24/06/2010
Marea Nera, marinaio si suicida. “Disperato per il disastro”
Marea Nera, marinaio si suicida. “Disperato per il disastro”Il capitano di un’imbarcazione assoldato dalla Bp per la pulizia delle acque del golfo si è tolto la vita sparandosi con la sua pistola. Da quanto riferito dal suo equipaggio “era sconvolto dalla portata dell’inquinamento”
Un dramma personale scuote le operazioni per arginare il disastro provocato dalla marea nera, nel sud degli Stati Uniti. Il capitano di un'imbarcazione assoldato dalla Bp per partecipare alle operazioni di pulizia si è tolto la vita sparandosi un colpo alla testa. Come ogni giorno William Kruse, 55 anni, aveva raccolto l'equipaggio e si apprestava a partire dalla costa dell'Alabama. Poi ha detto ai marinai di andare a prendere del ghiaccio e quando sono tornati a bordo lo hanno trovato morto. Kruse, a quanto riferito, era rimasto sconvolto e adirato per i danni causati dalla fuoriuscita di greggio che sta devastando l'ecosistema delle coste meridionali degli Stati Uniti.
Intanto la Bp ha riposizionato il "tappo" che argina la fuoriuscita di greggio nel Golfo del Messico, dopo che era stato temporaneamente rimosso per un incidente causato da un robot sottomarino. Lo ha reso noto la stessa compagnia petrolifera che in una nota ha riferito che il sistema "ha ripreso a pompare petrolio e gas".
La rimozione del tappo aveva provocato un notevole aumento del flusso di greggio che ha già provocato il più grave disastro ambientale nella storia degli Usa, minacciando l'ecosistema della Louisiana e di altri Stati meridionali.
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24/11/2009
Filippine, Arroyo: stato di emergenza in due regioni
Filippine, Arroyo: stato di emergenza in due regioni
Il Paese sconvolto dal maxi sequestro finito in tragedia. Sale il bilancio dei morti. Sono 39 i corpi trovati dalle forze dell'ordine impegnate in controlli a tappeto nelle due province meridionali dell'isola di Mindanao
Stato d'emergenza in due province dell'isola di Mindanao, nel sud delle Filippine, e mani libere alla polizia incaricata di scovare il commando che ieri ha seminato il terrore nella regione, sequestrando più di 40 sostenitori di Ismael Mangudadatu candidato alla carica di governatore della regione, che ha deciso di sfidare il clan al potere da diversi anni. La nazione è sotto shock per il più violento agguato mai compiuto durante una campagna elettorale. Fino al ripristino della normalità, ha detto la presidente Arroyo, nelle due province saranno istituiti checkpoint e controlli a tappeto.
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