08/07/2011

Istat: matrimoni in crisi dopo 15 anni Separazioni volano tra gli over 60

Istat: matrimoni in crisi dopo 15 anni Separazioni volano tra gli over 60

Le nozze durano di più al Sud. Nel 2009 le separazioni chieste dopo 15 anni insieme e i divorzi dopo 18. L’età media alla rottura? Circa 45 anni per i mariti e 41 per le mogli. L’esperto: “A Milano e Roma picco per gli over 65. Ci si lascia per noia e non dopo un tradimento”

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03/09/2010

Uccide la moglie per l'affido dei figli, rischia il linciaggio

Uccide la moglie per l'affido dei figli, rischia il linciaggio

La sparatoria in via Barrili, quartiere Stadera, periferia sud. Arrestato l'omicida, 28 anni. I due si erano separati da poco e vivevano nello stesso caseggiato.

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29/07/2009

Non sopporta separazione: uccide la moglie davanti al bambino e poi si spara

Non sopporta separazione: uccide la moglie davanti al bambino e poi si spara

 

Agghiacciante caso di omicidio-suicidio a Rho, nel Milanese. I coniugi 34enni erano separati di fatto. Lei aveva denunciato il marito: «Mi ha minacciato con la pistola»

 

 

I corpi dei due coniugi giacevano uno accanto all'altro (Photoviews)
I corpi dei due coniugi giacevano uno accanto all'altro (Photoviews)

MILANO - Agghiacciante tragedia familiare a Rho, nel Milanese. Un uomo di 34 anni, Piero Amariti, al culmine di un violento litigio ha ucciso la moglie, Cristina Messina, 34 anni, a colpi di pistola e poi si è suicidato con la stessa arma. Tutto è avvenuto sotto gli occhi della sorella della donna e del maggiore dei figli della coppia, di 6 anni (c'è anche una bambina di 4 anni). Con ogni probabilità, i motivi alla base della disputa sono da ricondurre alla separazione che aveva portato alla divisione della coppia: a quanto sembra i due ormai erano separati di fatto e nella casa di famiglia viveva soltanto la donna con i bambini. L'uomo evidentemente non sopportava questa situazione, che lo ha portato alla follia.

I SOCCORSI - Il fatto è avvenuto prima delle 8 di mercoledì mattina in via Vincenzo Bellini angolo via Rossini a Rho, in provincia di Milano. Inutili i soccorsi del 118: entrambi i coniugi erano già morti all'arrivo dei sanitari. Piero Amariti lavorava in un'agenzia di pratiche auto, mentre la moglie Cristina lavorava in un bar-trattoria di fianco alla concessionaria del padre. Sembra anche che da tempo vi fossero cattivi rapporti tra genero e suocero.

 

La casa della tragedia (foto Salerno)
La casa della tragedia (foto Salerno)

LA TRAGEDIA - Secondo la prima ricostruzione, Piero Amariti sarebbe arrivato la mattina presto davanti alla casa della moglie e avrebbe aspettato che lei uscisse con l'auto, una Citroen 5. La donna è uscita in auto con la sorella e il figlio maggiore: lui l'ha minacciata con la pistola, facendola uscire dalla vettura, e le ha sparato due colpi, che l'hanno raggiunta uno alla testa e l'altro alla gola. Un proiettile ha poi colpito la portiera della macchina. Quindi l'uomo ha rivolto la pistola a tamburo, una 357, contro se stesso e si è sparato alla testa. Il bambino ha visto tutto.

LA DENUNCIA - Secondo la testimonianza di una parente, a fine giugno i due coniugi avevano avuto una violenta lite, durante la quale l'uomo aveva minacciato di togliersi la vita e di uccidere anche la moglie. Per questo la donna, lo scorso 30 giugno, aveva presentato una denuncia contro il marito alla Polizia di Rho. Gli agenti avevano accompagnato Piero Amariti è stato accompagnato al Pronto Soccorso, dove i medici, visto che non era un caso acuto, non rilevarono né chiesero la necessità di un trattamento sanitario obbligatorio (Tso), come ha precisato il direttore sanitario dell'ospedale di Rho, Davide Cartoni. La Procura aveva anche autorizzato la polizia a perquisire l'auto della coppia. In quell'occasione non venne trovata alcuna arma: la pistola usata questa mattina dall'uomo per uccidere la moglie e suicidarsi è risultata infatti detenuta illegalmente.

LA CUGINA - «Piero era una brava persona, sapevo che si volevano bene, non mi risulta avessero avuto dei problemi ed erano bravissimi marito e moglie», ha raccontato invece una cugina acquisita del presunto omicida. «Per lui la cosa più importante era la famiglia, non mi risulta che abbia mai avuto atteggiamenti violenti o che abbia mai aggredito o minacciato la moglie. Sono sconvolta per quello che è successo, non riesco a capacitarmene».


03/02/2009

Frattini-Chantal, è finita con un sms

Frattini-Chantal, è finita con un sms

 

Lo rivela "italia oggi". Il ministro avrebbe lasciato la dermatologa dopo nove mesi. La relazione al centro del gossip politico

 

Chantal Sciuto
Chantal Sciuto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ROMA - A ufficializzare la loro relazione era arrivato addirittura un comunicato stampa. Per interromperla, è bastato un semplice sms. La storia d'amore tra Franco Frattini e Chantal Sciuto, la dermatologa dei vip, è finita. Lo rivela "Italia oggi", secondo il quale il ministro degli Esteri avrebbe inviato un semplice messaggio di testo con il telefonino all'ormai ex Lady Farnesina per comunicarle le sue intenzioni.

(Ansa)
Frattini con Chantal (Ansa)
Frattini con Chantal
 
 
 
LA STORIA - Un'amore durato nove mesi, con tanto di debutto ufficiale nella romantica Avignone, e che era anche finito sulle copertine dei giornali di gossip. All'inizio, Frattini e Chantal - siciliana di 39 anni, uno studio a due passi da Montecitorio - si erano frequentati in segreto. Poi, però, sul ministro degli Esteri erano piovute critiche per essere andato in vacanza alle Maldive durante la crisi in Georgia. E le riviste gossippare si erano scatenate cercando di dare un nome e un volto alla sua nuova fiamma. Alla fine, la rivelazione. Con tanto di comunicato. «Tra Frattini e Chantal - aveva annunciato l'ufficio stampa ingaggiato dalla Sciuto - circa quattro mesi fa è scoccata la scintilla d'amore e tutto fa supporre che sia una di quelle rare love story che si contano sulla punta delle dita e che fanno sognare». Il sogno, però, è durato nove mesi e qualche secondo. Il tempo di un sms.


La siciliana Chantal Sciuto, nuova compagna del Ministro degli Esteri Franco Frattini. Tra loro - fa annunciare da un ufficio stampa - circa quattro mesi fa è scoccata la scintilla d'amore . La dermatologa siciliana con studio a Roma, a due passi dal Parlamento, era apparsa in passato sulla rivista www.luxurymagazine.it (da cui sono tratte queste foto)

 

 


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15/10/2008

Sì alle classi separate per stranieri

Sì alle classi separate per stranieri

L'ESPONENTE DEL CARROCCIO COTA: «Serve a una vera integrazione». Alla Camera passa la mozione della Lega. «Proposta abietta», dice Fassino del Pd

 

 

Il leghista Roberto Cota (Lami)
Il leghista Roberto Cota

 

 

 

«Proposta abietta, si inserisce la discriminazione nella scuola», dice Piero Fassino, Pd. «La mia proposta serve a prevenire il razzismo e punta a realizzare una vera integrazione», afferma il capogruppo della Lega alla Camera Roberto Cota. Argomento del contendere la mozione della maggioranza sull'istituzione nella scuola dell'obbligo di classi riservate agli alunni stranieri che non parlano o parlano poco la nostra lingua, le «classi d'inserimento », primo firmatario Roberto Cota.

La mozione è passata tra le polemiche con una maggioranza di venti voti: 265 sì e 246 no e un astenuto. È stato necessario il cambiamento di alcuni termini per scongiurare una spaccatura nella stessa maggioranza: «classi di inserimento» piuttosto che «classi ponte», un sostantivo che lascia dei dubbi sull'attraversamento, e sottolineando che la finalità del provvedimento è quella di «favorire» l'ingresso piuttosto che «autorizzarlo», dal momento che le autorizzazioni con la formazione non hanno molto in comune. L'ingresso degli studenti stranieri nelle nostre scuole in futuro dunque potrebbe avvenire attraverso nuove regole: somministrazione di test e altre prove di valutazione. Chi non le supererà verrà inserito in apposite classi che dovrebbero favorire l'apprendimento della lingua italiana, propedeutico all'ingresso nelle classi tradizionali. Altra novità: non sarà consentito l'inserimento degli studenti stranieri nelle classi ordinarie oltre il 31 dicembre di ciascun anno e la loro distribuzione dovrà essere proporzionata al numero complessivo degli alunni.

Per l'esponente della Lega e quanti hanno firmato il provvedimento, sono cose «che avvengono nella maggior parte dei paesi europei, i quali hanno costituito luoghi di apprendimento separati per i bambini immigrati». La convinzione su cui si fonda la novità — dai tempi dell'abolizione delle differenziali non esistono più classi di serie b — è che in classi comuni i piccoli immigrati non apprendono e impediscono agli altri bambini, quelli italiani, di apprendere al meglio. La mozione di Roberto Cota ha rischiato di determinare una frattura nella stessa maggioranza. Alcuni esponenti si sono dissociati in modo netto come i deputati del Pdl Nicolò Cristaldi e Mario Pepe. L'idea di combattere l'emarginazione creando classi speciali non ha convinto soprattutto il vice presidente dei deputati del Pdl, Italo Bocchino. L'idea sarà anche buona, ha osservato, ma la formulazione risulta alquanto infelice. Bocchino ha suggerito alla Lega di cambiare alcune parole: meglio chiamarle «classi di inserimento». Cota, relatore, che aveva al suo fianco il leader della Lega, Umberto Bossi, e il sottosegretario all'Istruzione, Giuseppe Pizza, per il governo, hanno accolto il suggerimento e la mozione è stata approvata.

 


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