'uno all'altro.
Interamente coperto di bandiere nerazzurre - oltre alle immancabili bancarelle di gadget, panini e bibite - il cuore di Milano ha presentato un colpo d'occhio mozzafiato punteggiato di striscioni inneggianti alla squadra: in particolare a Mourinho, Zanetti e Milito, incoronato Re, ben prima della doppietta che ha matato i bavaresi.
'Non c'è 2 senza 3', si leggeva su un lenzuolo sventolato davanti al Duomo, mentre su un altro campeggiava un invito a Re Juan Carlos, 'Cedi la corona al Principe', e su un altro ancora l'ironia per i blaugrana sconfitti in semifinale: 'Ne' Messi ne' Pedrito, a Madrid c'e' il Principe Milito'. Immancabile - e forse inutile - lo striscione-supplica rivolto a Mourinho, gia' mostrato a San Siro nella sfida con il Chievo: 'Mou se ci lasci non vale'. E proprio Mourinho - almeno a inizio partita, prima dell'uno-due del Principe - catalizza tutta l'attenzione e i sospiri dei tifosi: quando viene inquadrato sul megaschermo mentre si siede in panchina, una selva di cori scuote Galleria Vittorio Emanuele e si propaga per tutta la piazza pronta a sostenere, a millecinquecento chilometri di distanza, i suoi beniamini.
Una piazza che - sicura della forza dei ragazzi del vate di Setubal - sembra snobbare il Bayern, sopporta a fatica lo 0-0 e si infervora per il primo gol di Milito accolto con entusiasmo ma quasi come un fatto dovuto.
"Ora si inizia a ragionare - spiega un tifoso in arrivo dalla Sicilia - segnato il primo gol adesso facciamo il secondo e ci portiamo a casa la Coppa". Tesi condivisa anche da molti altri sostenitori, "certi che una squadra cosi' non puo' temere nessuno".
Poco spaventati dalla buona ripresa del Bayern, partito a spron battuto nei primi minuti del secondo tempo e aggressiva pure dopo il secondo gol di Milito. Accolto, osserva un altro supporter, con "liberazione" prima di esaltarsi con il piu' classico dei 'chi non salta' e' rossonero'. Adrenalinica fin dal calcio d'inizio, Piazza Duomo, impazzisce letteralmente a fine gara.
L'urlo della gente nerazzurra stretta davanti al Duomo ha amplificato i canti di gioia provenienti dalle tante case con le finestre aperte - a causa del primo caldo stagionale. Alla conclusione delle ostilita' sul campo di Madrid, migliaia di tifosi hanno iniziato a scemare per le vie del centro, da Corso Vittorio Emanuele sino a Piazza Castello mentre sulle arterie cittadine sono iniziati caroselli festanti di macchine e motorini, accompagnati da bandiere e petardi. Altissimi i decibel dei cori e graffianti gli sberleffi a rivali e ex amici. "Ciao Ibra", urla davanti alle telecamere un ragazzo memore della scelta del Barca da parte dello svedese per vincere la Champions mentre un signore di mezza eta' commenta serafico "Abbiamo superato i campioni di Inghilterra, Spagna e Germania: abbiamo vinto la Coppa dei campioni piu' bella".
Infine, la marea nerazzurra si è riversata allo Stadio San Siro per accogliere i suoi eroi, giunti da Madrid. Ed è lì, con il sole che faceva capolino, che è esplosa la festa.
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16/05/2010
Milan, San Siro contesta Berlusconi
Milan, San Siro contesta BerlusconiPRIMA DI MILAN-JUVE. I tifosi promuovono squadra e Leonardo ma un maxi-striscione: "Presidente bocciato: assente ingiustificato"
MILANO - I tifosi del Milan promuovono squadra e Leonardo per la stagione, ma bocciano il presidente Silvio Berlusconi. «Ad agosto per tutti fiducia incondizionata, tiriamo le somme di questa annata... Mister e ragazzi: promossi per l'impegno», si legge su un enorme striscione srotolato sugli spalti del Meazza dalla Curva Sud rossonera prima della partita della Juventus. E un boato di applausi ha accolto la seconda parte dello striscione, con scritto: «Presidente bocciato: assente ingiustificato». Molti invece i messaggi d'affetto per Leonardo: «Resterai sempre nei nostri cuori», «I sentimenti non si ringraziano, le persone sì: buona fortuna Leo», «Se ne va un grande personaggio del Milan», «Grazie Leo».
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23/04/2010
Sparatoria a Milano: tre feriti a San Siro
Sparatoria a Milano: tre feriti a San SiroNel conflitto a fuoco sarebbero rimasti coinvolti un carabiniere, il presunto rapinatore che i militari dell'Arma di Monza stavano inseguendo e una ragazza di 22 anni.
Sparatoria questa mattina alle 10.44 a Milano, in via Tempesta angolo via Zavattari, nei pressi di piazzale Lotto, a pochi passi dallo stadio di San Siro durante un conflitto a fuoco tra carabinieri e ricercati.
Secondo quanto si è appreso, sono rimasti feriti un presunto rapinatore di 51 anni e una donna di 22 che dalle prime informazioni sembra sia stata raggiunta dalle schegge del vetro dell'auto del malvivente. Le loro generalità non sono ancora note ma dovrebbero essereentrambi di origine straniera. Il primo è stato trasportato dal 118 all'ospedale San Carlo e la seconda a Niguarda.
C'è anche un carabiniere colpito alle gambe tra i feriti. I militari del Nucleo investigativo di Monza impegnati erano impegnati nella ricerca di un terzo componente di una banda di rapinatori.
Sul luogo della sparatoria, in piazzale Zavattari, si trovano gli uomini della Rilievi dei carabinieri che hanno chiuso l'area. In mezzo alla strada, a poca distanza da un marciapiede prospiciente a una banca e a una farmacia si trovano una Bmw station wagon nera e una Smart nera l'una a ridosso dell'altra, come se si fossero scontrate. Nell'abitacolo della Bmw e per terra, sull'asfalto, vicino alla portiera, vi sono numerose macchie di sangue.
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12/02/2010
«Il concerto del Boss? Per il frastuono ho avuto un attacco di panico»
«Il concerto del Boss? Per il frastuono ho avuto un attacco di panico»
Il 17 maggio sarà chiamato a testimoniare anche l'assessore comunale Giovanni Terzi. Il racconto di alcuni residenti della zona di San Siro al processo che vede imputato il manager di Springsteen
MILANO - «La casa, i vetri e i lampadari tremavano e mi è venuto un attacco di panico, perché soffro di problemi di cuore. Ho chiamato l'ambulanza». Così un uomo di origine brasiliana, che vive vicino allo stadio di San Siro, ha raccontato davanti al giudice della decima sezione penale di Milano il «rumore spaventoso» provocato dal concerto di Bruce Springsteen del 17 maggio 2008, in relazione al quale è imputato un manager italiano del Boss per disturbo della quiete pubblica. Secondo quanto ricostruito dalle indagini del pm di Milano Giulio Benedetti, quella sera la performance del cantante statunitense nello stadio milanese terminò una ventina di minuti dopo rispetto all'orario, le 23.30, fissato nel regolamento sui concerti a San Siro, sforando anche i limiti dei decibel. Per questo il promoter italiano di Springsteen, Claudio Trotta, è imputato anche per inosservanza dei provvedimenti dell'autorità pubblica.
LE TESTIMONIANZE - Giovedì, davanti al giudice, hanno sfilato alcuni anziani che abitano vicino allo stadio (un comitato di cittadini si è costituito parte civile), i quali hanno spiegato di aver vissuto «un vero e proprio terremoto» quella sera. «Non riuscivo a dormire - ha raccontato un uomo di 88 anni - e attendevo con ansia la fine del concerto». Per la prossima udienza, fissata per il 17 maggio, è stato chiamato a testimoniare anche l'assessore comunale Giovanni Terzi, che all'epoca dei fatti aveva la delega ai Giovani e al Tempo libero. L'assessore è stato citato come teste, sempre il 17 maggio, anche in un altro processo che vede imputato un altro promoter, Vittorio Quattrone, che organizzò i concerti di Lanny Kravitz e dei Subsonica del 14 e 18 luglio 2008 all'Arena Civica di Milano, anch'essi terminati oltre l'orario stabilito. «Il palco è dell'artista - ha detto oggi in aula Quattrone - io ho fatto oltre 200 concerti e non ho mai avuto l'incubo di dover "spegnere" un concerto». (fonte: Ansa)
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14/11/2009
Quante emozioni a San Siro: Italia-All Blacks finisce 6-20
Quante emozioni a San Siro: Italia-All Blacks finisce 6-20
La Nuova Zelanda batte gli azzurri, ma a Milano vince soprattutto lo spettacolo. I flash per gli All Blacks, l'ovazione per l'ingresso dell'Italia, il silenzio durante la Haka. Poi la battaglia. E gli azzurri che ci mettono grinta e cuore.

Gli All Blacks espugnano San Siro e questo forse si sapeva già. Ma la grinta e il cuore azzurro non erano scontati. Una buona Italia è stata sconfitta 6-20 dalla Nuova Zelanda tra gli applausi degli ottantamila di San Siro. Tante volte si è detto o scritto che l'Italrugby, pur perdendo, ci ha messo voglia e cuore. Mai come stavolta si può sentenziare che gli azzurri, sconfitti 20-6 dalla Nuova Zelanda in un San Siro stracolmo, meritano l'onore delle armi e pubbliche congratulazioni. Una grande squadra, finalmente, con la testa in campo dal primo all'ultimo minuto, capace di svilire il gioco degli All Blacks e di terminare a testa bassa a pochi centimetri da quella marcatura che avrebbe ampiamente meritato. Trascinati dal tifo di San Siro, gli azzurri hanno disputato una grandissima gara, subendo dai mitici rivali una sola meta (di Ellison al 26') e cinque punizioni di McAlister. I punti per l'Italia, che all'intervallo era sotto per 14-3, sono arrivati da due piazzati di Gower, uno per tempo. Cartellino giallo, nella ripresa, a Garcia (3') e Tialata (38').
Memorabile invece l'atmosfera respirata a Milano. Migliaia i flash all'ingresso in campo degli All Blacks. Un'ovazione per gli azzurri, da pelle d'oca come l'inno di Mameli cantato dall'intero stadio. Poi il solenne silenzio durante l'inno neozelandese e la Haka, che gli azzurri hanno osservato senza fare una piega e il pubblico ha applaudito. Dopo la festa è però iniziata la battaglia. Ora Parisse e compagni torneranno in campo tra una settimana, a Udine, per affrontare i campioni del mondo dell'Australia; sabato 28, ad Ascoli, ultimo test-match con Samoa.
Mallett: San Siro è impressionante, una grande esperienza"Questo stadio è al livello dello Stade France di Saint Denis. E' la prima volta che vedremo così tante persone allo stadio per la Nazionale di rugby".

"Sono molto impressionato". Lo stadio di San Siro fa effetto anche quando è vuoto. Nick Mallett, ct della Nazionale di rugby, provava ad immaginarlo strapieno: saranno 80.000 gli spettatori che assisteranno alla sfida tra gli azzurri e gli All Blacks. "Questo stadio è al livello dello Stade France di Saint Denis. E' la prima volta che vedo così tante persone allo stadio per la Nazionale di rugby", dice Mallett alla dopo il test match. "La Nuova Zelanda ha schierato giocatori giovani che volevano dimostrare allo staff tecnico quanto valgono", aggiunge il ct facendo riferimento alle difficoltà che presentava l'impegno.
"Abbiamo un ottimo gruppo, ci siamo allenati al meglio e siamo in eccellente condizione fisica -prosegue- e per questo non penso tanto al risultato finale, quanto alla qualità del gioco che la mia squadra ha espresso contro gli All Blacks. Giocare in un San Siro esaurito è stata una grande esperienza per me e per chi giocava in campo
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10/11/2009
Milano abbraccia gli All Blacks Mai tanto pubblico per il rugby
Milano abbraccia gli All Blacks Mai tanto pubblico per il rugby
Comincia la festa: I campioni neozelandesi «sfidano» i calciatori all'Arena. Sabato a San Siro tutto esaurito con 80 mila spettatori, record storico per la palla ovale in Italia
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| L'apertura neozelandese Dan Carter all'Arena civica di Milano insieme ai compagni |
MILANO - Di vicnere non se ne parla, ma almneo il pubblico milanese ci ha messo l'entusiasmo: per l'attesissima sfida contro gli All Blacks, i maestri neozelandesi della palla ovale, a San Siro ci saranno 80 mila spettatori (80.018 per la precisione), vale a dire il tutto esaurito. Nello scorso weekend sono state vendute le ultime decine di biglietti ancora disponibili per l'incontro di sabato 14 novembre, alle 14.30, il primo dei tre test match d'autunno della nazionale (gli altri incontri a Udine e Ascoli contro Sudafrica e Samoa). Un record per il rugby italiano, che mai aveva avvicinato un'audience di tale portata.
FESTA ALL'ARENA - E per Milano la festa per gli appassionati di rugby - sempre più numerosi nelle ultime stagioni - è già cominciata: lunedì all'Arena civica i campioni neozelandesi guidati dall'apertura Dan Carter hanno incontrato i giovani delle scuole rugby e hanno inscenato una «sfida» di precisione e potenza con i calciatori, lo juventino Diego e l'ex rossonero (ora alla Lazio) Cristian Brocchi. L'Arena è diventato il quartier generale degli All Blacks, sbarcati domenica a Milano dopo il successo per 19-12 contro il Galles a Cardiff di sabato scorso: il rinnovato campo ospita gli allenamenti dei "tutti neri" e lì mercoledì sarà organizzato l'incontro con gli studenti delle scuole medie vincitori del progetto «Scuole in meta» alla presenza del sindaco Letizia Moratti.
CARTER RISCHIA - Una mezza delusione per gli appassionati potrebbe però venire dalla Commissione disciplinare dell'Irb, la federazione internazionale del rugby, che ha convocato il talentuoso Carter per un placcaggio pericoloso ai danni di un gallese nel match della scorsa settimana: il mediano neozelandese rischia la squalifica. E sarebbe una sfortuna soprattutto per il pubblico italiano, che non vede l'ora di ammirare la sua straordinaria classe.
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06/11/2009
Febbre da rugby, San Siro al completo per la sfida Italia-All Blacks
Febbre da rugby, San Siro al completo per la sfida Italia-All Blacks
Il 14 novembre. Tutto esaurito a Milano per il primo dei test match d'autunno: 75mila biglietti venduti
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| Gli azzurri in ritiro alla Borghesiana a Roma (Lapresse) |
ROMA - «Settantacinquemila spettatori per un incontro di rugby non li ho mai visti neanche in Sudafrica». Nick Mallett, sudafricano e Ct dell'Italia, è entusiasta e forse un po' preoccupato dall'evento di sabato 14 novembre: San Siro tutto esaurito per la sfida agli All Blacks della Nuova Zelanda, una leggenda dello sport.
IL PRECEDENTE - Il primo dei tre test match autunnali degli azzurri riempirà il tempio del calcio. L'ultima volta, a giugno in casa loro, gli All Blakcs hanno vinto 27-6, però non erano ancora in forma. «Di solito fanno almeno 30 punti a qualsiasi avversario, anche i più forti - ricorda Mallett -. In attacco sono i migliori». E quindi l'Italia dovrà fare l'impossibile in difesa. Il rugby italiano cerca risultati all'altezza dello sforzo di promozione e della popolarità crescente. La palla ovale è di moda, l'anti-calcio per eccellenza («Noi siamo diversi e ci teniamo», dice il presidente federale Giancarlo Dondi), e nonostante i risultati degli azzurri non siano dalla loro parte, il rugby sta conquistando sempre più amatori. E sabato gli 80mila di San Siro lo grideranno forte. Nel 1988, per Italia-Romania, c'erano settemila spettatori.
PROSSIMI MATCH - Dopo la Nuova Zelanda a Milano toccherà al Sudafrica campione del mondo, il 21 novembre a Udine. «Una squadra fantastica», dice Mallett degli Springboks. Terzo e ultimo test match ad Ascoli Piceno, il 28, contro Samoa: difficile, ma forse possibile, visto che gli isolani sono appena sopra degli azzurri nella classifica mondiale. «Possiamo batterli», si sbilancia il Ct. «Vorremmo dare delle soddisfazioni ai tifosi - riconosce Dondi -. Con All Blacks e Springboks dobbiamo giocare per vincere, anche se è quasi impossibile».
I CONVOCATI - Il ct della nazionale iNick Mallett ha convocato 30 giocatori per il test match contro la Nuova Zelanda. Rientrano nel gruppo, rispetto al raduno conclusosi giovedì mattina a Roma, il flanker Mauro Bergamasco e il centro Gonzalo Canale. Esordienti Tommaso Benvenuti e Giovanbattista Venditti. La Nazionale si radunerà domenica prossima presso il Centro Coni di Tirrenia, martedì la lista di giocatori per l'incontro verrà ridotta a ventiquattro atleti. Questi la lista dei 30 per la Nuova Zelanda: Matias Aguero (Saracens), Tommaso Benvenuti (Benetton Treviso), Mauro e Mirco Bergamasco (Stade Francais), Kristopher Burton (Consiag I Cavalieri Prato), Gonzalo Canale (Clermont Auvergne), Martin Castrogiovanni (Leicester Tigers), Carlo Antonio Del Fava (MPS Viadana), Simone Favaro (Rugby Parma), Gonzalo Garcia (Benetton), Quintin Geldenhuys (MPS Viadana), Leonardo Ghiraldini (Benetton), Craig Gower (Bayonne), Luke McLean (Benetton), Fabio Ongaro (Saracens), Sergio Parisse (Stade Francais), Antonio Pavanello (Benetton), Salvatore Perugini (Bayonne), Simon Picone (Benetton), Matteo Pratichetti (MPS Viadana), Tommaso Reato (Femi-CZ Rovigo), Kaine Robertson (MPS Viadana), Ignacio Rouyet (Benetton), Michele Sepe (MPS Viadana), Alberto Sgarbi (Benetton), Josh Sole (MPS Viadana), Tito Tebaldi (Pluvalore Gran Parma), Giovanbattista Venditti (Plusvalore Gran Parma), Manoa Vosawai (Rugby Parma), Alessandro Zanni (Benetton).
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22/06/2009
Le donne vincono la sfida A San Siro 55mila fan
Le donne vincono la sfida A San Siro 55mila fan
La Gelmini critica la Rai: occasione persa. Successo del maxiconcerto voluto dalla Pausini che ha riunito 41 cantanti: 1,5 milioni di euro per i terremotati
MILANO - Chi pensava che le grandi emozioni sarebbero arrivate solo dalle 20 in poi si è sbagliato di grosso. Certo, a quell’ora ciascuno dei 55 mila che erano ieri a San Siro ha avuto la pelle d’oca. Fiorella Mannoia e Laura Pausini, madrine della manifestazione pro Abruzzo con Giorgia, Elisa e Gianna Nannini, hanno intonato «E penso a te». Il primo dei tanti duetti della serata. Ma la festa era cominciata nel primo pomeriggio. Sin dall’inizio lo stadio è stato preso d’assalto. Alle 16.15 prato, primo e secondo anello erano già pieni. Alla prova della solidarietà, insomma, Milano ha risposto meglio di Roma...
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| «Amiche per l'Abruzzo»: da sinistra Consoli, Elisa, Mannoia, Pausini e Giorgia (Bettolini) |
Quando Jo Squillo ha cantato «Siamo donne» i cori sono esplosi. Manco stesse cantando Vasco. Ad aprire era stata Antonella Ruggiero pochi minuti prima. «Abbiamo raccolto 1 milione e mezzo di euro», gongola Roberto De Luca, l’organizzatore che ha messo in piedi la maratona. Nel pomeriggio sono passate tutte su quel palco (in totale 41). Piccola cronaca. Bene Malika Ayane, voce su cui investire, con quattro ironici ballerini- tennisti, gran successo per le star anni Ottanta come Ivana Spagna e Donatella Rettore (però i due chirurghi estetici sarebbero da denuncia) e per le più recenti come Alessandra Amoroso di «Amici«, platea indifferente a Giusy Ferreri (non ha fatto le sue hit «Non ti scordar mai di me» e «Novembre»), qualche fischio per Anna Oxa (incomprensibile la scelta di un pezzo come «Processo a me stessa» e il riarrangiamento di «Ti lascerò») e secondo l’agenzia Agi anche al ministro Maria Stella Gelmini, apparsa in un video con i bimbi della scuola che verrà ricostruita con i fondi, sotto controllo di un comitato di garanti con la supervisione di Pubblicità Progresso. Che per l’80% andranno appunto alle elementari De Amicis e per il restante 20% alla onlus Aiutiamoli a vivere che si occuperà di assistenza e comprerà case di legno per gli sfollati.
C’erano anche altre donne sul palco: le deejay dei network privati che hanno trasmesso la diretta dell’ultima parte (e da oggi su molti dei loro siti c’è la versione integrale). Mancava la Rai. «Spiace constatarlo. Un’occasione perduta», sottolinea la Gelmini. Fin qui la prima parte dello spettacolo. «Oggi ho già pianto di gioia sei-sette volte. Sono stata a San Siro due anni fa, ma questa sera sono più felice», dice la Pau nel backstage. Aggiunge: «Questo concerto significa unità e gioco di squadra. Di noi cantanti e di tutti quelli, protezione civile e volontari che stanno in Abruzzo». Ed eccolo il gioco di squadra. Irene Grandi accompagnata da Syria, Dolcenera e Noemi. Quindi Carmen Consoli al basso, Marina Rei alla batteria, Paola Turci alla chitarra e Nada danno vita a una band speciale. Arrivano i pezzi pregiati. E sono duetti su duetti. Parte Fiorella Mannoia. La classe non è acqua. Quando arriva il momento di «Quello che le donne non dicono» si aggiungono Pausini, Elisa, Giorgia e Consoli. Applausi. Tocca a Giorgia. Altro che lady sofisticata da teatri, la sua voce riempie lo stadio. I suoi duetti sono con Laura su «Gocce di memoria» ed Elisa su «E poi».
Elisa dà una sferzata elettrica. Con l’arrivo della Nannini per «Gli ostacoli del cuore» la potenza è al quadrato. La futura mamma chiude con «Luce» assieme a Pausini e Grandi. Il turno di Laura fa salire ancora di più l’emozione con un’infilata di successi da paura: «Tra te e il mare» (con Elisa), «Io canto», «Invece no», «Primavera in anticipo» (con Giorgia), «E ritorno da te», «Come se non fosse mai stato amore» e «La solitudine»(con Nannini). Gianna trascina tutti verso il finale rock: chiama Giorgia («Come saprei») e Laura («Sei nell’anima»), fa esplodere lo stadio con «Fotoromanza» e «Bello e impossibile». C’è anche l’inedita «Donna d’Onna», brano che lei ha scritto per l’evento, cantato da tutte le madrine. A quel punto tutti a letto, ma non prima di godersi «Il mio canto libero» con le 41 assieme sul palco.
Andrea Laffranchi
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15/02/2009
Derby, l'Inter piglia tutto e vola a +9 A Torino Juve fermata dalla Samp
Derby, l'Inter piglia tutto e vola a +9 A Torino Juve fermata dalla Samp
Adriano e Stankovic decidono la partita-scudetto. Pari in casa per i bianconeri. Roma ko. Genoa-Fiorentina 3 a 3

L’Inter ha sconfitto il Milan per 2-1 nel posticipo della 24esima giornata. Entrambe le marcature dei nerazzurri sono arrivate nel corso del primo tempo del derby: a sbloccare il risultato è stato un gol di Adriano al 29’ (complice un tocco di mano del brasiliano dalla dubbia volontarietà), il raddoppio è arrivato al 43’ con Stankovic. Nella ripresa il Milan reagisce trovando la via del gol al 71' con Pato, su spunto di Ronaldinho, senza però riuscire a completare la rimonta nonostante diverse occasioni da rete e qualche protesta (in particolare al 79’, in occasione di un atterramento di Inzaghi in area ad opera di Chivu). In classifica l’Inter sale a 56 punti, 9 in più della Juventus, fermata sull’1-1 in casa dalla Samp, e 11 sul Milan. Brutta sconfitta per la Roma, che perde 3 a 0 a Bergamo contro l'Atalanta. La Fiorentina rimonta tre gol al Genoa grazie a una tripletta di Mutu.
JUVENTUS - La squadra di Ranieri ha sciupato una ghiotta occasione per mettere almeno pressione alla squadra di Mourinho. La Juve è stata fermata dalla Sampdoria e soprattutto dai pali (due colpiti da Nedved, uno da Del Piero). Gli ospiti vanno in vantaggio al 10' del primo tempo: Cassano inventa per Pazzini che supera Buffon. La reazione dei bianconeri è veemente: la Juve crea molto, ma la difesa blucerchiata regge l'urto (con un po' di fortuna). Il pareggio arriva al 17' della ripresa: cross di Giovinco (entrato nella ripresa al posto di Poulsen) e Amauri mette in rete. I padroni di casa ci provano ancora, ma senza esito. Finisce 1 a 1, con la Juve che sale a quota 47 e la Samp a 26.
ZONA CHAMPIONS - Delusione anche per il Genoa. Contro la Fiorentina, infatti, la squadra di Gasperini era andata in vantaggio di tre gol: a segno Thiago, Palladino e Milito. Ma a trascinare i viola verso una clamorosa rimonta è stato Adrian Mutu: l'attaccante romeno ha siglato addirittura tre reti, regalando un punto insperato alla squadra di Prandelli. La Fiorentina mantiene così il quarto posto, evitando proprio il sorpasso del Genoa. Resta a quota 40 la Roma: a Bergamo, contro l'Atalanta, i giallorossi beccano tre gol nel giro di pochi minuti. Vanno a segno Capelli e Doni (doppietta).
GLI ALTRI RISULTATI - Questi gli altri risultati della 24esima giornata: Chievo-Catania 1-1 (12' rig. Ledesma/92' Colucci); Cagliari-Lecce 2-0 (49' Fini; 94' Matri); Reggina-Palermo 0-0; Siena-Udinese 1-1 (50' Maccarone; 72' Di Natale). Due pareggi negli anticipi: Lazio-Torino e Napoli-Bologna sono finite sull'1 a 1.
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