24/09/2010
Matrimonio segreto per Alessia Filippi
Matrimonio segreto per Alessia FilippiLa 23enne nuotatrice romana. La campionessa di nuoto si è sposata a Caracalla giovedì sera con un medico 31enne. Testimone la collega Gemo
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12/08/2010
In Calabria resta il segreto sul patrimonio dei consiglieri
In Calabria resta il segreto sul patrimonio dei consiglieriSilenzio sull' «anagrafe pubblica degli eletti», anche per i politici di Caserta. A Roma mancano i dati del sindaco. I Radicali denunciano: la legge esiste da 28 anni, ma non viene applicata
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12/06/2010
La “talpa” di Wikileaks finisce nei guai
La “talpa” di Wikileaks finisce nei guaiUn soldato americano è accusato di aver consegnato al sito specializzato in rivelazioni scottanti il video che mostra l’uccisione di alcuni civili a Baghdad da parte di militari Usa e altri documenti top secret. Wikileaks ora si mobilita per aiutarlo
Sono passati poco più di due mesi dalla pubblicazione del controverso video (a fondo pagina), che mostra l'uccisione a Baghdad di alcuni civili iracheni, tra cui due dipendenti dell'agenzia di stampa Reuters, da parte di un elicottero militare americano. Le immagini, che risalgono al 2007 e sono state rilanciate dalla stampa di tutto il mondo, costituiscono uno dei maggiori successi di Wikileaks, sito che garantisce l'anonimato a chiunque voglia pubblicare documenti segreti e scottanti.
Tuttavia, 62 giorni dopo, il presunto autore della “soffiata” è stato scoperto. Secondo quanto riportato inizialmente da Wired e successivamente confermato dal Dipartimento della difesa statunitense, Bradley Manning, 22 anni, analista militare di stanza in Iraq, si trova in stato di arresto con l'accusa di avere rivelato all'esterno informazioni riservate. Tra queste, il famoso video iracheno e, pare, 260 mila dispacci diplomatici preparati dal Dipartimento di stato e da membri del corpo diplomatico Usa in Medio Oriente.
A denunciare il giovane soldato americano all'FBI e alle autorità militari a stelle e strisce è stato Adrian Lamo, un ex-hacker, con cui Manning si è intrattenuto via email e via chat confidando le sue imprese di “gola profonda” telematica. “Se avessi accesso alle reti di documenti riservati per 14 ore al giorno per sette giorni la settimana da più di otto mesi che cosa faresti?”, ha detto il giovane Manning a quello che considerava un interlocutore fidato e poi ha snocciolato l'elenco delle informazioni che avrebbe trasferito dai server del Pentagono a quelli di Wikileaks. Di fronte alle confessioni, Lamo, condannato in passato per essere penetrato nei computer di Microsoft e del New York Times, ha optato per la denuncia: “Non lo avrei fatto se vite umane non fossero state in pericolo”, ha detto a Wired.
Da parte sua Wikileaks, che ha raggiunto il picco della popolarità proprio con il video iracheno, non ha confermato di avere ricevuto da Manning materiali segretati, ma ha comunque deciso di sostenere il soldato: “Non sappiamo se Manning sia stato una nostra fonte”, si legge sull'account Twitter del progetto, ma “se l'esercito americano lo afferma noi lo difenderemo”. I primi passi in questa direzione sono stati un appello per cercare volontari che vogliano contribuire alla difesa del giovane e una pagina su Facebook intitolata Savebradley che ha trovato l'appoggio di più di 1200 fan. Il progetto ha inoltre avvertito le fonti di “parlare solo con Wikileaks” e non con estranei.
La natura dell'episodio, che chiama in causa la lealtà di un soldato nei confronti dell'esercito ma anche quella di un confidente rispetto alla sua fonte, ha ovviamente sollevato vari commenti in rete. Wikileaks spara a zero contro “giornalisti” come Adrian Lamo e Kevin Pulsen, il reporter di Wired che ha dato la notizia, affermando che meritano “l'inferno”.
Un esperto di sicurezza come Tom Rick, che tiene un blog sul sito della rivista Foreign Policy, si dice d'accordo con la punizione del soldato anche se invita l'esercito Usa a tenere lo stesso comportamento nei confronti dei torturatori di Abu Grahib: “hanno fatto molti più danni ai nostri valori e al nostro Paese”.
Sul filo dei distinguo corre anche l'analisi di John Daly di TechEye che non approva il comportamento di Lamo ritenendo però che Poulsen, in quanto giornalista, aveva tutto il diritto di pubblicare la storia. Per il settimanale Economist, infine, la morale della vicenda è che “nessuna tecnologia può proteggere gli informatori da se stessi”. Il riferimento è al sistema di Wikileaks che, attraverso crittografia e server sparsi in nazioni che assicurano ampie protezioni alla libertà di espressione, garantisce che nessuno possa impedire la pubblicazione dei documenti e che la fonte resti anonima. Salvo, ovviamente, che la fonte non si smascheri da sola.
Attivo dalla fine del 2006, Wikileaks è diventato famoso per una serie di importanti e talvolta controversi scoop. Tra questi, la pubblicazione, nel novembre 2009, della corrispondenza elettronica di alcuni importanti scienziati che studiano il cambiamento climatico, seguita dai 570 mila messaggi di testo inviati da cerca-persone americani il giorno degli attacchi dell'11 settembre, tra cui quelli di alcuni funzionari del Pentagono e della polizia della città di New York. Tra le sue rivelazioni più importanti ci sono anche le procedure seguite dall'esercito americano per il trattamento dei detenuti nelle prigioni di Guantanamo Bay.
Wikileaks, l'acchiappa-segreti. Il video dell'attacco americano è l'ultimo di una serie di scoop del sito nato per svelare i segreti e mettere in difficoltà i potenti. I suoi creatori sperano che la rinnovata popolarità aiuti il servizio, che ha bisogno di fondi, a sopravvivere
L'ultimo scoop ha riportato Wikileaks al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica internazionale e potrebbe aiutare il servizio, in difficoltà economica, a sopravvivere. La rivelazione, il 5 aprile scorso, del video di un'operazione dell'esercito americano a Baghdad nella quale hanno perso la vita 12 persone, tra cui due impiegati dell'agenzia di stampa Reuters, ha infatti riacceso i riflettori sul sito che, causa mancanza fondi, negli ultimi tempi ha ridotto sensibilmente le attività.
Creato nel 2007 da un gruppo di attivisti guidati dall'australiano Julian Assange, giornalista e hacker etico, Wikileaks ambisce ad essere un porto sicuro per tutti coloro che, in possesso di documenti riservati, vogliono renderli pubblici. Agli informatori garantisce anonimato e una piattaforma sicura con server distribuiti in quei Paesi (come Stati Uniti, Belgio o Svezia) che offrono migliori garanzie per la protezione della libertà di espressione.
L'importanza del documento, che getta luce su un evento accaduto il 12 luglio 2007, è servita a riportare in primo piano l'importanza giornalistica di questo servizio, in grado di sfruttare Internet per accedere a materiali che sfuggono anche all'azione investigativa di grandi testate. Come ha ricordato il Times di Londra “nessun segreto è al sicuro da Wikileaks”. Mentre il New York Times lo ha definito “una spina nel fianco delle autorità americane e estere”. Il più popolare quotidiano del mondo descrive quel mix di “giornalismo investigativo e attivismo” che costituisce il marchio di fabbrica dell'impresa riconoscendogli un ruolo innovativo nel panorama informativo contemporaneo: “rivelando un video dal forte impatto, che i media avevano invano cercato di ottenere per vie tradizionali, Wikileaks si è inserito nella discussione nazionale sul ruolo del giornalismo nell'era digitale”.
Dopo tutto, Wikileaks non si considera in concorrenza con i media organizzati ma si pone esplicitamente al loro servizio e conta sui reporter di professione per dare visibilità ai materiali pubblicati e approfondire le questioni sollevate. In questo senso, i curatori del sito possono considerare un successo anche il ritratto, di parole e immagini, che il New York Times ha dedicato Namir Noor-Eldeen, il giovane fotoreporter ucciso nell'attacco. O il servizio di Al Jazeera che ha intervistato i due bambini feriti dall'azione Usa, mostrando sui loro corpi gli effetti, tuttora ben visibili, dei colpi partiti dagli elicotteri Apache.
Altrettanto apprezzate sono state le prime analisi sulla legalità delle azioni dei militari americani, come quelle proposte da Newsweek e dal New Yorker. Il settimanale newyorchese fa notare come la visione delle immagini ispiri più di un dubbio riguardo alla legalità di alcuni aspetti dell'operazione, in particolare, riguardo alla proporzionalità della reazione, l'identificazione dei combattenti, il ruolo del comando e il trattamento dei combattenti feriti.
La speranza della squadra di Wikileaks è ora che il clamore suscitato dal video possa aiutare l'organizzazione ad incrementare le donazioni e raggiungere quei 600 mila euro necessari, da qui a fine anno, per riprendere le attività a pieno regime. Tra i materiali in procinto di essere pubblicati, fanno sapere, ci sarebbe anche un altro video che documenterebbe un bombardamento americano in Afganistan in cui sarebbero morti 97 civili. Ma per completare l'opera di decrittazione servono fondi.
I migliori scoop di Wikileaks
Il saccheggio del Kenya
Nell'agosto 2007 Wikileaks rende pubblico un rapporto redatto dalla società di consulenza internazionale Kroll che documenta l'enorme corruzione facente capo alla famiglia di Daniel Arap Moi, l'ex leader del Paese. Il testo rivela che Moi avrebbe sottratto al patrimonio pubblico nazionale l'equivalente di oltre 1 miliardo di sterline. Il documento è la base di un'inchiesta pubblicata sulla prima pagina del quotidiano inglese The Guardian.
Le procedure di Guantanamo
Nel novembre 2007 Wikileaks pubblica una copia delle Standard Operating Procedures for Camp Delta, il protocollo seguito dall'esercito americano per il trattamento dei detenuti nelle prigioni di Guantanamo Bay. Il documento rivela, tra le altre cose, come alla Croce Rossa internazionale fosse impedito l'accesso ad alcuni prigionieri.
Le email sul riscaldamento globale
Nel novembre 2009 Wikileaks è tra quei siti che rendono pubblica la corrispondenza elettronica tra alcuni importanti scienziati che studiano cambiamento climatico. Alcune frasi ambigue presenti nelle e-mail vengono lette dal fronte degli scettici come la dimostrazione che i dati sul riscaldamento globale sono stati “aggiustati”.
Gli sms dell'11 settembre
Il 25 novembre dell'anno scorso Wikileaks rende pubblici 570 mila messaggi di testo inviati da cerca-persone americani il giorno degli attacchi dell'11 settembre. Tra questi messaggi ci sono quelli di alcuni funzionari del Pentagono e della Polizia della città di New York.
Raffaele Mastrolonardo
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23/04/2009
Usa, la Rice autorizzò l'utilizzo del «waterboarding» a Guantanamo
Usa, la Rice autorizzò l'utilizzo del «waterboarding» a Guantanamo
Un memo rivelerebbe il ruolo diretto dell’ex Segretario di Stato. Secondo Ap approvò verbalmente la richiesta della Cia di utilizzare la tecnica dell'annegamento simulato
| Condoleezza Rice (Ap) |
WASHINGTON - Il capitolo oscuro sull’utilizzo di tortura negli interrogatori da parte di agenti americani si arricchisce di nuovi particolari e di una protagonista illustre, Condoleezza Rice. Nel luglio del 2002 la Rice, allora consigliere per la Sicurezza nazionale, approvò verbalmente la richiesta della Cia di utilizzare la tecnica del waterboarding (annegamento simulato) sul presunto terrorista di al Qaida Abu Zubaydah. Pochi giorni dopo, il Dipartimento di Giustizia approvò l’utilizzo di questa tecnica, come riportano i memo segreti che l’amministrazione Obama ha reso pubblici, tra mille polemiche, la settimana scorsa. Il ruolo dell’ex Segretario di Stato viene descritto in un rapporto mostrato mercoledì dalla Commissione per l’intelligence del Senato.
LA TESTIMONIANZA - In questo documento vengono riportati nel dettaglio i passaggi con cui le pratiche più dure e crudeli utilizzate dalla Cia furono ideate e approvate ai più alti livelli della Casa Bianca nell’era di George W. Bush. In questa cronologia appare chiaro come il ruolo rivestito dalla Rice fu molto più importante di quello da lei ammesso lo scorso autunno in una testimonianza scritta presentata alla Commissione armamenti del Senato. Nella sua testimonianza l’ex Segretario di Stato sostiene di aver solo preso parte a riunioni in cui si era discusso sulle richieste di interrogatorio della Cia, ma si era poi deciso di chiedere una valutazione legale al ministro della Giustizia. La Rice aveva detto di non ricordare i dettagli delle riunioni. Invece, il braccio destro di Bush ebbe un ruolo diretto nella vicenda dando per prima il via libera all’allora direttore della Cia George Tenet. Pochi giorni dopo, e dopo l’approvazione del ministero della Giustizia, come si legge nel memorandum segreto del 1 agosto 2002, il detenuto Zubaydah veniva sottoposto a waterboarding almeno 83 volte nel solo mese di agosto. Un portavoce della Rice, contattato dalla Ap, si è rifiutato di commentare la notizia. Nel documento reso pubblico mercoledì appare inoltre evidente come i pareri negativi di alcuni legali dell’amministrazione Bush su queste pratiche furono repentinamente accantonati. Questo documento del Comitato per l’Intelligence è stato rivelato pochi giorni dopo che la Commissione armamenti del Senato ha realizzato un esaustivo rapporto in cui vengono descritti minuziosamente i legami tra gli interrogatori brutali della Cia e gli abusi ai prigionieri di Guantanamo, a Cuba, ma anche in Afghanistan e nel carcere di Abu Ghraib in Iraq.
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22/04/2009
Svelato il "segreto" di Rita Levi Montalcini «Assume la sua molecola per via oculare»
Svelato il "segreto" di Rita Levi Montalcini «Assume la sua molecola per via oculare»
Lo ha detto Pietro Calissano, suo collaboratore da 44 anni. Standing ovation in Campidoglio per i cento anni della scienziata, dopo la festa al Quirinale con Napolitano
| Rita Levi Montalcini con Napolitano (Ansa) |
ROMA - Rita Levi Montalcini ha compiuto cento anni e forse il suo segreto non è più un segreto. Pietro Calissano, vicepresidente dell'Ebri (European Brain Research Institute), che da 44 anni collabora con la celebre scienziata, ha detto a margine della celebrazione a lei dedicata in Campidoglio che prende tutti i giorni il Ngf (Nerve growth factor) in forma di gocce oculari per problemi alla vista. Si tratta della molecola scoperta dalla stessa Montalcini negli anni '50 e che le è valsa il premio Nobel. Calissano ipotizza che la sostanza raggiunga il cervello, favorendone la naturale plasticità. Insomma il segreto della vitalità della centenaria più famosa d'Italia potrebbe risiedere proprio nella sua scoperta. «Mi auguro che resti con noi il più a lungo possibile, perché rappresenta un continuo stimolo a lavorare al meglio tutti i giorni» ha detto il collaboratore.
STANDING OVATION - La cerimonia per i 100 anni della scienziata al Campidoglio si è aperta con una standing ovation e un lungo applauso dei partecipanti raccolti in Aula Giulio Cesare. Ad accompagnare il premio Nobel, che proprio il 22 aprile festeggia il suo compleanno, il sindaco Gianni Alemanno con la moglie Isabella Rauti, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio. La cerimonia prosegue per l'intera giornata con un convegno scientifico che sarà chiuso dalla scienziata. «Con profonda ammirazione gratitudine, infiniti auguri»: è il messaggio che la Montalcini ha lasciato sul Libro d'oro del Campidoglio, quello su cui gli ospiti d'onore scrivono un loro pensiero. Alla Montalcini, ha annunciato il ministro Gelmini, in apertura del convegno dell'Ebri il governo «intitolerà il programma contro la fuga di cervelli e per il rientro in Italia dei nostri ricercatori. Un piano che quest'anno sarà finanziato con 6 milioni di euro, il doppio rispetto all'anno scorso».
«ESEMPLARI VIRTÙ CIVILI» - Due giorni fa anche il presidente Napolitano ha reso omaggio alla Montalcini, usando il salone delle feste del Quirinale per organizzare una vera festa in onore di «una cara amica, una grande donna di scienza e di esemplari virtù civili. Ha illustrato la patria per altissimi meriti e ha dimostrato un profondo attaccamento all'Italia», ha detto il capo dello Stato, regalandole una medaglia d'oro coniata per l'occasione. Fra gli invitati c'erano le alte cariche dello Stato, due premi Nobel (Carlo Rubbia e Aaron Ciechanover), alcuni scienziati, illustri estimatori fra cui l'ex premier Romano Prodi, due presidenti emeriti della repubblica, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi, che nel 2001 la nominò senatore a vita.
«CREDETE NEI VALORI» - Al Quirinale la Montalcini si è commossa, ma non per questo ha rinunciato a prendere la parola. Quando la «grande donna di scienza» si è alzata ed è andata al microfono, è apparsa minuscola, fragile, elegantissima. Ha parlato a braccio per cinque minuti. Ha ringraziato in particolare Napolitano, al quale ha tributo ammirazione, e Ciampi che «nominandomi senatore del mio paese - ha detto - mi ha conferito l'onorificenza più alta alla quale potessi aspirare». «Oggi ho il privilegio di aver compiuto cento anni, privilegio che non molti altri hanno, e il privilegio di conservare ancora la capacità di intendere e di volere, e di lavorare ancora alle mie ricerche sul sistema nervoso». «È una fortuna per me incredibile - ha concluso - essere ancora fra i viventi, dopo aver attraversato momenti non sempre facili. Credo che la cosa più importante della mia vita sia stato aver dedicato tutto il tempo possibile a chi ha bisogno. Il corpo può morire. Ma - ha detto fra gli applausi - restano i messaggi che abbiamo mandato in vita. Perciò il mio messaggio è questo: credete nei valori».
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11/03/2009
Scoperto il messaggio segreto nell'orologio di Lincoln
Scoperto il messaggio segreto nell'orologio di Lincoln
L'annuncio del museo nazionale della storia americana. Il suo orologiaio incise una frase che segnava l'inizio della Guerra civile americana
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| Abramo Lincoln |
WASHINGTON - Data: 13 aprile 1861. Messaggio: "Fort Sumter attaccata dai ribelli. Grazie a Dio abbiamo un governo". Parole incise dall'orologiaio Jonathan Dillon all'interno dell'orologio d'oro di Abramo Lincoln. Poche frasi che segnano l'inizio della guerra civile americana. Il presidente, in verità, non ne seppe mai nulla, tanto che il "mistero" sul messaggio dell'orologio è rimasto vivo fino ai giorni nostri.
LA SCOPERTA - Mistero finalmente svelato: il messaggio esiste davvero ed è stato scoperto al Museo nazionale della storia americana. La decisione di aprire l'orologio per vedere se la frase ci fosse veramente è stata presa dopo la segnalazione del pronipote dell'orologiaio, Doug Stiles, di Waukegan, Illinois.
IL PRIMO COLPO - La Guerra civile americana iniziò quando i soldati confederati aprirono il fuoco su Fort Sumter a Charleston, in Carolina del Sud, il 12 aprile 1861. Quarantacinque anni dopo, Dillon l'orologiaio rivelò al New York Times che stava proprio riparando l'orologio di Lincoln quando sentì che il primo colpo della guerra era stata sparato. Dillon disse di aver scritto sul quadrante dell'orologio e di aver usato uno strumento appuntito per ricordare la giornata storica, aggiungendo che per quello che ne sapeva, nessuno aveva mai visto l'iscrizione. «Lincoln non ha mai visto il messaggio», ha spiegato in una nota Brent Glass, direttore del museo.
L'incisione sull'orologio di Lincoln è datata 13 aprile 1861 e si legge in parte: "Fort Sumpter attaccata dai ribelli" e "grazie a Dio abbiamo un governo" (Smithsonian National Museum of American History)
17:23 Scritto in STORIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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23/01/2009
QUESTIONE DI CHIMICA, IL SEGRETO DI STRADIVARI
QUESTIONE DI CHIMICA, IL SEGRETO DI STRADIVARI
ROMA - Se non avessero sperimentato tutte quelle sostanze insieme per proteggere i loro strumenti musicali dai tarli i maestri cremonesi Antonio Stradivari e Guarneri del Gesù forse non sarebbero passati alla storia per l'unicità dei loro violini. Un mix di sostanze chimiche, fra cui sali di cromo e ferro, che ha interagito con il legno avrebbe conferito agli strumenti un suono ineguagliabile, secondo uno studio pubblicato dalla rivista PlosOne.
A scoprire il segreto dei grandi artigiani vissuti circa tre secoli fa è stato un gruppo di ricerca coordinato da Joseph Nagyvary biochimico all'università del Texas A and M. Considerati i migliori strumenti a corda mai creati e stimati a prezzi altissimi, i violini dei due liutai italiani sono stati più volte esaminati con tecniche di risonanza magnetica che hanno dato poche risposte. Comunemente si ritiene che l'altissima qualità sia dovuta alle irripetibili doti artigianali degli autori, alla scelta del legno e alla miscela di vernici utilizzate come impregnante. Dei circa mille violini realizzati da Antonio Stradivari ne restano 600, valutati circa cinque milioni di dollari ognuno.
Degli archi fabbricati dal suo diretto concorrente in vita e in morte, il meno noto Guarneri del Gesù, ne restano 140, ritenuti dagli esperti di eguale valore. Nagyvary erano trent'anni che conduceva ricerche "per capire come mai artigiani senza conoscenze scientifiche avessero ottenuto un tale risultato". Da quando, sostiene lo studioso, imparò a suonare il violino usando uno strumento appartenuto ad Albert Einstein. Dopo varie sperimentazioni, il ricercatore si è procurato piccole schegge di legno dai lavori di restauro fatti su alcuni violini Stradivari e Guarneri. Le analisi preliminari (risonanza magnetica e spettroscopia a infrarosso) di questi trucioli, pubblicati tre anni fa su Nature, avevano suggerito, dopo il confronto con analoghe analisi fatte su altri violini, che il legno fosse stato trattato con agenti chimici.
Ora gli studiosi hanno bruciato le schegge e analizzato le ceneri identificando numerose sostanze, fra cui borace, fluoruro, cromo e sali di ferro. "Il borace ha una lunga storia come conservante, fin dagli antichi egizi che lo usavano per la mummificazione" spiega Nagyvary. In pratica, secondo lo studioso sia Stradivari sia Guarneri hanno cercato di trattare i loro violini per proteggerli dall'attacco dei tarli. Ma vi è stato un effetto "collaterale" e le sostanze avrebbero "influenzato le proprietà meccaniche e acustiche del legno conferendo agli strumenti un suono senza eguali".
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11/11/2008
La Bbc rivela: «Nel '68 gli Usa persero una bomba atomica in Groenlandia»
La Bbc rivela: «Nel '68 gli Usa persero una bomba atomica in Groenlandia»Per la tv inglese gli americani ritengono che ormai la radioattività si sia dissolta. Dopo un incidente aereo, tenuto segreto per 40 anni, furono recuperate tre bombe su quattro

LONDRA - Fu un incidente aereo a far perdere agli Stati Uniti una bomba atomica sotto il ghiaccio del nord della Groenlandia. Era il 1968. L'aereo coinvolto un bombardiere B-52. Lo ha rivelato la Bbc, sulla base di documenti declassificati grazie alla legge americana sulla libertà di informazione, il Freedom of Information Act. Il 21 gennaio del 1968, un B-52 si schiantò sul ghiaccio a pochi chilometri dalla base militare di Thule, sulla costa nord-occidentale della Groenlandia (territorio danese), la base più settentrionale delle forze armate americane, centro nevralgico del sistema di radar che proteggevano il paese durante la guerra fredda.
QUATTRO BOMBE - A bordo del bombardiere c'erano quattro bombe atomiche. Tre vennero recuperate, una non venne mai trovata, nonostante le ricerche anche sottomarine. L'incidente fu tenuto segreto per 40 anni. Secondo la Bbc, gli americani ritengono che la radioattività si sia dissolta nella massa d'acqua e che non ci sia più pericolo.
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