15/01/2011

Bimba di 11 anni muore a scuola Ipotesi: arresto cardiaco

Bimba di 11 anni muore a scuola Ipotesi: arresto cardiaco

È accaduto nella scuola media Cesalpino di Arezzo. Secondo il racconto fatto dai familiari al medico del 118, però, la bambina non aveva problemi di cuore

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29/03/2010

Stupro di gruppo in una scuola media nel Bresciano: arrestati due ragazzi

Stupro di gruppo in una scuola media nel Bresciano: arrestati due ragazzi

 

L'insegnante: non mi sono accorto di nulla. La gelmini: prenderemo provvedimenti. La violenza durante l'orario di lezione: coinvolti altri studenti. Il preside aveva sospeso 3 ragazzi e la vittima

 

(Ansa)
(Ansa)

BRESCIA - Uno stupro a scuola. Durante l'orario di lezione. Due minorenni di 14 e 15 anni sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Salò per una violenza sessuale di gruppo, avvenuta durante l'orario di lezione in una scuola media bresciana. I fatti risalgono al febbraio scorso ma se ne è avuta notizia solo adesso. Un terzo ragazzo non è stato arrestato in quanto minore di 14 anni.

COINVOLTA QUASI TUTTA LA CLASSE - Altri 12 compagni di classe sarebbero coinvolti in quanto si sarebbero posizionati in modo da nascondere all'insegnante quanto stava avvenendo, ma sono tutti d'età inferiore ai 14 anni, quindi non imputabili. L'insegnante avrebbe detto ai carabinieri di non essersi accorto di quanto stava accadendo.

LA RICOSTRUZIONE - L’episodio secondo quanto ricostruito sarebbe accaduto durante il normale orario di lezioni ad insaputa del professore che in quel momento stava interrogando. I tre ragazzi, con la complicità di altri 12 compagni di classe, si sarebbero denudati davanti alla ragazzina per costringerla a un rapporto orale. Rapporto, che stando a quanto riferito dai genitori della vittima, non sarebbe stato consumato. Dalle indagini condotte dai carabinieri i tre sarebbero protagonisti anche di episodi di bullismo che spesso sfociavano in veri e propri reati: dal furto dei soldi a quello dei cellulari dei compagni di classe. Per quanto riguarda invece il professore, che dice di non essersi accorto di nulla, gli investigatori hanno informato l’autorità giudiziaria ordinaria affinchè valuti l’opportunità di un provvedimento.

COME E' EMERSO IL FATTO - Ma la cosa più sorprendente di tutta la vicenda è come è emersa la verità. È stato infatti un tema sul terzo canto dell'Inferno a far scoprire alla preside della scuola media di Salò quanto era successo in una delle sue classi. Dopo aver letto quanto raccontato nei compiti da numerosi ragazzi, ha deciso però di sospendere non solo i tre ragazzi colpevoli della presunta violenza sessuale, ma anche la vittima, prima di sapere come in realtà si erano svolti i fatti. Solo dopo la sospensione della figlia, i genitori hanno capito che era successo qualcosa di grave in classe. E hanno presentato denuncia ai carabinieri che hanno scoperto la violenza sessuale di gruppo che ha portato agli arresti di due ragazzi sui quali si sta indagando anche per precedenti episodi di bullismo. E ora anche la posizione della preside è al vaglio della procura. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, mentre il professore di lingue stava interrogando senza accorgersi di nulla, tre studenti della classe hanno continuato a far cadere l'astuccio della ragazza che, dopo averlo raccolto per la terza volta, si è trovata davanti un compagno con i pantaloni abbassati. La voce di quanto accaduto si è poi sparsa nella scuola e un professore ha deciso di far commentare ai ragazzi due terzine del terzo canto dell'Inferno ('Ed elli a me, come persona accorta: 'Qui si convien lasciare ogne sospetto; ogne viltà convien che qui sia morta....') in un tema dal quale è emersa la verita su quanto avvenuto.

IL MINISTRO GELMINI - Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha definito «di una gravità inaudita e inaccettabile» l’episodio. «Bisogna verificare subito le responsabilità e andare a fondo», ha affermato la Gelmini, sottolineando che «il ministero è pronto a prendere i dovuti provvedimenti, se i fatti saranno accertati. Il ministro Gelmini ha telefonato al direttore dell’ufficio scolastico regionale della Lombardia per acquisire «maggiori informazioni sui fatti accaduti lo scorso febbraio. Il ministro ha «immediatamente chiesto al direttore regionale un rapporto dettagliato su quanto realmente accaduto».

Redazione online


24/08/2009

L'esame delle medie diventa più severo

L'esame delle medie diventa più severo

 

Il regolamento. I ragazzi avranno maggiori difficoltà nell'ottenere il massimo dei voti

 

ROMA — L'esame di terza media diventa più difficile. Dal prossimo anno superare a pieni voti la «minimaturità» — l'appellativo è nato dopo l'introduzione della prova nazionale Invalsi a base di test — potrebbe diventare un'impresa davvero complicata. Se dovessimo paragonare le due prove tenendo conto della facilità con cui si riesce a ottenere il punteggio massimo, l'esame di terza media edizione 2010 risulterà più severo e rigoroso della stessa maturità.

Insomma i tredicenni avranno minori probabilità di ottenere un bel 10 — e relativa lode — di quante ne avranno i diciottenni di strappare un ambitissimo 100 o un 100 e lode. La colpa, secondo uno studio apparso su Tuttoscuola.com, è del nuovo regolamento sulla valutazione appena entrato in vigore e che per l'esame di terza media avrà effetto dal prossimo anno. Un'iniezione di rigore e severità; ammissione solo se uno ha tutte sufficienze, frequenza obbligatoria e anche una nuova regola: i voti alti non si regalano, da imparare a tredici anni. Dall'esame di terza media 2010. Fino all'anno scorso (2007-2008) c'erano i giudizi. E i prof non lesinavano. L'«ottimo», il massimo, è stato conseguito dal 17,25% degli studenti che hanno sostenuto l'esame. Quest'anno sono arrivati i voti espressi in decimi e i «superbravi» sono scesi al 7,92 per cento. Il passaggio dagli aggettivi alle cifre ha comportato — senza che fosse entrato in vigore il regolamento di valutazione e quindi con i prof abbastanza liberi nella valutazione — un dimezzamento degli studenti che sono riusciti a ottenere il punteggio più elevato.

Nel prossimo esame, lascia intendere Tuttoscuola.com, i 10 saranno ancora di meno. Una rarità. La ragione principale si chiama media aritmetica. Durante lo scrutinio finale il consiglio di classe non dovrà fare altro che sommare i risultati, in decimali, di tutte le prove (scritte e orali), compreso il voto di ammissione all'esame (detto «giudizio di idoneità»), espresso anch'esso in decimi, e poi dividere. Si tratta di sei o sette voti. Non sarà facile, almeno per la quasi totalità degli oltre 500 mila ragazzi che tra un anno sosterranno la «minimaturità», strappare un 9,5 (si può arrotondare) in cinque o sei prove, nel giudizio di idoneità e ottenere la media del 10. Nel regolamento dell'esame di terza media, che introduce per i tredicenni che si distinguono il 10 e lode, non si dà molto peso al profitto del ragazzo nei tre anni precedenti, a differenza di quanto succede alla maturità. Qui 25 punti su 100 sono attribuiti col credito scolastico, cioè in base al profitto. Un ragazzo che ha sempre studiato ha maggiori possibilità di compensare una o due prove non troppo fortunate. Nell'esame di terza media non c'è nessun credito, nessun «bonus». Difficile perciò, con il singolo voto di idoneità, compensare il risultato di altre cinque o sei prove.

Giulio Benedetti


27/09/2008

Scuola, Epifani minaccia lo sciopero

Scuola, Epifani minaccia lo sciopero


 

Il leader della Cgil alla manifestazione contro la politica economica del governo: «Sia iniziativa unitaria», «se le cose non dovessero cambiare», ha sottolineato

 

 

 

«Se le cose non cambiano ci sarà lo sciopero generale di tutta la scuola». È categorico il messaggio di Guglielmo Epifani, intervenuto a Roma alla giornata di mobilitazione sindacale contro la politica economica del governo. Il leader della Cgil ha sottolineato di sperare che un'eventuale iniziativa di questo genere «possa essere presa unitariamente».

«PAGHIAMO DI PIÙ PER AVERE DI MENO» - Lo sciopero avrebbe lo scopo di «contrastare le politiche dei tagli e la controriforma del governo». «Così non va» ha detto Epifani, dato che per i servizi pubblici «paghiamo di più per avere di meno e favorire la sanità e la scuola privata». Il leader della Cgil ha criticato le recenti misure del ministro dell'Istruzione Gelmini: «Come si fa a dire che i bambini meno stanno a scuola e più imparano? Capirei per i liceali e per gli universitari, ma da quale testo di pedagogia è stato prelevato questo concetto? È questa la funzione della scuola primaria? Perché distruggerla?».


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13/09/2008

SCUOLA MEDIA CAMBIA L'ESAME DI TERZA

SCUOLA MEDIA CAMBIA L'ESAME DI TERZA

Grossi cambiamenti per migliorare il «ventre molle» dell'istruzione in Italia. Test di italiano, matematica e inglese. Più matematica ed educazione civica nei programmi. Sempre più test nell'esame di terza media. Dopo l'esordio delle prove oggettive dell'Invalsi dello scorso giugno — giudizio a discrezione dei prof —, il ministro Gelmini rincara la dose. Per cominciare da quest'anno i due test, italiano e matematica, avranno un peso nella valutazione complessiva, secondo criteri validi per tutte le scuole. Inoltre nel 2009 si aggiungerà un terzo test, sempre Invalsi, d'inglese.

Test ma anche nuove tecnologie. Sono in arrivo migliaia di lavagne interattive multimediali (Lim). Si tratta di un display — un grande schermo delle dimensioni di una lavagna — collegato ad un computer. Lo si può usare come il tradizionale arredo scolastico, sostituendo il gessetto con una sorta di pennarello virtuale. Il computer registra nella memoria disegni, scritti e formule tracciati sul display che possono quindi essere rielaborati. La Lim, voluta dall'ex ministro Fioroni, può anche funzionare come lo schermo di un computer e veicolare ogni sorta di contenuto multimediale.

Dopo le elementari, le medie. Il ministro avanza come un rullo compressore. Con l'appoggio del premier. «Garantiremo il tempo pieno nelle scuole elementari — ha detto Berlusconi — anche con il maestro unico che sarà affiancato da altri insegnanti per la lingua e per l'educazione fisica». Incurante delle proteste dei prof, anche di quelli più esasperati. «In merito a quanto accaduto al Liceo Newton di Roma — ha dichiarato il ministro, riferendosi alla contestazione verbale durante la quale alcuni docenti precari sono stati identificati —, colgo l'occasione per chiedere alla polizia, che spesso opera in condizioni ambientali difficili e il cui lavoro è fondamentale per tutti, di non procedere a controlli e identificazioni se qualche facinoroso alza la voce, anche perché ho sufficienti argomentazioni per rispondere a qualsiasi contestazione».
Stavolta, però, l'impresa non sarà facile. Le medie sono considerate il ventre molle della scuola italiana. Gli insuccessi dei nostri quindicenni nei test internazionali dell'Ocse hanno origine nel triennio tra le elementari e le superiori. Gli esperti del ministro sono al lavoro per ridare alle medie un'identità. Dovranno stabilire quali sono le cose essenziali che uno studente di quattordici anni deve sapere. Tutto ciò equivale a una ristrutturazione. Non solo per gli orari, ma anche per i programmi. La Gelmini ha detto che punterà su italiano, matematica e inglese. Le tre materie oggetto di valutazioni oggettive nell'esame finale. Le stesse che ci condannano da vent'anni nelle parti basse della classifica nelle indagini comparative internazionali. Una cosa sembra certa. Alla fine dei tre anni la preparazione dei ragazzi nelle discipline più importanti — e indirettamente l'efficacia dell'attività didattica e dell'organizzazione scolastica — sarà valutata in maniera oggettiva. I prof non potranno non tenerne conto.

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