09/12/2010
«Chiedo scusa a tutte le ragazze con cui sono andato a letto negli anni '80»
«Chiedo scusa a tutte le ragazze con cui sono andato a letto negli anni '80»Tra le sue conquiste anche persone celebri come la christensen e la zeta-jones. La confessione di Mick Hucknall al Guardian: «Tra l''85 e l''87 facevo l'amore con 3 donne al giorno, tutti i giorni»
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18/05/2010
La Carfagna si scusa con il mondo gay: grazie alla Concia ho superato diffidenze
La Carfagna si scusa con il mondo gay: grazie alla Concia ho superato diffidenzeAL QUIRINALE - L’INCONTRO CON LE ASSOCIAZIONI ALLA GIORNATA MONDIALE CONTRO L’OMOFOBIA. Il ministro: ho capito la vostra ricchezza. La deputata pd: gesto raro
ROMA — Paola Concia ha tirato fuori qualche lacrima: «Il Quirinale. Il presidente della Repubblica, questo presidente: Giorgio Napolitano. Sì, alla fine questa giornata così istituzionale mi ha proprio emozionato». Mara Carfagna è rimasta algida, ministeriale l’accento con il quale ha letto il suo discorso davanti al capo dello Stato. Ma alla fine è stata lei, il ministro delle Pari opportunità, ad emozionare gli animi. A scaldare il clima. I cuori.
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| La Carfagna e la Concia al Quirinale dal presidente Napolitano (Omega) |
Il ministro Carfagna ha tirato fuori il suo discorso e si è messa a leggere, seria seria. È stato quasi all’inizio del suo intervento che, senza esitare, ha detto: «Consentitemi un pensiero particolare all’onorevole Anna Paola Concia alla quale sono grata per l’impegno e la delicatezza che ha speso per farmi conoscere la ricchezza del mondo associativo qui presente, con tutte le sue sfumature...». Appena insediata, un paio di anni fa, il ministro Carfagna si era scagliata con molta decisione contro le associazioni omosessuali: le avevano chiesto il patrocinio per il Gay Pride, il corteo tradizionale e annuale di tutti gli omosessuali d’Italia. E lei lo aveva rifiutato, con sdegno.
Acqua passata. Decisamente. Perché, sempre rivolta a Paola Concia, unica omosessuale dichiarata rimasta nel Parlamento italiano, Mara Carfagna ha usato parole di ringraziamento. Con grande enfasi, «per avermi aiutata a sfondare il muro della diffidenza della quale penso di essere stata allo stesso tempo vittima e inconsapevole responsabile, in un passato remoto, ormai ampiamente superato ».
Paola Concia ha raccolto scuse e ringraziamenti, con gioia. «Non è usuale che un ministro si scusi, nel nostro Paese», ha detto l’onorevole del Pd, lei che aveva fortemente voluto questa giornata celebrata al Quirinale. E ha poi aggiunto: «Effettivamente ben altri ministri in Italia avrebbero motivo di scusarsi con gli italiani. Mara Carfagna lo ha fatto, usando queste belle parole». Sono molti mesi che Paola Concia e Mara Carfagna hanno modo di lavorare insieme. «Lei mi ha sempre ascoltato», confessa con orgoglio Concia, aggiungendo: «Le ho spiegato come andavano le cose nel nostro mondo e lei mi ha seguito».
Una coppia decisamente strana quella di Mara Carfagna e Paola Concia. Ma che al lavoro funziona, garantisce ancora lei, la deputata omosessuale. «In più occasioni la nostra collaborazione ha portato buoni frutti. Della campagna contro l’omofobia, ad esempio, abbiamo parlato tanto e poi l’ha fatta. Sulla legge contro l’omofobia, della quale sono relatrice, il ministro Carfagna si sta impegnando a lavorare con me. Quando si riesce a lavorare insieme è sempre un bene per tutti. Adesso aspettiamo di ottenere risultati concreti».
Alessandra Arachi
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28/04/2010
Posta certificata, il sito è ancora in tilt «Troppi contatti, potenziamo il sistema»
Posta certificata, il sito è ancora in tilt «Troppi contatti, potenziamo il sistema»Moltissimi utenti non sono riusciti a completare la procedura di iscrizione. Circa 400 mila contatti dal lancio della Pec, oltre 25 mila registrazioni. Le scuse di Poste italiane e Telecom
| Il sito della Pec |
MILANO - La signorina sorride al centro della pagina: «È stato raggiunto il numero massimo di connessioni. Riprovare più tardi». Però lei non si smuove da lì: alle 14, alle 15, alle 16, alle 17 e alle 18 appare sempre lo stesso messaggio. Più snervante di certe code allo sportello. Eppure, la Posta elettronica certificata - lanciata lunedì da Renato Brunetta - doveva servire proprio a snellire il dialogo con la pubblica amministrazione, garantendo valore legale alle comunicazioni.
TROPPI CONTATTI - Il giorno stesso della presentazione, il sito www.postacertificata.gov.it - attraverso il quale è possibile aprire la propria casella personale - è però andato in tilt. Motivo? L'inatteso «boom» di contatti, che al ministero considerano un segnale di apprezzamento per l'iniziativa. Ma la situazione, 24 ore dopo il lancio ufficiale, non appare affatto migliorata. Moltissimi utenti non sono riusciti ad avviare la procedura, in altri casi il sistema si è bloccato sul più bello. Qualcuno racconta sul web di aver provato addirittura durante le ore notturne, senza ottenere nessun risultato. Si può parlare ancora di effetto sorpresa? O qualcosa non sta funzionando come dovrebbe? «Sono mediamente 20mila gli accessi orari registrati al portale per oltre 400mila contatti dall'avvio del servizio» spiegano in una nota congiunta Telecom Italia e Poste italiane, che gestiscono il servizio. Più di quanto si attendessero, probabilmente, anche se Brunetta ha spiegato che il sistema dovrà essere in grado di attivare circa 40 mila pratiche al giorno per arrivare a 10 milioni di Pec entro il 2010.
MIGLIAIA DI REGISTRAZIONI - Per i rallentamenti, Poste Italiane e Telecom Italia si scusano con i cittadini: «Il sistema è in continuo potenziamento per rispondere - dicono - al crescente flusso di richieste e per soddisfare in maniera sempre più tempestiva le esigenze di informazione e di registrazione dei cittadini». Nuovo tentativo, allora. Che sia la volta buona? Niente da fare, la signorina è sempre lì: «Riprovare più tardi». E non c'è nessuno con cui scambiare quattro chiacchiere mentre si aspetta in coda.
Germano Antonucci
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01/04/2010
Balotelli si scusa: "Aspetto in silenzio di tornare utile"
Balotelli si scusa: "Aspetto in silenzio di tornare utile"
Dopo settimane di tensione, l'attaccante si è finalmente incontrato con Mourinho ad Appiano Gentile per un chiarimento: "Mi scuso per la situazione che si è creata negli ultimi tempi. Vorrei guardare al futuro per farmi trovare pronto".

L'incontro con Mou - Il caso Balotelli é prossimo a una soluzione. In mattinata, l'attaccante dell'Inter ha avuto un incontro di chiarimento con José Mourinho ad Appiano Gentile e quindi potrebbe essere inserito tra i convocati per la partita contro il Bologna.
La dichiarazione - "Mi scuso per la situazione che si è creata negli ultimi tempi. Sono il primo a soffrirne perché adoro il calcio e vorrei giocare e ora aspetto in silenzio per poter tornare ad essere utile alla mia squadra. Vorrei non dover più pensare al passato, ma guardare invece al futuro per concentrarmi sui prossimi impegni e farmi trovare pronto". E' questo il contenuto di una dichiarazione di Mario Balotelli pubblicata sul sito dell'Inter.
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11/03/2010
Nba: i Lakers vincono con l'aiuto di Lapo
Nba: i Lakers vincono con l'aiuto di Lapo
La squadra di los angeles si è imposta su toronto per soli 2 punti, 109-107. Il giovane Elkann, seduto a bordo campo, toglie un pallone al play dei Raptors nelle fasi finali dell'incontro
LOS ANGELES (CALIFORNIA) - Ha fatto vincere i Lakers pur non giocando. La squadra di Kobe Bryant ha steso i Toronto Raptors di Andrea Bargnani inj una gara valida per l'Nba con l’aiuto decisivo di Lapo Elkann. Il rampollo di casa Fiat ha «aiutato» i Lakers nelle fasi salienti del match di stanotte intervenendo su una palla vagante inseguita dal playmaker dei Raptors, Josè Calderon.
IL FATTO - Ad 1’48" dalla fine dell’incontro Elkann, seduto in prima fila per assistere all’incontro, ha impedito all’asso spagnolo di tenere in gioco la palla a spicchi ricevendo un’ovazione dal pubblico di casa per la «giocata». Sgradita, ovviamente, a Calderon: «Era un’azione cruciale perché eravamo sotto di due punti. Ma cosa voleva fare?», ha detto a fine partita il compagno di squadra di Bargnani. Elkann, che per allontanare la palla da Calderon si è addirittura alzato dal suo posto, ha chiesto scusa al giocatore. Il match, vinto per 109-107 dai Lakers, è stato chiuso sulla sirena da un decisivo canestro di Kobe Bryant, autore di 32 punti.
Alla fine della gara lapo Elkann si è scusato: «Ho visto la palla che arrivava e l'ho spinta. Non sono un esperto di basket...».
Redazione online
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15/12/2009
Tartaglia scrive al premier «Un atto vigliacco ed inconsulto»
Tartaglia scrive al premier «Un atto vigliacco ed inconsulto»
L'uomo che ha colpito Berlusconi a Piazza Duomo si scusa dal carcere. Ha spiegato il gesto contro Berlusconi con il forte dissenso politico. Interrogato a San Vittorio
| Massimo Tartaglia, l'uomo fermato dopo l'aggressione al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (Ansa) |
MILANO - Massimo Tartaglia ha inviato una lettera di scuse a Berlusconi in cui esprime il suo dispiacere «per un atto superficiale, vigliacco ed inconsulto». La lettera è stata inoltrata tramite i difensori di Tartaglia, gli avvocati Daniela Insalaco e Gian Marco Rubino. Tartaglia, esprimendo il proprio «sentito dispiacere», come si legge in una nota firmata dai suoi legali - «ha dichiarato di non riconoscersi» in quello che lui stesso nella missiva ha definito come «un atto superficiale, vigliacco ed inconsulto». Nel frattempo sono in corso accertamenti sulle condizioni di salute di Massimo Tartaglia da parte di medici psichiatri nel carcere di San Vittore. Nella notte, l'uomo che ha colpito Berlusconi a Piazza Duomo, era stato trasferito nel carcere milanese, dove è in isolamento e guardato a vista.
L'INTERROGATORIO - Nelle oltre quattro ore di interrogatorio, prima del trasferimento nel carcere milanese, Massimo Tartaglia ha reso piena confessione. Davanti al pm e agli agenti della Digos, domenica sera, il 42enne che ha ferito il premier Silvio Berlusconi in piazza Duomo ha giustificato il suo gesto con motivazioni politiche: avrebbe parlato di una forte avversione nei confronti delle politiche del Pdl e in particolare della politica del premier. Martedì sarà interrogato dal gip, a San Vittore, che dovrà anche decidere se tenerlo in carcere oppure farlo custodire in una struttura specializzata. Nell' interrogatorio davanti agli inquirenti ha dichiarato «di aver agito da solo» e ha escluso «qualsiasi militanza o appartenenza politica». Gli investigatori hanno trovato nella piccola borsa dell'uomo arrestato uno spuntone di plexiglas lungo 20 centimetri, un grosso accendino da tavolo, un crocifisso di 30 centimetri e un soprammobile di quarzo del peso di diversi etti. La contestazione della premeditazione è scattata anche perché due di questi oggetti (l'accendino e lo spuntone di plexiglas) Tartaglia li aveva presi dalla propria abitazione. L'uomo è stato in cura per problemi psichici fino al 2003 al Policlinico di Milano. Nel suo racconto agli inquirenti ha spiegato che era andato al Duomo per assistere al comizio del premier e che se ne era andato quando ancora Berlusconi era sul palco, dissentendo da quello che il presidente del Consiglio stava dicendo. Il grafico 42enne stava raggiungendo la metropolitana quando ha visto la macchina del presidente del Consiglio parcheggiata, ma soprattutto ha sentito le grida di alcuni contestatori che hanno attratto la sua attenzione. A quel punto si è infilato in una strada laterale per tornare indietro e si è trovato davanti Berlusconi a cui ha lanciato il souvenir che aveva comprato poco prima su una bancarella.
IL PM PREPARA LA RICHIESTA DI CONVALIDA D'ARRESTO - Sul tavolo del procuratore aggiunto Armando Spataro è appena arrivata intanto l'informativa della Digos relativa all'aggressione a Berlusconi. Spataro sta preparando la richiesta di convalida dell'arresto del grafico 42enne al quale sono contestate le lesioni volontarie pluriaggravate. Se la prognosi del premier dovesse superare i 40 giorni si aggiungerebbe anche un'ulteriori aggravante, quella delle «lesioni gravi». Il gip che dovrebbe occuparsi del caso, e decidere sulla convalida dell'arresto, è Alessandra Cerreti.
SI INDAGA SULLE SUE CONOSCENZE - Gli inquirenti lavorano ora sulla rete di conoscenze e sulle frequentazioni dell'aggressore 42enne. Secondo alcune indiscrezioni, quello che preoccupa di più le forze dell'ordine è che, pur trattandosi apparentemente di un gesto isolato, Tartaglia, proprio perché psicolabile, possa essere stato manovrato da qualcun altro, anche se Tartaglia avrebbe ribadito anche agli agenti del carcere di San Vittore «l'ho fatto io da solo, non sono il killer di nessuno».
LA PSICOLOGA - L.M., la psicologa che saltuariamente segue Tartaglia da quando l'uomo non è più in cura al policlinico, è irremovibile nel suo silenzio e chiarisce di essere fermamente intenzionata a non parlare con i giornalisti: «Quello che ho da dire lo dirò solo ed esclusivamente alla Procura della Repubblica e alla direzione sanitaria dell'ospedale per cui lavoro. Vedranno loro cosa fare».
RISCHIA OLTRE 5 ANNI DI CARCERE - A questo punto se Massimo Tartaglia sarà dichiarato colpevole al termine del processo del reato che gli è stato contestato con l'arresto avvenuto in flagranza - lesioni personali pluriaggravate da premeditazione e dalla qualifica di pubblico ufficiale della parte offesa - rischia una pena da cinque mesi e mezzo a cinque anni e mezzo di reclusione. Questo, tuttavia, senza tener conto di attenuanti o diminuenti di cui Tartaglia potrebbe beneficiare e a prescindere da un'eventuale querela del premier dal momento che la contestazione dell'aggravante della premeditazione rende il reato perseguibile d'ufficio. Il reato di lesioni personali è punito dal codice penale con una pena da tre mesi e tre anni di reclusione. Bisognerà poi tener conto degli aumenti di pena previsti dalle due aggravanti: metà della pena per la premeditazione, un terzo per la qualifica di pubblico ufficiale di Berlusconi. Sulla quantificazione della pena avranno poi incidenza eventuali attenuanti che potrebbero essere concesse a Tartaglia: prima tra tutte le «generiche», dal momento che, secondo quanto è emerso, l'uomo non ha precedenti penali. Inoltre, bisognerà valutare se i giudici riterranno di approfondire, attraverso una perizia (circostanza molto probabile visto i lunghi periodi di cure), gli aspetti psichiatrici della personalità di Tartaglia, dalla capacità di stare in giudizio dell'uomo all'eventuale vizio parziale di mente, circostanza, quest'ultima, che avrebbe l'effetto di determinare una riduzione della pena. Il processo, tuttavia, per ora appare lontano: il primo passo dell'indagine sarà l'udienza, che il gip ha già fissato per martedì, per la convalida dell'arresto di Tartaglia, il quale sarà assistito dal difensore di fiducia. Secondo fonti giudiziarie, nel caso specifico la convalida sembra scontata, mentre è ampio il ventaglio delle ipotesi sulle mosse successive del giudice. Questi potrebbe disporre la scarcerazione di Tartaglia se non riterrà sussistenti esigenze cautelari; diversamente, potrà emettere ordinanza di custodia cautelare, in carcere (come richiesto dal pm Armando Spataro) o agli arresti domiciliari. Il gip, peraltro, valutato il quadro clinico del paziente, potrebbe anche disporre che la detenzione cautelare di Tartaglia avvenga in un luogo di cura.
12:40 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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11/07/2009
Di Pietro scrive anche al Guardian
Di Pietro scrive anche al Guardian
“Mi scuso con voi per la reazione di Berlusconi. Spero che continuerete ad informare il pubblico, in Italia i mezzi di comunicazione non lo fanno più”
Di Pietro ha scritto al Guardian una lettera dal titolo «Apology to the Guardian for Berlusconi» in cui si scusa col giornale inglese per le reazioni espresse dal presidente del Consiglio italiano e dal ministro degli Esteri Franco Frattini sulle accuse a proposito della preparazione del summit del G8: «Il Guardian fa del suo meglio per tenere il pubblico informato. In Italia questo governo non è abituato alla libera discussione».
Il leader dell’Italia dei Valori spiega qual’è lo stato della libertà di stampa in Italia: «La Freedom House, mette l’Italia al 73esimo posto per la libertà di stampa. Il vero problema è che l’informazione è saldamente nelle mani di una persona, il Primo ministro Silvio Berlusconi. Questo è uno dei peggiori casi di conflitto di interessi mai registrati in un qualsiasi paese del mondo occidentale».
Antonio Di Pietro spiega meglio in che modo Berlusconi controlla i media: «Il controllo sui media, è esercitato attraverso la proprietà della più grande casa editrice italiana, la Mondadori, così come attraverso il controllo di sei reti televisive. Il quasi totale controllo dei mezzi di informazione, gli fornisce anche una fonte inesauribile di entrate che contribuiscono a consolidare la sua posizione dominante. I governi precedenti, hanno tacitamente approvato tutto questo, rifiutandosi rifiutato di affrontare la questione del conflitto di interessi».
L’ex magistrato attacca le leggi “incostituzionali” che Berlusconi si sarebbe fatto per sé. «La prima legge, è nota come lodo Alfano ed è stata ordinata da Silvio Berlusconi come primo atto dopo l’avvento al potere. La legge vieta il perseguimento del primo ministro e delle altre tre cariche più alte dello Stato. Questo significa il non dover comparire in un processo nel quale egli è stato accusato di corruzione. David Mills, è stato condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione per aver accettato una tangente. Il 6 ottobre prossimo, la Corte costituzionale emetterà una sentenza per giudicare la costituzionalità della lodo Alfano e, qualora il giudice decida per l’incostituzionalità, Berlusconi sarà obbligato ad essere processato con l’accusa di aver corrotto Mills».
«Vorrei concludere con un appello affinché i media stranieri non abbassino i riflettori sull’Italia, continuando a svolgere lo stesso compito di vitale importanza che hanno sempre svolto in passato, ossia il compito di informare il pubblico, un ruolo che la maggior parte dei mezzi di comunicazione in Italia hanno abdicato perché non più autorizzati a fare il proprio lavoro» conclude la lettera. E sul sito del giornale inglese sono già arrivati più di 200 commenti alla notizia.
17:49 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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29/06/2009
Madoff condannato a 150 anni
Madoff condannato a 150 anni
Il finanziere davanti al giudice per la più grande truffa della storia. «Ho ingannato investitori e dipendenti. Ho mentito a mio fratello e ai miei due figli»
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| Bernard Madoff (Ap) |
NEW YORK - E' il momento della verità. O meglio, della sentenza: 150 anni di carcere al responsabile della più grande truffa della storia. «Nessun altro caso di frode è comparabile con il caso Madoff», ha detto il giudice Denny Chin, precisando che «il simbolismo della sentenza è importante perché attraverso questa si invierà un messaggio».
L'IMPUTATO: «NON HO SCUSE» - Poco prima di conoscere il suo destino, davanti al giudice, Bernard Madoff, si era girto verso le vittime del crack: «Non ci sono scuse per il mio comportamento, per aver ingannato gli investitori e i dipendenti». «Ho mentito a mio fratello e ai miei due figli. Vivo in un stato di tormento. Ho commesso un errore di giudizio», ha ammesso il finanziarie. Dopo che il giudice Danny Chin ha pronunciato la sentenza in aula sono partiti diversi applausi.
IL GIUDICE: «FRODE STUPEFACENTE» - Il giudice distrettuale Denny Chin ha letto la sentenza e ha definito la frode "stupefacente". Il collegio della difesa aveva chiesto 12 anni, mentre l’accusa ne pretendeva 150, ossia il massimo della pena. Chin ha sottolineato che la truffa ha coperto un periodo superiore ai vent’anni. Ha poi osservato che il "danno alla fiducia (fra i risparmiatori, ndr) è stato massiccio". Madoff, 71 anni, si era riconosciuto colpevole di aver truffato celebrità e piccoli risparmiatori per circa 65 miliardi di dollari. La truffa portata avanti dalla sua Bernard Madoff Investement Securities ha rappresentato uno dei capitoli più drammatici della crisi economica che ha colpito gli Stati Uniti lo scorso inverno, quando l’11 dicembre 2008 gli agenti federali lo arrestarono. Nel corso degli anni, il finanziere aveva ideato una gigantesca catena di Sant’Antonio con la quale truffare gli ignari clienti con il sistema della piramidi finanziarie.
LE VITTIME - «Abbiamo perso la nostra libertà», avevano detto le vittime della maxi-truffa architettata da Bernard Madoff davanti al giudice nel corso dell'udienza alla fine della quale la corte ha pronunciato la sentenza. «Ha commesso un crimine violento e non ha mostrato alcun rimorso», avevano aggiunto, definendo la moglie del finanziere un «mostro». La prima vittima del crack salita sul banco degli imputati ha dichiarato di aver perso la propria casa, mentre la seconda vittima ha biasimato il governo per le perdite: Madoff «ha compiuto un'opera d'arte nel manipolare il governo». «Ha rubato sia ai ricchi che ai poveri», ha affermato un altro degli investitori caduto nel maxi «schema Ponzi» di Madoff, un meccanismo fraudolento a «piramide» con il quale si crea una sorta di catena finanziaria nella quale vengono garantiti ampi ritorni a breve termine solo ai primi investitori, derivanti direttamente dall'ingresso nella truffa di nuove vittime
18:33 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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02/06/2009
Il marito si fece rimborsare film porno: lascia il ministro dell'Interno britannico
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GRAN BRETAGNA. Jacqui Smith si appresta a rassegnare le dimissioni dopo lo scandalo dei rimborsi spese gonfiati
| Il ministro Jacqui Smith (Epa) |
LONDRA - Lo scandalo britannico dei rimborsi spese gonfiati ha fatto cadere la testa più importante: il ministro degli Interni, Jacqui Smith, si appresta a rassegnare le dimissioni. Lo riferisce la rete Skynews di Rupert Murdoch. La portavoce del ministro, il cui marito chiese il rimborso l'affitto di due film pornografici, non ha né confermato né smentito la notizia.
FILM PORNO - Jacqui Smith aveva detto di essere "furiosa" per i film visionati dal marito, di cui non sapeva nulla. Così, si era detta pronta a pagare le 67 sterline (circa 70 euro) per i servizi di "pay per view" inseriti «per errore» nella nota spese.
RIMPASTO - La sensazione prevalente è che Gordon Brown, una volta passata la tornata elettorale - che si preannuncia disastrosa per il New Labour - procederà con un rimpasto dei ministri per dare respiro al suo governo. Jacqui Smith era finita al centro della bufera quando si è scoperto che nella sua lista dei rimborsi pagati dai contribuenti c'erano anche due film porno noleggiati dal marito.
15:46 Scritto in POLITICA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: inghilterra, scuse, ministro, film, porno, marito, guai, rimborso, spese, ministero, dimissioni | OKNOtizie |
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29/03/2009
La ministra si scusa per i film porno del marito fatti pagare ai contribuenti
La ministra si scusa per i film porno del marito fatti pagare ai contribuenti
E' SUCCESSO IN INGHILTERRA. Nuovi guai per Jacqui Smith. Due pellicole hard nella richiesta di rimborso spesa compilata dal marito
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| Richard Timney, il marito del ministro dell'interno inglese Jacqui Smith (Ansa) |
MILANO - Nuovi guai per il ministro dell'Interno britannico, Jacqui Smith. Due film hard sono finiti «erroneamente» nella lista delle richieste di rimborso spesa compilate dal ministro. Si tratta di pellicole 'pay per view' del valore di cinque sterline (pari a poco più di cinque euro). Un acquisto - a quanto pare - fatto dal marito Richard Timney, suo assistente, mentre lei era impegnata a Londra.
CHIEDO SCUSA - «Sono spiacente che, chiedendo il rimborso della mia connessione a Internet, ho erroneamente allegato anche il rimborso del pacchetto tv», si legge in una nota diffusa dal ministro. «Appena la cosa mi è stata fatta presente, ho avviato subito le procedure per mettermi in contatto con le competenti autorità parlamentari e rimediare alla situazione. tutti i soldi rimborsati per il pacchetto tv saranno ridati». I film per cui ha chiesto rimborso sono in totale cinque e sono stati tutti visti nella sua abitazione a Redditch, Inghilterra centrale.
LA RABBIA - «Dire che Jacqui è arrabbiata con suo marito è un eufemismo», ha detto un amico della coppia al 'Sunday Express', che ha tirato fuori la storia. «Lei non era lì quando questi film sono stati visti. È furiosa e mortificata». La richiesta di rimborso per il pacchetto tv e la connessione a Internet (in tutto 67 sterline, circa 72 euro) era stata presentata in giugno. A febbraio la Smith era stata fortemente criticata per aver chiesto un'indennità per la seconda casa, mentre a Londra, invece, era ospitata dalla sorella. E' poi hanno il coraggio di dire che noi italiani siamo ladri.
16:52 Scritto in CURIOSITA' | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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