06/06/2010

L'ultima zingarata di Firenze, il tributo ad "Amici miei" (quello vero)

L'ultima zingarata di Firenze, il tributo ad "Amici miei" (quello vero)

LA STORIA. In mille vestiti a lutto per il corto-remake dell'ultima scena del funerale del Perozzi. Con polemica

amici miei - tributo.jpg

FIRENZE - Mille persone vestite a lutto in un'afosa domenica di giugno a Firenze. Tutti insieme per una 'zingarata' vera che sa molto anche di sberleffo collettivo: girare il corto-remake dell'ultima scena di 'Amici Miei', quella del funerale di Giorgio Perozzi, (il giornalista de La Nazione
interpretato da Philippe Noiret), nell'ultima scena del film-cult di Mario Monicelli del 1975.

Il funerale dell'Ultima Zingarata (Foto Deleo)
Il funerale dell'Ultima Zingarata (Foto Deleo)

In mille per un tributo a un film mai dimenticato in città. Un tributo a un grande regista, a dei meravigliosi attori e a quello spirito zingaro, cinico e anche amaro di Firenze. Un tributo all'anima vera di una città polemica e litigiosa ma che non dimentica mai gli amici, soprattutto gli «Amici miei», quelli veri. Nel film di Monicelli poche persone dietro alla bara del Perozzi in una fredda giornata d'inverno. Oggi, nel caldo pomeriggio di una primavera già estiva, in mille (compresa «la banda, i militari e le puttane») per l'ultimo saluto al Perozzi e ad un film che fa parte ormai dell'anima di Firenze. Un'anima oggi un po' offuscata rispetto a trantacinque anni fa ma sempre viva.

L'idea folle (e geniale) è di Federico Micali, giovane regista già autore tra l'altro di un bel film sul cinema Universale, altro luogo "mitico" di una Firenze che non c'è più. Un'idea che è anche una velata polemica a distanza nei confronti di un remake come quello che sta girando in questi giorni il reigista Neri Parenti ("Amici miei 400") e che in città non ha sollevato entusiasmi. «In un momento di rinnovato "interesse" per un film cult come "Amici Miei" - spiega Micali- ci fa immensamente piacere questo evento che ha coinvolto tutta la città e rinnovato l'affetto per questo grande, inimitabile, capolavoro della commedia all'italiana. Non poteva esserci un modo migliore di una "zingarata" che affonda le sue radici proprio nel film per trasformarsi in una clip che ne restituisca il senso dolce-amaro. Anche in questo senso, la partecipazione di Monicelli è per me e per tutti noi una grandissima soddisfazione». E Monicelli ha partecipato davvero (anche se a distanza e via audio). Sabato Micali è andato nella sua casa in Maremma dove ha girato (commosso) alcune riprese che inserirà in questo cortometraggio «che spero riusciremo a portare al festiva di Venezia». In più il maestro ha voluto inviare un audio-saluto a tutti i partecipanti dell'ultima zingarata studiata e realizzata in perfetta sintonia con quelle dell'indimenticabile quintetto Necchi (Duilio Del Prete)-Melandri (Gastone Moschin)-Perozzi (Philippe Noiret)-Sassaroli (Adolfo Celi)-Mascetti (Ugo Tognazzi).

 

amici miei - tributo 2.jpg

La scena del funerale del Perozzi nel film 'Amici Miei' di Monicelli
La scena del funerale del Perozzi nel film "Amici Miei" di Monicelli

«Sarebbe stato bello se il finale di 'Amici miei' fosse stato davvero così: con i militari, la banda di Fucecchio e le majorettes» ha detto Monicelli nel messaggio audio ascoltato dalle mille comparse 'volontarie' che si sono presentate in piazza Santo Spirito grazie a un tam tam sul web che durava ormai da diversi giorni. «Saluto Firenze - ha detto ancora Monicelli - e mi dispiace non esser presente. Beati voi che siete lì per una vera e propria 'zingarata' nel pieno stile di "Amici miei"». L'iniziativa, con la produzione di Francesco Conforti, ha avuto due momenti: la mattina una cinquantina di comparse ha riproposto l'esatta sceneggiatura e le stesse inquadrature del film originale; nel pomeriggio, invece, è stata girata la scena delle esequie come l'avrebbe desiderata l'architetto Rambaldo Melandri, alias Gastone Moschin, allorché nella pellicola originale si sfoga dicendo: «Come vorrei che venisse fuori un funeralone da fargli prendere un colpo a tutti e due quelli lì: e migliaia di persone, tutte a piangere, e corone, telegrammi, bande, bandiere, puttane, militari...».

Trentacinque anni dopo questo miracolo
è avvenuto: una banda musicale vera, quella di Fucecchio, una squadra di majorettes, mille comparse in divisa militare, agghindate da prostitute oppure semplicemente vestite a lutto. E sul carro funebre con la bara del Perozzi, due corone di fiori dove si leggeva: «L'ultima zingarata» e «Come fosse Antani». Le riprese sono andate avanti per alcune ore. Nel cortometraggio, oltre all'intervento di Mario Monicelli, ci sarà anche l'attore Gastone Moschin, con un cammeo registrato in seguito. Tra il pubblico assiepato, a seguire le riprese nella piazza, c'era il futuro allenatore della Nazionale di calcio, ed ex della Fiorentina, Cesare Prandelli. Lui lo sa bene cosa significhi a Firenze essere «Amici miei».

Iacopo Gori


08/12/2009

Alla Scala quattordici minuti d'applausi per la Carmen

Alla Scala quattordici minuti d'applausi per la Carmen

 

In scena l'opera di Bizet diretta dal maestro Daniel Barenboim. Fuori dal teatro storico di Milano momenti di tensione per la protesta degli enti lirici italiani, in crisi. Prima dell'apertura del sipario attimi solenni con l'inno di Mameli

 

 

 

MILANO Atmosfera tesa, cupa, e non soltanto per la pioggia e il freddo. Piazza Scala, blindata da forze dell'ordine in assetto antisommossa, ha atteso la «prima» in un clima poco festoso e molto legato alla crisi. Fin dal pomeriggio hanno manifestato i lavoratori del teatro Regio di Torino, quelli del Verdi di Trieste, quelli del teatro dell'Opera di Roma e molti altri. Accanto alle bandiere degli organizzatori della protesta (Cgil, Cisl, Uil, Fials, Cub e Cobas) c'erano bandiere rosse, palloncini e megafoni per urlare slogan. La crisi è stata protagonista anche all'interno del teatro, dove alle 18 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto il suo ingresso, accolto da applausi. Il sovrintendente Stephane Lissner lo ha accolto e quindi accompagnato al palco reale per assistere alla Carmen diretta da Barenboim. Lo spettacolo è stato preceduto da una pausa di silenzio, un momento di riflessione chiesto dai lavoratori del Teatro in segno di solidarietà con le difficoltà di altri teatri e lavoratori. Appena entrato il maestro Daniel Barenboim, si sono accese le luci del teatro, ed il pubblico dopo averlo applaudito si è alzato per il minuto di silenzio. Finito il momento di riflessione, è cominciato l’inno di Mameli, eseguito in onore del presidente Napolitano. Dopodiché è partito il preludio di Carmen.

BRAMBILLA UNICO MINISTRO - «Non so chi c'è e chi non c'è»: Michela Vittoria Brambilla ha risposto così a chi le ha chiesto perché fosse l'unico ministro presente, dopo la defezione di Bondi, molto contestato dalla piazza.  «Posso dire le mie ragioni - ha detto il ministro del Turismo -. La Scala è fondamentale per promuovere l'Italia nel mondo. È un marchio dell'eccellenza italiana e mi piace la lirica». Il sindaco di Milano Letizia Moratti, come preannunciato, ha sfoggiato un vestito verde di Armani. Accanto a lei in platea il presidente della Regione Roberto Formigoni, il vicepresidente della Scala Bruno Ermolli, l’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni, quello di Edison Umberto Quadrino, Cesare Romiti, l’amministratore delegato dell’Enel Fulvio Conti, il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli, l’ex sovrintendente Carlo Fontana, l’ex procuratore capo di Milano, attualmente alla guida del Conservatorio Francesco Saverio Borrelli, il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera.

LE TENSIONI - Intorno alle 17 ci sono stati momenti di tensione tra i manifestanti, alcune centinaia, e agenti delle forze dell'ordine. In almeno tre occasioni i manifestanti hanno tentato di sfondare le transenne che recintavano l'area della protesta, scatenando alcuni parapiglia con le forze dell'ordine. E in una circostanza alcuni lavoratori hanno scagliato uova contro gli spettatori diretti a teatro mentre i militanti dei centri sociali hanno acceso a più riprese fumogeni rossi. Appesi alle transenne c'erano striscioni di diverse rappresentanze sindacali che protestano contro i tagli agli spettacoli. Il segretario provinciale Fials, Sandro Malatesta, ha spiegato: «La nostra è una protesta dovuta contro i tagli che rappresentano la rovina dei teatri lirici». Sui cartelloni si leggevano slogan come «Ieri Attila oggi Bondi», «Piangi, pagliaccio», «Basta tagli alla cultura». Accanto a loro i lavoratori delle aziende in crisi, a rischio licenziamento: l’Alfa di Arese, la Lares-Metalli Preziosi di Paderno Dugnano e altre, oltre a esponenti dei centri sociali milanesi.

IL MINUTO DI SILENZIO - Prima dello spettacolo gli orchestrali sono rimasti in piedi per 60 secondi «a supporto dei lavoratori colpiti dalla crisi e, al tempo stesso - spiega una nota firmata dalla rappre­sentanza sindacale aziendale e da Cgil, Cisl, Uil e Fials - per ricordare quello che sta acca­dendo nei nostri teatri senza un adeguato sostegno pubbli­co». «Sicuramente ge­sti come questo hanno signifi­cato», è stato il commento del sindaco Letizia Moratti. Il minuto di silenzio indetto prima dello spettacolo come segno di vicinanza per i lavoratori colpiti dalla crisi, afferma invece il segretario provinciale Fials Sandro Malatesta, «è un segnale minimo che può servire per attirare l'attenzione sul nostro problema, ma certo serve molto di più». «È giusta la decisione di attuare un minuto di silenzio per i lavoratori in crisi, ma quanto fatto dal governo per loro non si è mai visto con nessun altro governo», è stato il commento del presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, al suo arrivo a teatro.

NAPOLITANO: «FACCIO QUEL CHE POSSO» - «Non ho bacchette magiche né i cordoni della borsa. Quello che posso fare per la Scala e la musica lo faccio», ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante l’intervallo della rappresentazione, andando a salutare i musicisti e le maestranze del teatro. «Complimenti alle maestranze - ha detto Napolitano - molti di voi li ho visti a Tokyo, ma questa è casa nostra. Abbiamo tanti ospiti stranieri e questo è motivo di gratificazione».

BASSO PROFILO - La Scala ha fatto una scelta di understatement: la regia di Emma Dante con pochi fronzoli e molto contesto sociale e la me­tamorfosi della cena di gala of­ferta dal Comune che quest'anno diventa un buffet in piedi (per trecen­to invitati) nei ridotti del tea­tro. Il menu: carpaccio di sal­mone, tagliata di storione, tim­balli di riso, tortini di zucca e uno scrigno di funghi porcini serviti dal Caffè Scala.

BACIO MALEDUCATO ALLA MARINI - Piccola gag fuori programma e non si sa quanto apprezzata per Valeria Marini. La showgirl, arrivata al Teatro alla Scala per assistere alla prima, è stata avvicinata da Enrico Lucci de «le Iene» che si è inginocchiato - mentre la Marini posava per i fotografi con un bell'abito lungo e scollato, rosso porpora - e ha approfittato della distrazione per baciare il fondoschiena dell'attrice, prima che la sicurezza riuscisse a fermarlo.


19/05/2009

Ragazzini seviziano e impiccano un cane

Ragazzini seviziano e impiccano un cane

 

L'autore materiale dell'uccisione dell'animale è un bambino di 9 anni. Canicattì, la scena è stata filmata dalle telecamere di sicurezza del municipio. L'Enpa: fatto sconcertante

 

Un frame del ritrovamento di un cane impiccato a Sant'Agata di Militello (da YouTube)
Un frame del ritrovamento di un cane impiccato a Sant'Agata di Militello (da YouTube)

MILANO - Prima lo hanno seviziato, poi gli hanno tolto la vita impiccandolo ad una maniglia. Il tutto davanti all'occhio elettronico della fotocamera di un telefono cellulare. La vittima è un piccolo cane di razza yorkshire; gli aguzzini sono tre ragazzini siciliani e a compiere materialmente l'impiccagione è stato il più piccolo dei tre, di soli nove anni (i «complici» che hanno effettuato le riprese ne hanno invece 13 e 15).

I FILMATI - A loro i carabinieri sono arrivati dopo aver visionato le telecamere installate dal Comune sulla villa comunale di Canicattì, nei pressi della quale si sono verificati i fatti. Dalle registrazioni video è emerso che ad uccidere il cane è stato un bambino di 9 anni che si è fatto filmare con un telefono cellulare dai due complici di 13 e 15 anni. Per tutti è scattata la segnalazione alla Procura dei Minori che adotterà le misure del caso.

«FATTO CHE LASCIA SGOMENTI» - «Quanto accaduto a Canicattì - commenta Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Ente nazionale protezione animali - è un fatto sconcertante che lascia sgomenti per la giovanissima età dei tre bambini. Ci si chiede quali condizioni esistenziali possono aver portato tre minori a compiere un’azione talmente efferata che certamente non mancherà di lasciare traccia su di loro, anche negli anni a venire. Questo episodio dimostra quanto sia indispensabile una maggiore tutela dell’infanzia».

MACABRA MODA - Non è la prima volta che dei giovani vengono sorpresi a torturare animali e non è la prima volta che certe gesta vengono immortalate in un video. In YouTube, uno dei principali siti per la condivisione di filmati, digitando le parole «cane impiccato» si arriva ad un video relativo ad un macabro ritrovamento di un cane ucciso appunto per impiccagione a Sant'Agata di Militello, nel Messinese. E molti sono i video di episodi analoghi provenienti da diverse parti del mondo. Resta ora da vedere quali saranno le decisioni dei giudici dei minori relativamente al caso di Canicattì. Tutti i giovani coinvolti nella vicenda sono però di età inferiore ai 14 anni e per questo non punibili.