08/04/2009
LO SPORT SI MOBILITA, TUTTI PER L'ABRUZZO
LO SPORT SI MOBILITA, TUTTI PER L'ABRUZZO
ROMA - Lo sport non si ferma, di fronte alla sciagura che ha colpito l'Abruzzo, ma ancora una volta partecipa, si mobilita e conferma una straordinaria sensibilita' nei confronti delle persone che soffrono (e sono tantissime) in questo momento. Il movimento sportivo italiano e' solidale ed estremamente disponibile: da domani a domenica, infatti - annuncia il Coni - in tutte le manifestazioni di qualsiasi disciplina o ente di promozione, verra' osservato un minuto di raccoglimento.
Sempre in segno di lutto per le vittime del terremoto, su tutti i campi dove si disputeranno le partite del prossimo turno di Serie A, B e del campionato Primavera - a quanto deciso oggi dalla Lega Calcio - i calciatori scenderanno in campo con il lutto al braccio (l'Udinese lo fara' anche in Coppa Uefa, giovedi' a Brema, dov'e' in programma l'andata dei quarti di finale contro il Werder). Fioccano, in queste ore di grande sconforto, anche le iniziative finalizzate a sostenere concretamente le popolazioni terremotate. La prima arriva dall'ex presidente del Coni, Mario Pescante (abruzzese di Avezzano), che ha proposto di far disputare nello stadio dell'Aquila le partite della Nazionale di calcio ai Giochi del Mediterraneo.
L'ex capo dello sport italiano ha inoltre confermato che, nonostante la tragedia, la manifestazione prevista in Abruzzo si svolgera' ugualmente. La Bancatercas Teramo, squadra che milita nel campionato di Serie A/1 di basket, invece, ha chiesto e ottenuto il rinvio della partita in programma sabato prossimo contro la Fortezza Bologna. Le due squadre si ritroveranno il 30 aprile. Mentre il calcio a 5 ha rinviato due giornate di campionato, tutto il mondo del pallone e' in mobilitazione, con una serie di iniziative a sfondo economico: tra queste, per la serie A, la decisione di Napoli, Catania, Siena e Fiorentina di devolvere gli incassi delle partite che giocheranno sabato - ospitando rispettivamente Atalanta, Sampdoria, Chievo e Cagliari - in favore della popolazione abruzzese. Il presidente dell'Udinese, Giampaolo Pozzo, ha promesso un aiuto concreto per L'Aquila ed i suoi cittadini. Anche la Roma scende in campo per aiutare i terremotati dell'Abruzzo.
I calciatori giallorossi - da Totti a De Rossi, passando per Panucci, Vucinic e Mexes - hanno infatti messo a disposizione di un programma radiofonico e proprie maglie autografate, per un'asta di beneficenza. I fondi raccolti dalla trasmissione serviranno per l'acquisto di due camper da riempire di aiuti e donare agli abitanti di Onna. I giocatori della Fiorentina, dal canto loro, si sono gia' mossi per raccogliere fondi da devolvere ai terremotati: lo ha reso noto il difensore viola Luciano Zauri, abruzzese di Pescina (L'Aquila), che ha inoltre annunciato di voler fare, a titolo personale, ''qualcosa di importante per la mia terra''. La Federazione italiana cronometristi, per andare incontro alle esigenze dei cronos rimasti senza tetto, ha promosso una raccolta di fondi destinata alle esigenze piu' immediate dei colleghi.
Un'altra sottoscrizione arriva dall'Assocalciatori (Aic), sollecitata dagli stessi tesserati: saranno chiamati ad aderire gli atleti delle squadre di A, B e Lega Pro. Altre sottoscrizioni arrivano dal mondo della pallavolo e del basket. Lance Armstrong e la Fondazione che porta il suo nome, porgono le condoglianze e sono vicini alle popolazioni abruzzesi. Il ciclista statunitense ha chiesto agli organizzatori del Giro d'Italia di poter dare un aiuto alle popolazioni colpite. Angelo Zomegnan, direttore della corsa, gli ha risposto che ''la sua stessa presenza al prossimo Giro d'Italia, quello del Centenario, rappresentera' un momento di gioia, in particolare nelle zone vicine a quelle colpite dal sisma''.
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| Tag: sport, aiuti, abruzzo, solidarietà, mobilitazione, sensibilità | OKNOtizie |
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05/01/2009
Preghiera islamica , polemica a Milano «Una mancanza di sensibilità»
Preghiera islamica , polemica a Milano «Una mancanza di sensibilità»Il Centro musulmano: «non volevamo mancare di rispetto». L’arciprete del Duomo: grave se avessero usato il sagrato. An e Lega: «Una provocazione»
«Non sono saliti a pregare sul sagrato, e quello non sarebbe stato certo un gesto di dialogo». Ma i musulmani in preghiera di fronte alla cattedrale hanno dimostrato «quantomeno mancanza di sensibilità». Lo dice l’arciprete del Duomo, Luigi Manganini. Che precisa: «Piazza del Duomo è una piazza civile, non religiosa». Montano le polemiche dopo la manifestazione anti Israele che ha attraversato il centro città, sabato: sono state bruciate le bandiere con la stella di David e il corteo s’è sciolto dopo la preghiera islamica davanti al Duomo. Ancora Manganini: «Da cristiano non avrei partecipato a una manifestazione che si concludeva con una preghiera di fronte a una moschea». Replica Abdel Hamid Shaari, direttore del centro islamico di viale Jenner: «Massimo rispetto per i simboli cattolici».
Per prima cosa precisa che «non sono saliti a pregare sul sagrato, e quello non sarebbe stato certo un gesto di dialogo». Poi ci tiene a chiarire che la piazza del Duomo «è una piazza civile e non religiosa». Però poi Luigi Manganini, arciprete del Duomo, spiega che la preghiera islamica che ha concluso la manifestazione di sabato contro i bombardamenti a Gaza, con centinaia di uomini inchinati ad Allah proprio di fronte alla cattedrale di Milano, è stata quantomeno «una mancanza di sensibilità».
Manganini è uomo di chiesa, evita qualsiasi polemica, si tiene a distanza dalla bagarre politica. Ma proprio perché uomo di chiesa richiama il messaggio del Vangelo, spiegando che «la preghiera non va ostentata, perché viene dal cuore ed in generale non va mai usata come affermazione di identità». Una sensazione che probabilmente si può descrivere in maniera ancora più semplice: «Da cristiano— conclude l’arciprete del Duomo — non avrei partecipato a una manifestazione che si fosse conclusa con una preghiera proprio di fronte a una moschea».
Secondo i politici della maggioranza la manifestazione in Duomo è stata un affronto, ma il responsabile del centro islamico di viale Jenner, Abdel Hamid Shaari, chiarisce: «Nessuna provocazione o mancanza di rispetto. Era semplicemente giunta l’ora della preghiera e si trovavano lì. Fossero stati in un’altra piazza, l’avrebbero fatta dove si trovavano. Abbiamo la più alta considerazione per la figura dell’arcivescovo Tettamanzi, che rappresenta la coscienza morale ed etica di Milano. Abbiamo un grande rispetto per chi ha sempre parlato di dialogo».
Il vice sindaco, Riccardo De Corato, però attacca: «L’imam del centro islamico di viale Jenner, Abu Imad, ha partecipato al corteo pro Palestina che è stato teatro di reati e gravi atti contro lo Stato amico Israele. Sarebbe opportuno che l’imam faccia un passo indietro perché è sempre meno credibile come interlocutore del centro islamico di viale Jenner». Ancor più duro Pier Gianni Prosperini, assessore regionale alla Sicurezza: «Nemmeno ai tempi del nazismo il Duomo ha subito oltraggio del genere, non era una preghiera ma un’offesa ».
10:22 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: milano, preghiera, islamica, polemica, sensibilità, provocazione | OKNOtizie |
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