15/04/2011
Consigliere municipale gambizzato, due spari da un motorino
Consigliere municipale gambizzato, due spari da un motorinoAGGUATO IN VIA FLAMINIA A ROMA. Andrea Antonini, XX circoscrizione, vicepresidente di Casa Pound, non è in pericolo di vita: «Forse uno scambio di persona». La Procura apre un fascicolo
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07/06/2010
Scooterista ucciso, fermato il pirata della strada: positivo alla cannabis
Scooterista ucciso, fermato il pirata della strada: positivo alla cannabisA GASSINO, IN PROVINCIA DI TORINO. Il 25enne investitore, che aveva già causato un altro incidente, è stato rintracciato a casa sua
TORINO - Con la sua auto prima ha invaso la corsia opposta e ha urtato un'altra vettura, poi ha travolto e ucciso uno scooterista, facendogli fare un volo di cento metri. La fuga del pirata della strada è durata alcune ore. I carabinieri sapevano che viaggiava su una Fiat Punto color amaranto - così avevano detto i testimoni - e gli hanno dato la caccia. Alla fine l'hanno preso, a casa sua: si tratta di Adriano Torasso, 25 anni, di San Raffaele Cimena (Torino), coltivatore diretto. A quanto ha riferito, stava tornando a casa da una festa privata. Il giovane, che avrebbe ammesso le sue responsabilità, è stato sottoposto a test tossicologici e alcolemici: è risultato positivo alla cannabis, che coltivava a casa sua. Ora risponderà di omicidio colposo, omissione di soccorso e detenzione di stupefacenti a fini di spaccio.
I DUE INCIDENTI - È successo domenica mattina alle porte di Gassino, in provincia di Torino. Il 25 enne, reduce dalla festa, stava percorrendo la statale 590 San Raffaele Cimena-Chivasso. A un certo punto ha invaso la corsia opposta e ha urtato un'altra Fiat Punto con a bordo una famiglia: per fortuna nessuno è rimasto ferito. La Punto amaranto ha continuato la sua corsa. Un chilometro più avanti, però, sulla strada del pirata si è trovato Claudio Cavazzi, 57 anni, di Gassino, infermiere all'ospedale di Chivasso. Viaggiava su uno scooter 50 cc: la Punto ha tamponato violentemente il ciclomotore, facendo sbalzare di sella il centauro che ha fatto un volo di circa 100 metri. Il pirata non si è fermato e ha proseguito la folle corsa in direzione di Chieri. La vittima è stata soccorsa, ma è deceduta per frattura del cranio. I carabinieri si sono subito messi sulle tracce del pirata della strada e nel pomeriggio l'hanno fermato a casa sua. Nel corso di una perquisizione, hanno trovato 15 proiettili e venti grammi di marijuana; vicino alla casa c'erano delle piantine di cannabis.
Redazione online
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12/05/2010
Caso Gugliotta, indagato agente E pm chiede la scarcerazione
Caso Gugliotta, indagato agente E pm chiede la scarcerazioneIl caso Gugliotta, arrestato la sera di Roma-Inter, avrebbe intenzione di rifiutare cibo e acqua. La vicenda arriva a Montecitorio al Question time: risponde il ministro Vito
| Stefano Gugliotta |
ROMA - La procura di Roma ha indagato un agente per lesioni volontarie a Stefano Gugliotta, il ragazzo di 25 anni picchiato dagli agenti di Polizia la sera della finale di Coppa Italia e ora detenuto nel carcere di Regina Coeli. Il poliziotto è accusato di aver sferrato un pugno al ragazzo per cui la Procura ha chiesto la s carcerazione. Si attende la decisione del Gip.
GLI ELEMENTI DI ACCUSA - La decisione di iscrivere nel registro degli indagati il poliziotto è stata presa al termine della riunione del procuratore aggiunto Pietro Saviotti e del pubblico ministero Francesco Polino al quale è affidata l'inchiesta. Nel pomeriggio di martedì il magistrato aveva interrogato a lungo l'agente e aveva ad un certo punto interrotto la sua audizione essendo emersi elementi che poi una volta valutati sono sfociati nella decisione presa oggi. Al poliziotto si contesta d'aver colpito Gugliotta che ora viene considerato, come è scritto nella richiesta di scarcerazione presentata al gip Aldo Morgigni, vittima di un atto arbitrario. Il parere mandato dalla Procura al giudice è stato anche trasmesso al ministero dell'Interno e sarà utile per dare una risposta alle interrogazioni parlamentari che sono state presentate sulla vicenda. L’audizione del pubblico ufficiale è stato interrotto dal pm Polino perché per andare avanti si era resa necessaria la presenza di un avvocato. Al vaglio degli inquirenti c’è anche la posizione di un secondo agente. Ma per ora si è proceduto solo nei confronti di chi ha colpito, senza averne motivo, Gugliotta.
SCIOPERO FAME - E il padre del ragazzo ha fatto sapere che il figlio sarebbe pronto a iniziare lo sciopero della fame. «Non ce la faccio più. Da oggi non voglio più mangiare né bere» gli avrebbe detto questa mattina a suo padre «Siamo arrabbiati - ha detto il padre che indossa anche oggi una maglia di color rosso - non vediamo l'ora che esca. Come fanno a difendere delle persone accusando mio figlio?».
LA LETTERA - «Stefano è molto determinato. Ci ha detto che dorme a sprazzi e che sta scrivendo molto. Questa notte si è svegliato arrabbiato ed ha scritto una lettera di accusa». Lo ha detto il consigliere del Pd della Provincia di Roma, Marco Palumbo, che questa mattina insieme al consigliere regionale Enzo Foschi, ha fatto visita al carcere di Regina Coeli a Stefano Gugliotta. «Voleva che consegnassimo la lettera alla madre - ha aggiunto Palumbo - ma non è stato possibile perchè un responsabile del carcere lo ha vietato per regolamento». Nella lettera di quattro-cinque pagine, Stefano avrebbe ripercorso la sua vicenda e tutto quello che è successo la notte della finale di Coppa Italia. Al termine della lettera annunciava la sua volontà di iniziare lo sciopero della fame.
IL CASO - Stefano Gugliotta è stato picchiato e arrestato a Roma la sera della finale di Coppa Italia vicino allo stadio Olimpico. Il video dell'aggressione, ripresa da un telefono cellulare, è stato inviato dai familiari del ragazzo alla redazione del programma di Raitre «Chi l'ha visto?» che poi lo ha diffuso. Il giovane si trova attualmente a Regina Coeli, dove ha ricevuto oltre ai familiari, anche le visite di alcuni parlamentari.
QUESTION TIME - E il caso arriva anche alla Camera. Alle 15 durante il Question Time trasmesso dalla Rai in diretta televisiva dall'Aula di Montecitorio, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, risponderà, tra le altre cose sugli elementi in possesso del governo in merito alla vicenda del ferimento del giovane di Gugliotta da parte di alcuni agenti di polizia.
CHI E' L'AGENTE - È un poliziotto del Reparto Mobile in servizio da circa 15 anni, l'agente indagato per lesioni volontarie. E' considerato dai colleghi «una persona tranquilla» e al momento né lui né gli altri tre agenti dello stesso reparto, ascoltati ieri in Procura, sarebbero stati sospesi dal servizio.
Redazione online
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11/05/2010
Caso Gugliotta, pm procederà contro gli agenti per lesioni
Caso Gugliotta, pm procederà contro gli agenti per lesioniGrazie ai video girati dagli abitanti della zona identificati i poliziotti che hanno aggredito il ragazzo al termine della finale di Coppa Italia Roma-Inter. Commissione parlamentare apre un'indagine
Per gli agenti di polizia autori del pestaggio di Stefano Gugliotta al termine della finale di Coppa Italia Inter-Roma, potrebbe configurarsi il reato di lesioni volontarie. Allo stato non c'è ancora in Procura un fascicolo appositamente aperto ma, intanto, sono stati identificati gli agenti che appaiono nel video girato, e messo su internet, da un testimone ma piazzale Clodio potrebbe acquisire anche un secondo video. Nel frattempo la polizia sta sentendo alcuni testimoni del pestaggio, avvenuto in viale del Pinturicchio. Gugliotta è stato arrestato per resistenza, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Gli inquirenti sottolineano che il video diffuso su internet mostrerebbe solo una parte di quanto è accaduto nei pressi dell'abitazione di Gugliotta.
Intanto la Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e i disavanzi sanitari regionali, presieduta da Leoluca Orlando, ha aperto un'indagine sul caso del venticinquenne romano. "Raccogliendo la preoccupazione espressa dai genitori di Stefano Gugliotta, la Commissione che presiedo", ha dichiarato Orlando, "ha inviato, al presidente della regione Lazio Renata Polverini e al capo Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria Franco Ionta, una lettera in cui si chiede una relazione dettagliata sulle condizioni di salute fisiche e psichiche del giovane. Secondo quanto riportano mezzi stampa", prosegue Orlando, "e in base alla testimonianza del senatore Stefano Pedica che oggi lo ha visitato in carcere, Stefano Gugliotta, ancora fortemente scosso per l'accaduto, riporta grandi ecchimosi su gambe e schiena, punti di sutura in testa, un dente rotto e lesioni su una palpebra".
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10/05/2010
Scambiato per ultrà e picchiato dalla polizia
Scambiato per ultrà e picchiato dalla poliziaStefano Gugliotta, 25 anni, è stato arrestato. In un filmato il pestaggio in strada di ragazzi in scooter. L'episodio risale al 5 maggio quando, poco distante, si giocava Roma-Inter. Il Pd chiede un'interrogazione in Parlamento.
Scambiato per un ultrà e picchiato dalla polizia. E' quanto accaduto a Stefano Gugliotta, il ragazzo romano che in Via Pinturicchio è stato preso a manganellate la sera della finale di Coppa Italia. Il fatto è stato denunciato da un video amatoriale girato da abitanti della zona e diffuso poi in televisione.
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08/01/2010
Reggio, forse una donna tra gli attentatori
Reggio, forse una donna tra gli attentatori
Il filmato della videosorveglianza al palazzo di Giustizia di Reggio Calabria che mostra due attentatori che piazzano una bomba il 3 gennaio scorso sono state mostrate ieri sera in esclusiva ad Annozero.

Il filmato della videosorveglianza al palazzo di Giustizia di Reggio Calabria che mostra due attentatori che piazzano una bomba il 3 gennaio scorso sono state mostrate ieri sera in esclusiva ad Anno Zero in onda su Raidue.
E' stato Sandro Ruotolo ad introdurre il filmato a disposizione degli inquirenti i quali avevano parlato in un primo tempo di due uomini. In realtà dalle immagini mostrate si vedono due persone a bordo di una moto. Ma a guidarla sarebbe una donna. E' quanto si evince dalle scarpe con il tacco e dai lunghi capelli che spuntano fuori dal casco.Vertice in prefettura a Reggio Calabria con i ministri dell'Interno e della Giustizia Roberto Maroni e Angelino Alfano, per fare il punto dopo l'attentato di domenica scorsa alla Procura generale della città.
Da lunedì prossimo saranno inviate in Calabria 121 unità delle forze dell'ordine (poliziotti, carabinieri e finanzieri) per il contrasto alla 'ndragheta. Meta' del personale sarà utilizzato per aumentare il controllo del territorio. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, al termine del vertice tenuto in prefettura, insieme al ministro della Giustizia Angelino Alfano, dopo la bomba fatta esplodere domenica scorsa davanti alla procura del capoluogo calabrese.
Nel corso della riunione, durata oltre due ore e a cui hanno partecipato i vertici delle forze dell'ordine ed il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, ha detto Maroni "é stato anche deciso di rimodulare le misure di protezione personale per i magistrati e per chi è in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata". Inoltre, ha proseguito, "si punterà ad aumentare l'efficacia dell'aggressione ai patrimoni mafiosi. Nei 18 mesi di governo il patrimonio sequestrato complessivamente alle mafie ammonta a 6,8 miliardi di euro e per gestire questa ingente quantità di beni abbiamo deciso di costituire proprio a Reggio Calabria l'Agenzia nazionale per i patrimoni sequestrati". Infine, ha rilevato il ministro, "si punterà ad evitare le infiltrazione della 'ndrangheta negli appalti per la ricostruzione in Abruzzo e per l'Expo 2015 di Milano".
Quello trovato oggi nel parcheggio dell'aula bunker di Reggio Calabria, "era un petardo inesploso, una notizia rassicurante, ma che impone di migliorare le misure antintrusione perché non è accettabile che quel petardo sia finito là". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, al termine della riunione convocata dopo la bomba fatta esplodere domenica davanti alla procura reggina.
Sei magistrati in più per la Procura generale e per la Procura della Repubblica di Reggio Calabria "per rafforzare e migliorare l'azione di contrasto alla 'ndrangheta''. E' quanto ha annunciato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, a conclusione della riunione di coordinamento che ha presieduto a Reggio Calabria insieme al ministro dell'Interno Roberto Maroni. "Vogliamo garantire al procuratore della Repubblica Pignatone e al procuratore generale Di Landro - ha aggiunto Alfano - le forze necessarie per combattere la 'ndrangheta avendo a disposizione gli strumenti necessari''.
"Stamattina - ha detto ancora il ministro Alfano - ho firmato il decreto per l'anticipato possesso di un nuovo pm da assegnare alla Procura della Repubblica. Altri tre magistrati saranno assegnati allo stesso ufficio successivamente. Potenzieremo poi la Procura generale con altri due magistrati che affiancheranno il procuratore Salvatore Di Landro nel suo difficile lavoro". Alfano ha anche annunciato che sarà finanziato il Piano per l'attuazione della videosorveglianza approvato dal Comune di Reggio Calabria. Sarà potenziato, inoltre, il sistema di accesso negli uffici giudiziari e saranno assegnate più auto blindate ai magistrati. Alfano ha anche reso noto che la prossima settimana sarà di nuovo in Calabria per incontrare i magistrati requirenti e giudicanti in relazione alle necessità che riguardano il personale amministrativo.
Stamane intanto nuovi momenti di tensione per il rinvenimento di tre petardi all'ingresso dell'aula bunker di Reggio Calabria. Si trattavo di tre raudi legati insieme e collegati con una miccia. Dopo il ritrovamento, sul posto sono intervenuti gli artificieri che hanno provveduto a rimuovere i raudi accertandone la natura. Si tratta di tre cilindri di cartone di due centimetri di larghezza per sei di altezza con all'interno polvere pirica. Per gli investigatori potrebbe trattarsi di un residuo dei festeggiamenti di fine d'anno. Tra l'altro, l'aula bunker è chiusa dal 20 dicembre scorso e solo stamani avrebbe dovuto riaprire. E proprio il custode della struttura ha notato i tre raudi avvertendo i carabinieri. Carabinieri e polizia sottolineano che i petardi non avevano capacità offensiva.
Davanti all'aula bunker di Reggio Calabria sono stati trovati alcuni petardi esplosi delle stesse dimensioni e tipo di quelli legati insieme e che, in un primo momento, avevano fatto pensare ad un ordigno. Anche i petardi esplosi sono stati repertati dai carabinieri. Il ritrovamento, secondo gli investigatori, conferma l'ipotesi che i tre petardi collegati alla miccia visti dal custode dell'aula bunker non siano altro che un residuo dei festeggiamenti per il Capodanno. Tra l'altro, si fa notare in ambienti investigativi, il peso complessivo della polvere nera contenuta nei tre petardi è di una quarantina di grammi. Una quantità assolutamente innocua.
Oggi pomeriggio a Reggio Calabria, in Prefettura, avrà luogo il vertice investigativo sull'attentato di domenica scorsa contro la Procura generale di Reggio Calabria presieduto dai ministri dell'Interno e della Giustizia, Maroni e Alfano.
"L'arroganza e la sfida della 'ndrangheta allo Stato ormai appaiono senza limiti. Dopo il preoccupante segnale dei giorni scorsi presso la Procura Generale di Reggio Calabria, proprio nel giorno dell'arrivo in città dei Ministri dell'Interno, Roberto Maroni, e della Giustizia, Angelino Alfano, viene rinvenuto un ordigno nell'area protetta del Tribunale della stessa città". A sostenerlo, in una nota, è il deputato Angela Napoli, componente della Commissione parlamentare antimafia.
"Nel dare atto ai due ministri dell'attenzione odierna posta con la convocazione a Reggio Calabria del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza - prosegue Napoli - rivolgo loro l'appello accorato affinché assumano le adeguate iniziative di supporto a magistratura e forze dell'ordine per la prosecuzione dell'attività di contrasto alla 'ndrangheta, e contemporaneamente l'impegno di riaprire gli istituti penitenziari, con le sezioni di massima sicurezza, di Asinara e Pianosa". "Non v'é dubbio, infatti - conclude Napoli - che oltre l'encomiabile attività di prevenzione con il sequestro e la confisca dei beni mafiosi, profusa dai magistrati reggini, e non solo, debba essere sicuramente garantita la certezza della pena ed anche l'espiazione della stessa in istituti penitenziari di massima sicurezza".
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04/01/2010
Reggio, un video con la targa degli attentatori
Reggio, un video con la targa degli attentatori
Ripreso dalle telecamere a circuito chiuso lo scooter utilizzato dalle due persone che hanno compiuto l'attacco. Maroni convoca un vertice per fare il punto sullo stato delle indagini
È stata ripresa dalle telecamere a circuito chiuso e sarebbe distinguibile, secondo quanto si è appreso, la targa dello scooter utilizzato dalle due persone che domenica mattina hanno compiuto l'attentato contro il portone d'ingresso della Procura generale di Reggio Calabria. Gli investigatori stanno facendo le verifiche sulla targa dello scooter per identificare il proprietario del mezzo e accertare se sia stato rubato. Il ministro degli Interni Roberto Maroni ha convocato per giovedì prossimo un vertice interforze, per fare il punto sullo stato delle indagini.
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01/12/2009
Gea la webstar ritrova il motorino rubato
Gea la webstar ritrova il motorino rubato
LA TEENAGER PUGLIESE AVEVA AFFIDATO UN MESSAGGIO ALLA RETE PER RIAVERE LO SCOOTER. Il video pubblicato su Youtube era diventato un cult, «Ora un nuovo messaggio per ringraziare tutti»
BRINDISI - L’estate scorsa è diventata una webstar. Il video in cui implorava aiuto per ritrovare il suo motorino era diventato uno dei più visti su Internet: oltre 100mila visualizzazioni (ma è una cifra approssimata per difetto). E aveva provocato una serie impressionante di video-caricature di risposta.
Gea, 17 anni, di Cisternino, quinto anno di liceo scientifico a Martina, quel motorino lo ha ritrovato. E forse farà un video per ringraziare tutti. Nel frattempo, l’attenzione del web su di lei è un po’ calata. «Anche se continuano a chiedermi l’amicizia su Facebook», ha detto durante Non ho le tag , programma di Bari Radio Città Futura. «Tutto è successo quest’estate spiega Gea - . Avevo prestato il motorino a un amico, che dopo averlo parcheggiato non l’ha più trovato. Io ci rimasi male perché abito a 4 km dal paese e senza motorino non so come spostarmi. Mi è venuto in mente di girare un video da mettere su Facebook con l’obiettivo di impietosire i ladri». Nel video, della durata di 4 minuti, che è stato subito diffuso da altri su YouTube, si rivolge ai ladri piangendo e chiedendo di resituirle il motorino. «Vi dò il computer, lo stereo, ma la moto no...».
| Gea, la webstar piangente |
Il tutto è involontariamente umoristico. «In quei giorni tutti in paese mi dicevano che ero su Internet, mi chiamavano e mi avvisavano che il mio video era sui siti dei giornali, è finito pure su Studio aperto . Gli amici mi dicevano di fare il provino per il Grande fratello , ma a me non interessa. Mi ha anche contattato un’agenzia di spettacolo per delle fotografie, ma io mi vergogno». E i video-caricatura? Alcuni erano cattivi. «Non mi hanno turbato molto. Sapevo che non sarebbe durata molto questa attenzione. Certo, adesso quando cerco il mio nome su Google e vedo i risultati mi rendo conto del danno...», conclude ridendo. Il motorino, comunque, è stato ritrovato il 23 settembre scorso da un contadino, in campagna.
Ludovico Fontana
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24/07/2009
La passione per la Vespa conquista Pechino
La passione per la Vespa conquista Pechino
Ma gli scooter della Piaggio non sono ancora stati importati in Cina. In un garage alla periferia della città un meccanico appassionato restaura modelli degli anni '70 e '80
PECHINO — Per trovare il suo «garage» dobbiamo inoltrarci nelle sterminata periferia di Pechino. In un vicolo, superato un ristorante uiguro, una vecchina controlla l’ingresso. «Eccoci nel mio regno», dice orgoglioso Lu Jiankun, 32 anni, commerciante di vestiti. Il suo regno, in realtà è il regno dell’intero palazzo popolare: decine di biciclette ammassate sotto una tettoia circondata da un muro. Nell’angolo più lontano, coperte con lenzuola a riparo dalla polvere fitta che si deposita ovunque come neve durante una tormenta, i suoi «tesori»: quattro Vespe rilucenti, senza un solo graffio. «Tre funzionano, una, la più vecchia, mi serve per i pezzi di ricambio», dice orgoglioso Lu, il più famoso collezionista di scooter italiani della capitale cinese. «Adoro la vostra cultura — racconta al Corriere il giovane sedendosi sulla sua preferita, una Vespa decorata con la nostra bandiera —. La moda, lo stile, tutto mi piace dell’Italia. Il Tricolore? L’ho disegnato io».
LA PASSIONE - A Pechino, Lu è considerato un pioniere. Con altri giovani condivide la passione per gli scooter prodotti dalla Piaggio, ai quali è arrivato dopo aver posseduto anche una Fiat 126 («Come mi divertivo su quella macchinina!»). Su Douban.com, un sito cinese simile a FaceBook, il loro gruppo, «Weisiba pengyoumen», attira sempre più iscritti. «La verità è che la Vespa piace a moltissimi, qui — spiega Lu Jiankun —. Però sono pochi quelli che davvero ne possiedono una». Questo perché gli scooter di Pontedera non sono importati in Cina. Inoltre, Pechino, come altre città cinesi, ha limitato enormemente i permessi di circolazione alle due ruote per ridurre l’inquinamento atmosferico. «Su quattro Vespe, soltanto una ha la targa e non è nemmeno la sua: viene da un'altra moto — dice Lu con un sorriso complice —. Se voglio fare un giro devo fare ben attenzione a non andare verso il centro: meglio evitare di incontrare la polizia».
PASSIONE CHE ARRIVA DAL CINEMA - Gli scooter di Lu risalgono tutti agli anni ’70 e ’80. «Mi sono innamorato della Vespa guardando il film "Vacanze Romane" — è il suo racconto —. Ho deciso che ne volevo una anch’io. Ma come fare? In Cina sono rare come i quadrifogli. Così ho cominciato a spulciare gli annunci nei giornali degli appassionati di moto. Poi ho visitato più volte i rivenditori di scooter del Guangdong, nel Sud del Paese. Alla fine ho trovato la mia prima Px. Ero felicissimo. Però c’era un problema: non funzionava». Inconveniente comune a molti patiti delle due ruote: se anche trovi il modello (straniero) per il quale faresti pazzie, il più delle volte tocca lasciarlo in garage perché non va e non esistono pezzi di ricambio. Ma Lu Jiankun, cui certo non manca l’iniziativa, il problema lo ha risolto con un espediente. «Ho acquistato diverse Vespe, sempre trovandole per caso o da amatori che se ne volevano disfare perché non riuscivano a farle partire. Poi, con un po’ d'ingegno e anche fortuna, ho trovato una Vespa "Made in Taiwan" che aveva molti pezzi originali in buono stato: è ancora qui, nel "mio" garage. Ogni volta che ho bisogno, la cannibalizzo per fare andare le altre».
Anche noi abbiamo provato il brivido di fare un giretto negli hutong, i vicoli del quartiere, sulle Vespe di Lu. «La prossima volta — sorride il giovane — andiamo a fare una gita, proprio come nel film "Vacanze romane"».
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08/10/2008
Tassisti ladri, rubano uno scooter ma una telecamere li riprende
Tassisti ladri, rubano uno scooter ma una telecamere li riprendeDue facevano da palo mentre il terzo nascondeva il motociclo in una via laterale. Il furto alla stazione termini di Roma
ROMA - Tassisti e ladri di moto alla stazione Termini. Tre autisti romani, appartenenti a una cooperativa di «auto bianche», sono stati arrestati dalla polizia ferroviaria per aver rubato un maxi scooter in via Marsala, lasciato in sosta, sulle strisce pedonali, dal proprietario. In due hanno fatto da «palo» a un collega che, dopo essersi assicurato che il motociclista si era allontanato per ritirare un pacco, è salito sulla moto spingendola nel traffico fino a una strada vicina dove l’ha nascosta.
INCASTRATI DALLA TELECAMERA - Poi i tre sono tornati al lavoro nel parcheggio dei taxi. Tutta la scena è stata però ripresa dalle telecamere di sicurezza della stazione: le immagini hanno consentito alla Polfer di individuare i tassisti e arrestarli. La moto è stata invece recuperata in via Manin. Uno dei tre, un incensurato di 37 anni, ha patteggiato in tribunale una condanna a 9 mesi per concorso in furto. Convalidato invece l’arresto degli altri due tassisti, di 39 e 36 anni, entrambi con precedenti penali. Il processo è stato rinviato.
La sequenza del furto
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