20/10/2011
L'ultima foto di Gheddafi
L'ultima foto di Gheddafi
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04/01/2011
Filippine, fotografa il suo assassino nell'istante in cui gli sta sparando
Filippine, fotografa il suo assassino nell'istante in cui gli sta sparandoL'ultimo scatto di Reynaldo Dagsa, politico di 35 anni trucidato a Capodanno sulle strade della capitale Manila
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07/05/2010
Ibra-Piqué, tifosi «sbalorditi» per quello scatto rubato
Ibra-Piqué, tifosi «sbalorditi» per quello scatto rubatoI due giocatori immortalati dopo un allenamento. Un gruppo su Facebook rilancia l'immagine: 14mila iscritti
BARCELLONA - La foto sarebbe stata scattata da un tifoso del Barcellona. E ha fatto subito il giro del web. Tanto che su Facebook è stato aperto un gruppo: «Anche io sono rimasto/a sbalordito nel vedere la foto di Ibra e Piqué». L'immagine in questione ritrae i due calciatori blaugrana dopo un allenamento al Centro Deportivo: l'attaccante e il difensore sono appoggiati a un'automobile, uno di fronte all'altro, a distanza piuttosto ravvicinata, mentre sembrano scambiarsi un gesto affettuoso.
DAI BLOG A FB - Lo scatto rubato è rimbalzato immediatamente in Rete. Molti i commenti e le reazioni, alcune - va detto - dubbiose sulla veridicità dell'immagine. La foto potrebbe insomma essere fuorviante. Gli stessi media spagnoli hanno però rilanciato la notizia: il blog di Marca "Fuera de Juego" fornisce, tra la foto dell'amante di Tiger Woods e quella della escort di Ribery, il link al gruppo di Facebook dedicato a Ibra e Piqué: in poco tempo, ha già superato la quota di 14 mila iscritti.
BARCELLONA, NO COMMENT - Dal Barcellona è arrivato un secco «no comment» alla presunta foto «affettuosa». Il club blaugrana «non commenta fatti irrilevanti e aneddotici», hanno detto fonti del Barca. La fotografia che ritrae i due giocatori del Barcellona è stata scattata nella zona fra gli spogliatoi e la sala delle conferenze stampa del centro di allenamenti del Barca, che di solito è presidiata da fotografi e telecamere.
Redazione online
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01/12/2009
Troppo grasso: straborda dal sedile
Troppo grasso: straborda dal sedile
Un uomo corpulento invade lo spazio del suo vicino. Si riaccende il dibattito sulla tassa per gli extralarge, lo scatto realizzato con un cellulare a bordo di un Boeing 757
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| La foto scattata con un cellulare a bordo di un Boeing 757 |
Non è nuova l'idea presa in esame da molte compagnie aeree di applicare una fat tax ai passeggeri obesi: ha lanciare il sasso era stata per prima la Ryanair, favorevole a una "tassa sul sovrappeso" da imporre a coloro che, causa dimensioni, finiscono per invadere anche parte del sedile accanto. Se la proposta è stata momentaneamente accantonata a causa delle tante critiche, il dibattito si è tuttavia nuovamente riacceso in questi giorni dopo che una curiosa foto ha cominciato a circolare sul web.
SICUREZZA - Nello scatto, realizzato con un cellulare a bordo di un Boeing 757, si vede un passeggero molto corpulento che invade lo spazio del viaggiatore accanto e quello della corsia. L'immagine è apparsa qualche giorno fa su flightglobal.com, un blog di viaggi aerei, ripresa ora da diversi media. A quanto riporta l'inglese Daily Telegraph, lo scatto sarebbe opera di un assistente di linea in viaggio su un volo dell'American Airlines: con questa prova fotografica avrebbe voluto render ancora più chiaro a suoi superiori quanto possa essere difficile far viaggiare simili passeggeri nella classe economica. Anche se in alcuni commenti si avanza l'ipotesi che la foto possa essere un semplice fotoritocco, l'autore del blog Kieran Daly si dice sicuro: «Mi è stata spedita con l'assoluta assicurazione di essere genuina, scattata da un assistente di volo dell'American Airlines». La foto avrebbe lo scopo di dimostrare che una possibile "tassa sul grasso" non sarebbe affatto pregiudizievole verso le persone in sovrappeso, ma anzi di aiuto. Inoltre, è anche chiaro che l'uomo ripreso può rappresentare un potenziale pericolo per gli altri passeggeri a bordo in quanto contravviene alle regole sulla sicurezza in volo: in caso di fuga risulta difficoltoso mettersi in salvo se ostacolati.
TASSA - Insomma, in tempi di vacche magre sono gli obesi quelli che rischiano di pagare di più: lo scorso aprile la Ryanair aveva annunciato la possibilità di introdurre un sovrapprezzo per gli extralarge a bordo. Alcune compagnie, tra cui l'americana United, fanno già pagare di più gli obesi se non entrano nei normali sedili di classe economica. Come verificarlo? Devono riuscire ad abbassare i braccioli, mettere la cintura di sicurezza (anche con un'estensione): se non ce la fanno, o devono comprare un posto in più, o passano su un altro volo meno affollato. Anche l'American Airlines pretende normalmente che una taglia forte acquisti due posti a sedere, a meno che il volo non abbia posti liberi. In questo caso però il volo era al completo.
Elmar Burchia
17:58 Scritto in CURIOSITA' | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: foto, scatto, aereo, boing 757, uomo, corpulento, grasso, invasione, sedile, passeggiero, polemiche, obesità, sicurezza | OKNOtizie |
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05/09/2009
Il marine morente: la foto che ha fatto indignare il Pentagono
Il marine morente: la foto che ha fatto indignare il Pentagono
IN AFGHANISTAN. L'Ap mostra gli ultimi atti di vita di un soldato sul campo di battaglia. Proteste. «Non c'è compassione»
| Il caporale Joshua Bernard |
La fotografia di un giovane marine dilaniato e morente sul campo di battaglia in Afghanistan ha provocato le proteste del Pentagono. La decisione dell'agenzia Ap di mandare in circuito gli ultimi attimi di vita del caporale Joshua Bernard è stata una «raccapricciante violazione del buon senso e del rispetto delle persone», ha scritto il ministro della difesa Robert Gates alla maggiore agenzia di informazione americana. Gates ha scritto al presidente dell'Ap Thomas Curley dopo aver raccolto la protesta del padre del ragazzo, morto per le ferite riportate il 15 agosto nella provincia di Helmand. «Non sono nemico dei media, ma la vostra mancanza di compassione e di senso comune nel mettere la foto di questo giovane smembrato e mortalmente ferito sulle prime pagine di numerosi giornali è raccapricciante. Non c'è legge o diritto costituzionale che tenga. Qui è in gioco il buon senso e il rispetto delle persone».
| La foto del marine morente |
Nell'immagine della fotografa Ap Julie Jacobson, il soldato, sanguinante e morente, è assistito da due commilitoni dopo esser stato colpito da una granata in un boschetto di melograni nei pressi del villaggio di Dahaneh. Julie aveva scattato da lontano, con il teleobbiettivo, sotto il fuoco dei talebani, senza rendersi conto quel che riprendeva. «Poi l'ho visto, a dieci metri da me. Una gamba strappata dall'esplosione, l'altra appesa a un brandello di pelle. Aveva perso conoscenza». Per l'Ap la decisione di mettere l'immagine in circuito è stata difficile: «I nostri giornalisti documentano avvenimenti mondiali ogni giorno e l'Afghanistan non fa eccezione: è nostro dovere mostrare la realtà della guerra per spiacevole e brutale che sia», ha detto Santiago Lyon, il capo del servizio fotografico. L'agenzia ha aspettato che i funerali del giovane marine, 21 anni di New Portland in Maine, fossero stati celebrati il 24 agosto prima di distribuire l'immagine con l'embargo a oggi: l'idea era di dare ai quotidiani abbonati il tempo di riflettere sull'opportunità o meno di pubblicarla. Alcune testate si sono rifiutate di farlo. Immagini di soldati americani morti o mortalmente feriti in combattimento sono rare in parte perché è difficile per un giornalista avere accesso alla linea del fronte, in parte perchè le regole del Pentagono impediscono di mostrare le immagini fintanto che le famiglie non sono state avvertite. Dopo aver imposto per anni il bando, l'amministrazione Obama in aprile ha dato luce verde alla distribuzione di foto delle bare che rientrano in patria dall'Iraq e l'Afghanistan a patto che le famiglie fossero d'accordo: un'inversione di rotta a 180 gradi rispetto a quanto in vigore dagli anni Novanta.
(Ansa)
15:55 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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19/03/2009
«Ecco l'agente Kgb Putin: finto turista con Reagan a Mosca»
«Ecco l'agente Kgb Putin: finto turista con Reagan a Mosca»
L'evento fu immortalato da uno scatto di Pete Souza, fotografo ufficiale di Obama. Alcune riviste internazionali: «L'uomo con la macchina fotografica è l'attuale premier russo»
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| La foto di Pete Souza: Ronald Reagan stringe la mano a un bambino russo. Alle sue spalle, nel cerchietto rosso, l'agente sotto copertura Putin |
MILANO - Il "turista" Vladimir Putin assieme a Ronald Reagan sulla Piazza Rossa. Non è un film di fantapolitica, ma ciò che accadde nella primavera del 1988 quando l'allora presidente degli Stati Uniti D'America incontrò a Mosca il premier comunista Mikhail Gorbaciov e s'intrattenne in una conversazione con alcuni cittadini dell'Unione Sovietica. Tra questi c'era anche un giovane biondo, con una macchina fotografica al collo che assieme ad altre persone pose al presidente americano delle domande sullo stato dei diritti umani negli Stati Uniti. Secondo il magazine Foreign Policy e altre testate internazionali quell'uomo non era altro che Vladimir Putin, attuale primo ministro russo, che camuffato da turista passato lì per caso, era invece in missione come agente del Kgb. Probabilmente il servizio segreto sovietico aveva preparato tutta quella messa in scena per mettere in difficoltà il politico conservatore. L'evento fu immortalato da uno scatto di Pete Souza, attuale fotografo ufficiale di Barack Obama e al tempo reporter al seguito del presidente Reagan.
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| Il confronto tra una recente di Putin e il turista immortalato da Souza: la somiglianza c'è ma i dubbi restan |
AGENTE SOTTO COPERTURA - L'immagine mostra in primo piano Reagan che stringe la mano a un bambino russo. Alle sue spalle si scorge l'agente sotto copertura Putin. In quel periodo, capitava spesso durante le visite dei capi di stato stranieri, soprattutto di quei paesi che non erano nell'orbita comunista, che gli agenti del Kgb si fingessero passanti o turisti, ponendo domande ai leader internazionali. Era un modo per impressionare i politici stranieri e dimostrare quanto fosse "aperta" e civile la patria del socialismo reale. Il fotografo Souza intervistato da National Public Radio ha dichiarato che rimase stupito dalle domande formulate dai turisti e chiese a un agente segreto americano che era nei paraggi: «È incredibile che i turisti in Unione Sovietica facciano domande così difficili al Presidente». La spia tagliò corto: «Non sono turisti, sono tutti parenti di spie russe».
SMENTITA - A poche ore dalla diffusione della foto, puntuale è arrivata la smentita da Mosca attraverso Andrey Piontkovsky, analista politico e biografo dell'attuale primo ministro russo. Lo scrittore ha affermato che quel "turista" biondo non può essere Vladimir Putin: «Al tempo Putin era un maggiore di stanza a Dresda», ha dichiarato Piontkovsky. «Non aveva un ruolo così centrale nel servizio segreto da poter essere spedito a Mosca ».
Francesco Tortora
22:35 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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