25/01/2012

Scuole e uffici evacuati, la scossa a Milano. Ingv: «Verona-Reggio, nessun collegamento tra le scosse sismiche»

Scuole e uffici evacuati, la scossa a Milano. Ingv: «Verona-Reggio, nessun collegamento tra le scosse sismiche»

Scossa. Scattati i piani di emergenza nel capoluogo lombardo: evacuati per precauzione diversi uffici e scuole. L'ISTITUTO NAZIONALE DI GEOFISICA E VULCANOLOGIA. Massimo Stucchi, direttore della sezione milanese dell'Istituto geofisico nazionale: «Presto per parlare di sciame sismico»

Continua...


Trema il Nord, scuole e uffici evacuati

Trema il Nord, scuole e uffici evacuati

TANTA PAURA MA NESSUN DANNO. Terremoto avvertito dalla Lombardia al Veneto. Epicentro nel Reggiano, magnitudo 4,9. Nella notte scossa di 4,2 nel Veronese

Continua...


19/04/2009

Terremoto: scossa magnitudo 2. 8

Terremoto: scossa magnitudo 2. 8

 

Epicentro a Fossa, San Panfilo D'Ocre e Poggio Picenze

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nell'ambito dello sciame sismico in corso nell'Aquilano una nuova replica di magnitudo 2.8 e' stata registrata alle 06.52. E' quanto ha rilevato l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Le localita' prossime all'epicentro, ha reso noto il Dipartimento della Protezione Civile, sono Fossa, San Panfilo D'Ocre e Poggio Picenze. Dalle verifiche effettuate non risultano danni a persone e a cose.


01/04/2009

«Prevedo un terremoto». E un ricercatore scatena la psicosi tra l’Aquila e Sulmona

«Prevedo un terremoto». E un ricercatore scatena la psicosi tra l’Aquila e Sulmona

 

Aveva previsto un evento «disastroso». La profezia di Giampaolo Giuliani, tecnico che fa ricerca ai Laboratori del Gran Sasso provoca il panico

 

 

Il grafico di un sismografo (Ap)
Il grafico di un sismografo (Ap)

L’AQUILA — Non bastasse lo sciame sismico che da metà febbraio ha trasformato questo angolo d’Abruzzo in una pista di rock and roll, con oltre 30 scosse di magnitudo superiori ai 2 gradi, scuole chiuse, malori, tetti pericolanti e gente sull’orlo di una crisi di nervi, a fare danni ci si è messo anche «il terremoto che non c’è»: o meglio, che sarebbe dovuto arrivare e per fortuna non c’è stato.

Annunciata con toni quasi profetici da Gioacchino, Giampaolo Giuliani, tecnico che fa ricerca ai Laboratori nazionali del Gran Sasso e che da anni sostiene di aver elaborato un metodo in grado di prevedere l’arrivo degli eventi sismici, la notizia del terremoto, che nelle previsioni di Giuliani avrebbe dovuto essere «disastroso», ha scatenato tra domenica e lunedì una psicosi collettiva, che ha mandato in tilt Sulmona e dintorni. Tale il vespaio, da costringere ieri la commissione Grandi Rischi della Protezione civile a riunirsi in fretta e furia «per rassicurare la popolazione che non c’è alcun pericolo in corso», che «la situazione è monitorata ora per ora» e che «non è possibile prevedere in alcun modo il verificarsi di un sisma». Con un diavolo per capello, il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, si è scagliato contro «quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false», chiedendo una punizione esemplare.

E così è stato: Giuliani, che basa le sue previsioni sull’analisi di un gas (il Radon) sprigionato dalla crosta terrestre e che ha costruito enormi cubi in piombo per monitorare il suolo, ora si ritrova addosso una denuncia per procurato allarme. «È stato terribile». Il sindaco di Sulmona, Fabio Federico, ancora non si è ripreso. Domenica era a Roma, al congresso del Pdl. In mattinata, una scossa di magnitudo 4 aveva squassato il suo paese. «I vigili urbani— ha raccontato—mi hanno messo telefonicamente in contatto con questo signore (Giuliani, ndr.), che mi ha annunciato l’arrivo, da lì a poche ore, di un sisma devastante. Non sapevo che fare: far scattare il piano d’evacuazione o fare finta di niente?». A Sulmona intanto tutti già sapevano. Ed è stato il panico: gente in strada con i materassi, parroci che hanno svuotato le chiese, famiglie radunate nelle palestre. Poi è passata la domenica. E pure il lunedì. La terra ha tremato ancora. Ma piccole scosse. Niente al confronto del «terremoto che non c’è».

Francesco Alberti