13/11/2009
11 settembre, processo a New York per i presunti attentatori
11 settembre, processo a New York per i presunti attentatori
Svolta verso la chiusura di Guantanamo. I cinque accusati degli attacchi alle Torri gemelle saranno giudicati da un tribunale federale civile e non da una commissione militare. Holder: pena di morte per i responsabili dell'11 settembre
I cinque uomini accusati per gli attentati dell'11 settembre saranno trasferiti dal carcere militare Usa di Guantanamo a New York per essere processati da un tribunale civile.
Lo hanno reso noto oggi fonti dell'amministrazione Obama a Washington.
Annunciando che i terroristi (tra cui il 'cervello' Sheikh Khaled Mohammed), tutti e cinque incarcerati a Guantanamo verranno processati "da una giuria imparziale" a Manhattan, a pochi isolati da Ground Zero, il ministro della Giustizia Eric Holder ha indicato che per questo tipo di delitto gli Usa prevedono la pena di morte: "Spero che i procuratori chiederanno la pena di morte".
I cinque presunti autori degli attacchi del 2001 contro gli Stati Uniti Khalid Sheikh Mohammed, sono stati finora giudicati da commissioni militari speciali per i sospetti di terrorismo detenuti a Guantanamo. Tuttavia, l'amministrazione Obama si è impegnata a chiudere il carcere a Cuba e a trasferire alcuni casi a tribunali di diritto comune negli Stati Uniti.
La decisione dovrebbe essere annunciata ufficialmente in giornata dal dipartimento di giustizia.
I cinque rischiano la pena di morte per aver pianificato gli attentati dell'11 settembre.
17:46 Scritto in terrorismo | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: 11, settembre, guantanamo, attentati, torri gemelle, processo, terrorismo, terroristi, processati, tribunale, civile, new york | OKNOtizie |
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10/09/2009
Nuovo look per l'uomo dell'11 settembre
Nuovo look per l'uomo dell'11 settembre
L'immagine era stata scattata dalla Croce Rossa e rilanciata dall'antiterrorismo Usa. Barba lunga e veste bianca: diffusa la foto di Khaledi Sheik Mohammed, ritenuto la mente degli attentati
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| Khaled Sheikh Mohammed nella foto diffusa dalla Croce Rossa |
WASHINGTON – Barba lunga, keffyah, lunga veste bianca. Un’immagine ben diversa da quello che lo mostrava in canottiera e arruffato dopo la cattura. Parliamo di Khaled Sheikh Mohammed, presunta mente dell’attacco dell’11 settembre: mercoledì è stata diffusa una nuova foto scattata in luglio nel campo di prigionia americano di Guantanamo (Cuba).
FOTO PER I PARENTI - E’ stata la Croce rossa internazionale a fotografare Mohammed in base ad un accordo con le autorità militari americane. Poi l’immagine è finita sui siti jihadisti e da qui nelle mani di esperti di terrorismo americani che l’hanno rilanciata. Oltre a quella di Ksm, come è conosciuto in codice, circolano le foto di altri detenuti di Guantanamo. Il Pentagono avrebbe autorizzato la Croce Rossa a «riprendere» i militanti per mostrarli poi ai loro parenti.
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| Ksm come appariva al momento della cattura (Ap) |
TORTURE E CONFESSIONE - Mohammed, ritenuto il responsabile operativo di Al Qaeda, è uno degli alti dirigenti jihadisti che ha subito torture e pressioni psicologiche dopo la cattura in Pakistan. Per questo la sua confessione, con l’assunzione di responsabilità dell’11 settembre e di altri attentati, è stata accolta con molta prudenza. Se non vi è dubbio che Ksm è stato un elemento fondamentale del qaedismo, è difficile in quanti complotti ha avuto un ruolo determinante.
Guido Olimpio
07:14 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: immagine, foto, scattata, croce rossa, terrorismo, terroristi, mente, ideatore, attentati, 11, settembre, usa, new york | OKNOtizie |
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03/07/2009
Turchia: via a reality per convertire gli atei
Turchia: via a reality per convertire gli atei
Il programma andrà in onda sull'emittente kanal T: in premio un viaggio in un luogo santo. Un prete ortodosso, un imam, un rabbino e un monaco tibetano dovranno provare a cambiare 8 miscredenti
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| Musulmani in preghiera (Reuters) |
ISTANBUL (TURCHIA) - Non offrirà né ricchi compensi in denaro né costosi beni materiali, ma un premio che non ha prezzo: la fede in Dio. Il prossimo settembre partirà in Turchia un gameshow che probabilmente farà molto parlare di sé. S'intitola «Tovbekarlar Yarisiyor» (I penitenti gareggiano), sarà trasmesso dall'emittente Kanal T e i protagonisti saranno quattro guide spirituali (un prete ortodosso, un imam, un rabbino e un monaco tibetano) che, chiusi in una stanza con 10 cittadini atei, cercheranno di convertire alla propria religione i «miscredenti». Chi sarà sedotto dalle parole dei religiosi vincerà un viaggio-pellegrinaggio nella patria spirituale della fede che ha deciso di abbracciare: la Mecca per i musulmani, il Tibet per i buddisti e Gerusalemme per cristiani ed ebrei.
REGOLE - Lo scopo del gioco è promuovere i diversi credi religiosi ma soprattutto avvicinare ancor di più la popolazione turca alla fede musulmana. Naturalmente al programma potranno partecipare solo persone atee e prima di apparire davanti alle telecamere una commissione di otto teologi valuterà se i potenziali concorrenti sono realmente dei non-credenti. Inoltre sarà molto difficile fare i furbi e fingere una falsa conversione per vincere un viaggio in un paese straniero. I "neoreligiosi" saranno seguiti passo dopo passo durante la loro trasferta in terra straniera. Nel corso del tempo dovranno dimostrare di vivere davvero un travaglio interiore e di aver scelto una nuova vita spirituale: «Il progetto mira a trasformare dei miscredenti in seguaci di Dio» dichiara al quotidiano turco in lingua inglese Hürriyet Daily News Ahmet Ozdemir, vicedirettore dell'emittente che trasmetterà il programma. «I concorrenti non possono vedere questo viaggio come una fuga, ma come un'esperienza religiosa».
CRITICHE E APPROVAZIONI - Tuttavia all'indomani della presentazione del programma non sono mancate le critiche. Molti commentatori religiosi hanno definito il gioco «una banalizzazione di Dio e dei messaggi religiosi» e hanno sottolineato che bisognerebbe avere un po’ più di rispetto per questi temi. Mustafa Cagrici, Gran Mufti di Istanbul, ha usato parole molto severe nei confronti del programma e poi ha tagliato corto: «Credo che non sia giusto discutere di religione in ambienti simili». Altri invece temono che il programma accentuerà l'intolleranza turca nei confronti dei cittadini atei. I sociologi locali invece guardano con simpatia al gioco e dichiarano che lo show riflette i tempi che stiamo vivendo: «Il programma metterà in scena la crescente curiosità nei confronti della religione che vivono i nostri concittadini» dichiara Nilüfer Narlı, ordinario alla «Istanbul Bahçeşehir University».
Francesco Tortora
20:48 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: turchia, reality, show, programma, fede, religione, vincitore, premio, viaggio, luogo sacro, settembre, game show | OKNOtizie |
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