11/03/2012

Maradona: «Non sono un evasore. Voglio tornare in Italia e chiarire tutto»

Maradona: «Non sono un evasore. Voglio tornare in Italia e chiarire tutto»

«Giusto pagare le tasse, ma il fisco sia più umano con i cittadini». Il campione argentino: «Mi hanno fatto perdere 20 anni e tante amicizie. Le sentenze dicono che io ho ragione»

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10/02/2012

La festa in discoteca che imbarazza il Pd

La festa in discoteca che imbarazza il Pd

L'ex vicepresidente della Provincia, Pugliese: «Iniziative così rompono negatività». Tra hostess in abiti striminziti il "party" nello stesso giorno del flop della manifestazione pd a Scampia

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07/11/2010

Radio Sca, sfrattata dai blackout (e dai progetti di «Napoliservizi»)

Radio Sca, sfrattata dai blackout (e dai progetti di «Napoliservizi»)

ADDIO PARI OPPORTUNITA'?. A rischio l'esistenza dell'emittente tutta al femminile che trasmette dal quartiere partenopeo di Scampia.

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18/05/2010

Scampia: 14 arresti per spaccio di droga

Scampia: 14 arresti per spaccio di droga

La banda vendeva 24 ore su 24 hashish e marijuana nella torre A2 del quartiere napoletano. L'edificio era stato fortificato con barriere metalliche e filo spinato.

 

 

 

 

Sgominata dai carabinieri una banda di spacciatori, che distribuiva hashish e marijuana sulla piazza di spaccio della Torre A2, nel quartiere Scampia di Napoli, che è sotto il controllo del clan camorristico degli scissionisti del clan  Di Lauro. In manette sono finite 14 persone destinatarie di  un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli per spaccio di stupefacenti continuato in concorso. La banda  distribuiva hashish e marijuana.

La torre, che era stata fortificata con barriere metalliche e  filo spinato per impedire o ritardare gli interventi delle forze  dell'ordine, era ormai comunemente chiamata Torre dell'Erba. Lo  spaccio era organizzato in turni per coprire l'arco delle 24 ore. Ai  14 arrestati era stato affidato un compito ben preciso: chi faceva da  vedetta, chi riceveva i soldi dagli acquirenti e chi materialmente  consegnava la droga.


06/04/2010

Nella rete del «criminal network» I clan piegano il web ai loro interessi

Nella rete del «criminal network» I clan piegano il web ai loro interessi

Gli iscritti si chiamano Licciardi, Stolder, Tolomelli, Longobardi, Chierchia, Gallo, Iacomino. Su Facebook «A’ scission ro rion», «Vele di Scampia», gruppi intorno a cui ruotano le famiglie della malavita

 

Un gruppo su Facebook

 

NAPOLI - Tutto ruota intorno ai gruppi A’ scission ro rion (la scissione del rione), Masseria Cardone, A’ scission’ play e Vele di Scampia. Il primo, che fa il tifo per il clan Amato-Pagano, detto anche degli «Scissionisti», conta da solo 4.500 utenti iscritti. Siamo su Facebook: qui, come nella vita «reale», si stringono alleanze, si litiga, si fanno progetti. Gli esaltati un po’ sfigati, quelli che dicono «Viva Cutolo» e giocano a «Mafia Wars», non c’entrano niente. Qui non si gioca. Gli iscritti si chiamano Licciardi, Stolder, Tolomelli, Schlemmer, Chierchia, Gallo, Longobardi, Iacomino. E i «post» pubblicati dai partecipanti alle discussioni non parlano di oroscopo del giorno, bioritmo e test sulle affinità di coppia. Piuttosto, scorre la foto di una moto scarenata con su scritto «e mo jamm’ a fa’ stu muort’», l’immagine delle Vele di Scampia che parla di una fratellanza fra «Kiarolanz e Stolder, scissione para siempre», quella di una Beretta 92Fs per «quelli che almeno una volta hanno avuto il piacere di sparare con questo concentrato di tecnica tutto italiano!», o ancora una triste veduta della «Masseria Cardone», rione di Secondigliano che attualmente, secondo chi la pubblica, sarebbe senza un capo.

IL RIONE SENZA BOSS - Ma non passa molto tempo dalla pubblicazione del post, che tale Licciardi commenta: «ma nun o pnzat a stà capocchia....o scè liev stù cos oi stu povur dij» (tradotto: non date retta a questo deficiente. Scemo, togli questa frase, muoviti, povero Cristo). Il gruppo A’ scission ro rion riscuote un successo incredibile. C’è chi approfitta della bacheca per spiegare che «la famiglia Mazzarella è la numero 1», chi non nasconde le proprie simpatie per il «sistema di Ponticelli» e chi ribadisce: «la scissione regna su tutti un saluto a carmine savastano per un presto ritorno a casa». Il saluto ai carcerati è forse la pratica più diffusa per chi frequenta questi anfratti del web, vere e proprie mappe digitali utili a ricostruire legami e frequentazioni. Chi, neanche due settimane fa, ha creato il gruppo — sembrerebbe un ragazzino 12enne — forse non aveva idea di cosa questo spazio sarebbe arrivato a rappresentare, che quegli slogan, «Meglio morto che pentito», «Meglio detenuto che servo dello Stato», «I pentiti so’ guappi ’e cartone e si mettono paura della galera», avrebbero raccolto tanti consensi da registrare un incremento inarrestabile nel numero di iscritti.

I CONCORRENTI - Niente a che vedere con i gruppi «concorrenti», relegati a svolgere un ruolo di satelliti anche se nati molto tempo prima. Come quello dedicato alle Vele di Scampia, dove l’apice della mediocrità si raggiunge quando l’amministratore invita (trascrizione letterale): «Tossici dipendenti in cerca di soldi, à Secondigliano stà bella robb». Con il gruppo dedicato agli «Scissionisti», quello sulle Vele condivide molti link. Uno mostra il carcere di Poggioreale, e recita (tradotto da un napoletano incomprensibile) «Quando passiamo qui fuori, ognugno di noi ha un amico o un fratello carcerato, e vorremmo aprire queste sbarre per farli venire con noi in questa notte di libertà». Ampio spazio è dedicato ai neomelodici, specialmente a quelli che cantano della detenzione, delle logiche di camorra, dei tradimenti e della fedeltà agli «uomini d’onore».

GLI ASSETTI CRIMINALI - Consultando le pagine di molti iscritti, è possibile ricostruire gli assetti criminali di molte aree popolari. Come il Rione Provolera di Torre Annunziata, roccaforte dei clan controllato dalle famiglie Chierchia-Fransuà, i cui abitanti si danno ad appassionate conversazioni lodando i carcerati, il Kalashnikov, le pistole semiautomatiche e i boss di Cosa nostra, ai quali è dedicato un post dal titolo «Tutti sono maschi ma pochi sono uomini». Fra gli users, non mancano i nomi di detenuti illustri. Sono quelli che su internet si chiamano «fake»: nascondono altre identità, e il più delle volte fanno capo a pagine non consultabili dagli estranei. Lo spazio intitolato a Cosimo Di Lauro, per esempio, è privato, e non accetta amicizie al di fuori dei 77 contatti, italiani e stranieri, già associati al profilo.

Stefano Piedimonte


31/08/2009

Arsenale narcos sotto la statua di San Pio Droga: 250mila euro in due giorni

Arsenale narcos sotto la statua di San Pio Droga: 250mila euro in due giorni

 

A scampia. Pistole e fucili per «difendere» la piazzetta di spaccio. In un appartamento si coltivava cocaina in casa


 

 

NAPOLI - Un piccolo arsenale nascosto sotto il piedistallo della statua di Padre Pio. Nascondiglio che gli spacciatori di Scampia reputavano perfetto per occultare le armi. I carabinieri hanno scovato fucili e pistole nella piazzetta del lotto «G» del degradato quartiere napoletano. Utili in caso di «necessità». La vasta operazione antidroga ha portato alla luce circa 400 kg di sostanze stupefacenti (tra cocaina, eroina, hashish e marijuana) per un valore stimato di 15 milioni di euro oltre a 250mila euro in contanti, ovvero l'incasso di due giorni di «lavoro». Tutto è stato sequestrato nel blitz avvenuto la scorsa notte tra il quartiere di Scampia e Mugnano, comune dell'hinterland.

COCAINA «FATTA» IN CASA - I militari hanno anche scoperto un appartamento, sempre a Mugnano, dove con molte probabilità si coltivava coca. Infatti sono stati trovati oltre tremila semi, ora all’esame di esperti botanici, e potenti fertilizzanti. Sono complessivamente sette le persone finite in manette. Nei due appartamenti di Scampia i carabinieri hanno anche scoperto una sorta di «cassa continua» della camorra dove i pusher versavano il denaro che veniva poi prelevato dai vertici dell’organizzazione.

PANETTI «TAROCCATI» - I pusher di Scampia, secondo i carabinieri, avevano trovato anche il sistema di confezionare il panetto di droga «tarocco». Praticamente «tagliavano» la cocaina e riuscivano a rivenderla come pura ingannando così anche le persone più esperte. Sui panetti, compressi con l’utilizzo di una potente pressa idraulica, venivano anche apposte le forme, simili a quelle trovate sulle confezioni di droga provenienti dal sud America. Così da 500 grammi di cocaina i trafficanti ne avrebbero ricavato oltre un chilo. La coca pura - di solito un centinaio di grammi su un panetto da un chilo - veniva messa all’estremità in modo da trarre in inganno chiunque interessato all’acquisto volesse assaggiarla. A scoprirlo sono stati i carabinieri del nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna, coordinati dal tenente colonnello Fabio Cagnazzo.


12/02/2009

Ketty, una trans capeggiava gli Scissionisti

Ketty, una trans capeggiava gli Scissionisti

 

Era sfuggito alla cattura due giorni fa. In manette Ugo Gabriele, elemento di spicco del clan camorristico di Scampia dedito al traffico di droga

 

 

Ugo Gabriele

Ugo Gabriele

NAPOLI - Una transessuale capeggiava una delle falangi del clan camorristico degli scissionisti di Scampia. Un fatto che suona assolutamente inedito per la criminalità organizzata, non solo napoletana. Si chiama Ugo Gabriele, ma si faceva chiamare Ketty: è stato arrestato oggi dai carabinieri nel quartiere di Secondigliano a Napoli e ritenuto dagli investigatori elemento di spicco del clan. Il 27enne era sfuggito alla cattura due giorni fa quando su ordine della Dda napoletana erano scattate le manette ai polsi di 29 persone accusate di far parte di una rete di narcotraffico che dalla Spagna portava la droga a Scampia e da lì a diverse città italiane.

Oggi i carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna (Napoli) lo hanno invece trovato in una casa di via Nuovo Tempio, alle spalle dell’aeroporto di Capodichino.

Secondo gli investigatori Gabriele, che con il nome di Ketty era anche dedito alla prostituzione, aveva un ruolo di spicco nell’organizzazione camorristica che coordinava il traffico di droga smantellato con un blitz notturno due giorni fa .

L'arresto di Ketty segna anche una cesura culturale rispetto al passato, remoto e recente. La camorra, «'o sistema», maschilista e machista, ha infatti sempre rifiutato con sdegno qualunque associazione con la "diversità" sessuale. Rifiuto tanto ostentato che ha fatto particolare scalpore il libro «Acqua storta» di Luigi Romolo Carrino, romanzo edito da Meridiano zero in cui l'autore descrive l'amore omosessuale tra un camorrista e un suo sottoposto, il cassiere del clan. Carrino spiega: «All'interno del circuito camorristico può anche essere tollerata una storia omosessuale fatta solo di sesso, ma praticata, come dire, discretamente. Mai invece potrebbe invece essere perdonata una relazione affettiva, l'innamoramento: se viene fuori non c'è modo di sopravvivere, si viene eliminati». Di «Acqua storta» sono stati venduti i diritti cinematografici per una piccola casa di produzione. E in questi giorni, ricorda Carrino, «sto adattando una versione per il teatro. Certo - aggiunge - ancora una volta, con la storia del transessuale scissionista, la realtà dimostra di poter superare la fantasia in ogni istante».


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