08/05/2011

Festa rossonera : scudetto numero 18 Allegri in trionfo all'Olimpico

Festa rossonera : scudetto numero 18 Allegri in trionfo all'Olimpico

MILAN CAMPIONE D'ITALIA. Contro la Roma finisce 0-0. Il Milan è campione d'Italia

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18/04/2011

Milan ok, s'infrange il sogno del Napoli Inter «eliminata» e la Lazio ora è vicina

Milan ok, s'infrange il sogno del Napoli Inter «eliminata» e la Lazio ora è vicina

Juve, pari a Firenze, addio sogni di rimonta Champions. Partenopei sconfitti in casa per 2-1 dall'Udinese. Laziali a -3 dai nerazzurri prima dello scontro diretto

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10/04/2011

Il Napoli arriva di fianco al Milan. Rimonta Juve, Champions più vicina. Il Milan non rallenta ma il Napoli resta in scia

Il Napoli arriva di fianco al Milan. Rimonta Juve, Champions più vicina. Il Milan non rallenta ma il Napoli resta in scia

LA ROMA CORSARA AL «FRIULI» GRAZIE A UNA DOPPIETTA DI TOTTI. Successo dei biancocelesti a Bologna. Bene anche la Lazio: 2 a 0 al Parma. Allarme per la Sampdoria. Battuta la Fiorentina 2 a 1. Espulso Ibra.

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27/10/2010

Andrea Agnelli: «Potremmo chiedere la riassegnazione degli scudetti»

Andrea Agnelli: «Potremmo chiedere la riassegnazione degli scudetti»

Il discorso d'apertura dell'assemblea degli azionisti. Il presidente bianconero: «Fiducia nel management. La mia presenza rappresenta la continuità»

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17/05/2010

Moratti: «Un successo fantastico» Mou: «Qui non mi sento a casa»

Moratti: «Un successo fantastico» Mou: «Qui non mi sento a casa»

LE DICHIARAZIONI. Il patron: «Adesso completiamo tutto». Il tecnico smentisce l'accordo col Real, ma ammette: «Dopo la finale penserò a cosa può farmi felice»

 

Moratti, festa in campo a Siena (Ansa)

MILANO - Scudetto all'Inter, onore alla Roma. I nerazzurri conquistano il diciottesimo titolo, grazie alla vittoria sul Siena per 1 a 0. Inutile il successo dei giallorossi sul campo del Chievo per 2 a 0.Massimo MorattiJosé Mourinho. Il tecnico smentisce ogni accordo con il Real Madrid, ma non esclude l'ipotesi di un addio a fine stagione. Anzi. «Dopo la finale sarò egoista per uno, due, tre giorni e penserò a cosa potrà farmi felice. Non è vero che ho un piede e mezzo a Madrid. Ci penserò dopo. Durante la stagione, in alcuni momenti ho pensato che questo non era il mio habitat naturale, non era il paese per me, qui non mi sento a casa. Poi, quando è ricominciata la Champions, è arrivato il momento di giocare e non c'era spazio per pensare. Adesso sono pronto a dare tutto in una settimana storica per l'Inter. Penso soprattutto all'Inter, ai giocatori, ai tifosi. Dopo la finale, andrò in vacanza e mi prenderò qualche giorno per me stesso». Lo "Special One", in ogni caso, si gode il successo in campionato: «Ha vinto la squadra migliore. Abbiamo dimostrato in questa stagione di essere i più forti d'Italia e per questo abbiamo vinto. Il nostro è un successo meritato. Vincere all’ultima giornata? È un'esperienza nuova che non voglio ripetere. Vincere campionato e Coppa Italia nella stessa stagione è fantastico. In Europa il Chelsea e il Bayern hanno fatto lo stesso. Ma soltanto uno tra noi e Bayern adesso può vincere tutto. In questo momento non ho la forza di guardare i dvd del Bayern. Ma da domani si ricomincia a lavorare». 

Ecco le dichiarazioni degli altri protagonisti:

MAICON: «È stato lo scudetto più difficile. Abbiamo lasciato un po' di punti alla fine e le altre squadre ne hanno approfittato. Ma alla fine abbiamo conquistato lo scudetto, l'abbiamo meritato perché siamo stati in testa dall'inizio del campionato. Sono contento. Adesso festeggiamo lo scudetto, domani riposiamo e poi ci prepariamo alla finale di sabato». 

ZANETTI: «Il primo pensiero dopo questa vittoria? La mia famiglia e i tifosi che sono venuti qui a tifare insieme a noi. Adesso festeggiamo questo quinto scudetto, ce lo meritiamo. È uno scudetto vinto contro tutto e tutti. Abbiamo messo forza in tutte le partite del campionato. Nessuno ci ha regalato niente. Però dobbiamo fare i complimenti anche alla Roma».

RANIERI: «Io posso fare i complimenti al presidente (Moratti, ndr), è da tanto che sta lottando e sta ai vertici. Complimenti di cuore perché ha fatto una squadra 'monstre' e auguro il bene in Champions League. Spero che torni una squadra italiana al top in Europa. Non posso dire 'ci ho creduto o no', avevo promesso il massimo, volevo che la mia squadra lottasse fino all'ultimo, perché l'Inter può segnare fino all'ultimo. Potevo cominciare a crederci se loro perdevano o pareggiavano negli ultimi cinque minuti, non quando la partita era all'inizio».

DE ROSSI: «Gli abbiamo dato fastidio fino all'ultimo. A differenza del passato vanno fatti i complimenti all'Inter. Dove abbiamo perso lo scudetto? Non è giusto andare fare un'analisi di questo tipo. In alcuni match siamo stati fortunati, in altri meno. Ho parlato con Francesco (Totti, ndr), ci siamo abbracciati. Se continuerà a giocare? Ci mancherebbe».

BALOTELLI: «Sono molto contento, vincere 3 scudetti è un'esperienza fantastica. Ora c'è la finale di Champions, il top del top. Dobbiamo vincere anche quella. Per sempre all'Inter? Poi vediamo, adesso sono qua per giocare la finale di Champions».
è raggiante: «Fantastico, ora speriamo di completare il tutto. Se abbiamo vinto contro tutto e contro tutti? All'Inter capita sempre.... Quanta sofferenza». Complimenti agli avversari, comunque: «Ranieri è stato bravissimo, ci ha fatto molta paura. Ha messo la Roma in condizioni di essere una grandissima squadra, e l'anno prossimo ci potremo confrontare anche a livello europeo». Mentre i nerazzurri sono in piena festa, però, arrivano le ammissioni di


16/05/2010

Inter , scudetto in volata: festa a Siena

Inter , scudetto in volata: festa a Siena

Ultima di serie A - QUINTO TRICOLORE CONSECUTIVO PER LA SQUADRA DI MORATTI. Come due stagioni fa: la Roma agguanta il titolo per 18 minuti. Ma i nerazzurri segnano e cancellano il sogno giallorosso. Decide Milito, bomber determinante

 

 

Gran finale di campionato, con lo scudetto in gioco tra Inter (favorita, in vantaggio di 2 punti) e Roma a 90 minuti dalla fine. E con un copione che si ripete, a due stagioni di distanza. Nel 2008, la Roma fu campione d'Italia dall'8' del primo tempo al 17' del secondo, quando Ibrahimovic segnò il primo dei due suoi gol al Parma.

Milito (Ap)

DUELLO A DISTANZA - Questa volta i giallorossi si sono cuciti sulla maglia il tricolore per soli 18 minuti, quelli che sono passati dal gol di Vucinic al Chievo al 39' (seguito da quello di De Rossi al 46') al gol di Diego Milito che ha portato l'Inter in vantaggio a Siena al 12' della ripresa. Poi la squadra di Mourinho ha gestito con una tranquillità sufficiente a evitare troppi rischi e anzi arrivando più volte vicina al raddoppio. Poi i minuti finali, con un po' d'inevitabile tensione e la festa: maglietta bianca con numero 18 (gli scudetti conquistati), tricolore e coccarda della Coppa Italia sul petto e coppa sollevata al cielo da Javier Zanetti, capitano in lacrime come Diego Milito e (quasi) José Mourinho, alla premiazione con gli occhi lucidi.

 

 

 

 


Totti (Ansa)

SCUDETTO VIRTUALE - Moratti ha parlato in tv con Balotelli al fianco: «Siamo tutti felici, compresi questo ragazzo fantastico che ha fatto tanto e che per come gioca e come sta in campo è al 100 per cento da Inter. Ora vediamo di completare la festa». E SuperMario: «A volte succedono cose non molto belle, che non piacciono a giocatori e tifosi. Ma se ci si vuol bene si risolvono». La Roma a Verona contro il Chievo segna per prima, due reti al Chievo, con Vucinic al 39' e De Rossi al 46' del primo tempo. Va negli spogliatoi con lo scudetto virtualmente sulla maglia: pari punti in classifica e titolo assegnato ai giallorossi per il vantaggio nei confronti diretti. L'illusione giallorossa dura meno di mezz'ora, tra campo e spogliatoio. Al 12' della ripresa l'Inter segna a Siena e lo scudetto, il quinto consecutivo (comprendendo quello assegnato per Calciopoli), è suo.

L'ALTRO DUELLO. SAMP IN CHAMPIONS - All'ultima giornata verdetto decisivo anche per il quarto posto che vale l'accesso (dai preliminari) alla Champions League. Lo conquista la Sampdoria che batte 1-0 il Napoli a Marassi mantenendo il vantaggio sul Palermo. Inutile il successo dei rosanero a Bergamo contro l'Atalanta (2-1). Blucerchiati in Champions proprio nel giorno dell'addio del direttore sportivo Marotta (il presidente Garrone ha ufficializzato le dimissioni) e dell'allenatore Delneri, entrambi chiamati dalla nuova dirigenza della Juve per cercare di rilanciare i bianconeri, mai così disastrosi dalla stagione 1961-62. Come ha dimostrato anche l'ultima partita disputata a San Siro contro il Milan.

Leonardo abbracciato dai giocatori del Milan (Ansa)

ADDIO LEONARDO - Nel giorno dell'addio di Leonardo, il Milan travolge 3-0 la Juventus e chiude il suo campionato con una vittoria inutile per la classifica, ma comunque di prestigio. I bianconeri, invece, salutano con la sconfitta numero 15 una stagione disastrosa, una delle peggiori in assoluto. A San Siro in 70 mila per una partita che non ha alcun valore, ma che resta una classica affascinante. I tifosi rossoneri dimostrano di stare con l'allenatore uscente (molti cartelli e cori per Leonardo) e contestano con un enorme striscione Berlusconi, accusato di non investire più nella squadra. Ha un buon avvio la Juve che, priva di Felipe Melo e Diego, al 4' va vicina al gol con Iaquinta, al 7' con Candreva e al 12' con Marchisio. Poi sale in cattedra il Milan che si era già fatto vedere con Ronaldinho e Pato e che, al 14', passa in vantaggio con Antonini che dopo uno scambio con Seedorf batte Buffon. Al 28' Grosso pasticcia, Ronaldinho non perdona e firma il 2-0 dopo il triangolo con Pato. In chiusura di tempo Del Piero e Cannavaro provano a riaprire la partita, ma senza fortuna. Nella ripresa fuori Buffon (problemi ad una caviglia) e dentro Camoranesi per Salihamidzic, ma è sempre il Milan a fare la partita. Al 22' Ronaldinho sigla il 3-0 con uno splendido piatto destro. Il resto è accademia, standing ovation per Favalli, Ronaldinho e Dida (anche lui all'addio). I rossoneri fanno un bel regalo a Leonardo, la Juve chiude con una sonora sconfitta una stagione da incubo. L'altro anticipo Lazio-Udinese, con due squadre senza più problemi di classifica, si è concluso 3-1 per i patroni di casa.

LE ALTRE PARTITE
- Gli altri risultati dell'ultima giornata: Bari-Fiorentina 2-0, Cagliari-Bologna 1-1, Catania-Genoa 1-0, Parma-Livorno 4-1.


Come andrà a finire? Inter e Roma, l'ora dello sprint finale

Come andrà a finire? Inter e Roma, l'ora dello sprint finale

Sono arrivate coppe e medaglie per la festa sia a Siena che a Verona. Come due anni fa, le rivali sono loro. Conta poco che il Siena sià già retrocesso e che il Chievo sia appagato. Che brividi.

 

 

 

Come andrà a finire? Sono trentasette giornate che ce lo chiediamo, le risposte hanno spesso superato le attese. Inter o Roma? Proprio come due anni fa, ma allora non c'era Mourinho, e neppure Ranieri. La differenza si vede, e non solo per le dispute letterarie evocate dalla contrapposizione tra noia romana e nausea esistenziale portoghese.

All'appuntamento finale arrivano due squadre vere, che non si reggono solo sui nervi. Straordinaria la stagione interista con una coppa Italia già vinta e una finale Champions da giocare, straordinaria la rimonta romanista dopo un inizio disastroso. E straordinario è l'amore che circonda Inter e Roma. Il bivacco per i biglietti di Madrid, la spedizione che ha scelto di seguire la Roma dopo la notte della sconfitta con la Samp all'Olimpico sono segnali veri di un amore che resta sconfinato. E i simboli sono proprio loro due, gli allenatori.


E' un fatto insolito, almeno in Italia siamo portati a personalizzare le squadre nelle figure dei loro giocatori più rappresentativi. Ranieri ha battuto Totti, come Mourinho ha stracciato tutti i suoi Ma questo è passato, il presente è una sfida a distanza che non ha nulla di scontato. Conta poco che il Siena sia già retrocesso, oppure che il Chievo sia ormai da settimane salvo e appagato. Conta solo che cosa succederà in campo. Loro due, apparentemente non c'entrano. Ma nel calcio mai fidarsi delle apparenze.


03/05/2010

Lazio-Inter: da Trigoria a Facebook si grida al "biscotto"

Lazio-Inter: da Trigoria a Facebook si grida al "biscotto"

I nerazzurri passano all'Olimpico tra gli applausi e il sostegno del pubblico di casa e ipotecano lo scudetto. Rosella Sensi, presidente della Roma, tuona: "Mi sarei vergognata a vincere così". "Nessun imbarazzo", risponde Moratti.

 

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Lazio-Inter è la partita destinata a rimanere nella storia del calcio italiano. E' così dal  5 maggio del 2002, quando uno scudetto praticamente sul petto dei nerazzurri viene strappato dall'inaspettato 4-2 con cui i biancocelesti s'impongono.

E siamo ancora a maggio. A distanza di otto anni
l'ultimo capitolo si consuma sempre nella Captale, ma tre giorni prima. Nessuna brutta sorpresa per i nerazzurri stavolta, però il 2-0 ottenuto all'Olimpico non passa inosservato. Il pericolo retrocessione non sembra turbare i tifosi di casa, che anzi esultano alle reti di Samuel e Thiago Motta ed espongono una serie di striscioni a sostegno degli avversari. Uno di questi addirittura invita i propri giocatori a farsi da parte: "Scansateve!".

Un atteggiamento che sì onora il gemellaggio tra le due tifoserie, ma che fa insospettire soprattutto la Roma, lanciata all'inseguimento della capoclassifica allenata da Mourinho. Il giorno dopo Lazio-Inter sul web,
su Facebook in particolare, si grida al "biscotto", all'inganno, alla combine.

Indignato il dirigente giallorosso Giampaolo Montali
: "Ha perso lo sport" - riferisce all'Ansa -. Mai pensavo che i miei occhi potessero vedere quello che hanno visto stasera. Credo che anche l'Inter sia stata in imbarazzo. L'Inter non c'entra, oggi credo che non abbia perso solo la Lazio ma lo sport e in particolare il nostro calcio". Rosella Sensi, che della Roma è il presidente, rincara la dose: "Mi sarei vergognata di vincere così". La Roma non si aspettava una vittoria della Lazio, tanto più dopo il pareggio dell'Atalanta che aveva avvicinato di molto i rivali alla salvezza. Un risultato che aveva riacutizzato il fastidio romanista, celato a fatica da Ranieri, per la non contemporaneità delle partite di bergamo e dell'Olimpico. Ma - sempre secondo la Roma - la resistenza opposta dalla Lazio all'Inter è stata davvero troppo morbida per passare sotto silenzio. Un conto è l'atteggiamento dei tifosi, un conto quello della squadra e a Trigoria, dopo le rassicurazioni di Lotito, Reja e Rocchi, si sarebbero attesi una prestazione agonisticamente diversa.

Con lo scudetto praticamente sfumato, ora toccherà per l'ennesima volta a Ranieri deviare i pensieri dei suoi giocatori dalla rabbia alla grinta. Una grinta da spendere subito sul campo, in Coppa Italia. Di nuovo contro l'Inter, provando a non pensare a un derby infinito. E mai così duro.


"Devo dire che è un problema fra Roma e Lazio, non è un problema che riguarda l'Inter", ha invece risposto il presidente nerazzurro Massimo Moratti. "Vergognarci? Non so per cosa: rispetto la sua sensibilità e preferisco non rispondere", ha replicato Moratti. "Io saro' particolarmente apprensivo ma ho sofferto fino alla fine. Più che altro - ha concluso - il pubblico era assolutamente schierato per noi e questa era una situazione molto strana".

 

Highlights della SERIE A

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


02/05/2010

Samp-Palermo, sprint Champions. Juve e Napoli in Europa

Samp-Palermo, sprint Champions. Juve e Napoli in Europa

36a GIORNATA. I blucerchiati battono 2-0 il Livorno e restano quarti a +2 sui rosanero che liquidano il Siena (matematicamente in B) 2-1. Il Napoli vince a Verona 2-1, la Juve impatta 1-1 a Catania. Alle 20.45 Lazio-Inter.

 

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Giornata interlocutoria per quanto riguarda i verdetti Champions League. Sampdoria e Palermo proseguono distanziate di due punti e si giocheranno il quarto posto nello scontro del Barbera la prossima settimana. I blucerchiati battono il Livorno 2-0 faticando un po' grazie a una perla di Antonio Cassano e al calcio di punizione di Reto Ziegler. I rosanero espugnano Siena (matematicamente retrocesso) 2-1 grazie a Miccoli e Cavani. Conquistano l'Europa League, invece, Juventus e Napoli.

La formazione di Mazzarri batte il Chievo 2-1 dopo essere passata in vantaggio con Denis. Pareggio gialloblù di Granoche, gol vittoria di Lavezzi. La Juve non riesce, invece, a battere il Catania: Silvestre porta avanti i rossazzurri, Marchisio evita la sconfitta ai bianconeri. Ritrova la vittoria il Bari che batte il Genoa 3-0 con le reti di Meggiorini, Castillo e Barreto. Cagliari e Udinese impattano 2-2: Jeda e Lazzari i marcatori rossoblù, Di Natale e Sanchez quelli friulani.

In chiave salvezza il Bologna pareggia 1-1 con l'Atalanta (quasi condannata alla B) grazie a un'autorete di Peluso in un match in cui i bergamaschi sono stati costretti a giocare in 10 per oltre un'ora a causa dell'espulsione di Pellegrino.


 


01/05/2010

Totti-Taddei: Parma battuto, la Roma torna in testa

Totti-Taddei: Parma battuto, la Roma torna in testa

SERIE A. Nel primo anticipo della 36.a giornata il capitano giallorosso porta in vantaggio i suoi dopo soli 5'. Taddei raddoppia e Lanzafame accorcia. Roma a +2 dall'Inter costretta a tifare Lazio

 

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Sofferente ma vincente. La Roma riesce nella necessaria impresa di superare il Parma nell'anticipo del Tardini per potersi godere il posticipo domenicale tra Lazio e Inter da una posizione privilegiata: i tre punti conquistati con le reti di Totti e Taddei riportano infatti la Roma in vetta alla classifica, a +2 dai nerazzurri. Nel finale, Lanzafame spaventa Ranieri con un gol di testa.
La partita si accende e a due minuti dal termine Jimenez viene espulso per un'entrata su Totti ritenuta da Rocchi troppo dura. Ranieri concede la standing ovation a capitan Totti dando spazio a Julio Baptista per la resistenza nel recupero. Il brasiliano va vicinissimo al gol del 3 a 1 ma Mirante si oppone con grandi riflessi.