26/03/2012
Monti avvisa: «Se il Paese non è pronto, il governo potrebbe anche non restare»
Monti avvisa: «Se il Paese non è pronto, il governo potrebbe anche non restare»«Ma finora l'Italia si è mostrata più pronta del previsto». E poi cita Andreotti: «Mi interessa lavorare, non tirare a campare»
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Monti e la riforma del lavoro: «Sento il peso di decisioni difficili ma necessarie»
Monti e la riforma del lavoro: «Sento il peso di decisioni difficili ma necessarie»VISITA IN ASIA, PRIMA TAPPA IN COREA. Interviene anche il ministro Fornero: «Non accetteremo che il disegno di legge sia ridotto in polpette»
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23/11/2010
Venti di guerra tra le due Coree. Morti due soldati
Venti di guerra tra le due Coree. Morti due soldatiDal Nord sparati colpi di artiglieria contro l'isola di Yeonpyeong. Decine di case in fiamme, feriti diversi militari. Seul risponde al fuoco e dice: "Provocazione militare, non ne tollereremo un'altra". Pyongyang: "Hanno iniziato loro".
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12/11/2010
Berlusconi lascia Seul per tornare tra i guai di casa
Berlusconi lascia Seul per tornare tra i guai di casaIl premier annulla la conferenza stampa al termine del G20 e si precipita su un volo diretto in Italia. Ai suoi continua a ripetere: “Non intendo dimettermi”. Ma il governo è ormai appeso a un filo, lunedì si dimettono i ministri di Futuro e Libertà
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26/03/2010
Affondata nave sudcoreana nel mar Giallo «Siluro inviato da Pyongyang»
Affondata nave sudcoreana nel mar Giallo «Siluro inviato da Pyongyang»
VICINO AL CONFINE MARITTIMO TRA LE DUE COREE. L'unità militare ha aperto il fuoco contro una nave non identificata. A bordo 104 persone: si temono vittime
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| Il mar Giallo |
SEUL - Tirano venti di guerra tra le due Coree: una nave della marina di Seul è affondata tra le ore 21 e 22 locali (le 13 e le 14 in Italia) al largo dell'isola di Baengnyeong, nel mar Giallo.
SILURO DA PYONGYANG - Potrebbe essere stata colpita da un siluro nordcoreano, vicino al confine marittimo tra i due Paesi, come riferisce la tv pubblica di Seul. Sulla nave affondata, 15mila tonnellate di stazza, è presente un equipaggio di 104 persone che dopo l'attacco ha aperto il fuoco contro un'altra nave non identificata. In corso le operazioni di salvataggio, ma potrebbero esserci già molte vittime.
ALLERTA MASSIMA - Secondo l'agenzia sudcoreana Yonhap l'allerta delle truppe di Seul è al massimo livello, al punto che il governo ha convocato una riunione d'emergenza dei ministri del comitato di Sicurezza.
Redazione online
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19/11/2009
Il monito di Obama sul nucleare «Basta provocazioni da Corea e Iran»
Il monito di Obama sul nucleare «Basta provocazioni da Corea e Iran»
LA VISITA. Il presidente Usa: «Pyongyang rinunci alle sue ambizioni». E parla di sanzioni contro Teheran
| Obama saluta le truppe durante la sua visita a Seul (Afp) |
SEUL - Le provocazioni devono finire ed è tempo che Pyongyang torni al tavolo negoziale: i presidenti di Usa e Corea del Sud, Barack Obama e Lee Myung-bak, concordano sulla necessità di dare una svolta alle trattative in stallo per la denuclearizzazione della penisola coreana. «La cosa che voglio sottolineare è che io e il presidente Lee siamo d'accordo sul fatto di voler spezzare il modello del passato, con la Corea del Nord che si comporta provocatoriamente e che poi è disposta a tornare a parlare e, infine, è alla ricerca di concessioni», afferma Obama in conferenza stampa al termine del faccia a faccia, poco prima di ripartire per Washington. Lee, da parte sua, afferma che la Corea del Nord potrebbe sperare in robusti aiuti economici rinunciando alle ambizioni nucleari attraverso «un processo completo e verificabile, e soprattutto con una soluzione omnicomprensiva».
COLLOQUI - Obama annuncia quindi che l'inviato speciale Usa, Stephen Bosworth, sarà in Corea del Nord l'8 dicembre. «Continueremo a lavorare sulla questione nordcoreana - spiega - nell'ambito dei colloqui a Sei per il disarmo nucleare completo». Lee, sempre sul nucleare, ricorda che non è stata convenuta alcuna scadenza, anche se «il nostro obiettivo è risolvere il problema quanto prima possibile». I legami tra «i nostri due paesi sono solidi: gli Stati Uniti sono fortemente motivati a difendere la Corea del Sud, anche con il deterrente nucleare», aggiunge ancora Obama, rinnovando in questo modo la validità del cosiddetto «ombrello nucleare» a protezione del Paese asiatico.
IRAN - C'è spazio anche per l'Iran: Obama dichiara di aver avviato i colloqui con gli alleati «per prendere in considerazione le conseguenze» nel caso il Paese rigetti l'offerta d'accordo sul nucleare. Obama ha sottolineato come rimanga ancora aperta la porta del negoziato, o quanto meno la possibilità per Teheran di fare marcia indietro e accettare l'accordo proposto dall'Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea): la valutazione delle sanzioni - che avranno bisogno del sostegno russo e cinese per poter essere approvate dal Consiglio di Sicurezza - non avverrà che nelle «prossime settimane».
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20/07/2009
Sudcorea, scambio di neonati all'ospedale
Sudcorea, scambio di neonati all'ospedale
La piccola è nata nel 1992, i primi sospetti con analisi del sangue: gruppo non compatibile. I genitori si accorgono dell'errore dopo 16 anni. Risarciti dalla struttura con oltre 55 milioni di dollari
SEUL- I primi anni non ci hanno nemmeno pensato. Poi, a causa di un banale esame di routine, sono arrivati i sospetti. Quindi la conferma con l'esame del dna. La bambina che si erano portati a casa non è la loro. L'ospedale ha fatto un errore. E anche grave. Per questo la coppia ha deciso di rivolgersi al tribunale che ha condannato la struttura sanitaria a un maxi risarcimento: oltre 55 milioni di dollari.
L'ERRORE- La coppia aveva partorito la piccola nel 1992. I primi sospetti dopo qualche anno. Il gruppo sanguigno della bimba non è compatibile con il loro. È stato il test del dna a sfatare ogni dubbio. L'ospedale, condannato a pagare, per una forma di tutela della privacy, si rifiuta di rendere note le generalità della figlia biologica della coppia.
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27/05/2009
La Corea del Nord continua la sfida Lanciato un terzo missile a corto raggio
La Corea del Nord continua la sfida Lanciato un terzo missile a corto raggio
Il nuovo test avvenuto dalla costa orientale verso il Mar Giallo. Il regime di Kim Jong-il risponderà «immediatamente e con forti misure militari» ad una eventuale decisione del Sud di fermare e ispezionare navi nordcoreane
| Kim Jong II, leader della Corea del Nord (Markanew) |
SEUL - La Corea del Nord continua a sfidare il mondo. Pyongyang ha effettuato un nuovo lancio di missile a corto raggio, all'indomani del lancio di altri due, minaccia una risposta militare alla Corea del Sud dopo la decisione di Seul di aderire alla Proliferation Security Initiative (Psi). Tutto questo mentre i satelliti spia americani hanno accertato che è ripartito l'impianto nucleare -2.
NUOVO TEST - L'agenzia sudcoreana Yonhap, citando una fonte anonima del governo di Pyongyang, ha riferito che il lancio del nuovo missile a corto raggio è avvenuto dalla costa orientale verso il Mar Giallo. Il quotidiano sudcoreano Chosun Ilbo, citando una fonte anonima del governo di Seul, ha riferito che un satellite spia statunitense ha rilevato vapore uscire da un impianto nucleare a Yongbyon, generati dalla struttura di lavorazione del plutonio che si trova a 80 chilometri da Pyongyang. La Corea del Nord aveva già annunciato di aver riavviato le operazioni di ritrattamento del combustibile atomico a Yongbyon, in segno di protesta verso la condanna dell'Onu per il lancio del missile-satellite effettuato il 5 aprile scorso, che secondo i servizi Usa e sudcoereani era però il test di un nuovo missile nucleare. L'ultimo atto della sfida al mondo è la dichiarazione di Pyongyang non sertirsi più legata all'armistizio del 1953, siglato alla fine della guerra di Corea.
LA RISPOSTA DEL REGIME - La notizia è stata diffusa dalla Kcna, l'agenzia ufficiale del regime. È la risposta alla decisione del vicino di aderire all'iniziativa lanciata nel 2003 da George W. Bush per interdire il trasferimento di tecnologie e armi di distruzione di massa. Il regime di Kim Jong-il ha diramato una nota per avvertire che risponderà «immediatamente e con forti misure militari» ad una eventuale decisione del Sud di fermare e ispezionare navi nordcoreane.
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26/05/2009
L'Onu e la Ue condannano Pyongyang Che in risposta lancia due nuovi razzi
L'Onu e la Ue condannano Pyongyang Che in risposta lancia due nuovi razzi
La Corea del Nord ha effettuato nuovi esperimenti con missili a corto raggio. No unanime ai test, la Casa Bianca assicura Seul: vi proteggeremo. E il regime: clima ostile anche con Obama
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| Il leader nordcoreano, Kim Jong Il (Reuters) |
I capi della diplomazia d’Asia e dell’Unione Europea hanno condannato oggi a Hanoi il test nucleare compiuto nella giornata di lunedì dalla Corea del Nord. I ministri, che da lunedì partecipano a una riunione dell'Asem (Asia-Europe Meeting), nella bozza «condannano» il test nucleare di Pyongyang, che costituisce una «violazione evidente» delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu e degli accordi conclusi nel corso delle trattative a sei fra le due Coree, la Cina, il Giappone, gli Stati Uniti e la Russia. Un atto formale a cui indirettamente in regime di Kim Jong-il ha risposto con l'annunciato lancio di due razzi a corta gittata da una propria base militare sulla costa orientale del Paese.
LA RISOLUZIONE ONU - Una condanna era arrivata all'unanimità, lunedì sera, anche dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, al termine di una riunione urgente durata poco più di un'ora, il secondo test atomico nord-coreano in tre anni. I Quindici, convocati d'urgenza dalla Russia che ha la presidenza di turno, hanno deciso di preparare una risoluzione che comporterà una serie di nuove sanzioni nei confronti del governo di Pyongyang. «I membri del Consiglio - ha dichiarato l'ambasciatore russo Vitaly Ciurkin al termine della riunione- hanno espresso la loro forte opposizione e la loro condanna del test nucleare effettuato il 25 maggio 2009 dalla Corea del Nord, il quale costituisce una chiara violazione della risoluzione 1718 del Consiglio», e hanno deciso di «iniziare immediatamente a lavorare su una risoluzione». Tutti, e in prima fila gli Stati Uniti come ha indicato l'ambasciatrice Usa Susan Rice, premono per una risoluzione forte. Il presidente Barack Obama ha definito l'esperimento sotterraneo di Pyongyang «una minaccia per la pace e la sicurezza» e «una sfida sconsiderata alla comunità internazionale». Washington ha appreso del test atomico con minimo preavviso - meno di un'ora - attraverso il «canale di New York», diplomatici nordcoreani alle Nazioni Unite, anche se «gli Stati Uniti non sono rimasti sorpresi, a causa dell'atteggiamento sempre più aggressivo e bellicoso di Pyongyang», ha detto alla Cnn il capo degli Stati Maggiori, ammiraglio Mike Mullen.
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| Il presidente americano, Barack Obama (Ansa) |
LE PREOCCUPAZIONI DI SEUL - Il presidente Usa Barack Obama, in un comunicato diffuso dalla Casa Bianca, ha assicurato il suo omologo sudcoreano Lee Myung-bak dsul«'impegno inequivocabile» alla difesa della Corea del Sud, dopo il test della Nord Corea. I due presidenti, in una conversazione telefonica, «hanno anche convenuto di lavorare insieme a stretto contatto per cercare e sostenere una forte risoluzione del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, con misure concrete per ridurre le attività nucleari e missilistiche della Corea del Nord».
«USA OSTILI ANCHE CON OBAMA» - Da Pyongyang la replica indiretta del regime chiama in causa direttamente Obama, il cui avvento alla Casa Bianca - viene sottolineato - non ha cambiato la politica ostile nei confronti del Paese. E per questo - si legge in un comunicato affidato all'agenzia di stampa Knca e attribuito ad un anonimo funzionario governativo - la Corea del Nord, «il suo esercito e la sua gente sono pronti per la battaglia contro qualsiasi sconsiderato attacco degli Usa». «Sembra chiaro che nulla è cambiato negli Usa nella politica ostile verso la Repubblica popolare democratica di Corea» rende noto la Kcna.
I NUOVI LANCI - L'agenzia coreana Yonhap aveva anticipato l'intenzione della Corea del Nord di testare un missile a corto raggio. L?esperimento era previsto tra oggi e domani sulla costa occidentale che si affaccia sul Mar giallo. «La Corea del Nord - spiega la Yonhap - ha dichiarato il divieto per le navi nel tratto di mare al largo della provincia di Pyongyang del Sud dal 25 al 27 maggio. Sembra che il Paese voglia provare uno dei suoi missile a corto raggio». Le agenzie di stampa hanno ora confermato l'avvenuto lancio, che tuttavia sarebbe partito da una base della costa orientale.
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26/03/2009
Schianto in auto, muore Parisi
Schianto in auto, muore Parisi
L'ex campione del mondo di pugilato, oro a Seul, ha perso la vita in un incidente stradale, scontro frontale a voghera
Giovanni Parisi durante uno dei suoi tanti incontri (Tam Tam)
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| Giovanni Parisi |
VOGHERA - Giovanni Parisi, 42 anni, ex campione del mondo di pugilato e campione olimpico a Seul nel 1988, è morto in un incidente stradale avvenuto sulla tangenziale di Voghera. L'auto sulla quale viaggiava, verso le 20:40, si è scontrata frontalmente con un furgone. Parisi, originario di Vibo Valentia ma da molti anni residente a Voghera, è morto sul colpo.
FUORI STRADA - Secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, nello scontro con un furgoncino che trasportava materiale elettrico, l'auto di Parisi, una Bmw, è uscita fuori strada, finendo in un campo lungo il tratto della tangenziale di Voghera, compreso tra le uscite di Oriolo e Voghera Ovest. Giovanni Parisi, sposato con Silvia e padre di tre bambini, era da solo al volante della sua Bmw Coupè color amaranto e stava dirigendosi verso la propria abitazione, una villa nell'immediata periferia cittadina, a poche centinaia di metri dallo svincolo di Medassino della stessa superstrada. Per cause ancora in fase d'accertamento da parte della Polizia Locale, la potente autovettura si è scontrata frontalmente con un furgone, un Iveco 35/10, che trasportava materiale elettrico, il cui conducente è ricoverato al pronto soccorso dell'ospedale civile di Voghera. L'urto è stato violentissimo ed entrambi i veicoli sono finiti fuori strada, in un fosso accanto alla tangenziale: la parte anteriore della BMW della medaglia d'oro olimpica di Seul, nell'impatto devastante col camioncino, «è come esplosa» hanno raccontato i primi soccorritori. L'auto si è letteralmente disintegrata, non lasciando scampo a Giovanni Parisi. Quando, sul posto, sono arrivati i sanitari del 118, l'equipaggio medicalizzato non ha potuto far altro che constatare il decesso dell'ex-campione.

Giovanni Parisi con Marvin Hagler nel 1995 (Reuters)
Parisi sul podio più alto nell'Olimpiade di Seoul 1988 (Omega)
LA CARRIERA - Giovanni Parisi aveva eguagliato Nino Benvenuti vincendo un'Olimpiade e poi diventando campione del mondo in due diverse categorie. Non era riuscito però a conquistare il terzo mondiale, battuto nel 2000 dal portoricano Carlos Santos nel tentativo di scalata alla corona iridata dei pesi welters Wbo. Nato a Vibo Valentia il 12 febbraio 1967 ma trasferitosi ben presto con i genitori a Voghera, Parisi era noto con il soprannome di Flash, per il carattere guascone, capace di infiammare il pubblico e soprattutto per l'intelligenza pugilistica. Dopo essere stato iridato nei leggeri (1992-93) e nei superleggeri (1996-98), aveva annunciato più volte il ritiro salvo poi tornare, richiamato dalla passione per la boxe. L'ultimo tentativo l'aveva fatto nell'ottobre 2006 quando, a 39 anni, aveva sfidato a Milano il francese Frederic Klose per il titolo europeo dei pesi welter. Ma era stato battuto e convinto a dire basta in maniera definitiva. Parisi era salito alla ribalta internazionale con la vittoria olimpica a Seul, dove aveva battuto il romeno Dumitrescu, per poi passare professionista per una brillante carriera
07:00 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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