30/04/2009

Polo sud, la piattaforma Wilkins si spezza

Polo sud, la piattaforma Wilkins si spezza

 

Immagini dal satellite dell'agenzia spaziale europea. Il riscaldamento globale ha provocato profonde fratture nel ghiaccio, grossi iceberg alla deriva

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La foto, scattata dal satellite dall'Agenzia spaziale europea, mostra la profonda frattura lungo il Wilkins ice shelf e grossi iceberg che si staccano dalla piattaforma

Le immagini dell' Esa -l' agenzia spaziale europea -mostrano grossi iceberg staccarsi dal «Wilkins ice shelf », una piattaforma di ghiaccio che si trova nella penisola Antartica. I ricercatori hanno affermato che il «Wilkins ice shelf» -grande quanto la Giamaica- è ha rischio di disgregarsi completamente nelle prossime settimane. La piattaforma è rimasta perlopiù stabile nel corso dell'ultimo secolo, ma ha cominciato a ritrarsi negli anni '90. Il «Wikins ice shelf» era tenuto insieme da un «ponte» di ghiaccio che legava l'isola di Charcot alla terra ferma Antartica. Ma in seguito al crollo del ponte avvenuto nelle scorse settimane, le fratture nel lato nord della piattaforma si sono ampliate e altre si sono formate per l'assestamento del ghiaccio. Secondo i dati del satellite, i primi iceberg si sono staccati venerdì scorso e da allora circa 700 km quadrati di ghiaccio sono caduti in mare.

RISCALDAMENTO GLOBALE - « Ci sono pochi dubbi sul fatto che questi cambiamenti sono il risultato del riscaldamento dell'atmosfera nella penisola Antartica, che è stato più rapido nell'emisfero sud», ha affermato David Vaughan, ricercatore del British Antarctic Survey. « Otto piattaforme di ghiaccio lungo la penisola Antartica hanno mostrato segni di rottura negli ultimi decenni e il distaccamento del «Wilkins ice shelf» è l'ultimo e il più grande della serie» spiega lo scienziato. La piattaforma ha perso il 14 % della sua massa nel corso dello scorso anno. Secondo i dati, negli ultimi 50 anni le temperature medie nella penisola Antartica sono aumentate di due gradi e mezzo, un aumento superiore alla media globale. Nelle prossime settimane gli scienziati ritengono che il «Wikins ice shelf» perderà circa 3,3370 km quadrati di ghiaccio, un'area grande quasi quanto il Lussemburgo. La rottura delle piattaforme antartiche non provoca in sé l'aumento del livello degli oceani, perché il ghiaccio non si scioglie ma continua a galleggiare, ma insieme all'aumento della temperatura dell'acqua è un importante indicatore del cambiamento climatico in atto nel pianeta.


30/03/2009

L'altra faccia del riscaldamento globale

L'altra faccia del riscaldamento globale

 

Su Vanguard. Reportage dalla Groenlandia: dove il riscaldamento globale è anche un'opportunità

 

Un frame del reportage di Adam Yamaguchi
Un frame del reportage di Adam Yamaguchi

GROENLANDIA - Il riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacci che ne deriva, sono un disastro naturale o un'opportunità? L'aumento della temperatura sta radicalmente trasformando l'Artico: i ghiacci si sciolgono, il livello del mare aumenta, i fiumi sono in piena o addirittura straripano. Gli esperti assicurano che le conseguenze di qui a pochi decenni saranno disastrose per tutto il Pianeta. Ma non tutti la pensano così.

I LOVE GLOBAL WARMING - L'altra, inaspettata, faccia della minaccia climatica è al centro dell'inchiesta "I Love Global Warming", realizzata da Adam Yamaguchi, in onda su Vanguard martedì 31 marzo alle ore 23, sul canale 130 di Sky. Con un reportage dalla Groelandia, Yamaguchi, atteso il 4 aprile al Festival Internazionale di Giornalismo a Perugia, propone un viaggio nella terra dei ghiacci per scoprire che a dispetto del disastro ecologico, la Groelandia vive un momento storico di sviluppo, scoprendo nuove terre da coltivare e nuove possibilità di crescita per il turismo incentivato dal clima più mite.

OSPITI - In studio, come ogni martedì, Davide Scalenghe e tra gli ospiti la direttrice del dipartimento di sostenibilità ambientale del WWF Italia Eva Alessi e Sabrina Melandri, ricercatrice dell’IEFE Istituto di Economia e Politica dell'Energia e dell'Ambiente dell’Università Bocconi di Milano.