17/01/2011
Le istruzioni alle ragazze, la Minetti parla prima della festa:«Ne vedrai di ogni»
Le istruzioni alle ragazze, la Minetti parla prima della festa:«Ne vedrai di ogni»Il premier conferma in tv: ho dato soldi a Mora, «un prestito». Una danzatrice del ventre racconta ai pm: «Io disgustata»
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17/10/2010
Ombre di corruzione si allungano sui Mondiali di calcio del 2018
Ombre di corruzione si allungano sui Mondiali di calcio del 2018Rivelazione del Sunday Times rilanciata dalla Bbc. La FIFA ha aperto un'inchiesta. Due alti funzionari avrebbero chiesto soldi in cambio del loro voto a favore degli Usa come sede ospitante
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29/07/2010
Plastic Bertrand: «Ora confesso Quelle hit non le cantavo io»
Plastic Bertrand: «Ora confesso Quelle hit non le cantavo io»Famoso negli anni '70, la voce era di Lou Deprijck. Il cantante francese rivela: «Questa cosa mi perseguiterà fino alla fine dei miei giorni»
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Plastic Bertrand, star della musica pop anni '70-'80, 20 milioni di dischi venduti nel mondo, ha confessato che non era sua la voce in «Ça plane pour moi», il suo primo successo datato 1977.
«È vero, quella non era la mia voce. Questa cosa mi perseguiterà fino alla fine dei miei giorni, ma allora dobbiamo anche dire che è stata tutta una montatura di Lou Deprijck», ha ammesso Bertrand, vero nome Roger Jouret, al quotidiano belga Le Soir tirando in ballo il produttore che lo scoprì.
«Mi aveva chiesto di non cantare in cambio dello 0,5% dei diritti. Mi aveva promesso che poi sarebbe stata pubblicata anche la mia versione, ma questo non è mai accaduto», ha aggiunto il 56enne che annuncia una causa contro l'ex amico per diffamazione.
Non si tratterebbe solo di una canzone, però. Ma dei primi quattro album del cantante belga: «Sono io la vittima. Volevo cantare, ma lui mi impediva di entrare in studio». La voce girava da anni, ma a stabilire la verità è stato un tribunale. La casa discografica AMC, proprietaria della registrazione originale di «Ça plane pour moi», aveva denunciato Deprijck, accusandolo di aver usato le incisioni originali per una cover pubblicata su un disco del 2006. Un perito ha stabilito che le registrazioni erano diverse, aggiungendo che il timbro vocale e l'accento erano della stessa persona. «Non ne voglio a Plastic - ha detto Deprijck -: lui ha fatto il suo lavoro, era lui in scena, era lui a gesticolare. Ma la sua voce non ha nulla a che vedere con la mia».
All'epoca Bertrand era stato preferito dalla casa discografica per il suo atteggiamento sul palco e il suo look ossigenato da pioniere del punk. Molto più appetibile per un pubblico giovane dei baffoni del collega.
Bertrand divenne un mito. Anni dopo persino Joe Strummer ne riconobbe il valore: «Plastic Bertrand, chiunque fosse, aveva messo in tre minuti qualcosa che faceva ballare anche uno in coma. Non si poteva nemmeno nominare Plastic Bertrand ai puristi del punk, ma questo disco è stato molto meglio di tanti album cosiddetti punk», disse il cantante e leader dei Clash.
Tra il 1982 e il 1985 Bertrand ha vissuto a Milano. In quegli anni divenne protagonista di un fotoromanzo, piazzò in classifica due tormentoni come «Hula hoop» e «Ping Pong» e andò come ospite al Festival di Sanremo nell'edizione del 1982.
Non è il primo caso del genere nella storia della musica. Nel caso dei Milli Vanilli, una volta scoperta la frode venne revocato il Grammy vinto da Fab Morvan e Rob Pilatus.(Fonte:Corriere della Sera)
Andrea Laffranchi
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10/05/2010
XFactor, c'è Elio al posto di Morgan
XFactor, c'è Elio al posto di MorganTra le novità, Claudia Mori e un quarto giudice scelto tra Vecchioni, Pedrini e Ruggeri. Il leader delle Storie Tese sarà nella giuria del talent show di Raidue, confermata la Maionchi
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| Elio, leader delle Storie Tese, approda a «X Factor» |
MILANO - Sarà Elio, storico leader del gruppo «Elio e le Storie Tese» a prendere il posto di Morgan nella giuria della prossima edizione di «X Factor», lo scrive Tv Sorrisi e Canzoni nel numero in edicola domani. È l'ultimo strascico del caso «Morgan-Sanremo». Accanto a Elio ci sarà sicuramente Mara Maionchi e forse Claudia Mori (sono in corso le trattative per il rinnovo del contratto). Potrebbe esserci un quarto giudice per il quale si fanno i nomi di Omar Pedrini, Roberto Vecchioni ed Enrico Ruggeri.
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08/04/2010
Talebani mostrano video di un soldato Usa catturato
Talebani mostrano video di un soldato Usa catturatoIl militare americano Bowe Bergdahl è prigioniero da giugno in Afghanistan. Il suo messaggio:”Questa guerra non vale i morti che ha fatto”. Gli studenti coranici chiedono uno scambio di prigionieri.
I talebani hanno diffuso un video nel quale compare il soldato americano Bowe Bergdahl, catturato lo scorso giugno in Afghanistan dai miliziani islamici. Bergdahl, nelle immagini che durano circa sette minuti, chiede di essere liberato, afferma di voler tornare a casa in Idaho come vogliono tornare a casa i prigionieri afghani in mano americana e che la guerra in Afghanistan non vale il numero dei morti che ha causato. Il militare, 23 anni al momento della cattura, appare in buone condizioni, ma non è possibile accertare quando siano state girate le immagini. Un precedente video di Bergdahl era stato diffuso lo scorso Natale. Le immagini terminano con il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, che domanda la liberazione di gruppo di prigioneri in cambio di Bergdahl.
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16/03/2010
Piazza Euclide, aggredito per errore da un gruppo di ragazzi il figlio di Alemanno
Piazza Euclide, aggredito per errore da un gruppo di ragazzi il figlio di Alemanno
La polizia ha fermato gli aggressori. isabella rauti non ha presentato denuncia. Manfredi, 15 anni, e un suo amico, attaccati da sette giovani. Lo avevano scambiato per un altro.
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| Il sindaco di Roma Gianni Alemanno con Isabella Rauti (Ansa) |
ROMA - Uno scambio di persona. Che si è concluso senza strascichi. Almeno dal punto di vista giudiziario. Ma la paura è stata tanta. «Eccolo è lui è quello che ci ha aggrediti la settimana scorsa, prendiamolo e gonfiamolo»: così con questa frase nel giro di pochi istanti Manfredi, il figlio quindicenne del sindaco di Roma Gianni Alemanno ed un suo amico di 16 anni lunedì sera si sono visti piombare addosso un gruppo di sette giovani, quattro maggiorenni e tre minorenni in piazza Euclide nel quartiere Parioli a Roma. Pochi attimi e i due giovani sono stati colpiti con schiaffi, pugni e spintoni. Nel corso della lite però Manfredi e il suo amico sono riusciti a fuggire e ripararsi nel vicino bar Thomas da dove hanno avvertito la polizia.
L'ARRIVO DELLA POLIZIA - Gli agenti del vicino commissariato nel frattempo erano già stati chiamati da un testimone che aveva assistito alla scena e in pochi attimi sono arrivati in piazza Euclide. La polizia quindi ha identificato il gruppo di giovani aggressori tutti originari di Capoverde e delle Filippine e le due giovani vittime scambiate per altri due ragazzi che qualche giorno prima avevano avuto uno screzio col gruppo di giovani. Sia il figlio del sindaco Alemanno sia l'amico hanno raccontato alla polizia di aver percepito di essere stati scambiati per altri due ragazzi e, nello stesso tempo, il gruppo di aggressori interrogati da funzionari della Digos romana hanno raccontato la stessa versione. Secondo gli accertamenti della polizia la vicenda è stata chiarita in breve tempo: all'origine nessuna altra motivazione se non quella raccontata sia dalle vittime sia dagli aggressori. Per questo motivo la moglie del sindaco Alemanno, Isabella Rauti e la mamma dell'altro giovane aggredito non hanno sporto denuncia. Nessuno dei sette ragazzi identificati dalla polizia ha precedenti penali.
NESSUNA DENUNCIA - La decisione di non denunciare i giovani che la notte scorsa hanno aggredito il primogenito del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è stata presa da suo figlio. Lo ha riferito il sindaco della Capitale sottolineando che la scelta «non è mia ma di mio figlio, considerato il fatto che alla fine l'episodio non è stato particolarmente grave e non ci sono stati conseguenze per gli aggrediti». Il primo cittadino, interpellato a margine del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, ha quindi aggiunto: «Lui ha pensato, e io ho condiviso, che denunciare suoi coetanei non fosse la strada principale, ed è stata quindi una sua scelta. Questo non è un segnale di indulgenza o di sottovalutazione dei problemi, ma semplicemente un atto che potremmo definire di clemenza, che viene dalla vittima e che io devo rispettare». Il sindaco e la sua famiglia hanno ricevuto diversi attestati di solidarietà-
Redazione online
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23/02/2010
La svolta di Obama
La svolta di Obama
Dai social network ai social media
Il Dipartimento di Stato Usa ha sostituito il temine “social network” con “Social Media” per riferirsi a quell’insieme di piattaforme web che vanno da Facebook a Twitter. Non è un cambiamento di poco conto poiché sta a significare che per l’amministrazione del presidente Barack Obama questi sono i nuovi mezzi di comunicazione di massa ai quali guardare per l’informazione del futuro. “Il mondo sta cambiando velocemente e noi vogliamo cogliere tutte le opportunità di questa rivoluzione”, ha detto Alec Ross, responsabile per l’innovazione nell’ufficio del Segretario di Stato Hillary Clinton, rivolgendosi a una platea di 30 giornalisti di tutto il mondo giunti a Washington per una serie di incontri sulle nuove tecnologie organizzati dal Foreign Press Centers.
Dai colloqui è emersa la strategia della Casa Bianca nel campo della comunicazione: milioni di persone in tutto il mondo oggi stanno sui social network per conversare, organizzare la propria vita sociale e scambiare opinioni. Per una gran parte di esse questi sono anche la fonte principale dalla quale attingono notizie. Dunque è nata una nuova audience (il pubblico dei Social Media) e se vogliamo stare in contatto, condividere, e conversare con loro, dobbiamo portare l’informazione in questo “nuovo mondo sociale”.
Il cambiamento è radicale: fino a pochi anni fa essere in internet voleva dire aprire un sito web e aspettare che gli utenti interessati, per un motivo o per l’altro, arrivassero a visitarlo. Oggi la Casa Bianca ha ribaltato quella prospettiva: se le persone stanno principalmente altrove (i social network) non si può attendere che vengano da noi, ma dobbiamo muoverci portando noi i contenuti dove gli utenti si aspettano di trovarli (i social media). “Dobbiamo portare l’informazione, i nostri atti amministrativi dove le persone vivono e discutono, perché questa è la strada per ampliare ed arricchire la nostra presenza ed avere una relazione diretta con la gente”, spiega Katie Dowd, new media director.
La svolta di Obama, il primo “Internet president” come viene definito dal suo staff, nasce dall’intuizione che anche nella pur giovane vita di internet si stia aprendo una nuova era: se prima era sufficiente essere sul web con un sito per avere assicurata una certa influenza, oggi per essere veramente rilevanti questo non basta più. Per raggiungere milioni di persone e parlare con loro c’è solo una opportunità: non essere semplicemente su internet, ma fare parte di internet; essere inseriti in quel sistema di conversazione e informazione, di interazione e condivisione che fino a poco tempo fa indicavamo sotto il nome di social network e al quale, da adesso, dovremmo abituarci a fare riferimento come ai social media.
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22/02/2010
Afghanistan, nuova strage di civili
Afghanistan, nuova strage di civili
L’Isaf ha ammesso che in un bombardamento, teso a proteggere le truppe sul campo, sono stati colpiti almeno due furgoni carichi di civili. Dura la reazione del generale NATO McChrystal: “siamo qui per proteggere gli afghani, non per ucciderli”
La Nato ha ucciso, con un attacco aereo, 33 civili afghani scambiandoli per errore per ribelli. Lo reso noto oggi il governo afghano. L'Isaf, missione di supporto al governo dell'Afghanistan guidata dalla Nato, ha fatto sapere che i civili sono stati uccisi quando si sono avvicinati ad un'unità delle forze Nato e afghane nella provincia di Uruzgan, ma non ha specificato il numero delle vittime.
Le morti civili hanno rappresentato il principale motivo di frizione tra il governo afghano e le forze straniere, che hanno lanciato due imponenti offensive negli ultimi otto mesi nel tentativo di respingere la sempre crescente insorgenza dei ribelli talebani. "Ho chiarito alle nostre forze che noi siamo qui per proteggere il popolo afghano, e uccidere o ferire inavvertitamente civili mina la fiducia nella nostra missione", ha commentato, tramite un comunicato Isaf, il generale Stanley McChrystal, capo delle forze straniere in Afghanistan.
Zamari Bashary, portavoce del ministero dell'Interno afghano, ha detto che 33 civili sono stati uccisi e diversi feriti. Tra le persone colpite ci sarebbero anche donne e bambini. "Le truppe Isaf sospettavano che dentro i veicoli civili ci fossero dei ribelli e li hanno bombardati", ha detto Bashary.
Amanullah Hotak, capo del consiglio provinciale di Uruzgan, ha detto che le persone stavano viaggiando su tre mini-bus attraverso un passo nel distretto di Char Cheno. L'Isaf ha confermato di aver aperto un'inchiesta.
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06/02/2010
Italiano rapito in Mauritania, nuovo ultimatum di Al Qaeda
Italiano rapito in Mauritania, nuovo ultimatum di Al Qaeda
La moglie di sergio cicala non viene citata nel comunicato. I sequestratori indicano il 1° marzo come data ultima per la liberazione dei suoi prigionieri in cambio del rilascio
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| Sergio Cicala |
ROMA - Il braccio maghrebino di Al Qaeda ha fissato al primo marzo un nuovo ultimatum per il rilascio di Sergio Cicala, rapito con la moglie in Mauritania lo scorso 17 dicembre. Nel comunicato pubblicato su Internet e di cui ha riferito il centro americano di sorveglianza dei siti islamici (Site), Al Qaeda per il Maghreb islamico dice di volere la liberazione dei suoi prigionieri in cambio del rilascio degli ostaggi occidentali. Per la liberazione di Cicala l'organizzazione terroristica dà «25 giorni di tempo a partire dall'emissione del comunicato», pubblicato secondo Site il 4 febbraio. La moglie di Cicala, Philomene Pawelgna Kaborè, non viene citata nel comunicato.
OSTAGGIO FRANCESE - Per il rilascio dell'altro ostaggio occidentale nelle sue mani, il francese Pierre Camatte, Al Qaeda per il Maghreb islamico ha fissato un ultimatum al 20 febbraio. In precedenza l'organizzazione terroristica aveva minacciato di uccidere l'ostaggio francese, rapito in Mali lo scorso 26 novembre. Sulla pericolosità delle cellula di Al Qaeda ha parlato anche Hillary Clinton in un'intervista alla Cnn che andrà in onda domenica. Il segretario di Stato Usa ha detto che Iran e Corea del Nord sono una grave minaccia per gli Stati Uniti ma «un pericolo ancora maggiore» sono «le reti non statali transnazionali» e in particolare «i fondamentalisti islamici nella Penisola Arabica legati al Qaeda o al Qaeda in Afghanistan e in Pakistan o al Qaeda nel Maghreb». Secondo Clinton una «connessione» tra queste entità che «continuano a cercare di aumentare la sofisticazione delle loro capacità e degli attacchi che sono in grado di compiere». (fonte: Ansa)
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03/10/2009
Israele scarcera 19 detenute palestinesi e ottiene un video del caporale Shalit
Israele scarcera 19 detenute palestinesi e ottiene un video del caporale Shalit
Il militare abbozza un sorrivo e incita il governo a uno scambio di prigionieri. Il soldato israeliano rapito da Hamas nel 2006 appare «vivo e lucido» e in buone condizioni
| Una manifestazione a favore della liberazione di Shalit (Afp) |
TEL AVIV - La lunga trattativa indiretta fra Hamas e Israele per uno scambio di prigionieri ha superato una prova delicata quando, con precisione cronometrica, Israele ha ricevuto un breve filmato del soldato Ghilad Shalit nel quale il giovane appare «vivo e lucido», e ha liberato 19 detenute palestinesi. Il filmato di Hamas, che dura più di due minuti, risultato autentico, è la prima prova concreta che il soldato, rapito da un commando palestinese nel giugno 2006 e da allora custodito in una località segreta, è ancora vivo. La tv israeliana ha definito il giovane «lucido».
IL VIDEO - Shalit ha in mano il giornale di Hamas, Falastin, del 14 settembre, nel filmato abbozza un sorriso e appare in buone condizioni di salute e di spirito. Il soldato indossa una divisa verde oliva, in ebraico fa appello al governo israeliano di concludere al più presto un accordo per uno scambio di prigionieri e afferma di essere trattato «in maniera eccellente» dai «mujaheddin di Ezzedin al-Qassam», il braccio armato di Hamas. Al termine si alza da una sedia e avanza verso la telecamera per mostrare che anche le sue gambe sono in buone condizioni.
IL MEDIATORE - In mattinata il mediatore tedesco ha consegnato il video a quello israeliano Haggai Hadas. Questi lo ha inoltrato a sua volta al premier Netanyahu e successivamente è stato consegnato alla famiglia Shalit, che per il momento non ha rilasciato dichiarazioni. Avendo stabilito l'autenticità del filmato Israele ha rilasciato 19 detenute palestinesi. Con la eccezione di una (destinata a Gaza), hanno varcato il valico di Bitunye e sono state prese in consegna dai dirigenti dell'Autorità nazionale palestinese. Per loro è stata organizzata una cerimonia di benvenuto nella Muqata, l'ufficio del presidente Abu Mazen a Ramallah. Da parte sua Hamas a Gaza sta mobilitando i propri seguaci per accogliere Fatma al-Zaq, la detenuta liberata assieme con il figlioletto di quasi due anni, partorito in carcere. È in programma a Gaza un discorso del leader locale di Hamas, Ismail Haniyeh. Nei commenti della stampa si afferma che gli eventi odierni rappresentano una «prova generale» in vista di uno scambio di prigionieri a cui il mediatore tedesco sta già lavorando.
NETANYAHU - Le trattative per la liberazione del caporale Shalit dalle mani di Hamas «saranno ancora lunghe e piene di ostacoli»: lo prevede Netanyahu in un comunicato. L'importanza di quelle immagini, ha aggiunto il premier, risiedono nell'aver confermato le sue condizioni di salute e di aver stabilito «la responsabilità» di Hamas a garantirne anche in futuro la incolumità.
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