02/08/2010

Berlusconi assicura: né crisi, né elezioni

Berlusconi assicura: né crisi, né elezioni

Bossi avverte: a settembre l'opposizione punterà a un governo tecnico. Casini: non c'è nessun complotto. L'opposizione ragiona sui possibili scenari: Di Pietro si prepara alle urne e Bersani chiede un "governo di transizione per le riforme"

 

 

 

"Non ci saranno né crisi, né elezioni". Lo sostiene il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in un'intervista alla Stampa. Dopo lo strappo con Gianfranco Fini e la nascita dei gruppi parlamentari autonomi che fanno capo al presidente della Camera, il premier rassicura i suoi e il Paese sulla tenuta della maggioranza che, ha affermato nei giorni scorsi "è forte e lo dimostra anche il fatto che sono state approvate 4 riforme in 7 giorni".

Insomma, il presidente del Consiglio non vede all'orizzonte un ritorno alle urne a breve, né l'ipotesi di un governo tecnico.

Ma la situazione pare confusa. E ne sono prova anche i titoli di apertura dei maggiori quotidiani italiani che si dividono tra lo spettro del voto anticipato e la certezza che il governo andrà avanti perché ha i numeri.

Bossi, no al governo tecnico -
Il Senatùr Umberto Bossi, intanto, detta la linea: no a un governo tecnico. A questo punto sarebbe meglio andare alle elezioni. E aggiunge: "A settembre cercheranno di dare la sfiducia a Berlusconi e cercheranno di puntare su un governo tecnico". Ascota le parole del leader della Lega

Bondi: in caso di crisi si va al voto -
"Assolutamente no" a un governo di transizione in caso di crisi del governo Berlusconi. Secondo Sandro Bondi, "non ci sono le condizioni né politiche né numeriche in Parlamento per un esecutivo di transizione che non sia il governo voluto dagli elettori". Dunque, in quel caso, non resterebbero che le elezioni, lascia intendere il portavoce del Pdl.

Bocchino: le elezioni non convengono a nessuno -
Contrari, invece, al ritorno alle urne i finiani. "Probabilmente non convengono a nessuno", ma "se si andrà alle urne credo che la figura di Fini sarà la più spendibile per una nuova alleanza moderata", simile "a quella francese, insieme ad autonomisti, centristi del Pd, esponenti di una destra moderna" ha dichiarato Italo Bocchino.

Fitto apre all'Udc -
"Ci siamo sempre detti disponibili ad allargare i confini della maggioranza, ed è inevitabile ricordare e sottolineare come con l'Udc ci sia sempre stato un dialogo proficuo  u obiettivi e valori comuni". Così ai microfoni di Sky Tg24 il ministro per   Rapporti con le regioni, Raffaele Fitto, a proposito di un eventuale accordo con il partito di Pier Ferdinando Casini. L'INTERVISTA

Ma quali sono le posizioni dell'opposizione?


Bersani, la crisi va parlamentarizzata -
"Governo a tempo limitato per fare una legge elettorale". Questa la proposta del segretario del Pd Pierluigi Bersani ai microfoni di TG24. "Il Pdl ha fallito" dichiara. E, come già detto all'indomani del divorzio Fini-Berlusconi, la crisi va parlamentarizzata. Ascolta l'intervento del segretario del partito democratico.

Casini: non c'è nessun complotto -
Non c'è nessun complotto contro il governo a differenza di quanto a denunciato il leader della Lega, Umberto Bossi. Lo dice Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, intervistato da Sky TG24. E intanto nega che parlamentari del suo gruppo possano passare con la maggioranza. CASINI A Sky TG24


02/10/2009

La vita in diretta su Google Earth

La vita in diretta su Google Earth

 

Un software introduce informazioni video in tempo reale tramite la combinazione delle riprese di diverse telecamere

 

Sorvolare la Terra, le città, le strade e vederne le immagini dettagliate stando semplicemente seduti al proprio computer – possibilità per la prima volta introdotta dal software Google Earth – non era abbastanza eccitante per alcuni ricercatori del Georgia Institute of Technology. Si tratta pur sempre di informazioni statiche, dato che le foto satellitari sono aggiornate di tanto in tanto. Hanno deciso perciò di sviluppare un metodo per sovrapporre alle vedute aeree i dati raccolti in tempo reale su quanto sta accadendo in un luogo. Come lo streaming live delle videocamere a circuito chiuso, delle webcam e dei sistemi per il rilevamento del traffico.

VIDEO LIVE - In questo modo è possibile aggiungere alle mappe aeree della Terra – come il già citato Google Earth, ma anche Microsoft Virtual Earth – dei video live sul traffico, i passanti, le nuvole e qualsiasi altro dato dinamico che venga trasmesso da una telecamera. Combinando le riprese di diverse cam, i ricercatori sono stati in grado di sovrapporre a Google Earth la rappresentazione in 3D di una partita di calcio, del traffico di automobili lungo una data strada, del movimento di pedoni in un campus. Benché ricreato artificialmente da un software, quello che si vede mostra dati, veicoli, persone reali, che si stanno muovendo proprio in quel momento

 


 

SCENARI INQUIETANTI - Le hanno chiamate Augmented Earth Maps, riferendosi al concetto di realtà aumentata (augmented reality), cioè all’idea di sovrapporre alla realtà dati digitali provenienti dal web o da altri database. Anche se, in questo caso, sembra essere piuttosto la realtà – intesa come flussi di persone, auto, oggetti catturati da una telecamera – a essere inserita sul virtuale. In ogni caso il risultato finale è dirompente. E anche se finora si tratta solo di una sperimentazione applicata ad alcune videocamere, già c’è chi prefigura scenari orwelliani. Cosa succederebbe – si chiedono ad esempio quelli di Gizmodo – se i dati mostrati, finora anonimi, fossero riconducibili ai singoli individui?

MAPPE DI INTERNI - Al di là delle previsioni più inquietanti, finora sembra prevalere il fascino per la mappatura del mondo in salsa web. Non c’è lembo di terra che può ormai sfuggire ai nuovi cartografi della rete. Come i corridoi di università, sale conferenze, edifici o parchi a tema. Ci stanno pensando quelli di Micello, una start-up americana che intende mappare, per così dire, «l’ultimo miglio». Là dove finisce Google Maps, alla soglia degli edifici, fin dentro l’ufficio dove siete diretti. Il suo software – scaricabile gratuitamente sull’iPhone a partire da quest’autunno – permetterà di navigare inizialmente solo all’interno di alcuni punti di interesse in California. L’esempio più ovvio sono i centri commerciali. Ma potrebbe facilmente essere esteso a quasi tutti i luoghi pubblici.

Carola Frediani

Fonte: Corriere della Sera


14/05/2009

Coralli scomparsi entro la fine del secolo A rischio la vita di 100 milioni di persone

Coralli scomparsi entro la fine del secolo A rischio la vita di 100 milioni di persone

 

In pericolo il «Triangolo dei Coralli» tra Malesia e Filippine. I risultati della ricerca scientifica diffusa dal Wwf: «Colpa del riscaldamento globale, si corra ai ripari»

 

Un pesce pagliaccio tra gli anemoni della barriera corallina in Papua Nuova Guinea (Cat Holloway / Wwf)
Un pesce pagliaccio tra gli anemoni della barriera corallina in Papua Nuova Guinea (Cat Holloway / Wwf)

Entro la fine del secolo le barriere coralline potrebbero sparire da quell'angolo del pianeta Terra dove sono presenti in maggiore densità, il cosiddetto «Triangolo dei coralli» che si estende tra le coste e i mari di sei Paesi indonesiani: Filippine, Malesia, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone e Timor Est. Queste terre, pur rappresentando solo l1% della superficie terrestre, comprende il 30% delle barriere coralline mondiali. Non solo: si trovano qui il 76% delle specie di coralli censite in tutto il mondo e oltre il 35% delle spiecie di pesci presenti nelle barriere coralline, compreso il tonno. A lanciare l'allarme sulla sopravvivenza di questo ecosistema - e su una popolazione di circa 100 milioni di persone che con la scomparsa dei coralli di fatto si troverebbe priva di ogni forma di sostentamento - è il Wwf, che in occasione della Conferenza mondiale degli oceani, che si è aperta martedì a Manado, in Indoniesia, ha presentato uno studio realizzato da un team di esperti - biologi, economisti, studiosi di ecosistemi - che si sono avvalsi di oltre 300 analisi scientifiche.

Il prof. Ove Hoegh-Guldberg
Il prof. Ove Hoegh-Guldberg

SCENARIO DA CATASTROFE - La conclusione a cui giunge la ricerca è tutt'altro che tranquillizzante: i cambiamenti climatici, l'aumento della temperatura degli oceani e del livello dell'acqua e della sua acidità, i sempre più frequenti eventi calamitosi come siccità e burrasche, avranno effetti devastanti. E per questo la comunità internazionale deve subito correre ai ripari, intervenendo soprattutto sul riscaldamento del pianeta, sul fronte della lotta all'inquinamento e sul contenimento degli eccessi di pesca. «Nello scenario attuale - spiega il prof. Ove Hoegh-Guldberg, dell'università di Queensland, a capo del team di esperti - la gente vedrà distruggere i tesori biologici del Triangolo dei Coralli. La povertà aumenterà, sparirà la sicurezza del cibo, l'economia soffrirà e i popoli della costa dovranno emigrare sempre più verso aree urbane». Con tutte le conseguenze che gli esodi massicci finiscono con il comportare.

Etika Rupeni transenna un giardino di coralli al Great Astrolabe Reef, nelle Fiji (Cat Hollowyay / Wwf)
Etika Rupeni transenna un giardino di coralli al Great Astrolabe Reef, nelle Fiji (Cat Hollowyay / Wwf)

RIDUZIONE DEI GAS SERRA - La ricetta individuata non è nuova: ridurre le emissioni di gas serra con investimenti internazionali che rafforzino l'ambiente naturale della regione. Va detto che le conseguenze catastrofiche annunciate si riferiscono al peggiore dei possibili scenari presi in considerazione dallo studio, ovvero quello di un continuo andamento negativo del quadro climatico e di uno scarso impegno nella protezione delle aree costiere. «Ma anche nello scenario positivo bisognerà affrontare la perdita di una parte delle barriere coralline, l'aumento del livello del mare e delle bufere, la siccità e la ridotta disponibilità di cibo ricavato dal pescato costiero - fa notare il Wwf -. Ma con una differenza sostanziale che consiste nel fatto che le comunità rimarranno ragionevolmente intatte e saranno in grado di affrontare le difficoltà. Una gestione efficace delle risorse costiere, che includa reti regionali di aree marine protete, la protezione delle mangrovie e dei letti dei fiumi e una buona gestione del pescato si tradurranno in un declino più lento di queste risorse».

LA CONFERENZA DI COPENHAGEN - La scadenza individuata per elaborare le strategie di difesa è quella del prossimo dicembre, quando a Copenhagen avrà luogo la Conferenza delle parti della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite. Sarà lì che bisognerà trovare un intesa sulla riduzione delle emissioni di gas serra. Solo in questo modo, dice l'associazione, sarà possibile proteggere le comunità più vulnerabili anche dalla perdita di cibo e di sostentamento.