28/09/2011

Romano, respinta la mozione di sfiducia. Bossi: «Romano? È andata benissimo. Sono i magistrati che fanno casino»

Romano, respinta la mozione di sfiducia. Bossi: «Romano? È andata benissimo. Sono i magistrati che fanno casino»

La difesa del ministro: «l'ordine giudiziario ha soverchiato il parlamento». I no 315, i sì 294. Il titolare dell'Agricoltura è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. «Prima bloccano processo, poi lo fanno ripartire...». Il governo va avanti fino al 2013? «Non lo so». Sei Radicali non votano e rischiano l'espulsione dal Pd

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27/01/2011

Non passa la sfiducia al ministro Bondi Fallisce l'assalto, nuovo ko per l'opposizione

Non passa la sfiducia al ministro Bondi Fallisce l'assalto, nuovo ko per l'opposizione

La mozione, presentata dalle opposizioni dopo i crolli di Pompei, è stata respinta con 314 no e 292 sì. Il ministro in Aula: "Hanno tentato la solita spallata al governo. Non mi sono accorto degli straordinari risultati dei miei predecessori"

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14/12/2010

Bondi contro Bocchino: lo scontro si sposta in tv

Bondi contro Bocchino: lo scontro si sposta in tv

Il ministro della Cultura al finiano: "Lei è impertinente e maleducato". La risposta: "Hai fatto assumere tutta la tua famiglia al ministero". In serata le tensioni della giornata politica si trasferiscono nel salotto di Ballarò.

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Testimonianze: parla il finanziere con la pistola

Testimonianze: parla il finanziere con la pistola

"Sono stato aggredito, ero in terra senza casco e ho visto l'arma fuori dalla fondina. L'ho protetta con le mani". I fotoreporter che hanno documentato la scena: "Scattavo senza capire cosa accadesse". "Mai visto niente di simile nella Capitale".

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Roma: rissa alla Camera, violenze in piazza

Roma: rissa alla Camera, violenze in piazza

Resiste Berlusconi che ottiene la fiducia a Montecitorio con 3 voti di scarto. Ma nella Capitale degenera la manifestazione studentesca e si contano a decine le cariche, i lacrimogeni, i feriti e i danni per l’assalto dei black block.

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13/12/2010

Berlusconi ai finiani: "Basta diktat, si va avanti"

Berlusconi ai finiani: "Basta diktat, si va avanti"

Il premier interviene prima al Senato e poi alla Camera in vista della fiducia di martedì 14. Respinta la proposta di Futuro e libertà che chiedeva dimissioni immediate. L’opposizione: "Una scelta irresponsabile".

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15/11/2010

Berlusconi: in caso di sfiducia voto solo alla Camera

Berlusconi: in caso di sfiducia voto solo alla Camera

Giornata cruciale per la maggioranza. Gli esponenti di Futuro e Libertà lasciano il governo. In serata vertice ad Arcore tra il premier e la Lega. Ecco i numeri del governo a Montecitorio e Palazzo Madama.

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03/08/2010

Berlusconi avverte: “Al primo incidente si vota”

Berlusconi avverte: “Al primo incidente si vota”

Il premier: “Io non mi faccio logorare”. Calendarizzata per mercoledì la mozione sul sottosegretario Caliendo indagato nell'inchiesta P3. Decisivo il voto dei membri di Futuro e libertà. Il Cavaliere: "Finiani non faranno cadere il governo. Hanno l'1,5%"

 

Il governo "va avanti meglio di prima. I finiani non faranno cadere il governo", ha detto il premier Silvio Berlusconi, a margine della cena con i senatori Pdl a Roma. Anzi, la rottura avrebbe beneficiato il Pdl, dice sfoderando un sondaggio "del pomeriggio": La maggioranza "non poteva più andare avanti così" si stava dando un immagine di "logoramento" e "lo avvertivamo nei rapporti con la gente e nei sondaggi". Ma, ha aggiunto il premier, dopo la rottura con Fini c'è stata una risalita. "I sondaggi che ho avuto oggi pomeriggo - danno me ancora oltre il 60% e 3 punti in più per il partito". "E' convenienza di tutti non andare a casa, con la differenza che noi siamo sicuri dei risultati positivi che otterremmo" mentre per i finiani i risultati non sarebbero lusinghieri, ha aggiunto il premier. "Un sondaggio commissionato il giorno dopo - ha sottolineato - danno un possibile partito di Fini all'1,5%".

"Prima si discuteva di tutto, ora sarà più facile andare a discutere con i rappresentanti di questi gruppi. Certamente le decisioni non dovranno cascare dalle stelle, ma dovranno avwere le radici nel nostro programma", ha aggiunto Berlusconi ribadendo che i finiani "hanno assicurato la lealtà al governo". Il premier ha citato anche la mozione di sfiducia contro Caliendo presentata dall'opposizione dicendosi "tranquillo" che non ci saranno incidenti. "Al primo incidente si andrà a votare", ha ripetuto il Cavaliere più volte. Quanto alle voci di "campagna acquisti" tra i finiani, Berlusconi afferma: "Io non ho fatto nessuna telefonata" a esponenti finiani o di altri partiti, "ho avuto contatti con persone che mi hanno cercato assicurandomi lealtà al governo e al programma elettorale".


02/08/2010

Caliendo, una questione di sfiducia

Caliendo, una questione di sfiducia

Maggioranza alle prese con il caso del sottosegretario coinvolto nell'inchiesta P3. Il primo test potrebbe esserci già in settimana, se verrà calendarizzata alla Camera la mozione di sfiducia. Fini: "Ho le idee chiarissime".

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Primo test oggi alla Camera per la maggioranza, dopo l'uscita dei finiani dal Pdl e la nascita del gruppo di Futuro e libertà. E' questa la notizia che occupa le prime pagine dei quotidiani in edicola.

La conferenza dei capigruppo deciderà se discutere in settimana la mozione di sfiducia dell'opposizione contro il sottosegretario alla Giustizia Caliendo, coinvolto nell'inchiesta P3.

I finiani potrebbero votarla, indebolendo il governo, ma il loro leader non si pronuncia ancora.
Di Pietro lo ha invitato ad approvare la mozione. "Ha le idee chiarissime su Caliendo", ribatte il portavoce di Fini. Oggi al Senato riunione per formare il gruppo di Futuro e Libertà.

Intanto, Berlusconi garantisce sulla solidità del Governo e non teme imboscate dei finiani in Parlamento. E Umberto Bossi avverte: niente ribaltoni, la Lega non lo permetterà.


20/07/2010

Intercettazioni, il governo fa dietrofront: pubblicabili se rilevanti. I finiani esultano

Intercettazioni, il governo fa dietrofront: pubblicabili se rilevanti. I finiani esultano

Il Pdl fa sapere che non ci saranno slittamenti. cicchitto: «Si voti entro agosto». Il Pd contesta Caliendo: «E' coinvolto nell'inchiesta P3, non può seguire liter della legge». Sfiducia dell'Idv

 

Giulia Bongiorno, a capo della commissione Giustizia
Giulia Bongiorno, a capo della commissione Giustizia

ROMA - Il governo ha presentato il suo atteso emendamento al ddl intercettazioni. Il termine per la presentazione dei subemendamenti è stato fissato per mercoledì mattina alle 9. Lunedì sera il premier Berlusconi, ritirando il premio «Grande Milano», aveva ribadito la convinzione per un possibile accordo all'interno della maggioranza. Con questo emendamento la possibilità di un'intesa sembra essersi concretizzata. Intanto dal Pdl si fa sapere che non ci sarà alcun rinvio a settembre: la maggioranza sarà pronta a portare in Aula alla Camera il provvedimento sulle intercettazioni, come previsto, per il 29 luglio. «L'emendamento del governo - ha spiegato Emilio Costa, capogruppo del Pdl in commissione - è un emendamento di sintesi ed è un tassello che completa il percorso. Mercoledì mattina scadono i termini per i subemendamenti e poi si comincerà a votare in commissione per essere pronti per il 29 luglio. Non ci sarà alcun rinvio». Un concetto ribadito dal capogruppo alla camera dei berlusconiani Fabrizio Cicchitto: «Il governo, attraverso il ministro Alfano, ha lavorato per raggiungere il triplice risultato di garantire la privacy, e quindi il rispetto dell'articolo 15 della Costituzione, la libertà di stampa secondo l'articolo 21 e il maggior grado possibile di consenso politico e istituzionale. Da questa impostazione discendono le proposte adesso presentate in commissione giustizia della Camera. Ci auguriamo che la commissione le approvi in modo da consentire all'aula di votare il provvedimento entro la prima settimana di agosto come da calendarizzazione già concordata»

L'UDIENZA-FILTRO - Nell'emendamento presentato dal governo si afferma il principio secondo il quale, nel corso delle indagini, l'obbligo del segreto per le intercettazioni «cade» ogni qual volta ne sia stata valutata la rilevanza. In questo senso viene inserita la previsione secondo la quale la documentazione e gli atti relativi alle intercettazioni sono coperti da segreto fino al momento della cosiddetta «udienza-filtro». In questo momento del processo, infatti, si selezionano le intercettazioni depositate dal Pm e si escludono quelle relative a fatti, circostanze o persone estranee alle indagini. Stabilito questo principio, il governo propone quindi di sopprimere tutta quella parte del testo nel quale si prevede il divieto di pubblicazione delle intercettazioni sino alla conclusione delle indagini. Ma si sopprime anche la norma che specificava il regime delle intercettazioni allegate all'ordinanza cautelare. Le intercettazioni, comunque, secondo quanto si legge nel testo messo a punto dal governo, sono sempre coperte dal segreto fino a quando le parti non ne vengano a conoscenza.

LE VALUTAZIONI AI PM - Nella proposta di modifica che porta la firma del sottosegretario Giacomo Caliendo, si disciplinano anche i casi in cui il giudice e il Pm, prima che ci sia l'«udienza-filtro», utilizzino le intercettazioni per emettere, ad esempio, dei provvedimenti cautelari oppure per atti che riguardano la ricerca della prova (ad esempio, un'ordinanza di custodia cautelare oppure un decreto di perquisizione). In questi casi, saranno il Pm e il giudice a dover selezionare quali conversazioni dovranno essere trascritte, in quanto rilevanti, per adottare la misura cautelare o l'atto d'indagine. Il meccanismo previsto implica la necessità di restituire al Pm la facoltà di operare uno stralcio per tutelare la segretezza delle indagini. Nell'emendamento sono poi indicate tutte le modalità tecniche per selezionare le intercettazioni rilevanti e si stabilisce il divieto di trascrivere parti di conversazioni che riguardano fatti, circostanze o persone estranee alle indagini. Giudice e Pm potranno poi disporre, con decreto motivato, l'obbligo del segreto, quando il contenuto delle conversazioni trascritte potrà ledere la riservatezza delle persone coinvolte. I difensori potranno estrarre copia delle trascrizioni e potranno trasferire le registrazioni su un supporto informatico. Si stabilisce, infine, che, dopo la conclusione delle indagini preliminari, nell'udienza preliminare e nel dibattimento, il giudice potrà sempre disporre su richiesta delle parti o anche d'ufficio l'esame dei verbali e l'ascolto delle registrazioni custodite nell'archivio riservato e potrà acquisire con ordinanza le intercettazioni in precedenza ritenute prive di rilevanza.

LA GIOIA DEI FINIANI - I finiani cantano vittoria per lemendamento presentato: «Cade così il bavaglio per la stampa - si è affrettata a commentare Annamaria Siliquini - è una vittoria del Parlamento». Mentre il presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, fedelissima di Fini, commenta con soddisfazione: «Credo che questo testo sia un balzo in avanti. Credo che sia innegabile - dichiara ai cronisti - che questo emendamento vada incontro alle istanze che sono state rappresentate dal mondo dell'informazione. Personalmente ho sempre detto che bisognava andare in questa direzione, sicuramente questa opzione mi sembra estremamente positiva. Più che di un passo in avanti mi sembra un balzo in avanti nel testo».

CALIENDO CONTESTATO - Intanto il Pd, per bocca di Donatella Ferranti, giudica «inopporutuno» che a seguire l'iter per conto del governo sia Caliendo, dopo il suo coinvolgimento nelle inchieste sulla cosiddetta «P3». L'Italia dei Valori ha invece chiesto al presidente del Senato Renato Schifani di calendarizzare la mozione di sfiducia per il sottosegretario. «Abbiamo chiesto con forza la calendarizzazione di questa mozione, il presidente del Senato Schifani si è riservato di decidere, ci farà sapere - ha spiegato Felice Belisario, presidente dei senatori dell’Idv, al termine della conferenza dei capigruppo di palazzo Madama -. Il sottosegretario non è in condizione di svolgere serenamente il suo lavoro. Tra i suoi compiti specifici c’è la delega a seguire il ddl intercettazioni, io al posto suo avrei già fatto le valigie e abbandonato l’incarico». Ancora poco chiaro, invece, il ruolo che ricoprirà il Pd e il resto dell'opposizione nella mozione: «Noi ci auguriamo che ci sia una convergenza come è accaduto per il caso di Cosentino. L’obiettivo non è spuntarla ma risolvere un problema».

Redazione online