07/06/2010
Porno attore uccide collega con una spada Inseguito, cade da un dirupo e muore
Porno attore uccide collega con una spada Inseguito, cade da un dirupo e muoreNella San Fernando Valley, in California. Ripresa dalle telecamere la tragica fine di un 34enne. Il raptus sul set, dopo aver saputo del licenziamento
MILANO - Uccide un collega con una spada da samurai e ne ferisce altri due sul set di un film a luci rosse, poi tenta una fuga disperata, inseguito da polizia e telecamere. Alla fine precipita da un dirupo: morte in diretta tv. E' degna di un copione hollywoodiano la tragica fine di Stephen Clancy Hill, 34 anni, noto nel mondo della pornografia con lo pseudonimo di «Steve Driver». Il porno attore stava girando un film nella San Fernando Valley, in California, località conosciuta negli Usa come «Porn Valley» per l'industria di film per adulti. La furia di Hill si è scatenata, riportano i quotidiani locali, quando gli è stato comunicato il suo licenziamento in tronco; avrebbe anche dovuto lasciare immediatamente l'alloggio messogli a disposizione dalla produzione. L'uomo, preso da un raptus, ha brandito una spada da samurai che ha trovato sul set e si è scagliato su tutti quelli che ha incontrato. Il suo collega attore Herbert Hin Wong, che si era intromesso per cercare di salvare la vita a uno dei presenti, è stato colpito da un fendente ed è morto; altre due persone sono rimaste ferite. Hill, che aveva già un precedente per aggressione armata nel marzo del 1999 nel Maryland, è fuggito a bordo del suo Suv.
| Stephen Clancy Hill |
LA FINE - Il porno attore è stato raggiunto dalla polizia dopo che si era arrampicato su una parete rocciosa nel distretto di West Hills, nella San Fernando Valley. Hill è rimasto lì, seduto sul ciglio di un burrone e circondato da decine di agenti, per circa 8 ore, sempre inquadrato dalle telecamere. Minacciava di uccidersi, e intanto preparava una corda per tentare di calarsi più in basso. All'improvviso è precipitato ed è morto. Forse è stato colpito da un'arma stordente usata da un agente, ma Kirk Albanese, vice capo della SWAT di Los Angeles, ha rifiutato di discutere i dettagli: non è chiaro se il colpo abbia raggiunto Hill e l’abbia fatto precipitare di sotto o se il colpo sia andato a vuoto e Hill si sia gettato intenzionalmente. Immediati, ma inutili, i soccorsi. Tutta la scena è stata ripresa da più angolazioni, anche da un elicottero. Proprio come in un film, ma di quelli che finiscono male.
Redazione online
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05/05/2009
Giallo sul set di «Moana»: già sostituito il regista
Giallo sul set di «Moana»: già sostituito il regista
Alfredo Peyretti al posto di Cristiano Bortone, che protesta: violati i miei diritti
ROMA — Mistero sul set di «Moana», la fiction di Sky Cinema sulla vita della pornostar Moana Pozzi: dopo pochi ciak è stato cambiato il regista. L'autore della sceneggiatura, Cristiano Bortone (Rosso come il cielo) che ha diretto le riprese fino a pochi giorni fa con Violante Placido nei panni della regina del porno, è stato sostituito con Alfredo Peyretti (Gente di mare). «Il fatto che Sky abbia deciso di sostituirmi senza spiegazioni — si sfoga Bortone —, fermando il set dopo meno di due settimane di riprese è un gesto senza precedenti che calpesta il diritto d'autore, tanto più grave perché viene da una tv che si propone vicina al cinema».
E minaccia: «Tra le azioni legali che potrei intraprendere c'è anche quella più clamorosa: bloccare la fiction. Quella fatta da Sky è infatti una scelta che mi scredita a livello professionale, immotivata e senza precedenti. Una decisione presa probabilmente perché qualcuno dev'essere stato assalito da dubbi, paure, incertezze. Oppure hanno deciso di dare il mio film a un altro professionista che viene da esperienze diverse e non sa nulla del lavoro fatto in tanti mesi. Forse al vertice dell'azienda avevano un'idea diversa. Forse pensano che i film debbano avere tutti lo stesso stile, tutti sul modello di Romanzo criminale». Cristiano Bortone si trova in questi giorni a Monaco di Baviera al montaggio della commedia da lui prodotta con Sergio Rubini e Lino Banfi che uscirà in autunno. «Cerco di tenermi occupato per superare la delusione — spiega —. Sono stati calpestati i miei diritti con una decisione presa da chi forse è ancora nuovo del mestiere e pensa che si possa stabilire che un film è fatto male dopo una settimana e mezza sulle 9 previste». Il regista, che con Rosso come il cielo ha vinto il Premio David giovani 2007, dice che adirà a vie legali. «Devo tutelare i miei diritti, tenendo anche conto che sono l'autore della sceneggiatura e sono stato sostituito senza motivi dall'oggi al domani». (r.s.)
13:16 Scritto in CINEMA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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14/01/2009
«Amo le donne che spezzano gli schemi Sul set? Mai la Carfagna, sì a Luxuria»
«Amo le donne che spezzano gli schemi Sul set? Mai la Carfagna, sì a Luxuria»Intervista a Tinto Brass: Il regista più scandaloso d'Italia. Giovedì legge De Sade al Teatro di Ringhiera di Milano per il festival sull'erotismo «Appunti in Rosso»
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| Tinto Brass |
«L'ipocrisia. In Italia i poteri culturali e religiosi hanno appesantito tutto. Davanti all'eros annacquato difendo la pornografia conturbante».
E il valore artistico?
«Picasso diceva che l'arte non è mai casta e quando è casta vuol dire che non è arte. «L'origine del mondo» di Courbet è un quadro pornografico di grande valore artistico».
A che punto siamo nella rivoluzione sessuale?
«Di notte facciamo sesso di gruppo, di giorno siamo benpensanti. Ho appena finito di girare "Impotenti esistenziali" di Cirillo: stavolta faccio l'attore e interpreto un editore puritano che sogna la segretaria sotto la scrivania».
I giovani?
«Le ragazze di oggi mi piacciono, sanno quello che vogliono e come ottenerlo. Amo le donne che spezzano gli schemi, come era mia moglie (Carla "Tinta" Cipriani, scomparsa due anni fa, ndr): ci teneva a dire che era stata lei a prendere l'iniziativa con me».
Come è andata?
«Mi invitò al cinema a vedere Chaplin. Il film era così bello che mi scordai di baciarla. Ci tornammo una seconda volta, pomiciando tutto il tempo ».
Cosa le manca di lei?
«Era il fiammifero della mia lussuria. Bellissima, con un graffio nero sotto le palpebre».
Le occhiaie?
«Una donna con le occhiaie permette di fantasticare».
L'attrice più sexy?
«Stefania Sandrelli. Mentre sul set de "La chiave" le spiegavo come farsi baciare da Branciaroli, lei si sciolse tra le mie braccia: aveva una sensualità epidermica e incontrollabile».
Serena Grandi?
«Un piatto di polenta e osei: gratificante e carnale. I giornali l'hanno inchiodata, senza capire che per una bella donna invecchiare è feroce».
Francesca Dellera?
«Frivola e scottante, ma pigrissima. Ho fatto da Cupido tra lei e Silvio Berlusconi: lui si invaghì vedendo una sua foto sul set di "Capriccio"».
La conversione della Koll?
«Aveva sempre il sorriso a fior di labbra. Ma nel suo culo avevo intuito qualcosa di mistico. Il sedere è lo specchio dell'anima: sono un ass-man, ce l'ho scritto nel cognome. Nomen omen».
Il ministro Carfagna ha detto che non reciterebbe mai in suo film.
«Ma io alla Carfagna non proporrei nulla: a Venezia quelle come lei le chiamiamo "cassafatti": so tutto io, faccio tutto io... l'antisesso, come gli uomini onniscienti. Meglio la Gelmini, ha lo sguardo sempre attraversato dal turbamento».
Chi vorrebbe sul set?
«Federica Pellegrini, ci spero tanto. In passato ero pazzo della Lewinsky. Le "maitresse à penser" l'hanno massacrata, ma tutte avrebbero voluto essere al suo posto».
Vladimir Luxuria?
«Mi piacerebbe: ha un'intelligenza sensuale».
Moana Pozzi diceva che ciò che accadeva nella sua vagina non la riguardava.
«Infatti era la migliore. La presenza-assenza rende grande un attore. Bisogna essere un po' schizofrenici, scindersi da se stessi. Per questo non condanno la prostituzione».
Si spieghi meglio...
«Una professione come un'altra, come il calciatore che vende la sua gamba. Peggio chi vende il suo cervello».
Sesso e potere?
«Si intrecciano, ma sono agli antipodi: uno è la gioia del vivere, l'altro la tristezza. C'è un'espressione siciliana che spiega bene la divisione: "Cummanari è megghiu ca futtiri"».
Le donne milanesi?
«Mi piacciono. Hanno in bocca il sorriso della Gioconda, il ghigno di chi è sessualmente soddisfatto».
A Milano non si lavora troppo per pensare al sesso?
«Ma no, eppoi c'è sempre il sesso in ufficio, che ha i suoi perché».
IL FESTIVAL
| Lo show delle Nina's Drag Queens |
13:20 Scritto in CINEMA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: cinema, tinto brass, garfagna, luxuria, set, attori, attrici | OKNOtizie |
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