09/11/2010

Roberto Baggio ha vinto il Peace Summit Award 2010

Roberto Baggio ha vinto il Peace Summit Award 2010

È il premio che viene assegnato da tutti i Nobel per la pace. L'ex Pallone d'oro scelto per i suoi contributi alle organizzazioni di beneficenza in tutto il mondo.

Continua...


14/08/2010

Remake di Scarface: il protagonista è Fabrizio Corona

Remake di Scarface: il protagonista è Fabrizio Corona

Sono iniziate le riprese del film in cui il chiacchierato fotografo veste i panni che furono di Al Pacino. Per il ruolo di protagonista femminile le candidate sarebbero Paris Hilton e Noemi Letizia. La pellicola sarà nelle sale nel 2011

Continua...


24/06/2010

Beppe Grillo: "A Pomigliano un referendum ignobile"

Beppe Grillo: "A Pomigliano un referendum ignobile"

"Uno Stato vero" non avrebbe mai permesso che si dovesse scegliere se "lavorare senza diritti o morire di fame". Intervistato da SKY TG24, il comico genovese interviene su crisi economica, partiti, libertà di stampa, Tremonti, Fini e Bossi.


 

Quello di Pomigliano è "Referendum ignobile: uno Stato vivo, vero non avrebbe mai permesso che si tenesse un referendum che dice o lavorate senza diritti o morite di fame". Così Beppe Grillo intervistato da SKY TG24 la sera di martedi 22 giugno.
E ancora: "La Fiat non deve più fare macchine. Le macchine erano già in crisi prima della crisi. Non posso comprarmi cinque Panda per mantenere dei posti di lavoro che non servono a nessuno. Si deve riconvertire la produzione, le macchine non si possono più fare." 

Secondo il
blogger e leader del Movimento 5 stelle "abbiamo potenzialità straordinarie che emigrano ma per fare tornare queste persone basterebbe spazzare via questa immondizia che abbiamo come politica e come economia, cambiare questo sistema". Per Grillo "questo è un paese che si è perso. E' un paese morto". "Stanno sderenandosi il cervello. Bisogna mandare a casa tutta questa classe dirigente. E' un paese fallito". La soluzione? "Bisogna fare una rivoluzione vera: sedersi lì e dire cosa sono le parole e cosa dobbiamo produrre".

 


20/06/2010

Donne fatali brave nella scelta del partner

Donne fatali brave nella scelta del partner

STUDIO USA. Hanno scarse prospettive di carriera e cercano uomini che garantiscono un futuro finanziario stabile

anna nicole smith.jpg

NEW YORK - Diciamoci la verità: quando un uomo guarda la foto di qualche bellezza tutta curve, meglio se generosamente esposte, l’ultima cosa ai cui pensa è che un simile schianto possa avere anche un cervello. E, invece, questo luogo comune tanto caro ai maschietti (ma sposato in pieno pure da qualche donna, soprattutto se sul piano estetico non c’è match che tenga con la sirena in questione) non potrebbe essere più sbagliato. Perché le fatalone con un QI magari non da Premio Nobel sarebbero in realtà più brave nello scegliere il partner giusto (ovviamente, ricco sfondato) e nel farsi sposare, rispetto a quelle più intelligenti. E la spiegazione di tale successo non avrebbe nulla a che fare con l’avidità quanto, piuttosto, con l’istinto di sopravvivenza nei confronti dell'eventuale prole, così da assicurarle un futuro finanziariamente solido.

IL CASO NICOLE SMITH - Un esempio su tutte, preso non a caso come modello dagli studiosi della Michigan University per confermare la loro teoria, è Anna Nicole Smith, la modella di Playboy tragicamente scomparsa nel febbraio del 2007 a causa di un collasso da overdose di farmaci e bollata con l’assai poco lusinghiera etichetta di “bimbos”, che nello slang inglese indica le “bionde sceme”. Nel giugno del 1994, a soli 26 anni, la Smith (vero nome, Vickie Lynn Hogan) sposò l’89enne miliardario J.Howard Marshall, dopo che questi la vide in un topless bar. Un matrimonio chiaramente di interesse che, stante i 63 anni di differenza fra i consorti, divenne ben presto oggetto di commenti e battute al limite del buon gusto in tutti gli show tv degli Stati Uniti, ma che permise alla lungimirante ragazzona del Texas di intascare un cospicuo assegno quando il povero marito passò a miglior vita, un anno dopo le nozze, sebbene i figli del magnate abbiano impugnato il testamento dando vita ad una battaglia legale finita poi davanti alla Corte Suprema.

ISTINTO DI SOPRAVVIVENZA - «E’ assolutamente naturale per le donne con poca educazione e scarse prospettive di carriera cercare di corteggiare uomini che possano garantire loro un futuro finanziario stabile» – ha spiegato al londinese Mail on Sunday la dottoressa Christine Stanik che ha condotto la ricerca americana – «e così è sempre stato anche nelle epoche passate, perché le donne sapevano che un compagno con queste caratteristiche rappresentava una sicurezza per la sopravvivenza dei figli. Indubbiamente, si tratta di un istinto fortissimo ed innato nella specie, che è difficile scrollarsi di dosso, a maggior ragione per quelle donne che non possono contare su una carriera propria e che, quindi, non hanno una loro indipendenza economica». Lo studio universitario avrebbe inoltre evidenziato come le donne indipendenti e con un QI di tutto rispetto siano anche quelle più propense ai legami di breve durata. E se tale comportamento, a detta ancora della dottoressa Stanik, sarebbe una conseguenza «dell’aumento di autostima e della ritrovata fiducia delle donne in loro stesse», per la terapista e sessuologa Simone Bienne, famosissima in Inghilterra per i suoi programmi su sesso e amore su GMTV, andrebbe spiegato con la vita frenetica che svolgono oggi le donne in carriera e che mal si adatta con l’idea di una relazione duratura.

Simona Marchetti


18/06/2010

Brancher ministro per il Federalismo. L’opposizione insorge

Brancher ministro per il Federalismo. L’opposizione insorge

Uomo di collegamento tra Lega e Pdl, prima di questa investitura era sottosegretario alle riforme. L’Idv presenta un’interrogazione urgente. Di Pietro: "Il premier riferisca sulla ragioni di questa nomina visto che Brancher al momento è sotto processo"

 

 

 

ROMA - Aldo Brancher è stato nominato ministro per l'Attuazione del Federalismo. Il decreto è stato firmato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, su proposta del presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi. Brancher, che ha giurato nelle mani del Capo dello Stato, viene dunque "promosso" da sottosegretario alla presidenza del Consiglio a ministro senza portafoglio con delega al federalismo. Ne dà notizia un comunicato del Quirinale.

CHI È - Nato a Trichiana in provincia di Belluno il 30 maggio del '43, Brancher negli Anni '70 fu sacerdote paolino. Contribuì alla diffusione del settimanale "Famiglia cristiana", facendone uno dei più venduti d'Italia. Poi la carriera in Fininvest e Publitalia all'ombra di Fedele Confalonieri, il coinvolgimento in Tangentopoli nel ’93, l'elezione alla Camera dei deputati, la poltrona di sottosegretario alle Riforme. È considerato vicino al ministro dell'Economia Giulio Tremonti e con lui è uno degli uomini di raccordo del Pdl con la Lega di Umberto Bossi. Lo stesso Tremonti assicura che quello per l'Attuazione per il federalismo sarà «un ministero low cost, molto low cost».

LA POLEMICA
- Se la nomina di Brancher è accolta favorevolmente dai giovani del Pdl («Auguri di buon lavoro a un autentico riformista» afferma il coordinatore nazionale Francesco Pasquali), è invece durissima la reazione dei partiti di opposizione. «C'è da rimanere sconcertati davanti alla nomina di un nuovo ministro per il Federalismo - afferma, in una nota, il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa - quando già esistono tre dicasteri come quelli di Calderoli, Bossi e Fitto. Se di fronte ai drammatici problemi degli italiani, la risposta del governo è un ministero in più per Brancher, c'è da mettersi le mani nei capelli...». Il Partito democratico, invece, punta il dito contro i problemi giudiziari del neo-ministro (il prossimo 26 giugno è fissata la ripresa del processo a suo carico: Brancher deve rispondere dell'accusa di appropriazione indebita in relazione a soldi incassati da Giampiero Fiorani nell'ambito di uno stralcio dell'indagine sulla scalata di Bpl alla Banca Antonveneta). «La sua nomina - dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti - aumenta il numero degli uomini di governo che possono avvalersi della norma privilegio sul legittimo impedimento che consente di sottrarsi 'agevolmente' dalle convocazioni in sede giudiziaria». «Se è vero che vogliono promuovere a ministro un tale Aldo Brancher, che io ricordo molto bene essere persona coinvolta in tangentopoli per fatti molto gravi - aveva invece dichiarato in precedenza il leader Idv, Antonio Di Pietro - a me pare che il messaggio che si manda ai cittadini sia uno solo: il delitto paga e che conviene fare il delinquente perchè magari si diventa anche ministro».

Redazione online


04/06/2010

Diploma e dieci giorni di selezioni, la crocerossina che ha «colpito» il premier

Diploma e dieci giorni di selezioni, la crocerossina che ha «colpito» il premier

ALLA FESTA DELLA REPUBBLICA. Scelta per il portamento «che esprime dignità, decoro e senso di appartenenza». La donna ha 46 anni

croce_pop.jpg

ROMA — Alta, elegante, viso luminoso. L'infermiera statuaria che ha strappato l’apprezzamento del premier e delle alte cariche sul palco durante la parata del 2 giugno è un’ufficiale della Croce Rossa. Diplomata infermiera volontaria del Corpo fondato nel 1908 e «selezionata dopo dieci giorni di addestramento» in caserma, così come solitamente accade con le crocerossine che partecipano alla Festa della Repubblica. E che si esercitano lungamente per la prestigiosa occasione. In questo caso, però, la consorella è stata scelta per guidare la compagnia di volontarie di scorta alla bandiera della Repubblica italiana. Su di lei, riserbo assoluto da parte della Croce Rossa. Restano le immagini che fotografano il suo passaggio davanti al palco delle autorità e il visibile apprezzamento del premier, Silvio Berlusconi. Apprezzamento accompagnato, racconta chi c’era, da un’entusiastica valutazione espressa anche verbalmente: sebbene non abbia ancora delicate missioni al suo attivo, i vertici della Croce Rossa l’hanno scelta per il portamento «che esprime dignità, decoro e senso di appartenenza». Il corso di crocerossina, va ricordato, equivale a due anni di accademia militare. Piccola nota di conforto per il pubblico femminile che l’abbia notata in una delle foto simbolo della parata: la signora ha già compiuto quarantasei anni.

Ilaria Sacchettoni


07/02/2010

La delusione della Nasa senza soldi: «Cape Canaveral in affitto ai privati»

La delusione della Nasa senza soldi: «Cape Canaveral in affitto ai privati»

 

IN ATTESA DEL LANCIO DELLO SHUTTLE. L’amministratore Charlie Bolden: acquisteremo biglietti di viaggio per spedire in orbita satelliti o astronauti

 

CAPE CANAVERAL – Mentre il lancio della shuttle Endeavour previsto domenica notte alle 4.39 ora locale (10.39 in Italia) è stato rimandato a lunedì per il maltempo, lo sguardo dalla rampa di lancio e guardando verso il mitico VAB, l’edificio dentro il quale si assemblavano i razzi Saturno per la Luna, si scorge un traliccio alto un’ottantina di metri. La sua costruzione è appena stata fermata per la scelta del presidente Obama di non tornare sulla Luna. E’ diventa il simbolo del momento. Era la torre di lancio del razzo Ares-1 alto un centinaio di metri e doveva servire per lanciare nello spazio la nuova astronave Orion prima verso la stazione spaziale internazionale e nel 2020 verso il nostro satellite naturale. Tutto cancellato.

Charlie Bolden (Ap)
Charlie Bolden (Ap)

La nuova strategia l’ha precisata nei dettagli, dopo gli annunci ufficiali dei giorni scorsi l’amministratore della Nasa Charlie Bolden, arrivato al Kennedy Space Center per assistere al lancio dello shuttle, incontrando i giornalisti. Lui stesso è un ex pilota di shuttle. «Dobbiamo cambiare direzione», ha sottolineato ricordando che la chiave del futuro è il coinvolgimento dei privati i quali devono produrre razzi e astronavi per i quali la Nasa acquisterà biglietti di viaggio quando servono per spedire in orbita satelliti oppure astronauti. «Affitteremo gli impianti di Cape Canaveral ai privati e noi dobbiamo cercare di attrarli a svolgere qui le loro attività». «La Nasa – ha continuato - deve avviare ricerche per costruire nuovi motori per razzi, nuovi sistemi robotici, insomma deve concepire nuovi sistemi per viaggiare domani nello spazio». Ma per andare dove? «Dovrà deciderlo il Congresso nelle cui aule si comincerà ora a discutere», risponde.

Sono diversi i tempi quando la Nasa studiava e proponeva al presidente Kennedy di andare sulla Luna e il Congresso approvava. Ora la Nasa ipotizza solo un indistinto piano di ricerca in vari settori senza indicare alcuna meta. «Anch’io – aggiunge – ritengo utile guardare a Marte ma ci sono ancora troppe cose da conoscere prima di impegnarsi su un obiettivo del genere». Bolden parla di studiare obiettivi flessibili ma l’unico impegno che sostiene vigorosamente è l’utilizzo della stazione spaziale internazionale con l’intenzione di estendere la sua vita tecnica oltre il 2020. E su questa unica realtà concreta del suo discorso innesta la necessità di rafforzare la collaborazione internazionale. «Con altri Paesi – dice – dobbiamo decidere che cosa fare anche per il futuro». Ciò servirà anche per raccogliere fondi su eventuali progetti, senza tuttavia precisare quali idee l’America proporrà nelle sue auspicate condivisioni internazionali. Al Kennedy Space Center intanto l’anno prossimo sarà licenziata la metà dei tecnici che qui lavorano soprattutto per i voli dello shuttle il quale quest’anno terminerà le sue missioni.

Giovanni Caprara


09/11/2009

Rossi, ultimatum alla Yamaha: «O me o Lorenzo per il 2011»

Rossi, ultimatum alla Yamaha: «O me o Lorenzo per il 2011»

 

MOTOGP. Valentino: «Devono scegliere su chi puntare. Ho una buona proposta dalla Ducati»

 

Valentino Rossi (LaPresse)
Valentino Rossi (LaPresse)

VALENCIA - Se non è un ultimatum, poco ci manca. Valentino Rossi esce allo scoperto: «Ho una buona offerta da parte della Ducati». Il pesarese afferma di essere tentato dalla proposta e chiede alla Yamaha di scegliere: «O me o Lorenzo». Non subito, ma nel 2011. A Valentino non devono essere piaciute le parole pronunciate da Masao Furusawa, direttore di Yamaha Racing, il quale ha ribadito che Lorenzo rappresenta una pedina importante per la casa dei tre diapason. Frasi di rito, probabilmente, ma arrivate poco dopo il nono titolo mondiale conquistato da Valentino. E Rossi, da Valencia, ha replicato dai microfoni dell'emittente britannica Bbc: «Ho una buona offerta da parte della Ducati e la Yamaha deve prendere una decisione. Devono rispettarmi un po' di più. Devono decidere se vogliono me o Jorge (Lorenzo, ndr)».

TRATTATIVE - Che Rossi e la Ducati stessero flirtando, si era già intuito durante il week-end del Gp di San Marino a Misano, quando il campione del mondo si produsse in lodi gratuite verso la casa di Borgo Panigale e il suo progettista Filippo Preziosi. Jorge Lorenzo è stato l'avversario numero uno di Rossi in questa stagione. Oltretutto la Yamaha ha concesso allo spagnolo di utilizzare gli stessi dati e le stesse regolazioni di Rossi. Se il campione del mondo della Motogp arrivasse in Ducati, i 'rumors' dai box riferiscono che Casey Stoner sarebbe addirittura contento di dividere la Rossa con lui. Tanto da preferirla alla Honda che pure con l'ingaggio di Livio Suppo e di tre tecnici della Yamaha sta dimostrando di avere una strategia aggressiva perchè il nuovo boss ex F1 Shuehi Nakamoto per il 2011 vorrebbe avere o Stoner o Lorenzo nel box della Hrc.