11/02/2012
Sequestra e picchia assessore: «Non ha tolto la neve dalle strade»
Sequestra e picchia assessore: «Non ha tolto la neve dalle strade»VITERBO. Arrestato in flagrante un abitante di Cellere: stava portando la sua vittima in una grotta, minacciandolo con un coltello
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23/08/2010
Manila, ex poliziotto sequestra bus con 25 turisti
Manila, ex poliziotto sequestra bus con 25 turistiRolando Mendoza, licenziato dalla polizia 5 anni fa, non si è mai rassegnato ad aver perso il posto. In corso le trattative per liberare gli ostaggi: 8 sono stati già rilasciati
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Piacenza, droga nel distributore automatico
Piacenza, droga nel distributore automaticoLa polizia ha sequestrato oltre 400 confezioni di smart drugs, sostanze dichiare illegali solo recentemente. Erano in vendita presso una normale macchinetta
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18/05/2010
Aperto fascicolo per omicidio colposo
Aperto fascicolo per omicidio colposoSotto indagine l'operazione in ospedale che ha portato al blocco cardiaco. Il pm Petruzziello ha fatto sequestrare la cartella clinica di Sanguineti. La moglie: «due ore in pronto soccorso»
GENOVA - Il pm Patrizia Petruzziello ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti in seguito alla morte, avvenuta in sala operatoria, dell'intellettuale genovese Edoardo Sanguineti. Sanguineti era stato ricoverato per un aneurisma ed era stato sottoposto ad un intervento chirurgico presso l'ospedale Villa Scassi di Genova Sampierdarena.
AUTOPSIA - L'operazione, inizialmente condotta senza complicazioni, era improvvisamente precipitata, con un blocco cardiaco che aveva determinato la morte del paziente. Il sostituto procuratore Petruzziello ha fatto sequestrare la cartella clinica di Sanguineti ed è intenzionata a sottoporre la salma dell'intellettuale genovese ad autopsia.
LA MOGLIE: «DUE OREIN PRONTO SOCCORSO» - «E' successo tutto stamani, l'ho accompagnato al pronto soccorso - ha raccontato al'Ansa la moglie Luciana. Eravamo soli, lui ed io. Abbiamo aspettato due ore, si sa come va nei pronto soccorso. Prima gli hanno fatto una Tac, hanno visto che c'era un aneurisma aperto ed hanno detto che dovevano operare subito. Per fortuna c'era un professore che l'aveva già operato per un by-pass alla gamba un anno e mezzo fa. Ero tranquilla perché è un ottimo medico, ma purtroppo è capitato quello che è capitato. La questione è che non bisogna mai andare in ospedale. Dicevo ai medici del pronto soccorso, non schiacciategli la pancia che ha un aneurisma che si vede dall'esterno, niente, quelli dicevano che dovevano visitarlo».
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20/01/2010
Lucera, 14enne sequestrata in un negozio Arrestato l'uomo che l'ha presa in ostaggio
Lucera, 14enne sequestrata in un negozio Arrestato l'uomo che l'ha presa in ostaggio
Tre anni fa aveva fatto la stessa cosa con un'altra giovane donna. Massimiliano Credico, 35 anni, chiedeva di incontrare la Mussolini: ha dei problemi psichici
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| L'interno del negozio 'Curiosando' |
LUCERA (Foggia) - Alla fine, dopo oltre sette ore, è stato arrestato dai Nocs l'uomo che aveva preso in ostaggio una ragazzina di 14 anni in un negozio nel centro di Lucera, in Puglia. Massimiliano Credico, di 35 anni, con problemi psichici e noto per un gesto simile commesso in passato, era armato con un coltello. La ragazzina, che è uscita indenne dal sequestro, era entrata per fare degli acquisti insieme a due amiche: all’improvviso l’uomo era entrato e l'aveva afferrata, mentre le amiche e la cassiera erano riuscite a fuggire. Tenendola accanto a sé, aveva chiesto di parlare con l'onorevole Alessandra Mussolini, probabilmente per chiedere un posto di lavoro. Davanti al negozio, che si chiama "Curiosando" ed è in centro città, si sono radunate in poco tempo decine di poliziotti, carabinieri, vigili urbani e il procuratore Massimo Lucianetti. Con l'uomo è iniziata una delicata trattativa, condotta da un appuntato dei carabinieri della Compagnia di Lucera che lo conosceva da tempo. Si cercava di convincerlo a lasciar andare la piccola e a consegnarsi alle forze di polizia ma l'uomo chiedeva di poter parlare con l'onorevole Mussolini di persona, e non al telefono, prima di lasciare l'ostaggio. «Fatela venire qua - aveva detto - e così facciamo lo scambio con la ragazza».
IL PRECEDENTE - Il 6 maggio 2007 il 35enne era stato protagonista di un gesto simile: nel parcheggio di un centro commerciale, sempre a Lucera, ha sequestrato una giovane donna incinta di tre mesi, minacciandola con un coltello. Quindi l'ha costretta a entrare in un negozio e a restare con lui per alcune ore mentre, in uno stato di evidente confusione mentale, chiedeva alla polizia di parlare con alcuni politici: oltre alla Mussolini, Pietro Fassino e Carlo Azeglio Ciampi. Probabilmente voleva un loro intervento per un posto di lavoro. In quella circostanza era stata proprio la Mussolini, chiamata al telefono, a dare una mano per la liberazione dell'ostaggio: durante la telefonata è scoppiato il caos ed è stato facile per poliziotti e carabinieri bloccare il sequestratore. Uno psicologo della Polizia, il dottor Ippolito, ha parlato con Massimiliano Credico.
LA MUSSOLINI ERA PRONTA AL COLLOQUIO - Alessandra Mussolini aveva provato a mettersi in contatto con l'uomo durante le ore del sequestro: «Appena ho saputo mi ero messa in contatto con la polizia. Ho dato il mio numero di cellulare per parlare con il sequestratore, ma lui non credeva che fossi io dall'altra parte del filo. Il fatto è che già nel 2007 successe la stessa cosa - spiegava ancora la parlamentare - Anche in quella occasione chiese di parlare con me e gli fu detto che io ero al telefono, ma non era vero».
Redazione online
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19/01/2010
Lucera, 14enne sequestrata in un negozio
Lucera, 14enne sequestrata in un negozio
Tre anni fa aveva fatto la stessa cosa con un'altra giovane donna. Presa in ostaggio da un uomo con un coltello che chiede di incontrare la Mussolini: ha dei problemi psichici
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| L'interno del negozio 'Curiosando' |
LUCERA (Foggia) - Ha preso in ostaggio una ragazzina di 14 anni in un negozio nel centro di Lucera, in Puglia. Massimiliano Credico, di 35 anni, con problemi psichici e noto per un gesto simile commesso in passato, è armato con un coltello. La ragazzina era entrata per fare degli acquisti insieme a due amiche: all’improvviso l’uomo è entrato e l'ha afferrata, mentre le amiche e la cassiera sono riuscite a fuggire. Tenendola accanto a sé, ha chiesto di parlare con l'onorevole Alessandra Mussolini. Davanti al negozio, che si chiama "Curiosando" ed è in centro città, ci sono poliziotti, carabinieri, vigili urbani e il procuratore Massimo Lucianetti. Con l'uomo è in corso una trattativa condotta da un appuntato dei carabinieri della Compagnia di Lucera che lo conosce da tempo. Sta cercando di convincerlo a lasciar andare la piccola e a consegnarsi alle forze di polizia.
IL PRECEDENTE - Il 6 maggio 2007 il 35enne era stato protagonista di un gesto simile: nel parcheggio di un centro commerciale, sempre a Lucera, ha sequestrato una giovane donna incinta di tre mesi, minacciandola con un coltello. Quindi l'ha costretta a entrare in un negozio e a restare con lui per alcune ore mentre, in uno stato di evidente confusione mentale, chiedeva alla polizia di parlare con alcuni politici: oltre alla Mussolini, Pietro Fassino e Carlo Azeglio Ciampi. Probabilmente voleva un loro intervento per un posto di lavoro. In quella circostanza era stata proprio la Mussolini, chiamata al telefono, a dare una mano per la liberazione dell'ostaggio: durante la telefonata è scoppiato il caos ed è stato facile per poliziotti e carabinieri bloccare il sequestratore. Uno psicologo della Polizia, il dottor Ippolito, ha parlato con Massimiliano Credico.
LA MUSSOLINI PRONTA A UN COLLOQUIO - Intanto si è saputo che Alessandra Mussolini ha provato a mettersi in contatto con l'uomo: «Appena ho saputo mi sono messa in contatto con la polizia. Ho dato il mio numero di cellulare per parlare con il sequestratore, ma lui non ci crede che ci sia io dall'altra parte del filo. Il fatto è che già nel 2007 successe la stessa cosa - spiega ancora la parlamentare - Anche in quella occasione chiese di parlare con me e gli fu detto che io ero al telefono, ma non era vero». «Per farmi credere gli potrei dire cose che solo io posso sapere», insiste la parlamentare, che aggiunge: «Per convincerlo sarei disposta anche a fare un collegamento video... Ma queste sono cose che deve decidere la polizia».
Redazione online
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