13/08/2010

Ferrara, stuprata una turista milanese

Ferrara, stuprata una turista milanese

L'UOMO È STATO ARRESTATO. La ragazza di 26 anni ha subito violenza da un senegalese sulla spiaggia di Lido delle Nazioni

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22/04/2010

Su Youtube cittadino senegalese «placcato» dai vigili urbani

Su Youtube cittadino senegalese «placcato» dai vigili urbani

In Sardegna abitanti in rivolta: «Vergogna, lasciatelo lavorare». Nelle immagini l'ambulante steso a terra che rifiuta di farsi ammanettare e di entrare nell'auto di servizio

 

 

CAGLIARI - Quattro agenti della Polizia municipale di Quartu Sant'Elena su un giovane ambulante senegalese steso a terra che rifiuta di farsi ammanettare e di entrare nell'auto di servizio. Mentre tutt'intorno gli abitanti urlano «lasciatelo lavorare» e, poco dopo, «vergogna», esprimendo contrarietà sul modo in cui i vigili urbani hanno fermato l'uomo. È quanto si vede nelle immagini riprese con i cellulari, messe in rete su Youtube e altri siti analoghi (Youreporter.it) e sottolineate con commenti estremamente negativi.

LA SEGNALAZIONE - A segnalare il video, poco più di 4 minuti, sono stati giovedì mattina i dirigenti provinciali del Pd e del Prc di Cagliari a margine di una conferenza stampa su temi elettorali. Il senegalese è stato fermato nei pressi del mercatino di Quartu con un intervento della polizia municipale che i due politici - Thamas Castangia (Pd) e Giuseppe Stocchino (Prc) - giudicano «eccessivo». I due esponenti della centrosinistra sollecitano le autorità competenti a visionare attentamente il filmato per chiarire le modalità del fermo e fanno appello al sindaco di Quartu affinchè si attivi con un'indagine interna: «Lo stesso comportamento - si chiedono Castangia e Stocchino - sarebbe stato attuato se non si fosse trattato di un extracomunitario?».


14/04/2009

«Hai una macchina troppo vecchia» Lo picchiano e gli fanno perdere un occhio

«Hai una macchina troppo vecchia» Lo picchiano e gli fanno perdere un occhio

 

L'AGGRESSIONE LUNEDI' NOTTE A TOR BELLA MONACA. La vittima è un 30enne senegalese colpito da due italiani

 

Prima lo ha preso in giro perché guidava una vecchia auto, secondo lui un modello fuori moda. Poi lo ha colpito con una bottiglia al capo fino a romperla, accompagnando l'aggressione con insulti razzisti. Vittima dell'ultimo episodio di xenofobia fra Tor Bella Monaca e Casilino è stato lunedì notte un cittadino senegalese di 30 anni ora ricoverato in prognosi riservata in ospedale. L'uomo, curato dai medici del Policlinico di Tor Vergata, perde la vista da un occhio per i colpi ricevuti dall'aggressore, B.M., 20 anni, pregiudicato, arrestato dai carabinieri nella sua abitazione sempre a Tor Bella Monaca. Il giovane è accusato di lesioni gravissime, aggravate dall'odio razziale. Per lo stesso reato è stato denunciato un suo amico sedicenne, che ha partecipato all'aggressione.

L'AGGRESSIONE - Il senegalese è stato affrontato dai due fuori da un bar di via Casilina. Erano le due di notte. Spalleggiato dal minorenne e anche da altri giovani, B.M. ha iniziato a prendere in giro il trentenne. Alla reazione della vittima ne è nato un violento litigio, al culmine del quale il ragazzo ha afferrato una bottiglia e si è avventato sull'altro colpendolo più volte. Proprio in quel momento è intervenuto un avventore del bar che ha cercato di proteggere il senegalese ma il suo tentativo è fallito. Dopo la fuga dell'aggressore e dei suoi complici, la vittima ha chiesto aiuto ai carabinieri. Più tardi gli investigatori della compagnia di Frascati e della stazione di Tor Bella Monaca hanno rintracciato B.M. a casa dove, nel corso di una perquisizione, è stata sequestrata anche la sua maglietta ancora sporca di sangue. Il ventenne è stato condotto nel carcere di Regina Coeli.

Rinaldo Frignani


31/01/2009

Poliziotto uccide senegalese, immigrati in rivolta davanti al commissariato

Poliziotto uccide senegalese, immigrati in rivolta davanti al commissariato

 

 Civitavecchia: omicida e vittima erano vicini di casa, un colpo di fucile ha reciso l'arteria femorale, da chiarire i motivi della lite. La protesta: «Giustizia»

 

Il luogo dell'omicidio (Ansa)
Il luogo dell'omicidio
CIVITAVECCHIA - Rivolta dei senegalesi a Civitavecchia dopo l'omicidio di un loro connazionale da parte di un ispettore di polizia. Decine di persone hanno bloccato viale della Vittoria, sede del commissariato, con due cassonetti, al grido di «Vogliamo giustizia, vogliamo sapere. Chiamate la magistratura». Ancora da chiarire la dinamica dei fatti che hanno portato alla morte di Chehari Mehari Fuoid, 42 anni, originario del Senegal. L'uomo è rimasto ucciso sabato mattina, intorno alle 9, da un proiettile sparato dal fucile a pompa di un ispettore di polizia di 45 anni, suo vicino di casa, in via Sposito, nel quartiere di Campo dell'Oro. L'agente ha raccontato di essere intervenuto per sedare una rissa fra senegalesi; secondo altri testimoni, c'erano vecchi rancori tra lui e il senegalese. Sta di fatto che dall'arma ed è partito un colpo: Fuoid è stato colpito ad una coscia, ed è rimasta lesa l'arteria femorale. Subito soccorso da una volante della polizia, è stato poi trasportato in ambulanza all'ospedale, dove è morto poco dopo il ricovero. All'ispettore, fermato dai suoi stessi agenti, è stato fatto lo stub, in attesa dell'interrogatorio con il pm. Due testimoni del fatto sono stati portati in Procura.

«UN PADRE DI FAMIGLIA» - Appresa notizia della morte del loro connazionale dai telegiornali, decine di senegalesi arrivati da varie parti del comprensorio si sono radunate davanti al commissariato di Civitavecchia. «Era una persona bravissima e a Civitavecchia lo conoscevano tutti. Era in città da più di 20 anni per lavorare e mantenere la sua famiglia in Senegal». Così Mustafà, amico di Chehari Mehari Fuoid, ricorda il 42enne. «Non sappiamo se ci siano stati altri litigi e come sono andate le cose. Certo è - continua Mustafà - che noi non abbiamo mai ammazzato nessuno. È un padre di famiglia, ti rendi conto. Non è che uno si sveglia la mattina e ammazza una persona. Cherari usciva la mattina alle 6 e rientrava la sera alle 22. Viveva in quella casa con due fratelli».

LA PROTESTA - Quando dal commissariato sono usciti due testimoni, i senegalesi hanno protestato con la polizia e cercato di impedire che la macchina lasciasse il commissariato perché volevano sapere dove li stavano portando. Secondo quanto si apprende, i testimoni sono stati portati in procura dal pm. I senegalesi hanno quindi bloccato la strada con i cassonetti, chiedendo giustizia. Gli agenti della polizia di Stato, usciti dal commissariato, stanno cercando di convincerli a togliere il blocco stradale.