29/05/2011

Ballottaggi, live calo dell'affluenza ma a Milano ha votato il 2,5% in più. Moratti accusa: «Violato il silenzio» Pisapia: «Non conosce le regole»

Ballottaggi, live calo dell'affluenza ma a Milano ha votato il 2,5% in più. Moratti accusa: «Violato il silenzio» Pisapia: «Non conosce le regole»

ALLE 12 DEL SECONDO TURNO DELLE AMMINISTRATIVE. A Milano e Napoli le sfide più importanti, ma si decide anche la guida di altri 11 capoluoghi e 6 province. Milano: il candidato del centrosinistra dà alle agenzie poche righe in ricordo di Tobagi a 31 anni dalla morte. E il sindaco uscente attacca: «Violazione della legge»

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18/09/2010

Afghanistan: urne aperte tra le violenze

Afghanistan: urne aperte tra le violenze

Alcune bombe sono esplose in diversi seggi nel Paese e un razzo ha colpito il quartier generale della Nato a Kabul. A Herat combattimenti tra insorti e forze di sicurezza. Domani in Italia la salma del tenente Romani

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07/05/2010

Gran Bretagna, parla David Cameron:

Gran Bretagna, parla David Cameron:

Parla il vincitore delle elezioni inglesi.

 

 

Gordon Brown è pronto a concedere a conservatori e liberaldemocratici il tempo di discutere un accordo di governo, ma nel caso in cui la trattativa fallisse, il premier uscente e leader laburista è pronto a parlare con gli uomini Nick Clegg. "Se i negoziati tra David Cameron e Nick Clegg dovessero fallire, mi renderò subito disponibile a discutere con il leader dei Lib-Dem per cercare un punto d'intesa". Lo ha detto il premier Gordon Brown in un punto stampa davanti a Downing Street.

Parlando di possibile terreno comune con i liberaldemocratici, il primo ministro ha detto che un punto in comune potrebbe trovarsi sulla necessità "di un sistema elettorale più giusto, e la possibilità di un referendum su quale sistema si voglia adottare".


Nelle elezioni che si sono svolte ieri i Conservatori di David Cameron sono diventati il primo partito del paese, senza però ottenere la maggioranza assoluta dei seggi alla camera. Era dal 1974 che non si verificava una situazione simile che apre ora diverse possibilità. Nick Clegg, leader dei Liberal democratici, ha già dichiarato che spetta ai conservatori l'onere di formare un nuovo governo, ma, se i Tories non vogliono arrischiarsi in un governo di minoranza, la coalizione tra Tories e Lid-Dem sembra ora intevitabile.


Cameron davanti ma senza maggioranza «Ma con questi risultati posso governare»

Cameron davanti ma senza maggioranza «Ma con questi risultati posso governare»

GRAN BRETAGNA: Exit Poll. Ai conservatori 307 seggi mentre ai laburisti ne andrebbero 255. Delusione per Nick Clegg fermo a 59

 

David Cameron con la moglie Samantha lascia il seggio dopo il voto (Lapresse)
David Cameron con la moglie Samantha lascia il seggio dopo il voto (Lapresse)

LONDRA - La Gran Bretagna chiude l'epoca dei laburisti di Blair e sceglie i Tory, i conservatori di David Cameron. Ma non lo fa con sufficiente decisione per assicurarsi un futuro tranquillo. Si profila infatti una vittoria senza maggioranza. Alle 23 in punto, con un conto alla rovescia scandito al secondo, la Gran Bretagna ha conosciuto infatti il risultato del primo exit poll dopo la chiusura dei seggi per le elezioni politiche. I dati assegnano ai conservatori di David Cameron 307 seggi, 19 in meno della maggioranza di 326 parlamentari necessari per governare da solo configurando al momento l'incubo del parlamento paralizzato (Hung Parliament) privo di una netta maggioranza. Non accadeva dal 1974 al conservatore Edward Heath. I laburisti di Gordon Brown sono il secondo partito con 255 deputati. Alla fine, deludente il risultato dell'astro nascente, il liberal-democratico Nick Clegg fermo a 59 seggi.

CAMERON: «POSSIAMO GOVERNARE» - Il primo commento di David Cameron, rilasciato a Sky News è stato comunque di grande soddisfazione: «Questa è una vittoria decisiva per i conservatori, con questo risultato possiamo governare. Il risultato è un deciso rifiuto dei Laburisti e rappresenta il più grande cambiamento per la Gran Bretagna dal 1931».

«DISPONIBILI AD ACCORDI» - I conservatori, secondo il ministro dell'Interno Alan Johnson, sembrano essere andati meglio di quanto prevedevano i sondaggi: «Rispettiamo il volere degli elettori britannici». Il laburista Johnson, intervistato da Sky News ha aggiunto: «Non abbiamo problemi a fare accordi o coalizioni», lasciando aperto ogni scenario. Secondo il ministro tuttavia, è ancora prematuro dare per certo il risultato delle elezioni. Riguardo a cosa farà Gordon Brown, Johnson ha detto che il premier uscente «merita almeno di essere lui a prendere la decisione».

LO SCENARIO - Se i numeri provvisori degli exit poll troveranno conferma nello scrutinio nessun partito riuscirà a raggiungere la maggioranza assoluta, né i conservatori con i loro 307 seggi, né la somma di Labour e Lib-dem, che arriverebbero a 315. Ne esce un parlamento «appeso», paralizzato, una circostanza prevista ma anche molto tenuta, perché la Gran Bretagna a una instabilità del genere non è certo abituata. Se la regina Elisabetta assegnerà a Cameron il compito di formare un governo, questi avrà tempo fino al 25 maggio per convincere altre formazioni a fornirgli i 19 voti di cui ha bisogno, magari come appoggio esterno. Quel giorno infatti Sua Maestà leggerà il suo discorso al Parlamento, di fatto il programma del nuovo governo scritto dal premier designato e su quel testo i Comuni e i Lord voteranno la fiducia a Cameron.


01/04/2010

Grillo chiude la porta a De Magistris «Passi politici? Se li faccia da solo»

Grillo chiude la porta a De Magistris «Passi politici? Se li faccia da solo»

 

Favorevole invece la federazione della sinistra: «proposta interessante». L'eurodeputato ha proposto di riunire diverse forze tra cui il Movimento 5 Stelle per creare un'alternativa al Pd

 

Beppe Grillo (Ansa)
Beppe Grillo (Ansa)

MILANO - Porta chiusa per De Magistris in casa Grillo. Dal leader del Movimento 5 Stelle arriva un deciso no alla proposta dell'eurodeputato dell'Idv di riunire le forze dell'antiberlusconismo in antitesi al Pd, da Sinistre ecologia e libertà al Popolo viola, dai grillini all'Idv. «Luigi De Magistris è stato eletto con i voti dell'Italia dei Valori e del blog - scrive Grillo sul suo sito -. L'obiettivo era di avere un eurodeputato a Bruxelles e non in televisione». Il "delfino" di Antonio Di Pietro dovrebbe, a suo parere, occuparsi del suo incarico e non di altro. «Fare luce sui capitali mafiosi in Europa e sui finanziamenti europei in Italia. Attraverso la Rete, ogni giorno. Un lavoro che fatto a tempo pieno non consentirebbe neppure di vedere la famiglia. È stato eletto come indipendente e poi ha preso la tessera Idv. Parla a nome del Movimento 5 Stelle senza averne l'autorità. Dice di aver intenzione di fare passi politici e concreti: i passi, se li faccia da solo».

ALTERNATIVA AL PD - De Magistris aveva detto che «l'Idv deve essere ponte di collegamento con Grillo». Un'ipotesi che Antonio Di Pietro ha accolto con freddezza. «Non ne so nulla, sono appena arrivato in campagna e sto curando i carciofi. Fino a martedì voglio occuparmi solo della mia campagna» ha spiegato giovedì il leader dell'Idv. Dunque se ne riparlerà semmai dopo Pasqua. La proposta dell'ex pm è quella di organizzare una conferenza a Firenze a metà maggio per raccogliere l'alternativa al centrosinistra, da Nichi Vendola a Beppe Grillo, dall’Italia dei Valori al Popolo viola. «Dobbiamo unire le forze del cambiamento - dice in un'intervista al Fatto quotidiano - e semplificare l’offerta del centrosinistra perché lo vogliono i nostri elettori. Da un lato ci sarà il Pd e dall’altro questo nuovo raggruppamento di movimenti e partiti. L'Idv non deve sciogliersi, sarebbe la guida di questo processo di semplificazione». L’approdo, spiega De Magistris, sono le prossime elezioni politiche: «Dobbiamo presentarci con una federazione di partiti e movimenti che, alleata col Pd, sia in grado di guidare il centrosinistra verso la vittoria».

«NON SONO PORTAVOCE» - Ma dopo la secca precisazione di Grillo, arriva anche il chiarimento dell'europarlamentare: «Non ho mai avuto intenzione di parlare a nome del Movimento 5 Stelle - sottolinea -, ho semplicemente indicato una strada di dialogo fra tutte quelle forze sociali e politiche che hanno a cuore il futuro della democrazia italiana e che devono lavorare in modo compatto perché il berlusconismo si renderà sempre più aggressivo progressivamente al suo indebolirsi. Con il Movimento 5 Stelle e con lo stesso Grillo condivido battaglie indispensabili ma ne rispetto l'autonomia». Favorevole all'idea di un'alternativa al Pd la Federazione della Sinistra: «È una proposta di grande interesse. C'è bisogno di vera sinistra e tutto ciò che va nella direzione dell'unità ci trova disponibili - dice Orazio Licandro, della segreteria del Pdci -. L'alternativa a questa destra rozza ed eversiva va costruita sul terreno della concretezza e dell'idealità. D'ora in poi a sinistra non si può più sbagliare».

Redazione online


31/03/2010

Promossi e bocciati, il caso Mazzarano

Promossi e bocciati, il caso Mazzarano

 

FUORI GAVA E CITO JR. SUCCESSO PER L'EX HOSTESS MARUSKA PIREDDA. Eletto, malgrado la rinuncia, il pd indagato a Bari

 

Michele Mazzarano (Ap)

ROMA - Aveva deciso di ritirare la candidatura quando il suo nome, una settimana fa, era finito nel registro degli indagati per l’inchiesta sulle tangenti nella sanità pugliese. Ma durante l’ultimo comizio, un minuto appena nella piazza di Massafra, la folla gli aveva detto che lo avrebbe votato lo stesso. Così è stato, anche perché i tempi tecnici per fare marcia indietro non c’erano più. Michele Mazzarano, l’ex numero due del Pd in Puglia, entra in consiglio regionale con 6.340 preferenze. Non è l’unica sorpresa nel day after elettorale. Come ogni volta va in scena un grande show nazionalpopolare fatto di trombati eccellenti e recordman di preferenze. Qualche scena in ordine sparso. Bocciato Angelo Gava, figlio del viceré di Napoli Antonio, e finora conosciuto soprattutto per il suo matrimonio con torta di panna da 200 chili. Promosso Ruggiero Mennea, pro-cugino di Pietro, che implorava di non toccare la pista di Barletta «teatro del record mondiale sui 200 al livello del mare», (indovinate ad opera di chi?).

Bocciata pure l’étoile Raffaele Paganini che di conseguenza già oggi sarà all’Europauditorium di Bologna con il suo spettacolo «Ho 50 anni e ballo il sirtaki». E brindisi in casa di Maruska Piredda, l’hostess precaria dell’Alitalia che, dopo la protesta in piazza, al confessionale del Grande fratello ha preferito il listino di Burlando in Liguria. A scorrere candidati e preferenze viene fuori passato, presente e (forse) futuro dell’Italia 2010. Mescolando con sapienza figli e intellettuali, nipoti e portaborse. Anche stavolta il capitolo più corposo è proprio quello dei parenti. Non c’è solo Renzo Bossi, il figlio di Umberto che a Brescia ha preso una valanga di voti. Diventano consiglieri regionali anche Marco Scajola, nipote di Claudio, Ettore Zecchino, figlio dell’ex ministro Ortensio, Pietro Sbardella, figlio dello «squalo» Vittorio, Romano La Russa, fratello di Ignazio, ed Elisabetta Fatuzzo che a 42 anni rappresenta il Partito pensionati, fondato dal padre Carlo. Resta consigliere Sandra Mastella con festa in tono minore davanti ad una villa di Ceppaloni vuota, causa divieto di dimora per l’inchiesta sulle assunzioni in Campania. Vittoria anche per Isabella Rauti, moglie del sindaco Alemanno e figlia di Pino. Ma alla voce parenti c’è anche chi ha lasciato lo spumante in frigo. Come Andrea Tremaglia, nipote dell’ex ministro Mirko che correva in Lombardia, oppure Piera Levi Montalcini, la nipote del premio Nobel Rita, bocciata in Piemonte. E come Mario Cito, discendente di Giancarlo. Il nome non vi dice niente? È stato il primo dei sindaci sceriffo, ed anche il più esagerato: a Taranto ricordano ancora bene la sua immagine con il mitra in mano. Conta il fatto che ebbe qualche guaio con la giustizia? Non è detto.

In Campania, nella lista Alleanza di Popolo, è stato eletto Roberto Conte, condannato in primo grado a due anni e otto mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. In Puglia ha fatto centro Tato Greco, come Mazzarano indagato nell’inchiesta sulle tangenti della sanità pugliese. Nel Lazio il più votato è stato Claudio Fazzone che si è opposto ferocemente allo scioglimento del consiglio comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose. Mentre la prima seduta del parlamentino lombardo sarà guidata da Gian Carlo Abelli, il marito di Rosanna Gariboldi che solo due mesi fa, accusata di riciclaggio, ha patteggiato una condanna a due anni. Per rimanere al ramo giustizia in Puglia è stato eletto anche Lorenzo Nicastro, l’ex magistrato messo in lista da Di Pietro, con una scelta criticata pure dall’Associazione dei magistrati. Nel day after nazionalpopolare anche lo sport ha sempre avuto la sua parte. Ma stavolta non è andata bene. Bocciato il ciclista Gianni Bugno (era nel listino di Penati in Lombardia), bisogna accontentarsi di Angelo Peruzzi tra i pali del consiglio comunale di Blera e di Giuseppe Bruscolotti, eletto nella sua Sassano. Altrimenti non resta che sedersi in panchina, vicino all’ex medico sociale della Roma Ernesto Alicicco (bocciato nel Lazio), oppure al suo successore Mario Brozzi, tra gli eletti nella lista Polverini. Magari con la supervisione di Giorgio Puricelli, il fisioterapista del Milan sbarcato direttamente nel listino vincente di Formigoni. Servirebbe una pagina intera, invece, per mettere in fila collaboratori e portaborse. Nel Lazio entrano Ernesto Irmici, portavoce di Cicchitto, e Carlo De Romanis, assistente di Tajani. In Piemonte diventano consiglieri Angelo Mastrullo, capo di gabinetto del sottosegretario Crosetto, e Cristiano Bussola, a capo dell’ufficio stampa del Pdl. In Umbria entra Oliviero Dottorini, a lungo portavoce di Pecoraro Scanio. E adesso sbarcato nel partito di Antonio Di Pietro.

Lorenzo Salvia


30/03/2010

Beppe Grillo: toglie punti al centrosinistra

Beppe Grillo: toglie punti al centrosinistra

 

E lui smorza gli entusiasmi: «Non conosco i risultati. Stavo dormendo. È solo l'inizio di un percorso»

 

Beppe Grillo in piazza Dante a Napoli durante la campagna elettorale(Ansa)

MILANO - «Non sto seguendo i risultati». Si sorprende Grillo al telefono quando gli chiediamo un commento sul voto. «Stavo dormendo» afferma con voce calma e assonnata.
Come? Non sta seguendo i risultati?

«Quali risultati? Non ci sono risultati, sono preconfezionati». E se gli illustriamo le percentuali regione dopo regione e se parliamo di exploit delle sue liste? Smorza gli entusiasmi con un «ancora è presto». E quando gli chiediamo se i buoni risultati del suo movimento hanno danneggiato il centrosinistra, Di Pietro compreso, chiude in fretta la telefonata con un «così non mi piace, non mi piace».

I DATI - Dunque il «Movimento a cinque stelle» di Beppe Grillo, supera in alcune regioni anche il 3 per cento. In Piemonte, raccogliendo i malumori del popolo «No tav», addirittura ha impedito la vittoria di Mercedes Bresso, premiando invece il candidato leghista Roberto Cota. Infatti i dati del ministero dell'Interno, assegnano a Davide Bono, candidato del movimento fondato dal comico genovese, il 4,08% dei voti, un margine di gran lunga superiore a quello che è riuscito a conquistare Cota per vincere. In Lombardia il candidato grillino Vito Crimi raccoglie il 2,97% mentre al Movimento 5 Stelle va il 2,32%. In Veneto David Borrelli raccoglie il 3,10% dei consensi e il movimento 5 Stelle il 2,60%. In Campania, il candidato 5 Stelle prende l'1,3% e addirittura in Emilia Romagna il candidato presidente di Grillo Giovanni Favia prende il 6,98%, con la lista del Movimento 5 stelle al 5,99%. In alcuni casi, si tratta di percentuali che superano quelle raggiunte nelle stesse regioni dall'Italia dei Valori. E Di Pietro non può che congratularsi: «Un bel risultato».

BLOG - Poi in serata sul suo blog il comico ha postato un commento: «Qualche imbecille in malafede ha parlato di voto di protesta dato al Movimento, di voto inutile. Il Movimento 5 Stelle è stato l'unico a presentarsi con un «programma» disponibile online da mesi. L'unico a fare proposte. L'unico senza finanziamenti pubblici, con tutti i media contro. Grazie ragazzi! È solo l'inizio di un percorso».

Nino Luca


Regionali: vince la destra, trionfa la Lega

Regionali: vince la destra, trionfa la Lega

 

Finisce 7 a 6 con la maggioranza di governo che conquista in tarda notte anche Lazio e Piemonte. Risultato storico per il partito di Bossi. Il Pdl strappa alla sinistra anche la provincia de L'Aquila. Oggi i risultati di provinciali e comunali

 

renata polverini

 

Alla fine della lunga notte elettorale il barometro politico italiano segna in modo chiaro verso destra, colorandosi anche verde Lega. Il Pdl e la Lega strappano alla sinistra Lazio, Piemonte, Campania e Calabria, il Pd tiene soltanto Liguria, Puglia, Basilicata e le altre regioni storicamente rosse.

Lazio
: a tarda notte la conferma della vittoria di Renata Polverini che vince con il 51,14% per cento dei consensi, contro il 48,32 di Emma Bonino e lo 0,5 dei Marzia Marzoli (clicca qui per il risultato delle singole liste)

Piemonte
: il Piemonte passa alla Lega Nord. Il nuovo governatore è Roberto Cota che si aggiudica il 47,32% dei consensi, contro il 46,90% dei voti raccolti da Mercedes Bresso. Risultato a sopresa del candidato del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, Davide Bono, che con oltre 90.000 voti ottiene il 4,08% dei voti.(clicca qui per il risultato delle singole liste)

Puglia
: Nichi Vendola vince la sua battaglia e si conferma governatore. Il candidato di Sinistra, ecologia e Libertà, appoggiato dal Pd, ottiene il 48,69% dei consensi, contro il 42,25% del suo sfidante Rocco Palese. Terza la centrista Adriana Poli Bortone con l'8,71% dei voti (clicca qui per il risultato delle singole liste)

Lombardia
: prevista vittoria per Roberto Formigoni che ottiene il 56,10% dei voti, contro il 33,27% del suo sfidante Filippo Penati. Delude la prova del candidato centrista Savino Pezzotta che si ferma al 4,68% dei consensi, mentre si conferma anche qui il movimento di Beppe Grillo con il 3% dei voti (clicca qui per il risultato delle singole liste)

Veneto
: exploit verde per il leghista Luca Zaia che raggiunge il 60,15% dei voti. Solo 29,07% dei voti al candidato di centrosinistra Giuseppe Bortolussi, mentre tiene il candidato dell'Udc Antonio de Poli con il 6,38. Il grillino David Borrelli incassa il 3,15 dei voti. (clicca qui per il risultato delle singole liste)

Emilia Romagna
: Vasco Errano si conferma con il 52,06% dei voti, staccando Anna Maria Bernini, ferma al 36,72%. Sorpresa straordinaria del candidato del movimento di Beppe Grillo che si attesta a uno storico 7% dei voti. (clicca qui per il risultato delle singole liste)

Toscana
: Enrico Rossi, candidato del centrosinistra, vince facile con il 59,73% dei consensi, seconda Monica Faenzi, del centrodestra, al 34,43%. Terzo il candidato centrista Francesco Bosi al 4,58% (clicca qui per il risultato delle singole liste)

Umbria
: Catiuscia Marini, candidata del Pd, si afferma con il 57,24% dei voti, contro Fiammetta Modena, Pdl, ferma al 37,70%. Terzoa Paola Binetti per l'Udc, al 5,05% (clicca qui per il risultato delle singole liste)

Marche
: Il presidente uscente Gian Mario Spacca si conferma con il 53,17%, secondo Erminio Marinelli fermo al 39,71%. Terzo Massimo Rossi, candidato di Rifondazione e Sel, con il 7,11% dei voti. (clicca qui per il risultato delle singole liste)

Campania
: Stefano Caldoro, candidato di centro destra, conquista la regione che fu di Bassolino con il 54,25% dei voti, mentre Vincenzo De Luca, del Pd, si ferma al 43,04%. Paolo Ferrero, candidato per Rifondazione Comunista racimola poco più dell'1%, come il candidato grillino (clicca qui per il risultato delle singole liste)

Basilicata
: la Lucania si conferma regione rossa. Vito De Filippo, governatore uscente del Pd, vince con il 60,81% dei voti, mentre il candidato del centrodestra Nicola Pagliuca si ferma al 27,92% dei consensi. Sorpresa per Magdi Allam che, con la sua lista Io amo la Lucania, conquista l'8,72% dei voti. (clicca qui per il risultato delle singole liste)

Calabria
: con il 97% dei seggi scrutinati Giuseppe Scopelliti del Pdl si conferma nuovo governatore, staccando al secondo posto Agazio Loiero del centrosinistra. Exploit soprendente per il candidato dell'Idv, l'imprenditore Filippo Callipo che dovrebbe superare il 15% dei consensi. (clicca qui per il risultato delle singole liste)

L'Aquila
- Scrutinati anche i voti nella provincia de L'Aquila, l'unica i cui dati sono arrivati ieri visto che in Abruzzo non si votava per la regione. Stefania Pezzopane, presidente uscente del Pd non ce l'ha fatta e si è fermata al 45,31% dei consensi. Nuovo presidente della provincia è Antonio Del Corvo del Pdl, che ottiene il 53,42% dei voti. (clicca qui per il risultato delle singole liste)

Fonte: SKY TG24


29/03/2010

Bossi: «Al Nord la sinistra non esiste più»

Bossi: «Al Nord la sinistra non esiste più»

 

E sui rapporti all'interno della coalizione: «Gli equilibri di governo non cambiano». Il leader della Lega: «La battaglia è stato vinta sul federalismo. E adesso facciamo le riforme»

 

Il leader della Lega Nord, Umberto Bossi (Ansa)

MILANO - «Adesso come non mai anche Berlusconi prenderà atto del fatto che era giusto spingere gli elettori ad andare a votare. E' sul federalismo e sulle riforme che si è vinta la battaglia elettorale». Lo ha detto il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, in una conferenza stampa dalla sede del partito di via Bellerio, a Milano. «Al nord la sinistra non esiste più - ha aggiunto -. Ci sarà pure un motivo se gli operai non la votano più. Berlusconi i voti se li è presi. Il punto è proprio il perché la sinistra ha perso tutti i voti. Tutto il resto sono storie. Non ci sarà battaglia nel Pdl, è la sinistra che è andata a picco, è andata ko. Adesso facciamo le riforme».

«ORA IL FEDERALISMO FISCALE» - « I nostri governatori metteranno le ali alle rispettive regioni - ha detto ancora il Senatùr - e quindi anche al Paese. Meno male che ha vinto la Lega». Piemonte e Veneto, ha poi annunciato, saranno le prime regioni a «sperimentare il federalismo fiscale». E quanto ai risultati positivi dei due candidati leghisti - secondo i dati dei leghisti Cota avrebbe vinto la sfida con Mercedes Bresso -, Bossi ha spiegato che la Lega aveva chiesto il Veneto e il Piemonte e che la vittoria era attesa «perchè abbiamo messo due persone brave». E quanto alla Lombardia, «la Lega era la chiave giusta per rinnovare il Paese, i lombardi sono un popolo sveglio, sono stati i primi a capirlo».

«GLI EQUILIBRI NON CAMBIANO» - «Nella maggioranza siamo impegnati per la difesa del federalismo - ha poi spiegato il capo leghista rispondendo a chi gli chiedeva cosa cambia nella coalizione di governo -. La gente vuole il federalismo a qualsiasi costo. Una volta dicevano che la Lega voleva il federalismo per distruggere lo Stato. Non è così, la gente vuole il federalismo e noi lo faremo subito». Detto questo, secondo Bossi, «gli equilibri nel governo non cambiano» perché «con Berlusconi troviamo sempre l'accordo per il federalismo». Quanto al presidenzialismo annunciato dal premier, ha affermato: «Nel federalismo si può mettere anche il presidenzialismo». Poi, in un secondo tempo, ha aggiunto: «Il Pdl è l'unico partito che ha resistito allo tsunami sollevato dalla Lega». Ma a scanso di equivoci ha lanciato anche un avvertimento: «io sono l’arbitro della situazione». E sul rapporto con i centristi di Casini: «L'Udc glielo lasciamo volentieri - ha detto parlando a Rosy Bindi durante Otto e mezzo -. Abbiamo visto che anche al nord vinciamo senza Udc». Ma con i centristi, gli è stato fatto notare, il centrodestra avrebbe vinto in Puglia... «La Puglia è importante - ha replicato Bossi - ma sono stati fatti degli errori, hanno ritardato a mettere i candidati giusti».

IL PROSSIMO SINDACO DI MILANO - Il successo leghista nel nord è però indiscusso. In Lombardia il Carroccio ha guadagnato (stando alle proiezioni) circa quattro punti rispetto al risultato delle europee dello scorso anno e si attesta ora tra il 26 e il 27%. E quindi si pone il dubbio sulla candidatura di un leghista a sindaco di Milano. «Per ora metto il mio nome - ha detto Bossi a chi gli chiedeva un parere in proposito -, poi deciderà il Consiglio federale».

 

Redazione online


Testa a testa in Piemonte e Lazio Campania, vince il Pdl. Bene Vendola

Testa a testa in Piemonte e Lazio Campania, vince il Pdl. Bene Vendola

 

In Lombardia Formigoni al 56%, in Veneto Zaia vola al 60%. Centrosinistra avanti in Liguria e nelle roccaforti

 

Cota e Bresso

MILANO - Il centrodestra vince in Lombardia, Veneto, Campania e Calabria; il centrosinistra si conferma in Emilia Romagna, Toscana, Marche, Liguria, Umbria, Puglia e Basilicata. Testa a testa in Lazio (tra la Bonino e la Polverini) e in Piemonte (con Cota in lieve vantaggio sulla Bresso). Le proiezioni Pragma Emg per Rai dopo la chiusura dei seggi elettorali indicano - al momento - un risultato complessivo di 7 a 4 a favore del centrosinistra. Si partiva però da 11 a 2. Il Pdl, rispetto al 2005, conquista Campania e Calabria. Per un bilancio politico completo, comunque, bisogna attendere il risultato di Lazio e Piemonte. Un turno elettorale caratterizzato in ogni caso dal boom dell'astensionismo: la percentuale di affluenza si è attestata al 63,6%, in calo dell'8% rispetto alle regionali del 2005.

PIEMONTE
- In una delle regione cruciali di questa tornata elettorale, vale a dire il Piemonte, secondo le proiezioni Pragma Emg per Rai (copertura: 89% del campione) è in lieve vantaggio il candidato del centrodestra, il leghista Roberto Cota, con il 47,5%. Il candidato del centrosinistra, sostenuto anche dall'Udc, Mercedes Bresso, rincorre al 46,7%. Davide Bono (Movimento Cinque Stelle - Beppe Grillo) è al 3,5%. I dati del Viminale indicano al momento una sostanziale parità.
LAZIO
- Fiato sospeso nel Lazio: Emma Bonino e Renata Polverini sono praticamente alla pari nelle proiezioni per la presidenza della Regione. I dati di Emg per la Rai danno la candidata del centrodestra in leggerissimo vantaggio (49,9%) rispetto alla rivale del centrosinistra (49,5%). Un testa a testa che ovviamente si ripropone nello spoglio reale dalle sezioni. Secondo i dati del Viminale relativi alla metà dei seggi scrutinati, la Bonino è in vantaggio di un punto percentuale

LOMBARDIA
- Non c'è storia, invece, in Lombardia. Roberto Formigoni, come previsto,vince con larghissimo margine. Il candidato del centrodestra è dato intorno al 56% contro il 32-33% di Filippo Penati, candidato del centrosinistra. Si attesta al 4,6% il candidato dell'Udc, Savino Pezzotta. Il Pdl è il primo partito con il 31%, seguito dalla Lega Nord - in netta crescita - con il 26%. Il Pd è al 22%. «Siamo alla quarta vittoria consecutiva in Lombardia - ricorda Formigoni - abbiamo aumentato i voti di coalizione nonostante la fuoriuscita dell'Udc e ho raddoppiato il distacco rispetto al mio sfidante diretto, che nel 2005 era di circa 10 punti percentuali e ora è di circa 20. I cittadini ci hanno dato ancora fiducia e noi continueremo a governare all'insegna delle cose belle che i cittadini ci chiedono».

VENETO
- Vola anche Luca Zaia in Veneto. Il candidato leghista, appoggiato anche dal Pdl, si attesta attorno al 60% (sempre secondo le proiezioni provvisorie). Giuseppe Bortolussi (centrosinistra) è lontanissimo, al 28%. Antonio De Poli dell'Udc è al 6%, David Borrelli (Mov. Beppe Grillo) è attorno al 3%. La Lega Nord è il primo partito, con il 37% dei voti. «Questo risultato mi dà grande responsabilità - esulta Zaia - Ci sono oltre 4 milioni di veneti che attendono risposte. La prima risposta è quella del federalismo. Questa elezione ha il significato di un premio al governo per la sua attività. Il Veneto inaugurerà da subito la stagione delle riforme».

LIGURIA
- Dopo l'incertezza iniziale, in Liguria il candidato del centrosinistra, Claudio Burlando, sembra conquistare un margine abbastanza rassicurante salendo oltre il 52%. Sandro Biasotti del centrodestra è fermo al 47%. «Abbiamo costruito una operazione politica straordinaria - commenta Burlando - abbiamo allargato la coalizione all'Udc e ci siamo rivolti anche agli elettori di Beppe Grillo, ma soprattutto abbiamo fermato la Lega dimostrando che qui in Liguria il popolo siamo noi del centrosinistra e del Pd».

EMILIA ROMAGNA
- Il governatore uscente Vasco Errani appare saldamente al comando in Emilia Romagna. Il candidato del centrosinistra è dato tra il 51-52%. La sfidante, Anna Maria Bernini del centrodestra, è tra il 36-37%. Da segnalare l'exploit del candidato del "Movimento cinque stelle - Beppe Grillo" Giovanni Favia, che è intorno al 7%, e l'ottimo risultato della Lega, che ottiene il 13%.

TOSCANA
- Il centrosinistra vince anche in Toscana. Enrico Rossi ottiene circa il 59% delle preferenze. La candidata del centrodestra, Monica Faenzi, non va oltre il 34% mentre il candidato Udc, Francesco Bosi, è al 4%. «Mi impegnerò nel modo più assoluto per essere il presidente di tutti i toscani- assicura Rossi - di qualsiasi colore e di qualsiasi opinione. Credo che la serietà delle nostre proposte - afferma - abbia dato ai toscani una opportunità che mi pare sia stata colta anche al di là degli schieramenti».

MARCHE
- Nelle Marche il candidato alla presidenza per il centrosinistra, Gian Mario Spacca, vince con oltre il 52%, mentre il candidato del centrodestra, Erminio Marinelli si ferma al 40%. Massimo Rossi (Prc, Pdci, Sl) intorno al 7%. Anche in questo caso il risultato è praticamente cosa fatta.

UMBRIA
- In Umbria si afferma la candidata del centrosinistra, Catiuscia Marini, con oltre il 57% dei voti rispetto a quella del centrodestra Fiammetta Modena, al 37-38%. La candidata sostenuta dall'Udc, Paola Binetti, è al 5,1%. Il Popolo della libertà potrebbe diventare il primo partito della regione, storicamente governata dai partiti di sinistra, raggiungendo il 34% dei consensi contro il 33% del Pd. Terzo partito sarebbe l'Idv all’8,2%, quarta la Federazione della sinistra al 6,6%. Significativa anche la penetrazione della Lega, qui al 5,3%.

CAMPANIA
- Il centrodestra trionfa largamente in Campania. Stefano Caldoro ha oltre dieci punti di vantaggio, attestandosi al 54% dei voti contro il 43% del candidato di centrosinistra, Vincenzo De Luca. «Abbiamo raccolto una grande volontà di cambiamento - commenta Caldoro. - Il voto dimostra che la gente vuole fatti e non più parole. Abbiamo un grande senso di responsabilità, per questo da domani mattina saremo già a lavoro».

PUGLIA
- Nelle elezioni in Puglia è in vantaggio Nichi Vendola, presidente uscente. Il candidato del centrosinistra è tra il 48-49% contro il 42% di Rocco Palese, candidato del centrodestra. Attorno all'8% la candidata centrista Adriana Poli Bortone (Io Sud-Udc). «Un risultato splendido - dichiara Vendola - i dati confermano che in Puglia c'è un laboratorio di buona politica»

CALABRIA
- Ha oltre 20 punti di margine il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Calabria: Giuseppe Scopelliti, sempre secondo le stime Emg per Rai, raccoglierebbe il 56% delle preferenze, mentre Agazio Loiero (centrosinistra) si fermerebbe al 32%. Filippo Callipo (Idv-Lista Pannella) è al 10%. «Dedico questa vittoria ai tanti calabresi onesti che hanno avuto la voglia di cambiare - dichiara Scopelliti - e che mi hanno dato la grande forza di condurre questa grande campagna elettorale. Era palpabile questa grande voglia di riscatto riscontrata in giro per le strade della Calabria nelle tante manifestazioni. La cosa più bella è che al momento siamo sopra dovunque».

BASILICATA
- Risultato deciso anche in Basilicata. Vito De Filippo (centrosinistra) viaggia verso il 60%, Nicola Pagliuca (centrodestra) è sotto il 28%. Magdi Cristiano Allam al 9,4%.

PROVINCE E COMUNI - Le operazioni di scrutinio per le elezioni regionali sono cominciate subito dopo la chiusura dei seggi, alle 15. Per provinciali e comunali, lo spoglio comincerà invece alle 8 di martedì 30 marzo con precedenza alle elezioni provinciali, salvo che nelle regioni Molise e Abruzzo, non interessate dalle regionali. Significativo al riguardo il voto nella provincia dell'Aquila, duramente colpita dal terremoto di un anno fa: dai dati del Viminale, a fronte di 162 sezioni scrutinate su 415, il candidato presidente del centrodestra Antonio Del Corvo è in vantaggio con il 51,82 per cento dei voti. La candidata del centrosinistra, la 'combattiva' Stefania Pezzopane, ottiene invece, per ora, il 47,23 per cento dei voti.

Redazione online